La progettazione e la gestione dei sistemi di evacuazione delle acque all’interno degli edifici richiedono una conoscenza approfondita delle normative e delle linee guida tecniche. La norma UNI EN 12056 fornisce le linee guida per i sistemi di evacuazione delle acque all’interno degli edifici e i requisiti per la progettazione, l’installazione e la manutenzione dei sistemi di scarico delle acque reflue domestiche, delle acque meteoriche e delle acque di scarico industriali leggere.
UNI EN 12056: Gli Aspetti Trattati Dalla Norma
La norma si articola in diverse parti, ognuna delle quali tratta aspetti specifici dei sistemi di evacuazione delle acque:
- UNI EN 12056-1: tratta i principi generali e le definizioni applicabili a tutti i sistemi di evacuazione delle acque all’interno degli edifici.
- UNI EN 12056-2: fornisce le linee guida per la progettazione dei sistemi di evacuazione delle acque reflue (acque nere e grigie).
- UNI EN 12056-3: si concentra sui sistemi di evacuazione delle acque meteoriche dai tetti e dalle superfici pavimentate.
- UNI EN 12056-4: descrive i sistemi di pompaggio e le loro applicazioni negli edifici, in particolare quando non è possibile evacuare le acque per gravità.
- UNI EN 12056-5: copre la manutenzione e le procedure di gestione per garantire che i sistemi di evacuazione funzionino correttamente nel tempo.
UNI EN 12056-1: Requisiti Generali e Prestazionali Dei Sistemi Fognari
La prima parte della norma stabilisce i requisiti generali e le prestazioni per sistemi fognari per acque reflue funzionanti a gravità. I sistemi di scarico sul livello di reflusso dovrebbero essere provvisti di sistemi di scarico funzionanti a gravità. Le acque reflue dei pozzetti degli apparecchi sanitari posti sopra al livello di reflusso non devono essere smaltite per mezzo di dispositivi anti-reflusso e solo in casi eccezionali (durante la rimessa a nuovo di un impianto, per mezzo di un impianto di sollevamento di acqua reflue). Le acque reflue che provengono dagli apparecchi sanitari e dai pozzetti al di sotto del livello di reflusso, devono essere smaltite per mezzo di impianti di sollevamento o mediante dispositivi anti reflusso.
Requisiti Qualitativi e Quantitativi Degli Affluenti
I requisiti qualitativi e la portata delle acque reflue (requisiti quantitativi) che vengono scaricate direttamente nel sistema di scarico pubblico sono soggetti a regolamenti e procedure di installazione nazionali e locali. L’immissione nel sistema di sostanze che ne riducono il grado di efficienza o di sostanze non accettate dalle autorità locali deve essere evitata.
Requisiti di Prestazione
I sistemi fognari devono essere progettati e installati utilizzando componenti e materiali conformi ai requisiti delle relative Direttive Europee. I sistemi di scarico devono essere progettati, installati e sottoposti agli appropriati interventi di manutenzione in modo da non essere un pericolo o arrecare disturbo in condizioni normali di utilizzo, né provocare danni a proprietà alcuna (ad esempio alla struttura dell’edificio, ai sistemi di approvvigionamenti o ad altri impianti interni). Le tubazioni devono essere progettate in modo da essere auto-pulenti.
I sistemi di scarico devono essere progettati ed installati al fine di non compromettere la salute e la sicurezza degli utenti e delle persone che si trovano all’interno dell’edificio a seguito di: perdite, reflusso di acque reflue negli edifici, penetrazione di odori tossici o nocivi negli edifici, contaminazione dell’acqua potabile da parte del sistema.
I sistemi per le acque reflue devono essere progettati ed installati in modo da assicurare la protezione contro: emissione di cattivi odori, cedimenti meccanici, gelo, reflusso, corrosione, propagazione del fuoco.
UNI EN 12056-2: Linee Guida Per La Progettazione Dei Sistemi Di Evacuazione Delle Acque Reflue
La progettazione degli impianti di scarico delle acque reflue negli edifici si basa sulla normativa UNI EN 12056-2. Essa stabilisce i criteri per dimensionare le diramazioni di scarico, le colonne di scarico e i collettori, considerando le portate da smaltire in ogni parte dell’impianto. Il dimensionamento delle diramazioni di scarico presuppone un grado di riempimento pari a 0,5 con la connessione ad una singola colonna di scarico. Questa soluzione tecnica riduce i livelli di rumorosità e minimizza il rischio di perdita della guardia idraulica dei sifoni.
La progettazione di un impianto di scarico all’interno degli edifici prevede le seguenti fasi operative:
- calcolare il carico totale (portata media in l/s) su ogni diramazione di scarico, sommando i contributi di portata di ogni allacciamento ad essa, tenendo conto della contemporaneità;
- determinare il carico totale (portata media in l/s) per ogni colonna di scarico, sommando i contributi di portata di ogni allacciamento ad essa, tenendo conto della contemporaneità;
- calcolare il carico totale (portata media in l/s) convogliato al collettore di scarico, sommando progressivamente i valori totali di allacciamento di tutte le colonne confluenti, tenendo conto della contemporaneità.
Per dimensionare le tubazioni del sistema di scarico, è essenziale conoscere la portata media di scarico (l/s) degli apparecchi sanitari presenti nell’edificio. La normativa UNI EN 12056-2 specifica i valori di portata di scarico per ogni apparecchio sanitario. Nel calcolo della portata di scarico delle acque reflue degli apparecchi sanitari, la normativa introduce un coefficiente per tenere conto della contemporaneità di scarico, il cui valore varia in base alla destinazione d’uso dell’edificio.
La UNI EN 12056-2 fornisce importanti delucidazioni anche in merito alla ventilazione del sistema di scarico. Essa può essere realizzata utilizzando appositi dispositivi chiamati “valvole di aerazione“. Queste rappresentano un’alternativa alle tradizionali configurazioni con condotti di ventilazione, evitando la necessità di perforare la copertura dell’edificio e offrendo diversi vantaggi funzionali, tecnici ed economici. La UNI EN 12056-2 consente, in alternativa alla ventilazione attraverso il tetto, di terminare la colonna di scarico all’interno dell’edificio, equipaggiandola con una valvola di aerazione omologata.
UNI EN 12056-3: Sistemi di Evacuazione Delle Acque Meteoriche Dai Tetti e Dalle Superfici Pavimentate
Il sistema di raccolta delle acque meteoriche è disciplinato dalla norma UNI EN 12056-3:2001, che stabilisce requisiti come tenuta all’acqua, resistenza agli agenti atmosferici, chimici e biologici, manutenibilità, durabilità e aspetto estetico. Le acque meteoriche che raggiungono le coperture degli edifici, siano esse tetti a falde o terrazze, devono essere raccolte ed evacuate tramite una rete di drenaggio specifica. Questa rete include vari elementi tecnici come bocchettoni di presa, grondaie, doccioni, pluviali e collettori, che collaborano per intercettare, raccogliere e trasportare le acque piovane dal punto di captazione fino al punto di smaltimento o raccolta per usi compatibili.
Le acque vengono convogliate attraverso pendenze specifiche in canalizzazioni orizzontali o sub orizzontali e poi attraverso i pluviali verso la rete fognaria (unitaria o separata) o altri recettori naturali (suolo e acque superficiali), seguendo le normative regionali. In alcuni casi, l’acqua può essere raccolta in sistemi di invaso per diversi usi.
UNI EN 12056-4: Sistemi di Pompaggio
La parte 4 si concentra sulla progettazione dei sistemi di pompaggio delle acque reflue. Tali sistemi sono utilizzati quando non è possibile utilizzare sistemi di scarico a gravità, ad esempio in aree sotterranee o in edifici dove il sistema di scarico principale si trova ad un livello superiore rispetto alla sorgente delle acque reflue.
La progettazione deve considerare diversi fattori, tra cui il dimensionamento delle pompe e dei serbatoi. È essenziale che questi componenti siano adeguati a gestire il flusso massimo previsto delle acque reflue, assicurando così l’efficienza e l’affidabilità del sistema. La norma fornisce linee guida dettagliate su come effettuare questi calcoli, garantendo che il sistema sia in grado di gestire anche i picchi di utilizzo.
Le pompe devono essere selezionate in base a criteri di affidabilità, capacità di sollevamento e resistenza ai materiali aggressivi presenti nelle acque reflue. La norma offre indicazioni precise per aiutare nella selezione delle pompe più appropriate, tenendo conto delle specifiche esigenze dell’edificio e delle condizioni operative.
Componenti del Sistema di Pompaggio
Il sistema di pompaggio è composto da vari elementi, ognuno dei quali svolge un ruolo fondamentale. La norma descrive in dettaglio le specifiche tecniche per questi componenti.
I serbatoi di raccolta devono avere una capacità adeguata a gestire le acque reflue. Le valvole e dispositivi di non ritorno sono essenziali per prevenire il riflusso delle acque, garantendo così il corretto funzionamento del sistema.
La corretta installazione del sistema di pompaggio è vitale per il suo funzionamento. La norma fornisce linee guida dettagliate per l’installazione, comprese le misure per ridurre le vibrazioni e il rumore. Una volta installato, il sistema richiede una manutenzione regolare per garantirne l’efficienza e la longevità.
UNI EN 12056-5: Gestione e Manutenzione Dei Sistemi di Evacuazione
La parte 5 è dedicata alla gestione, alla manutenzione e all’uso dei sistemi di scarico delle acque reflue e delle acque meteoriche. Questo include l’implementazione di procedure di ispezione regolari e sistematiche. Le ispezioni sono fondamentali per monitorare lo stato di salute dei sistemi, identificare potenziali problematiche in modo precoce e intervenire tempestivamente per prevenirle o risolverle. Questo aspetto è importante per garantire che i sistemi operino in modo affidabile nel tempo.
La norma fornisce anche linee guida dettagliate sulla manutenzione dei sistemi di scarico. Questo include l’indicazione di pratiche raccomandate per la pulizia periodica delle condotte, delle grondaie e dei pluviali al fine di prevenire ostruzioni e garantire un flusso d’acqua efficiente. Inoltre, la norma delinea le procedure da seguire per la riparazione e, se necessario, la sostituzione di componenti critici come tubazioni danneggiate o valvole usurati, assicurando che tali interventi siano eseguiti utilizzando materiali conformi alle specifiche tecniche originali.
Un altro aspetto importante trattato dalla UNI EN 12056-5 riguarda l’educazione degli utenti sull’uso corretto dei sistemi di scarico. Educare gli occupanti degli edifici sulle pratiche di smaltimento corrette, come l’evitare di gettare materiali non adatti nei lavandini e nei WC, contribuisce a minimizzare il rischio di ostruzioni e a mantenere il funzionamento ottimale del sistema nel tempo.
Impianto Fognario A Norma
Avere un impianto fognario a norma significa non solo proteggere l’ambiente e prevenire rischi di contaminazione, ma anche evitare multe costose e complicazioni legali e tecniche. Un impianto fognario a norma è un sistema di tubazioni e collettori progettato e installato secondo le normative vigenti per smaltire in modo sicuro e igienico le acque reflue provenienti da edifici abitativi, commerciali o industriali.
Il sistema fognario è progettato per evitare che le acque reflue inquinate rimangano nelle aree abitate, trasportandole invece in sicurezza fino ai centri di trattamento. Per fare questo, la rete fognaria sfrutta, nella maggior parte dei casi, la forza di gravità: l’acqua si muove naturalmente dall’alto verso il basso, seguendo la pendenza delle tubature, per essere trasportata verso la destinazione di smaltimento.
Per avere un impianto fognario a norma, ci sono alcuni aspetti fondamentali che devono essere rispettati.
- Materiali di Qualità: Le tubature devono essere realizzate con materiali resistenti e certificati, in grado di sopportare l’usura, la pressione e le variazioni ambientali.
- Dimensioni e Pendenza delle Tubature: Le tubature devono avere la dimensione e la pendenza corrette per consentire un flusso regolare delle acque reflue.
- Pozzetti di Ispezione: I pozzetti devono essere posizionati strategicamente lungo il percorso delle tubature.
- Separazione delle Acque Nere e Bianche: In molti casi, le acque nere (di scarico) e le acque bianche (piovane) devono essere trattate separatamente.
- Collegamento alla Rete Fognaria Pubblica o a un Sistema Autonomo: A seconda della località, è obbligatorio collegare l’impianto fognario alla rete pubblica (nelle aree urbane e città).
Manutenzione della Rete Fognaria
Mantenere la rete fognaria a norma è più semplice di quanto possa sembrare, se ci si prende cura dell’impianto nel modo giusto e con la giusta periodicità. La chiave per mantenere l’impianto a norma è adottare una buona routine di manutenzione: parliamo di controlli regolari, pulizie approfondite, e un’attenta ispezione delle tubazioni e dei pozzetti di ispezione.
Per garantire la conformità del tuo impianto fognario, ti consigliamo una manutenzione fognature ordinaria e straordinaria, accompagnata da controlli regolari dei pozzetti e interventi di spurgo programmati. Prendersi cura degli impianti di scarico, attraverso una manutenzione ordinaria e straordinaria, è fondamentale per garantire la loro efficienza e sicurezza nel tempo.
La manutenzione periodica comprende attività semplici ma essenziali, come la pulizia delle tubazioni per evitare che detriti e grassi si accumulino causando ostruzioni. Un programma di manutenzione regolare non solo permette di mantenere il flusso delle acque costante, ma assicura anche un impianto conforme alle normative.
Conseguenze di un Impianto Non A Norma
Un impianto fognario che non rispetta le normative comporta conseguenze significative, non solo per il proprietario ma anche per la comunità e l’ambiente. Quando un impianto non è a norma, infatti, si possono verificare problemi su diversi fronti: economico, sanitario e ambientale.
In Italia, la gestione degli impianti fognari e delle acque reflue è disciplinata dal Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, noto come Testo Unico Ambientale (TUA). Questo decreto è il punto di riferimento per definire i requisiti legali relativi agli scarichi e alla gestione delle acque reflue, allineando la normativa italiana a quella europea per proteggere le risorse idriche e l’ambiente.
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