Il Genio Civile svolge un ruolo importante nella tutela del territorio, nella realizzazione di opere pubbliche sicure e sostenibili e nello sviluppo del Paese.

Origini e Evoluzione del Genio Civile

Le origini del Genio Civile possono essere rintracciate nel Regno di Sardegna.

Nel 1815, infatti, Vittorio Emanuele I di Sardegna introdusse una significativa riforma dell’amministrazione governativa, istituendo un organo specifico dedicato alla direzione ed esecuzione dei lavori pubblici.

Durante il regno di Carlo Felice (1821 - 1831), fu promulgato un regolamento che disciplinava il Corpo del Genio Civile, il cui ambito d’azione era principalmente limitato ai servizi relativi a ponti, strade e acque.

Dopo l’Unità d’Italia, con il conseguente l’assorbimento graduale dei servizi e del personale dei corrispondenti organi degli Stati preunitari, l’organizzazione di questo ente fu ridefinita dalla legge 5 luglio 1882, n.

Successivamente, le disposizioni normative del regio decreto n. 522 del 3 settembre 1906, modificato dalla legge n. 774 del 13 luglio 1921 e dal regio decreto n.

Nel 1945, per attuare il necessario decentramento amministrativo per la realizzazione di grandi programmi di opere pubbliche, furono istituiti temporaneamente i Provveditorati regionali alle opere pubbliche, ai quali fu affidata la gestione tecnica, amministrativa ed economica dei lavori e dei servizi sotto la competenza del Ministero dei Lavori Pubblici.

Questo decentramento fu ufficializzato dal decreto del Presidente della Repubblica n.

In seguito, con il decreto del Presidente della Repubblica n. 8 del 15 gennaio 1972 e i decreti delegati n. 616 e n.

Struttura e Funzioni del Genio Civile

Il Genio Civile è un organo statale periferico con funzione regionale.

Uffici ordinari a servizio generale: svolgono le funzioni standard assegnate al Genio Civile e operano a livello provinciale.

In linea generale, ci si attiene a quanto indicato nel “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia” (DPR 6 giugno 2001, n.

Il Ruolo dei Consorzi di Bonifica

In Campania vige la Legge Regionale n.

Infatti l'articolo 2 della Legge 4/2003 stabilisce: "I consorzi di bonifica, in applicazione delle disposizioni di cui alla legge n.

In tal senso va la previsione del Decreto Legislativo numero 152 del 2006 (Codice dell'Ambiente), lì dove le regioni "provvedono...

Su tanto il dispositivo del Consiglio di Stato osserva anche che ai sensi dell'articolo 62 del Codice dell'Ambiente: "i consorzi di bonifica e di irrigazione...

"Tale disposizione - si afferma nella sentenza - riserva dunque, anche ai consorzi di bonifica, alcune particolari materie delegate dalle regioni.

Inoltre la sentenza del Consiglio di Stato richiama come norma quadro l'articolo 54 comma 1 del Regio Decreto numero 215 del 1933 "Nuove norme per la bonifica integrale" che riserva ai consorzi la gestione delle sole opere di bonifica: "Possono costituirsi consorzi tra proprietari degli immobili che traggono beneficio dalla bonifica.

Il Consiglio di Stato, con sentenza numero 241 della quinta sezione, pubblicata il 5 gennaio 2024, ha fatto chiarezza in ordine alle competenze di gestione e manutenzione delle opere idrauliche presenti nei comprensori di bonifica dei consorzi della Campania, con una decisione destinata ad avere rilievo nazionale.

Tale dispositivo del Consiglio di Stato è conforme alle tesi sostenute nelle fasi precedenti di giudizio dai consorzi di bonifica campani.

Secondo lo Studio legale Compagno di Roma "La decisione, che enuncia principi di diritto destinati a costituire un punto di riferimento anche per situazioni consimili sull'intero territorio nazionale, costituisce quindi un approdo particolarmente importante nell'annoso dibattito sulle competenze di gestione e manutenzione delle opere idrauliche da parte degli Enti di bonifica, utile altresì per dirimere le controversie risarcitorie a fronte di esondazioni ed allagamenti".

Iniziative per la Rinaturazione e la Sicurezza Idraulica

Il Po è un’area prioritaria per la connettività ecologica e l’adattamento ai cambiamenti climatici.

Proprio per questo, l’investimento di “Rinaturazione dell’area del Po” previsto dal PNRR-Next Generation EU avvia una diffusa azione di ripristino ambientale, compiendo un primo passo per la più grande e importante azione di recupero ecologico e di adattamento nel nostro Paese.

In questa sezione è possibile scaricare la documentazione inerente l'iter del progetto della cassa di espansione del torrente Baganza, che sarà realizzata a sud della città di Parma.

L'opera idraulica potrà contenere fino a 4,7 milioni di metri cubi di acqua e garantirà quindi un elevato grado di sicurezza ai centri urbani di Parma e di Colorno anche a fronte di una piena eccezionale.

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