La storia di Vaccari ha inizio a Montecchio Precalcino (Vi) oltre 70 anni fa, quando il fondatore Antonio Giulio dà avvio a una serie di attività che rimangono ancora oggi il core business dell’azienda: estrazione, lavorazione, trasporto inerti di origine calcarea e basaltica, produzione di aggregati da costruzione e conglomerati bituminosi e cementizi.

Su invito di Hitachi Italia e con la collaborazione del dealer Comac, abbiamo avuto la possibilità di vedere al lavoro un nuovo escavatore idraulico ZX530LCH-7: è quello acquistato dalla Vaccari Antonio Giulio Spa per la sua cava di basalto a San Pietro Mussolino (Vi), da cui escono prodotti finiti per impieghi in ambito ferroviario e stradale.

Il Ruolo di Mauro Pesavento

Mauro Pesavento, che lavora da diversi decenni per Vaccari, è dal 2010 il responsabile produzione di tutti gli impianti. Attualmente sono sei le cave attive nel cuore del Veneto, inclusa quella oggetto della nostra visita, in cui l’estrazione è iniziata nel 1950.

Nel marzo 2024 Vaccari Antonio Giulio Spa ha acquisito la Se.Pi. Escavazioni, società proprietaria di tutto il giacimento, destinata a una graduale fusione, spiega Pesavento. "Noi, in ogni caso, siamo presenti qui già dal 2019, quando abbiamo sviluppato un progetto di estrazione del basalto insieme all'ex titolare".

Ripristini Ambientali e Sviluppo Futuro

Nel corso degli anni, Vaccari ha realizzato accurati ripristini ambientali delle cave dismesse, allo scopo di creare nuove aree verdi e spazi pubblici accessibili alle comunità locali. I piani di ripristino includono la bonifica del terreno, la rimozione di strutture obsolete, la messa in atto di interventi di rimboschimento e la creazione di habitat per la fauna.

Anche la cava di San Pietro Mussolino sarà interessata da questo tipo di interventi, ma non nell’immediato: "In questo sito abbiamo davanti ancora 15 anni di sviluppo. La produzione si rivolge al settore dei lavori infrastrutturali, con un 60% destinato al ferroviario e un 40% allo stradale, che include aggregati per gli asfalti, drenanti, ecc.".

L'Acquisto dell'Escavatore Hitachi ZX530LCH-7

"Noi siamo un gruppo che, per così dire, ha l’abitudine di ‘assaggiare’ macchine di diversi marchi" racconta Mauro Pesavento. "Nel nostro parco mezzi erano già presenti due escavatori Hitachi (uno ZX470 e uno ZX490, impiegati tuttora in un altro nostro sito di escavazione del basalto, a Montecchia di Crosara) e una pala Fiat-Hitachi acquistata nel 2003.

Il nuovo escavatore, già all’opera da tempo nella cava di San Pietro Mussolino, è a tutti gli effetti il primo Hitachi acquistato da Vaccari dopo l’avvio della collaborazione col dealer: "Li abbiamo conosciuti dopo che hanno acquisito Rev, un marchio di cui possediamo alcuni impianti di frantumazione".

Le Caratteristiche dell'Escavatore ZX530LCH-7

"Per noi è importante avere una macchina che sia allestita da roccia, con un carro importante" spiega Pesavento. "Nelle operazioni di disgaggio, è fondamentale che l'operatore abbia soprattutto una garanzia di sicurezza, che la macchina ‘non scappi’. Sono aspetti, questi, che per noi vengono prima della comodità del sedile o degli altri comfort in cabina, che pure sono indiscutibili: vogliamo mettere a disposizione degli operatori una macchina che li faccia sentire sicuri nelle fasi operative".

Nello specifico, l’operatore che utilizza il nuovo escavatore idraulico nella cava di San Pietro Mussolino, Luca Golin, era già formato sul prodotto Hitachi, avendo utilizzato lo ZX490 attivo nella cava di Montecchia di Crosara per circa due anni a partire dalla sua consegna. "Luca ci ha abbandonato per qualche anno, ma adesso che è tornato e lavora in questa cava, è orgoglioso dello ZX530 quanto lo era in precedenza dello ZX490".

La differenza tra i due modelli è soprattutto nella forza di trazione, che nello ZX530LCH-7 è aumentata del 30% e si accompagna a una maggiore forza sterzante, utile nelle manovre in un contesto caratterizzato da forti pendenze come quello della cava. L’esemplare acquistato da Vaccari è stato consegnato nell’aprile 2024 ed è entrato nel ciclo operativo dell’impianto dopo il montaggio in sito, completato in una settimana.

"Per il momento lo abbiamo utilizzato soprattutto per operazioni di scopertura nella cava, quindi non ancora al massimo del suo potenziale, ma abbiamo già notato consumi più ridotti rispetto allo ZX490" ha spiegato il responsabile impianti di Vaccari. "A livello di attrezzature, noi in genere usiamo benne e martelli demolitori, ma questa macchina è stata acquistata per essere impiegata solo nel disgaggio, quindi sempre con la benna".

E proprio quest’ultima corrisponde all’unica richiesta specifica al di fuori dell’allestimento standard: "Abbiamo espressamente richiesto una benna Lameter, un produttore affidabile che conosce già le nostre esigenze ed è già in possesso dei nostri disegni con le configurazioni adatte ai lavori che svolgiamo qui. Lo abbiamo fatto presente a Mario Rebella di Comac, che ha saputo accontentarci".

Il Ruolo di Comac e Hitachi Italia

Come ci ha raccontato lo stesso Pesavento, il nuovo ZX530 di Vaccari è anche il primo Hitachi acquisito dal distributore Comac di proprietà della famiglia Piffer: un brand storicamente associato a Hitachi in Trentino-Alto Adige, che dal 2021 è tornato a seguire la regione Veneto.

"Per noi questa vendita è un ottimo test di prova anche da un punto di vista del servizio" commenta Mario Rebella, responsabile della filiale Comac di Padova, che cura anche la parte della trattativa commerciale col cliente. "Una macchina come questa, che si confronta con un ambiente di lavoro così gravoso per via del tipo di materiale estratto, avrà bisogno anche di essere seguita con attenzione. Si tratta quindi di una sfida molto importante, anche perché so che la proprietà di Vaccari ha in programma altri investimenti su macchine di questa taglia: credo quindi che attraverso questo escavatore appena acquisito ci stiano testando, e a noi fa piacere".

Rebella giudica decisiva per l’acquisto l’esperienza positiva di Vaccari con altre macchine Hitachi: "Rappresento da quattro anni questo marchio per Comac, e devo dire che da tutti i clienti è riconosciuto come il punto di riferimento del mercato a livello idraulico. Anche l'affidabilità, già testata dall’azienda con gli altri due escavatori, ha sicuramente fatto la differenza".

Il responsabile della filiale di Padova sottolinea anche l’aspetto dell’assistenza, per cui Vaccari ha sottoscritto con Comac un contratto di manutenzione con garanzia fino a 10.000 ore globali: "Siamo organizzati molto bene qui in Veneto, con tempi di risposta molto rapidi. Soprattutto quando si parla di escavatori idraulici è fondamentale un efficiente servizio di assistenza in cantiere, e con i nostri furgoni attrezzati siamo in grado di svolgere il 90% dei lavori".

Questo escavatore, per esempio, è stato montato qui in cava da due nostri tecnici, che si sono occupati di ogni aspetto: braccio stick, zavorra, passerelle e tarature.

La Struttura di Hitachi Italia

Presente in sito insieme a Mario Rebella e alla responsabile marketing Comac Chiara Quarello, Massimiliano Todini ha fatto il punto sulla storia recente e sulle prospettive della branch italiana di Hitachi, con sede a Castel San Pietro Terme (Bo), di cui è General affair manager.

"Nell’ambito di una riorganizzazione del network distributivo in Italia, Hitachi ha deciso di creare stabilmente una filiale a partire dall’aprile 2021, inizialmente con il General Manager Richard Egelie". "Attualmente sono presente io come manager degli affari generali, insieme a due Sales specialist, Andrea Dall’Osso e Cristiano Carrega: Andrea è più orientato al back office, e segue dall’ufficio i dealer dal punto di vista dell'allocazione delle macchine e degli allestimenti, mentre Cristiano è più presente sul territorio, per stare più vicino sia ai dealer che ai clienti finali, e comprenderne le esigenze”.

Nella struttura appena descritta verrà inserita a breve un'ulteriore figura: “Un Product Support Specialist, che dovrà affiancare i dealer nell’assistenza pratica sulle macchine, quindi in tutte le problematiche tecniche che potrebbero emergere, oltre all'assistenza su garanzie e all'organizzazione di corsi tecnici per i meccanici”.

L'obiettivo inquadrato da Hitachi all’apertura di questa filiale, ci ha spiegato Todini, era quello di supportare il più possibile i dealer: “Soprattutto quelli entrati successivamente nel network distributivo, affinché fossero più allineati alle politiche e strategie aziendali. Dopo due anni e mezzo di lavoro, possiamo affermare che tutti i dealer hanno raggiunto ormai gli obiettivi primari che ci eravamo dati. Adesso, col rinnovo del mandato avvenuto per tutti i dealer inizia una seconda fase, in cui definiremo obiettivi ancora più performanti che i nostri dealer dovranno raggiungere in Italia”.

La Rete di Distribuzione Hitachi in Italia

Sul territorio italiano, Hitachi può contare attualmente su 6 distributori ufficiali:

  • Scai: copre circa il 50% del mercato e ha Lombardia, Sicilia, il centro e parte del sud Italia.
  • Il gruppo KMI: ha la Calabria e la Puglia come zone di distribuzione.
  • WR57: segue l'Emilia-Romagna.
  • Massucco: si occupa di quattro regioni: Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta e Sardegna.
  • Salomoni: segue il Friuli-Venezia Giulia e le province di Belluno e Treviso.
  • Comac: segue tutto il Trentino-Alto Adige, suo territorio storico, e a partire dal 2021 anche il Veneto.

Massimiliano Todini si sofferma sul rapporto con Comac: “Quella di Hitachi nella riorganizzazione del network italiano è stata una scelta di continuità, e devo dire che Comac e la famiglia Piffer sono tra i distributori che da più anni vendono il marchio Hitachi. Si tratta quindi di un dealer affidabile, preciso e sicuramente molto fidelizzato. Dal 2020 si è deciso dunque di affidare a Comac anche tutta la parte più a sud del Trentino, quindi la zona del Veneto, ad eccezione di Belluno e Treviso, già coperte da un distributore storico. A questo proposito, Comac ha rilevato la filiale di Scai in provincia di Padova, in cui attualmente il responsabile Mario Rebella si avvale di uno staff interno di meccanici e di officine esterne, appunto per assicurare una presenza sempre più forte sul Veneto: un territorio vasto e con numerose province, che necessitano di una copertura capillare”.

L’escavatore idraulico acquistato da Vaccari costituisce appunto un esempio di questo nuovo network attivato da Comac in Veneto: “Come Hitachi abbiamo dato il nostro supporto nelle richieste di allestimento dello ZX530” ha commentato Todini “ma ovviamente tutta la trattativa è stata portata avanti da Mario Rebella e dalla proprietà, dunque dalla famiglia Piffer. Da parte nostra, siamo orgogliosi di aver piazzato una macchina così importante in una cava in Veneto: è senz’altro un obiettivo che ci eravamo dati, e che Comac ha avuto il merito di raggiungere”.

“Cercheremo di sviluppare ancora di più il mercato dei mini-escavatori” ha risposto. “Il nostro obiettivo è raggiungere una posizione di vertice tra i primi distributori di macchine compatte, fino a 65 quintali. Stiamo già organizzando insieme ai nostri dealer iniziative di marketing e campagne finanziarie con BNP Paribas. Nel campo degli escavatori cingolati e gommati, in cui occupiamo posizioni di leadership a livello nazionale, procederemo invece nel solco della continuità. “Naturalmente, la casa madre sta cercando di sviluppare ulteriori modelli per coprire il più possibile la gamma. Anche tra le pale gommate si sono aggiunte di recente la 250, presentata al Samoter di Verona lo scorso anno, e abbiamo la 310 che sta andando molto bene. Stiamo cercando di svilupparci anche in questo settore, e abbiamo organizzato anche dei comparison test a febbraio e marzo di quest'anno in Italia, chiamando a raccolta tutti i nostri dealer per testare le macchine”.

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