Perdite d’acqua, pressione bassa dai rubinetti o bollette inspiegabilmente alte sono campanelli d’allarme che indicano possibili problemi all’impianto idraulico. Spesso si tende a trascurare questi segnali, ma ignorarli può portare a guasti gravi, danni strutturali e interventi d’urgenza costosi. Capire quando intervenire sull’impianto non è sempre semplice, ma ci sono alcuni segnali precisi da non sottovalutare.

A Bologna e provincia, molte abitazioni, soprattutto nei centri storici e nei condomini anni ’60-’80, sono ancora dotate di tubature vecchie, spesso in ferro zincato o rame deteriorato.

Segnali Chiave per Intervenire

  1. Pressione bassa e persistente: Una pressione bassa e persistente nei rubinetti può essere causata da incrostazioni o ruggine all’interno delle tubature. In questi casi, pulire o sostituire i singoli rubinetti non basta: è l’intero impianto che va controllato.
  2. Perdite d’acqua: Una perdita d’acqua può essere visibile o nascosta. In entrambi i casi è un chiaro segnale che il sistema non è più affidabile.
  3. Consumo anomalo: Un consumo anomalo senza un reale aumento dell’uso domestico può indicare una perdita occulta. In molti casi, le perdite sono così sottili da non essere rilevate a occhio nudo, ma sufficienti a far lievitare i costi in bolletta.
  4. Acqua sporca o maleodorante: Quando apri i rubinetti, l’acqua dovrebbe essere inodore e limpida. Se presenta colore anomalo (giallo, marroncino) o cattivo odore, è probabile che le tubazioni interne si stiano ossidando o siano contaminate da residui metallici.
  5. Rumori e vibrazioni: I cosiddetti “colpi d’ariete” o vibrazioni eccessive nelle pareti possono essere causati da tubi mal fissati, aria nei circuiti o usura delle guarnizioni.

Hai notato uno dei segnali descritti?

Importanza della Manutenzione Ordinaria

Molti guasti all’impianto idraulico possono essere evitati con una manutenzione ordinaria programmata. Effettuare interventi preventivi è molto meno costoso di dover agire in emergenza.

Prima di rispondere partiamo da una premessa: sugli impianti, soprattutto quelli idraulici, va sempre fatta un minimo di manutenzione “ordinaria”, indispensabile per allungare il più possibile la loro durata.

Quello che invece andrebbe fatto con una certa regolarità è la pulizia delle tubazioni di scarico. Infatti detersivi, prodotti chimici usati per l’igiene della casa, detergenti per l’igiene del corpo e residui organici, tendono a creare delle ostruzioni nelle tubature che in alcuni casi sono altamente corrosivi. Quindi pulire regolarmente i tubi dell’impianto idraulico è una buona norma di manutenzione “ordinaria” che andrebbe fatta regolarmente.

Quando Rifare l'Impianto Idraulico: Fattori Determinanti

L’impianto idraulico in una casa è uno degli elementi di maggiore importanza e, per questo motivo, occorre averne cura e decidere di rifarlo quando diventa necessario. Banalmente, il momento giusto per rifare l’impianto idraulico coincide con il momento in cui quest’ultimo risulta essere troppo vecchio e usurato.

E dopo tanti anni di funzionamento il rifacimento dell’impianto idraulico diventa un’operazione quasi obbligata, che non andrebbe eseguita solo in caso di perdite o problemi evidenti, ma anche quando l’impianto sembra apparentemente funzionare e senza problemi.

Quindi rifare l’impianto idraulico è uno dei principali interventi da prendere in considerazione quando si ristruttura casa. Infatti, con tubazioni che, quasi sempre, si trovano nascoste dentro le strutture dell’edificio, problemi come perdite, corrosione o inefficienze possono rimanere celati fino a diventare emergenze critiche che producono danni non solo alla propria abitazione ma anche a quelle dei vicini.

La decisione di rifare un impianto idraulico non deve essere presa alla leggera. Infatti, entrano in gioco diversi fattori per determinare questa necessità. In primis, l’età della struttura gioca un ruolo fondamentale. Le abitazioni costruite più di 20-30 anni fa spesso utilizzano materiali che ora sono considerati obsoleti o meno sicuri, come tubi in ferro o piombo.

Inoltre, problemi comuni come corrosione, calcificazione e usura generale possono compromettere l’integrità dell’impianto, anche se realizzati in tempi più recenti. I segnali che indicano la necessità di un intervento sono spesso chiari, ma altrettanto spesso vengono trascurati. Perdite d’acqua, anche minime, possono suggerire crepe o rotture nelle tubature.

A tal proposito effettuare ispezioni regolari, svolte da professionisti qualificati, è essenziale sia per mantenere l’impianto idraulico in buone condizioni sia per prevenire problemi a lungo termine che per pianificare interventi più radicali come la sostituzione dell’impianto idraulico.

In conclusione, la valutazione della necessità di rifare l’impianto idraulico deve essere basata su una combinazione di fattori come l’età della casa, i materiali esistenti e i segnali che fornisce l’impianto. Le ispezioni regolari rappresentano un passo fondamentale per garantire la sicurezza, l’efficienza e la durata a lungo termine dell’impianto.

Materiali Utilizzati negli Impianti Idraulici

Prima di approfondire come sono realizzati gli impianti di adduzione e di scarico, vediamo brevemente quali sono i materiali utilizzati per gli impianti idraulici. Anche qui si differenziano tra impianti di carico e di scarico.

Il rame è stato un materiale di fiducia in molti settori, specialmente in quello idraulico, per la sua durata e resistenza. La sua capacità di resistere a fattori esterni come alte temperature e pressioni lo rende ideale per l’impianto idrico di una casa.

I tubi multistrato sono ormai l’opzione più diffusa per la realizzazione degli impianti di carico, apprezzati per la loro versatilità e resistenza. Sono costituiti da strati sovrapposti di materiali polimerici (PE-X reticolato) e metallo (alluminio). Questi materiali conferiscono ai tubi multistrato resistenza alle alte temperature, flessibilità, atossicità, idoneità al trasporto di acqua potabile, leggerezza, resistenza alla corrosione e una bassa rugosità interna.

L’utilizzo del Pvc nelle tubazioni di scarico degli impianti idraulici domestici è lo standard, in quanto unisce praticità e conformità normativa. Infatti, i tubi in Pvc possono dilatarsi, se esposti a temperature superiori ai 90°C.

Tabella dei Materiali più Comuni e Durata Stimata

Materiale Durata Media Stimata Note
PVC Oltre 40 anni Utilizzato principalmente per scarichi
Rame Circa 50 anni Resistente alle alte temperature
Acciaio Galvanizzato Circa 50 anni Soggetto a corrosione

Tipologie di Impianti di Adduzione

Generalmente, si distinguono due tipi principali di impianti di adduzione dell’acqua: il sistema a collettore e quello a derivazione.

  • Impianto idrico in derivazione: è caratterizzato da una tubazione principale che fornisce ogni utenza della casa. La derivazione avviene tramite l’uso di raccordi a “T”, consentendo di dividere l’acqua della tubazione principale in più canali.
  • Impianto idrico con collettore: prevede l’installazione di un collettore idraulico a parete che funge da distributore centrale dell’acqua. Al collettore arrivano i tubi dell’acqua fredda (direttamente dal contatore) e dell’acqua calda (dal generatore). Da qui, partono tubi separati per l’acqua fredda e calda divisi per ciascuna utenza.

Il Relining: Una Soluzione Innovativa

Il relining rappresenta una metodologia innovativa per la ristrutturazione dell’impianto idraulico, particolarmente vantaggiosa in contesti dove è necessario preservare l’integrità strutturale dell’edificio. Chiaramente il principale è che elimina la necessità di demolizioni invasive, preservando così l’integrità dell’edificio e riducendo i disagi per gli inquilini. Inoltre, questa tecnica riduce notevolmente i tempi di intervento e i costi associati, spesso risultando più economica rispetto ai metodi tradizionali.

D’altra parte, i metodi tradizionali, pur essendo più invasivi, permettono un rinnovamento completo e una maggiore personalizzazione del sistema. Pertanto in tale ottica il relining del bagno forse non è la soluzione migliore ma solo un tamponamento economico in attesa di effettuare interventi più radicali.

Normative e Permessi

Come per ogni intervento all’interno di casa, sono due le tipologie di normative che li regolano: quelle amministrative e quelle tecniche. Infatti, il rifacimento dell’impianto idraulico rientra tra le opere di manutenzione straordinaria leggera che richiedono la presentazione di una Cila (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata).

Oltre alla pratica edilizia è necessario un adempimento fondamentale da fare a fine lavori: l’installatore deve produrre e fornire la Dichiarazione di Conformità dell’impianto. Questo documento attesta che l’impianto è stato realizzato seguendo la norma tecnica in vigore e utilizzando materiali adeguati.

Detrazioni Fiscali

Anche per il rifacimento dell’impianto idraulico è possibile usufruire delle detrazioni fiscali. In particolare, fino al 31 dicembre 2024, è possibile usufruire della Bonus Ristrutturazioni, che dà diritto a una detrazione del 50% delle spese sostenute fino a un massimo di 96.000 euro complessivi (comprensivi di iva e spese tecniche), da ripartire in 10 anni.

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