La scelta del giusto tipo di tubazioni è fondamentale per il corretto funzionamento e la durata di un impianto sanitario o di riscaldamento. Nel corso della storia dell’idraulica, troviamo tracce dell’impiego dei materiali più svariati a seconda della disponibilità tipica del luogo geografico, della plasticità e possibilità di modellazione degli stessi.
Sono stati rinvenuti, infatti, resti di tubazioni in argilla, legno, bambù, passando al piombo, alla ghisa, al cemento e arrivando fino ai giorni d’oggi con l’utilizzo di materiali di natura sintetica. Il PVC, brevettato nel 1913, ha trovato un largo impiego attorno agli anni ’30-40 ed è tuttora uno dei materiali più impiegati nelle reti fognarie.
Di pari passo, le tubazioni in materiale metallico come l’acciaio e il rame, utilizzate negli impianti di distribuzione fino ai giorni nostri, continuano a essere protagonisti nel mondo impiantistico.
Componenti e Materiali delle Tubazioni
Un tubo in PP-R è realizzato con polimero polipropilene-random. Si tratta di un materiale semplice e chimicamente stabile che non contiene sostanze chimiche nocive e non reagisce con l’ambiente circostante, né a contatto con l’acqua.
La “R” di PP-R si riferisce alla presenza di molecole di etilene che forniscono una buona rigidità al materiale, garantendo una buona dose di flessibilità , dando origine così a un materiale resistente ma che può comunque piegarsi per facilitare le operazioni di posa e deformarsi a sufficienza per assorbire gli urti e le deformazioni.
Riassumendo i vantaggi del PP-R per applicazioni idrosanitarie, possiamo sottolineare come sia chimicamente inerte e idrofobico, per un’idoneità totale al trasporto dell’acqua potabile. Resistente alla pressione e anche alle alte temperature fino a 95°C, ha una aspettativa di vita di almeno 50 anni in condizione di temperature e pressione definite.
Per contenere il valore della dilatazione termica lineare, Aquatechnik ha poi realizzato negli ultimi anni una serie di tubazioni pluristrato con strato centrale caricato con fibre di vetro: queste speciali tubazioni riducono il valore di dilatazione termica del 70% rispetto alle tubazioni monostrato.
Il tubo multistrato è formato da almeno tre strati. Lo strato centrale in alluminio permette alla tubazione di mantenere la sua forma quando viene piegata o espansa a formare il “bicchiere”. Gli strati interni ed esterni in PE-X per loro natura non manifestano il fenomeno della corrosione, tipico dei materiali di natura metallica.
Ciò garantisce che il tubo soddisfi i requisiti più severi per i sistemi di acqua potabile. Di conseguenza, il tubo multistrato presenta i vantaggi di una tubazione in materiale polimerico e quelli dei tubi metallici. Il sistema multistrato multi-calor offre vantaggi di durabilità , con un’aspettativa di vita di almeno 50 anni a impiego con pressioni di 10 bar e picchi di temperatura fino a 95°C: ha un’eccellente resistenza all’abrasione e alla corrosione, nettamente superiore ai materiali metallici.
Considerando lo sforzo di Aquatechnik per migliorare entrambe le soluzioni con accorgimenti importanti e prestazioni più performanti, la scelta tra tubo in polipropilene e tubo multistrato per la realizzazione di reti di distribuzione dell’acqua sanitaria e potabile va messa in relazione alle esigenze specifiche del progetto.
Per quanto riguarda la resistenza, le tubazioni in polipropilene hanno performance migliori, soprattutto rispetto ad elevate temperature e sostanze chimiche. La tecnologia WOR di Aquatechnik, infatti, è particolarmente adatta per gli impianti che raggiungono alte temperature anche per trattamenti chimici di sanificazione acqua e sono resistenti fino a 40 volte in più rispetto a un tradizionale PP-R agli agenti ossidanti quali cloro libero, clorammine e altre sostanze chimiche.
I tubi multistrato Aquatechnik sono altrettanto resistenti alle elevate temperature e la natura polimerica dei materiali impiegati garantisce la totale assenza di fenomeni corrosivi tipici invece dei metalli.
Tra i fattori da considerare per l’installazione, il fenomeno di dilatazione termica, generalmente superiore per tutti i materiali sintetici rispetto al metallo. Tuttavia, le tubazioni multi-calor e multi-eco agiscono similmente.
Per l’installazione è fondamentale anche la leggerezza del materiale, per facilitarne la trasportabilità e la manovrabilità in cantiere. L’installazione di un sistema multistrato safety si può considerare più agevole e rapida rispetto a quella dei tubi in polipropilene, comunque semplificata dalla polifusione (a temperature variabili dai 210 ai 260°C) rispetto alle tecniche di saldatura classiche dei tubi in metallo (temperature saldatura superiore ai 1000°C).
Misurazioni sul campo hanno dimostrato l’inequivocabile vantaggio di faser FIBER-T rispetto all’acciaio zincato filettato: con un costo praticamente simile, le ore di lavorazione con il PP-RCT WOR viene praticamente dimezzato, con 7 ore e 50 minuti vs 3 ore e 30 minuti per realizzare una colonna montante acqua calda e fredda per uno stabile di cinque piani.
In Giappone, uno studio di mockup commissionato da Takasago Thermal Engineering, ha messo a confronto l’installazione dello stesso impianto utilizzando la raccorderia safety con tubi multi-calor rispetto all’acciaio, su una struttura a soffitto di 100 m2 avente la funzione di supportare 10 unità di condizionatori.
Per quanto riguarda i costi di gestione, soprattutto per la distribuzione dell’acqua calda, si considera, infine la conduttività termica: λ pari 0,22 W/mK per i tubi monostrato in PP-R 80 Super, 0,19 per i tubi pluristrato e 0,42-0,52 a seconda del diametro per i tubi multistrato notevolmente inferiore a quella del rame.
I vantaggi dei materiali polimerici, per tubazioni multistrato o in polipropilene, non si limitano a performance e installazione, ma riguardando anche l’ambiente e la sicurezza. Entrambi atossici, sono idonei per il trasporto di fluidi potabili (ad eccezioni delle versioni multistrato POLIPERT, polipropilene versione fibrorinforzata FIRES e monostrato RAIN-WATER) e soluzioni eco-friendly.
Le tubazioni PP-RCT WOR e multistrato Aquatechnik sono riciclabili e hanno un ciclo LCA a basso impatto ambientale.
Impianto Idraulico del Bagno
Quando si parla di un impianto idraulico del bagno, parliamo di una parte fondamentale della casa, la sua funzione è infatti quella di portare l’acqua, sia fredda che calda, da un punto all’altro, mediante l’utilizzo di tubi. La prima fase, nonché quella più importante, per la realizzazione di un impianto idraulico di un bagno, è sicuramente la fase di progettazione: è bene rispettare le indicazioni specifiche date in questa fase, da accompagnare a quelle date dalla legge sulla distanza minima tra sanitari.
Un bagno con un’apertura, ad esempio, deve avere un’altezza di almeno 2,70 mt e deve avere almeno un’apertura esterna o un impianto di aerazione.
Sostituzione dei Sanitari
Per procedere con la sostituzione dei sanitari è necessario lo smontaggio del vecchio wc per misurare l’altezza dell’attacco del tubo di scarico. Per smontare il wc bisogna smontare le viti di ancoraggio a terra, raschiare il cemento bianco con una spatola e, infine, dare dei colpetti al wc così da poterlo staccare da terra.
Una volta misurato il tubo di scarico, si potrà procedere con l’acquisto del nuovo sanitario. Per quanto riguarda il montaggio del nuovo wc, invece, non bisognerà far altro che seguire gli stessi passaggi in modo inverso: posizionare, avvitare e stuccare.
Consiglio: prima di fissare il nuovo wc al pavimento, è bene testare che le guarnizioni siano tutte funzionanti e, in caso contrario, sostituirle.
Sostituzione rubinetteria: questa operazione risulterĂ essere la piĂą semplice tra tutte quelle del fai da te.
Pendenza degli scarichi: ogni sanitario possiede una tubazione di scarico che parte dalla piletta, continua nel sifone e termina in un tubo collegato al wc e inserito nel massetto.
Raccordi Idraulici: Elementi Chiave del Sistema
I raccordi idraulici sono gli elementi del sistema idraulico che permettono la comunicazione tra tubazioni diverse. Tra i principali tipi di raccordi troviamo:
- Manicotto
- Gomito: Raccordo che permette di angolare due tubazione. Le possibile angolature sono diverse, ma le più diffuse sono 27°, 45° e 90°.
- Raccordo a T
- Riduttore
- Tappo
- Raccordo a Y
- Tappo d’ispezione
I raccordi in PVC per fognature sono dotati di guarnizione elastometrica ad alta rigiditĂ anulare (fino a 8 KN /m2). Questi raccordi idraulici preisolati in PVC e Polietilene sono progettati per i sistemi di convogliamento di acque termali e fluidi industriali e alimentari.
Tutti i prodotti Lareter sono disponibili con estremitĂ lisce o filettate, ed alcuni con giunti ad incollaggio.
Impianto Idrico: Cos'è e a Cosa Serve
Il trattamento delle acque prima della distribuzione ha la funzione di eliminare delle sostanze indesiderate, quali ad esempio i Sali incrostanti. dosatori di Sali (ad es.
L’approvvigionamento dell’acqua avviene attraverso l’allacciamento dell’impianto idrico alla rete pubblica dell’acquedotto con un contatore installato dall’ente gestore della fornitura. All’interno della rete primaria la pressione viene tenuta a 5-6 bar al fine di raggiungere i piani più alti dei fabbricati, mentre nelle tubazioni di distribuzione dell’acqua nel fabbricato la pressione non deve superare i 3 bar per evitare rumore e rotture nelle tubazioni.
A tal fine viene installato un riduttore di pressione che mantiene la pressione stabilita e viene montato a monte della rete di distribuzione interna e a valle del contatore. Nelle zone non servite dalla rete pubblica, se sono presenti falde acquifere, si possono perforare dei pozzi dai quali attingere l’acqua.
Lo schema più semplice di distribuzione dell’acqua in un edificio, è quello composto da colonne verticali di maggiore sezione e reti di distribuzioni orizzontali ai vari piani.Per la distribuzione in ogni piano è preferibile la cosiddetta distribuzione a collettore. Ogni punto di erogazione è servito singolarmente da un proprio tubo, che parte da un collettore centrale di distribuzione ed arriva alle singole utenze.
Le tubature vengono poi rivestite con materiali isolanti di spessore tra i 5/12 mm per proteggere le tubature dalla corrosione, evitare la condensazione esterna per le condutture di acqua fredda o la dissipazione del calore per quella di acqua calda.
L’acqua calda viene ottenuta utilizzando uno scambiatore di calore interno o esterno al generatore di calore (ad es. • con accumulo: L’acqua calda viene conservata in un apposito serbatoio di accumulo. Per mantenere costante la temperatura dell’acqua all’interno delle tubazioni, si crea una rete di ricircolo.
Il sistema di scarico delle acque usate deve essere indipendente da quello di allontanamento delle acque meteoriche fino al punto di recapito (ad es.
Impianto Idrico a Collettore
L’impianto idrico a collettore è una delle alternative per la realizzazione dell’impianto di carico in cui il collettore funziona da distributore centrale idrico e la rete di distribuzione è realizzata in parallelo. Scopri funzionamento e vantaggiLa progettazione ex novo o la ristrutturazione dell’impianto idraulico deve oggi rispondere a specifiche esigenze di mercato che riguardano: riduzione degli sprechi idrici, disponibilità di acqua calda nel minor tempo possibile, pressione e temperatura sempre ottimali, efficienza energetica e, non per ultime, durabilità , sicurezza e igiene.
Per rispondere a queste esigenze esistono differenti alternative, una di queste è l’impianto idrico a collettore che rappresenta una soluzione efficiente per la distribuzione dell’acqua ai vari punti di erogazione. Vediamo insieme come funziona questa alternativa progettuale, in cosa differisce da quello a derivazione e che vantaggi presenta!
Cos’è l’impianto idrico a collettore?
L’impianto idrico a collettore è una delle alternative disponibili per la realizzazione dell’impianto di carico di un impianto idraulico (costituito appunto da un impianto di adduzione e uno di scarico).In questa soluzione il collettore, realizzato a parete, funziona da distributore centrale idrico, è da qui che partono tutte le tubazioni della rete di distribuzione.
La rete di distribuzione è a sua volta realizzata in parallelo, questo vuol dire che ogni singolo punto di erogazione - sanitari, lavabi, lavelli, doccia, vasca, lavastoviglie, etc. - è servito da una singola tubazione di acqua fredda e una di acqua calda.
Per la realizzazione di questa tipologia di impianto è possibile utilizzare tubazioni di differente materiale, come:
- tubazioni Mannesmann: sono tubazioni in acciaio inossidabile o zincato senza saldatura, ormai in disuso dagli anni ’80;
- rame duro, semiduro o ricotto: particolarmente adatte per gli impianti di acqua potabile grazie alle loro comprovate proprietĂ batteriostatiche;
- materiale plastico: come polietilene a bassa densitĂ (PEBD), polietilene ad alta densitĂ (PEHD), polietilene reticolato (PEX), polipropilene (PP), polibutene (PB);
- multistrato: ottenuto mediante la sovrapposizione di due o piĂą strati di materiali metallici e plastici.
Fra i materiali appena elencati quelli di gran lunga piĂą utilizzati sono i tubi in multistrato. Queste tubazioni risultano infatti facili da posare, economiche e resistenti.
La realizzazione di impianti di carico con collettore garantisce:
- una distribuzione corretta della quantitĂ di acqua ad ogni singolo rubinetto;
- rapiditĂ nella disponibilitĂ di acqua calda;
- semplicitĂ di manutenzione tanto ordinaria quanto straordinaria.
Il funzionamento di un impianto idrico a collettore è molto efficiente: l’acqua viene pompata dal serbatoio o dalla rete pubblica al collettore centrale, da qui viene distribuita a tutte le tubature indipendenti che alimentano i vari punti di erogazione. Il flusso dell’acqua è regolato da valvole poste sui singoli rubinetti, che permettono di intercettare e gestire le singole utenze.
Differenze con l’impianto idrico a derivazione
L’impianto di carico realizzato in derivazione differisce concettualmente e praticamente da quello a collettore per molti aspetti. Analizziamo allora il funzionamento dell’impianto in derivazione per cogliere nel dettaglio le differenze.
L’impianto di carico in derivazione prevede l’installazione di una tubazione principale (dorsale), rigida, che sarà deviata per ogni singolo punto di erogazione. La derivazione, dalla tubazione principale rigida alle singole utenze, è realizzata in serie ed è resa possibile dall’utilizzo di particolari componenti idraulici ovvero i raccordi TEE. Questi raccordi, comunemente chiamati a “T”, sono costituiti da tre porte, una di ingresso e due di uscita, e permettono di deviare l’acqua in funzione del comando.
La presenza di questi raccordi lungo la tubazione rende ovviamente necessaria l’interruzione, come dicevamo, della tubazione principale e la realizzazione di giunzioni sottotraccia.
Tipologie di collettore
Tutte le tipologie di collettore presenti sul mercato rispondono a precise specifiche tecniche e ad esigenza di sicurezza e resistenza alle rotture. Sono quasi sempre realizzate in ottone e risultano compatibili con tubazioni in rame, plastica e multistrato.
Qualsiasi tipologia di collettore dovrĂ inoltre garantire:
- equilibratura della distribuzione d’acqua ad ogni singolo rubinetto, in modo da non influire sulla pressione di erogazione ai vari punti di prelievo;
- semplicitĂ di manutenzione, con collettori posizionati in un condotto facilmente accessibile in modo da rendere la manutenzione, tanto ordinaria quanto straordinaria, piĂą semplice, veloce ed economica possibile.
Le tipologie di collettore piĂą diffuse sono tre:
- collettori di distribuzione con intercettazioni singole: sono utilizzati per il controllo e la distribuzione del fluido nei circuiti sanitari. Vengono forniti già assemblati in cassetta d’ispezione in materiale plastico, in modo tale da facilitarne il posizionamento e l’installazione e sono dotati di valvole di intercettazione per ogni utenza servita;
- collettori di distribuzione con intercettazioni generali: sono dotati di valvole di intercettazione sugli ingressi caldo e freddo e di una derivazione a monte della valvola di intercettazione che può essere utilizzata per il collegamento del circuito di ricircolo;
- gruppo con intercettazioni generali: anche questo dotato delle sole valvole di intercettazione in ingresso caldo e freddo ed è predisposto per il collegamento dei circuiti di ricircolo e per la realizzazione di diverse tipologie di distribuzione sanitaria, consentendo la massima flessibilità progettuale.
Dove posizionare il collettore?
Il collettore, installato in una cassetta preassemblata, viene sempre posato a parete e non fa differenza la stratigrafia della parete (muratura, cartongesso, legno), l’installazione è sempre possibile a patto di avere lo spazio sufficiente. Il collettore è infatti il cuore di questa tipologia di impianto di carico e le sue dimensioni variano in base ai punti di erogazione, per cui si posizionerà in un punto più o meno centrale dell’immobile, laddove possibile in un locale tecnico.
Generalmente si prediligono punti della stanza poco visibili ma facilmente ispezionabili, bisogna poi tenere in considerazione che più punti di erogazione si dovranno derivare dallo stesso collettore, più il collettore sarà ingombrante. Per questa ragione si può decidere di posizionare un collettore per ogni ambiente della casa, aumentando lievemente la spesa ma limitando l’ingombro.
Una volta posata la cassetta preassemblata con il collettore è possibile collegare ad esso le tubazioni per ogni utenza tramite appositi innesti a clip.
Vantaggi di un impianto a collettore
I vantaggi di un impianto di carico a collettore sono effettivamente emersi giĂ nei paragrafi precedenti, ma riassumiamoli insieme in modo schematico:
- assenza di giunzioni sottotraccia: questo facilita gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria;
- rischio di lesione o rotture durante la messa in esercizio pressoché assente;
- possibilità di gestione delle singole utenze separatamente senza dover interrompere la distribuzione dell’acqua anche agli altri punti di erogazione;
- impianto sempre ben bilanciato, senza cali di pressione o di acqua calda, anche in caso di prelievi simultanei;
- fruizione dell’acqua calda in tempi rapidi;
- facilità di posizionamento e installazione: il collettore è preassemblato nella cassetta per l’ispezione e può essere dotato di portello push-to-open per un’ispezione veloce ed agevole.
Nonostante i numerosi vantaggi, l’impianto a collettore presenta anche alcuni svantaggi che rende necessario valutare la tipologia di impianto più adatta in relazione allo specifico caso reale. Gli svantaggi dell’impianto di carico a collettore sono:
- costo di realizzazione piĂą elevato dovuto alla maggiore lunghezza della rete di distribuzione;
- in base al numero dei punti di erogazione, il collettore può arrivare a dimensioni relativamente grandi e quindi risultare troppo ingombrante soprattutto se gli ambienti di installazione sono piccoli.
Ricordiamoci inoltre che la progettazione degli impianti idrico-sanitari è soggetta alle norme UNI EN 806 e UNI 9182.
Cerniera Idraulica
Il settore della refrigerazione commerciale si sta sempre più spostando verso l’utilizzo della cerniera idraulica. La cerniera idraulica è un sistema tecnico di chiusura della porta che deve il suo funzionamento all’energia trasmessa mediante fluidi in pressione. Il fluido idraulico passa da un contenitore all’altro attraverso degli spazi definiti.
Nata per esigenze funzionali del settore della refrigerazione commerciale, la cerniera idraulica ha registrato le sue prime applicazioni sui banchi frigoriferi verticali. La funzione tipica di una cerniera è ovviamente quella di occuparsi della chiusura ed apertura dell’anta. Quello che differenzia una cerniera idraulica dalle altre è proprio il sistema idraulico. A quest’ultimo viene imputata la gestione della forza, della velocità e del movimento, che in una cerniera idraulica appare fluido e costante.
Una semplice apertura dell’anta genera pressione, mediante meccanismi interni, sul liquido idraulico. Una cerniera idraulica è pertanto un sistema complesso di moduli e componenti che ne influenzano significativamente il funzionamento. Il liquido idraulico è il componente che interagisce con tutto il sistema cerniera. Questo viene scelto in base alle sue caratteristiche chimiche ed in base alla sua viscosità .
Il cilindro di una cerniera idraulica non è nient’altro che il contenitore del liquido idraulico. Lo spostamento del liquido idraulico da una parte all’altra è dovuto al movimento del pistone. La valvola è il componente che apre e chiude il passaggio del liquido nel circuito. Ha il compito di regolare il flusso del liquido affinché la cerniera funzioni correttamente. Come sono essenziali le valvole nell’apparato cardiovascolare, così è essenziale la valvola in un sistema idraulico.
Il circuito idraulico è il percorso eseguito dall’olio nel passaggio da una parte all’altra. Come altri componenti della cerniera, anche il circuito idraulico può essere paragonato a parti dell’apparato circolatorio. I vasi sanguigni potrebbero essere un paragone appropriato. Analizzandola più nello specifico ci rendiamo sempre più conto di quanto il sistema idraulico sia incredibilmente simile al sistema di funzionamento del cuore umano.
Raccordi per Tubi: Cosa Sono e Come Si Usano
Ogni lavoro di manutenzione e ottimizzazione degli impianti idrici in una casa può aver bisogno di un raccordo per unire due tubi e creare delle curve, delle derivazioni, dei prolungamenti. Non si può procedere con la stesura e il cablaggio di nuove tubature se non si prendono in considerazione questi elementi strutturali.
I raccordi per i tubi sono fondamentali per lavorare bene e permettere a tutto ciò che serve la tua casa di raggiungere la destinazione utile. Vuoi scoprire qualcosa in più su questi accessori? Come si usano? Quali attrezzi devi usare per ottimizzare il lavoro sui raccordi per le tubature?
I raccordi per tubi sono delle strutture meccaniche utilizzate nell'impiantistica che hanno lo scopo di connettere in modo sicuro tubi di diverse dimensioni, forme o materiali. L'obiettivo è quello di creare un sistema di comunicazione dei flussi e delle strutture che si adegui alle necessità e alle condizioni esterne. Detto in altre parole, puoi curvare, diramare, far confluire più fonti e scarichi. Dipende dalle situazioni, esistono necessità differenti risolte da raccordi che hanno scopi diversi.
Usando i raccordi per i tubi puoi adattarti facilmente alla struttura e alle condizioni esterne, hai la possibilità di fare manutenzione dell'impianto dato che puoi sostituire singole parti senza attrezzature o competenze speciali. Ma non sempre è sufficiente. Infatti, in molti casi devi avere a disposizione delle chiavi a rullino per poter intervenire su più diametri. Ovvero condizioni di stress estremo in cui è necessario utilizzare strutture che resistono nel tempo. In altre circostanze si utilizzano anche raccordi plastici, nella fattispecie in polietilene.
A prescindere dal materiale, tra le principali tipologie di raccordi abbiamo quelli filettati che conferiscono estrema sicurezza alla giuntura dato che il fissaggio si basa sulla possibilitĂ di serrare con avvitamento (magari aggiungendo della canapa nella filettatura). Serve per i lavori che impongono soliditĂ estrema e all'opposto abbiamo i raccordi a flangia o push-to-connect che consentono di montare e smontare senza particolari difficoltĂ .
Per avere un'idea dei diversi tipi di raccordi presenti degli impianti è utile fare una lista delle varie strutture che puoi acquistare e utilizzare. Il tipo di struttura che scegli ti aiuta a terminare il tuo lavoro.
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