Molti proprietari di casa si chiedono quanto tempo e quali interventi siano necessari per rifare l’impianto idraulico, soprattutto in caso di ristrutturazioni o problemi evidenti. In questo articolo, esploreremo i vari aspetti del rifacimento dell'impianto idraulico, dai tempi ai costi, dalle normative alle alternative innovative come il relining.
Cos'è un Impianto Idraulico?
L’impianto idraulico è composto da tutti quegli elementi che gestiscono la fornitura e lo smaltimento dell’acqua all’interno di un edificio. L'impianto idraulico si divide in due parti principali: l’impianto di riscaldamento e l’impianto di acqua sanitaria, quest'ultimo fornisce e smaltisce l'acqua di bagni, cucine e lavanderie.
Il punto di partenza dell'impianto idraulico è chiaramente il contatore. Nei condomini, i contatori delle varie utenze venivano installati all’interno dei singoli appartamenti. Una volta dentro l'appartamento, l’impianto idraulico è formato da una precisa serie di elementi principali.
Solitamente nella rete pubblica l’acqua è a una pressione di circa 5-6 bar, mentre all’interno degli appartamenti la pressione dovrebbe essere tra i 3-3,5 bar per evitare scoppi di tubature e rumori. Nonostante questa pressione di partenza superiore a quella ideale, agli ultimi piani di condomini abbastanza alti l’acqua potrebbe arrivare con potenza inferiore. In questo caso, come impianti condominiali, vengono installate delle autoclavi che hanno lo scopo di garantire la stessa pressione a tutti i piani.
Segnali che Indicano la Necessità di Rifare l'Impianto Idraulico
Individuare i segnali che rivelano la necessità di rifare l’impianto idraulico non è semplice, soprattutto se non sei un esperto del mestiere e se l’impianto non dà apparenti problemi.
- Appena aperto il rubinetto l’acqua esce sporca.
- Se l’acqua, una volta asciugatasi, lascia una patina bianca significa che è molto calcarea.
Altri elementi che possono farti propendere in questo senso possono essere i materiali con cui è fatto l’impianto attuale: se è molto vecchio la parte di adduzione potrebbe essere in ferro o piombo e quella di smaltimento in piombo.
Il rifacimento dell’impianto idraulico potrebbe essere una soluzione da prendere in considerazione anche se non si presentano evidenti problemi: infatti fino a circa 30 anni fa i sistemi di distribuzione (i tubi) non erano isolati.
Quindi, se hai un impianto di oltre 30 anni, probabilmente è realizzato in materiale metallico e probabilmente non c’è isolante e di conseguenza da un lato stai sprecando calore dai tubi dell’acqua calda e dall’altro potresti avere problemi di umidità dove passano i tubi dell’acqua fredda.
Materiali Utilizzati per gli Impianti Idraulici
I materiali utilizzati per gli impianti idraulici si differenziano tra impianti di carico e di scarico.
- Il rame è stato un materiale di fiducia in molti settori, specialmente in quello idraulico, per la sua durata e resistenza.
- I tubi multistrato sono ormai l’opzione più diffusa per la realizzazione degli impianti di carico, apprezzati per la loro versatilità e resistenza. Sono costituiti da strati sovrapposti di materiali polimerici (PE-X reticolato) e metallo (alluminio).
- L’utilizzo del PVC nelle tubazioni di scarico degli impianti idraulici domestici è lo standard, in quanto unisce praticità e conformità normativa.
Tipologie di Impianti di Adduzione
Generalmente, si distinguono due tipi principali di impianti di adduzione dell’acqua: il sistema a collettore e quello a derivazione.
- L’impianto idrico in derivazione è caratterizzato da una tubazione principale che fornisce ogni utenza della casa. La derivazione avviene tramite l’uso di raccordi a “T”, consentendo di dividere l’acqua della tubazione principale in più canali.
- L’impianto idrico con collettore prevede l’installazione di un collettore idraulico a parete che funge da distributore centrale dell’acqua. Al collettore arrivano i tubi dell’acqua fredda (direttamente dal contatore) e dell’acqua calda (dal generatore). Da qui, partono tubi separati per l’acqua fredda e calda divisi per ciascuna utenza.
Quanto Costa Rifare un Impianto Idraulico?
Rifare l’impianto idraulico non consiste nella semplice sostituzione dei sanitari del bagno o i termosifoni, ma significa eliminare totalmente le vecchie tubazioni e sostituirle, con tutti i sottosistemi collegati.
I costi da considerare sono:
- Le demolizioni.
- Il trasporto dei materiali di risulta in discarica.
- Gli oneri per lo smaltimento.
Invece, nel caso delle finiture il costo può variare notevolmente a seconda di quello che scegli. Quindi nel quantificare il costo della posa delle finiture scomporremo il prezzo in due parti: il costo vivo del materiale e il costo della manodopera per la posa.
Per fare un quadro economico complessivo dei costi di rifacimento dell’impianto idraulico gli elementi che ti ho dato negli ultimi paragrafi sono sufficienti.
Di seguito una tabella riassuntiva dei costi:
| Descrizione | Costo |
|---|---|
| Demolizione e smaltimento | Variabile |
| Posa pavimenti e rivestimenti (manodopera) | 30€ - 35€ al metro quadro |
| Fornitura materiali (pavimenti e rivestimenti) | 20€ - 50€ al metro quadro |
| Diritti di segreteria (pratica edilizia) | 100€ - 200€ |
Quanto Tempo Ci Vuole per Rifare un Impianto Idraulico?
La durata dei lavori dipende da vari fattori, come la portata dei lavori da realizzare e le specifiche del progetto. Per ottenere una stima più accurata, è consigliabile consultare un professionista del settore.
Secondo le nostre fonti, per il rifacimento completo di un bagno, cucina o impianto di riscaldamento, potrebbero essere necessari dai 2 ai 5 giorni. In caso di perdite o necessità di una sostituzione completa dell'impianto, i lavori potrebbero estendersi fino a 6 o 7 giorni.
La progettazione è una fase essenziale nel processo di rifacimento di un impianto idraulico e i tempi di progettazione possono variare a seconda dei diversi aspetti del progetto.
Relining: Rifare l'Impianto Idraulico Senza Rompere Muri
Esistono, come annunciato, delle soluzioni che consentono di rifare l’impianto per far scorrere l’acqua in casa che non contemplano la demolizione e lavori di muratura. Queste soluzioni rientrano nella categoria del relining riabilitativo. Non è necessario rompere casa grazie a un sistema ingegnoso: inserire nuove tubature in quelle vecchie. In questo modo non c’è bisogno di demolire pavimenti o pareti.
Il relining rappresenta una metodologia innovativa per la ristrutturazione dell’impianto idraulico, particolarmente vantaggiosa in contesti dove è necessario preservare l’integrità strutturale dell’edificio. Chiaramente il principale vantaggio è che elimina la necessità di demolizioni invasive, preservando così l’integrità dell’edificio e riducendo i disagi per gli inquilini. Inoltre, questa tecnica riduce notevolmente i tempi di intervento e i costi associati, spesso risultando più economica rispetto ai metodi tradizionali.
Svantaggi del Relining
Non c’è bisogno di rompere e fare interventi importanti ma i problemi non mancano. Si avrà una riduzione del diametro del tubo quindi bisogna aumentare la pressione e si possono avere problemi con tratte in cui si trovano curve e condotte non rettilinee.
Normative e Autorizzazioni
Quando si decide di sostituire l’impianto idraulico, è fondamentale conoscere le normative vigenti per garantire che il nuovo sistema sia sicuro e conforme agli standard richiesti. In Italia, la normativa per il rifacimento impianto idraulico è regolata dal D.M.
La buona notizia è che non è necessario ottenere nessuna autorizzazione. La cattiva notizia è che va comunque presentata una pratica edilizia. Infatti, il rifacimento dell’impianto idraulico rientra tra le opere di manutenzione straordinaria leggera che richiedono la presentazione di una CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata).
Oltre alla pratica edilizia è necessario un adempimento fondamentale da fare a fine lavori: l’installatore deve produrre e fornire la Dichiarazione di Conformità dell’impianto. Questo documento attesta che l’impianto è stato realizzato seguendo la norma tecnica in vigore e utilizzando materiali adeguati. La dichiarazione di conformità è disciplinata dal Dm 37/2008, è obbligatoria e può essere rilasciata solo da installatori qualificati.
Detrazioni Fiscali
Anche per il rifacimento dell’impianto idraulico è possibile usufruire delle detrazioni fiscali. In particolare, fino al 31 dicembre 2024, è possibile usufruire della Bonus Ristrutturazioni, che dà diritto a una detrazione del 50% delle spese sostenute fino a un massimo di 96.000 euro complessivi (comprensivi di iva e spese tecniche), da ripartire in 10 anni. Quindi la detrazione complessiva è pari a 48.000€.
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