Avere un impianto fognario a norma significa non solo proteggere l’ambiente e prevenire rischi di contaminazione, ma anche evitare multe costose e complicazioni legali e tecniche. Tuttavia, per chi non è del settore, comprendere come configurare un impianto fognario a norma può risultare complesso.
Cos'è un Impianto Fognario a Norma?
Un impianto fognario a norma è un sistema di tubazioni e collettori progettato e installato secondo le normative vigenti per smaltire in modo sicuro e igienico le acque reflue provenienti da edifici abitativi, commerciali o industriali. Un impianto fognario è un sistema di canalizzazioni, spesso sotterranee, che raccoglie e trasporta l’acqua usata - come quella dei lavandini, delle docce e dei bagni - verso impianti di trattamento.
Come Funziona un Impianto Fognario?
Il sistema fognario è progettato per evitare che le acque reflue inquinate rimangano nelle aree abitate, trasportandole invece in sicurezza fino ai centri di trattamento. Per fare questo, la rete fognaria sfrutta, nella maggior parte dei casi, la forza di gravità: l’acqua si muove naturalmente dall’alto verso il basso, seguendo la pendenza delle tubature, per essere trasportata verso la destinazione di smaltimento.
Requisiti Fondamentali per un Impianto Fognario a Norma
Per avere un impianto fognario a norma, ci sono alcuni aspetti fondamentali che devono essere rispettati:
- Materiali di Qualità: Le tubature devono essere realizzate con materiali resistenti e certificati, in grado di sopportare l’usura, la pressione e le variazioni ambientali.
- Dimensioni e Pendenza delle Tubature: Le tubature devono avere la dimensione e la pendenza corrette per consentire un flusso regolare delle acque reflue.
- Pozzetti di Ispezione: I pozzetti devono essere posizionati strategicamente lungo il percorso delle tubature.
- Separazione delle Acque Nere e Bianche: In molti casi, le acque nere (di scarico) e le acque bianche (piovane) devono essere trattate separatamente. Solitamente le acque bianche vengono convogliate separatamente dai reflui domestici e vanno direttamente nel terreno.
- Collegamento alla Rete Fognaria Pubblica o a un Sistema Autonomo: A seconda della località, è obbligatorio collegare l’impianto fognario alla rete pubblica (nelle aree urbane e città).
Il sistema fognario ha lo scopo di gestire in modo sicuro le acque reflue e le acque piovane, garantendo che siano raccolte, trasportate e trattate correttamente lungo il percorso. L’impianto gestisce lo smaltimento delle acque reflue, evitando ristagni e intasamenti proprio grazie a tubature di dimensioni e pendenze adeguate.
La rete fognaria garantisce che le acque reflue e meteoriche siano convogliate in modo sicuro e senza interruzioni. Per fare ciò, si utilizzano tubature di qualità, certificate e resistenti all’usura, alla pressione e agli sbalzi ambientali. Dopo il trasporto, le acque reflue raggiungono gli impianti di depurazione, dove vengono trattate prima di essere reimmesse nell’ambiente.
Allaccio alla Rete Fognaria Pubblica
Collegare il proprio sistema di scarico alla fogna pubblica è essenziale per garantire un impianto fognario a norma. Ma cosa significa esattamente allacciarsi alla rete pubblica? Significa connettere le tubature di scarico della tua abitazione o edificio a quelle comunali, le quali convogliano le acque reflue verso un impianto di depurazione centralizzato. E se la rete pubblica non è disponibile?
Procedura per l'Allaccio
Per allacciarsi alla rete fognaria pubblica, è necessario seguire alcuni passaggi specifici, con attenzione alle normative del proprio comune. Ogni comune ha requisiti specifici per l’allacciamento alla rete fognaria, quindi prima di procedere è importante verificarli. Ecco i passaggi generali:
- Dovrai compilare una richiesta formale presso l’ufficio tecnico comunale o il gestore della rete idrica della tua zona (come Acea o Iren).
- Dopo aver presentato la domanda, il gestore della rete effettuerà un sopralluogo per valutare le caratteristiche tecniche dell’allacciamento.
- Al termine del sopralluogo, ti sarà fornito un preventivo dei costi per i lavori di allacciamento, generalmente valido per 90 giorni.
- I lavori di allacciamento possono essere realizzati dal gestore o da un’impresa specializzata.
- Una volta conclusi i lavori, il gestore o il comune effettuerà un controllo finale per verificare che l’allacciamento sia conforme alle normative.
Manutenzione dell'Impianto Fognario
Non è importante solo realizzare un impianto fognario a norma; è essenziale anche mantenerlo tale nel tempo. Mantenere la rete fognaria a norma è più semplice di quanto possa sembrare, se ci si prende cura dell’impianto nel modo giusto e con la giusta periodicità.
La chiave per mantenere l’impianto a norma è adottare una buona routine di manutenzione: parliamo di controlli regolari, pulizie approfondite, e un’attenta ispezione delle tubazioni e dei pozzetti di ispezione. Un’ottima soluzione è affidarsi a esperti nel settore degli spurghi, che possano monitorare lo stato dell’impianto e intervenire tempestivamente.
Programmare interventi di spurgo periodici, soprattutto per i pozzetti dove si accumulano materiali pesanti, è una scelta efficace per evitare che l’impianto si deteriori o perda efficienza. Per garantire la conformità del tuo impianto fognario, ti consigliamo una manutenzione fognature ordinaria e straordinaria, accompagnata da controlli regolari dei pozzetti e interventi di spurgo programmati.
Prendersi cura degli impianti di scarico, attraverso una manutenzione ordinaria e straordinaria, è fondamentale per garantire la loro efficienza e sicurezza nel tempo. La manutenzione periodica comprende attività semplici ma essenziali, come la pulizia delle tubazioni per evitare che detriti e grassi si accumulino causando ostruzioni. Un programma di manutenzione regolare non solo permette di mantenere il flusso delle acque costante, ma assicura anche un impianto conforme alle normative.
Ispezione dei Pozzetti
I pozzetti di ispezione sono punti di accesso che servono per monitorare lo stato delle tubazioni interne e verificare il corretto deflusso delle acque reflue. Controllare regolarmente questi pozzetti è importante per rimuovere eventuali detriti o materiali che possono bloccare il sistema. Durante l’ispezione, è utile verificare anche la tenuta dei pozzetti, prevenendo così fuoriuscite di liquami o cattivi odori.
La prevenzione può includere pratiche semplici come evitare di gettare rifiuti non biodegradabili o grassi nello scarico, che potrebbero accumularsi e causare blocchi. È inoltre consigliabile utilizzare periodicamente prodotti ecologici specifici per il trattamento delle acque reflue, che aiutano a mantenere le tubazioni pulite. Monitorare attentamente il funzionamento del sistema permette di identificare tempestivamente segnali di criticità, come rallentamenti nel deflusso o cattivi odori, consentendo di intervenire rapidamente.
Conseguenze di un Impianto Fognario Non a Norma
Un impianto fognario che non rispetta le normative comporta conseguenze significative, non solo per il proprietario ma anche per la comunità e l’ambiente. Quando un impianto non è a norma, infatti, si possono verificare problemi su diversi fronti: economico, sanitario e ambientale.
Quadro Normativo Italiano
In Italia, la gestione degli impianti fognari e delle acque reflue è disciplinata dal Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, noto come Testo Unico Ambientale (TUA). Questo decreto è il punto di riferimento per definire i requisiti legali relativi agli scarichi e alla gestione delle acque reflue, allineando la normativa italiana a quella europea per proteggere le risorse idriche e l’ambiente.
Secondo l’articolo 124 del TUA, tutti gli scarichi devono essere autorizzati e rispettare specifici limiti per le sostanze inquinanti. Questo significa che un impianto fognario, per essere considerato a norma, non solo deve rispettare criteri tecnici precisi durante la costruzione, ma deve anche garantire che gli scarichi rispettino i limiti imposti per evitare contaminazioni.
Il TUA stabilisce inoltre l’obbligo di collegamento alla rete fognaria pubblica per gli edifici in aree urbane. Questo obbligo sottolinea l’importanza di garantire che le acque reflue vengano gestite correttamente e trattate in maniera sicura. Nel caso in cui non fosse possibile collegarsi alla rete pubblica, il TUA consente l’uso di sistemi alternativi, come vasche settiche o impianti di trattamento autonomi, purché questi rispettino le norme sul trattamento delle acque reflue.
Per le attività industriali, il discorso diventa ancora più rigoroso. Gli scarichi industriali, infatti, richiedono una particolare attenzione poiché possono contenere sostanze altamente inquinanti. A tal proposito, il DPR 59/2013 introduce l’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA), che include limiti specifici per ogni tipo di scarico industriale e impone l’obbligo di un monitoraggio costante.
Avere un impianto fognario a norma è fondamentale per proteggere la salute della comunità, tutelare l’ambiente e prevenire sanzioni che possono avere conseguenze economiche rilevanti.
Sanzioni Economiche
Le multe e sanzioni per un impianto fognario non a norma in Italia possono risultare molto onerose, sia in termini economici che di obblighi legali. Le sanzioni vengono applicate se l’impianto non rispetta le normative ambientali per gli scarichi e la gestione delle acque reflue.
La severità delle sanzioni dipende da diversi fattori, tra cui il tipo di immobile (che si tratti di un condominio o di un’abitazione singola), la presenza di vincoli ambientali nella zona e il livello di rischio che l’impianto non conforme rappresenta per l’ambiente e per la comunità. È importante ricordare che un impianto fognario a norma non serve solo a evitare sanzioni, ma è anche una questione di sicurezza per la salute pubblica.
Consigli Utili
Per assicurarsi un impianto fognario sempre a norma, il consiglio migliore è affidarsi a professionisti qualificati, sia per la corretta installazione del sistema sia per gli interventi di adeguamento e la manutenzione regolare. Un impianto fognario, infatti, non rimane automaticamente conforme nel tempo: è necessario eseguire controlli periodici e interventi di manutenzione per garantire che continui a rispettare le normative.
Dimensionamento delle Tubazioni di Scarico
Per il dimensionamento delle tubazioni di scarico, sia primarie - colonna principale, che secondarie diramazioni degli apparecchi, occorre calcolare la quantità di liquido che può attraversare contemporaneamente il sistema nell’unità di tempo.Le reti di scarico sono soggette a fenomeni di pressioni e depressioni idrostatiche nelle condotte a causa della caduta dei liquami che per gravità spingono verso il basso comprimendo l’aria.
Per permettere il regolare funzionamento del sistema ed evitare lo svuotamento dei sifoni degli apparecchi sanitari, occorre che le reti di scarico siano dotate di una ventilazione con l’esterno. La configurazione più semplice è un’unica colonna dove convergono gli scarichi di tutti gli apparecchi sanitari.
Il controllo della pressione nella colonna di scarico è garantito dal flusso d’aria nella colonna di scarico e dallo sfiato della colonna di scarico stessa. I materiali che costituiscono le condotte e le cappe di ventilazione, devono resistere alla aggressività dei gas di fognatura ed agli agenti corrosivi in generale. I sistemi di scarico devono permettere il corretto deflusso delle acque ed il loro convogliamento alla rete fognaria.
Per progettare un impianto di scarico è necessario conoscere i quantitativi massimi di acque scaricabili dai singoli apparecchi sanitari. Nella UNI EN 12056 -2 vengono indicati i criteri per dimensionare le diramazioni di scarico, le colonne di scarico e i collettori, in funzione delle portate da scaricare in ogni tratto dell‘impianto. Il metodo di calcolo, valido per tutti i sistemi di scarico a gravità per lo smaltimento delle acque reflue domestiche, prevede il dimensionamento delle tubazioni in base alle utenze e agli apparecchi sanitari da servire.
Condizioni strettamente necessarie per dimensionare le tubazioni che costituiscono il sistema di scarico, è quindi conoscere la portata media di scarico (l/s) degli apparecchi sanitari presenti nel fabbricato. In funzione del tipo e complessità del fabbricato, al valore di Qww calcolato, dovrà essere aggiunto il contributo derivante dall’eventuale presenza di altri apparecchi a flusso continuo (portata continua) o pompe di sollevamento delle acque reflue (portata di pompaggio).
Il deflusso dell’acqua nell’impianto deve avvenire per gravità atmosferica, ne consegue che le acque di scarico scendono per proprio peso. Pertanto, tutte le diramazioni non verticali devono essere disposte con pendenza verso l’efflusso. La pendenza dei collettori deve essere la più uniforme possibile e compresa entro i valori di 1% - 5% la pendenza consigliata è del 2% - in modo da favorire un’autopulizia delle condotte.
Una sezione sottodimensionata impedisce lo scarico, ma una sezione eccessiva favorisce la formazione di incrostazioni e sedimenti con progressiva riduzione di sezione e possibilità di intasamento. Le diramazioni di scarico sono quei tratti orizzontali di tubazioni che hanno il compito di convogliare l’acqua di scarico dei sifoni degli apparecchi alle colonne di scarico.
I prospetti 4 e 5 della UNI EN 12056, riportano le dimensioni e i limiti di applicazione per diramazioni di scarico senza ventilazione. Se i limiti di applicazione non possono essere rispettati, le diramazioni di scarico devono essere ventilate, salvo nei casi in cui regolamenti e procedure di installazione nazionali e locali autorizzano l’uso di condotti con diametri maggiori o l’installazione di valvole di aerazione.
Tabella: Riepilogo dei Valori Limite per le Acque di Scarico Civili (D.L. 152/99)
Riepilogativamente, relativamente alle acque di scarico civili (case, villette a schiera, condomini, collegi, convitti, scuole, asili, ristoranti, alberghi, fabbriche, campings, villaggi turistici, ecc..) il DECRETO LEGGE N.
Questi limiti possono essere rispettati solo con un trattamento di “Depurazione parziale” ottenibile con Depuratori ad ossidazione totale - resa minima. Altri sistemi di trattamento non garantirebbero tali valori limite; basti pensare che il liquame grezzo civile ha, mediamente un valore BOD5 sull’ordine dei 400-420 mg/litro, e che ad esempio una Fossa Imhoff di buona qualità può garantire solo il 30-35 % dell’abbattimento del carico organico iniziale, risulterebbe quindi un’acqua reflua trattata da inviare alla rete fognaria con un minimo carico organico BOD5 di 280 mg/litro.
fino a 50 abitanti è permesso l’impiego di Fosse Imhoff con smaltimento del refluo mediante subirrigazione, o pozzi perdenti. Ai fini economici, manutentivi e gestionali, il sistema “Depurazione ad ossidazione totale” è senz’altro il più valido rispetto agli altri sistemi depurativi o pseudodepurativi.
Semplicità di manutenzione e gestione: la manutenzione e gestione del Depuratore ad ossidazione totale, possono per la loro semplicità, essere eseguite direttamente dall’utilizzatore dello scarico. Esigui costi di gestione: i costi di gestione del Depuratore ad ossidazione totale sono minimi. Ad esempio l’espurgo dei fanghi attivati in eccesso deve essere eseguito ogni 15-24 mesi al contrario l’asporto dei fanghi da Fossa Imhoff deve necessariamente essere eseguito, come prescritto (Delibera comitato ministri per la tutela delle acque dall’inquinamento del 4/2/77), ogni 6 mesi.
Pozzetto di Ispezione Fognatura
Vanno installati all’esterno dell’edificio e semplicemente svitando il tappo si può procedere alla pulizia. Generalmente, queste linee guida, prevedono la messa in opera di un ultimo pozzetto di ispezione fognatura prima dell’immissione nella rete fognaria comunale. La presenza di un sifone ispezionabile permetterà di agevolare l’eventuale scovolatura della fognatura in caso di otturazioni, garantendo sicurezza, pulizia ed efficienza dell'impianto. Si consiglia l’installazione del sifone in un pozzetto di ispezione così che sia facilmente accessibile.
Questo accade più frequentemente durante le stagioni più calde e in periodi di grande umidità, e per chi abita i primi piani la situazione è ancora più delicata, soprattutto se l’impianto di collegamento alla rete fognaria non è realizzato al meglio, la presenza del sifone A-N è più che mai risolutiva.
Impianto Idraulico Domestico
In un precedente articolo abbiamo trattato il tema dell’impianto idrico, idraulico o idrosanitario domestico, di adduzione e scarico delle acque reflue in generale. L’impianto idraulico è quel sistema di condotte e tubazioni che alimentano i servizi igienici del bagno wc, lavabo, bidet, doccia- la lavatrice, il lavello della cucina e la lavastoviglie. Dalla rete pubblica, posta sotto la strada o il marciapiede e, attraverso una rete di tubazioni, valvole e pompe, l’acqua potabile arriva direttamente nella nostra abitazione sia essa casa unifamiliare o appartamento in condominio - per soddisfare i nostri bisogni: da bere o per cucinare, lavare le stoviglie o i vestiti, per l’igiene personale.
Gli impianti domestici devono essere progettati a regola d’arte, nel rispetto del DM 37/08 ed in conformità alle norme tecniche armonizzate europee. La norma, divisa in 5 parti, indica requisiti e prestazioni e fornisce indicazioni per la corretta progettazione e calcolo di impianti per acque reflue e sistemi per l’evacuazione delle acque meteoriche.
Le acque reflue si definiscono domestiche se provenienti da insediamenti di tipo residenziale e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche (art.74, D.Lgs n. 152/06).
Le reti di scarico devono consentire l’evacuazione, rapida e senza ristagni, delle acque di rifiuto verso il sistema di smaltimento esterno. A tal fine si devono realizzare le opportune pendenze e scegliere diametri adeguati per i tubi. Devono inoltre essere resistenti alle sollecitazioni meccaniche, termiche ed alle azioni corrosive dei liquami.
Numerosi sono i tipi di sistemi di scarico di acque reflue oggi in uso, ma in Europa e anche in Italia, si preferisce dimensionare le diramazioni di scarico - a cui sono connessi i sanitari - supponendo un grado di riempimento pari a 0,5 (50%) con relativa connessione ad un’unica colonna di scarico (Sistema 1 indicato nella UNI EN 12056-2).
Il sifone, elemento di raccordo tra l’apparecchio sanitario e le tubazioni del sistema di scarico, ha la funzione di impedire la penetrazione dei cattivi odori nell’edificio.
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