L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda l'allattamento al seno come la soluzione migliore per nutrire e curare il proprio bambino fin dai primi giorni. L'allattamento è un momento molto importante e delicato, non solo per il sostentamento del piccolo, ma soprattutto perché è in questa fase che si inizia a cementare il rapporto tra mamma e figlio in modo stabile e ottimale.

Perché l'allattamento dia dei buoni risultati, è opportuno che per tutta la sua durata sia un momento piacevole e sereno per entrambi, sia per la mamma che per il piccolo. Ecco perché è di notevole importanza prevenire qualsiasi tipo di problema al seno della mamma.

Come Prevenire e Curare le Ragadi al Seno

Le ragadi sono dei piccoli tagli che si formano sulla pelle del capezzolo o intorno all'areola. È possibile che queste compaiano durante l'allattamento, soprattutto nei primi giorni. Questo problema può rappresentare una dura sfida per la mamma, rendere l'esperienza dell'allattamento poco piacevole, e a volte diventare una vera e propria fonte di stress.

Prevenzione delle Ragadi

  • Già qualche settimana prima del parto, è opportuno ammorbidire la zona interessata con oli e creme che rendano la pelle elastica e morbida, come ad esempio l’olio di mandorla.
  • Per prevenire le ragadi, è possibile semplicemente far sì che il bambino si attacchi al seno correttamente.
  • È inoltre opportuno mantenere una corretta igiene, evitando le coppette assorbenti non in puro cotone, che creano un ambiente umido favorevole alla formazione di germi.
  • Lavarsi solo con acqua tiepida, usando detergenti delicati e privi di alcool, profumi o altre sostanze irritanti.

Come Attaccare Correttamente il Bambino al Seno

  • Assicurarsi che il bambino sia sveglio e interessato a mangiare.
  • Trovare una posizione comoda e sostenere adeguatamente il bambino.
  • Stimolare con la punta del capezzolo la bocca del bambino e avvicinarlo al seno solo quando l’apre.
  • Parte dell’areola deve essere all’interno della bocca del bambino, affinché il mento e il naso siano direttamente a contatto con la mammella.
  • Durante la poppata non si devono sentire schiocchi, ma soltanto il rumore che il bambino fa quando inghiotte in maniera naturale.

Soluzioni Pratiche per Curare le Ragadi

  • Utilizzo delle coppette d’argento: L’argento ha proprietà antibatteriche e cicatrizzanti permettendo alle ferite di guarire in 24/48 ore.
  • Applicazione di lanolina: Spalmare sulle ferite della lanolina, una sostanza cremosa giallastra che lenisce il dolore ed idrata l’epidermide.
  • Pomata all’ossido di zinco: Applicare sulle lesioni anche della pomata all’ossido di zinco.
  • Latte materno: Spremere delicatamente il seno e spalmare il latte o il colostro che fuoriesce sul capezzolo e sull’areola. Lasciare asciugare all’aria.
  • Allattare dal seno meno dolorante: Iniziare l’allattamento dal seno che fa meno male, così che il bambino sia portato a succhiare con meno vigore dal secondo seno.
  • Utilizzo del tiralatte: In caso di dolore acuto, utilizzare il tiralatte per avere un po’ di sollievo.

Non scoraggiarti se durante l’allattamento le ragadi fanno la loro comparsa, purtroppo è un fattore molto comune, ma il problema è assolutamente risolvibile con i giusti metodi e un po’ di pazienza. Ciò che intanto è importante sapere è che non si deve interrompere l’allattamento, evitando così che la situazione si aggravi con la formazione di un ingorgo mammario o addirittura di una dolorosa mastite.

Per questo motivo ti consigliamo di allattare sempre, anche quando si dovessero formare delle ragadi sanguinanti, queste non creeranno alcun problema al piccolo, puoi stare tranquilla. Oltre a questo, è indispensabile correggere l’attacco al seno per eliminare alla base una delle cause scatenanti di questo doloroso problema.

Vacanze al Mare con un Neonato e Allattamento

Organizzare una vacanza al mare con un neonato può trasformarsi in un’esperienza indimenticabile, a patto di affrontarla con la giusta preparazione. Gli esperti consigliano di attendere che il bambino abbia almeno 2-3 mesi prima di affrontare il mare. È comunque fondamentale limitare la permanenza in spiaggia alle ore più fresche: prima delle 9:30 del mattino o dopo le 18:30, quando il sole è meno intenso. Dopo i 6 mesi, si può gradualmente prolungare il tempo trascorso all’aperto, sempre con le dovute precauzioni.

La pelle dei neonati è particolarmente delicata e non dovrebbe mai essere esposta direttamente ai raggi solari sotto i sei mesi. Anche una breve esposizione può provocare scottature, arrossamenti e, nel tempo, aumentare il rischio di danni cutanei. In generale, è meglio evitare l’uso di creme solari nei primi mesi di vita, preferendo la protezione fisica con abiti e ombra.

Tra i 6 mesi e i 3 anni possono essere esposti, ma vanno protetti con prodotti con ad alta protezione e un fattore SPF di 50+. Utilizzate sempre una crema solare specifica per bambini, con fattore di protezione molto alto (SPF 50+), e rinnovate l’applicazione frequentemente. Non dimenticate cappellino a tesa larga e occhiali da sole adatti all’età.

Per il primo tuffo, meglio attendere che il neonato abbia almeno 4-6 mesi. Iniziate con brevi immersioni, sempre tenendo il bambino tra le braccia e limitando il tempo in acqua a pochi minuti.

Allattamento al Seno in Spiaggia

“L’allattamento è un valido alleato delle mamme, che possono organizzare le giornate al mare ed eventuali gite senza preoccuparsi dei pasti del bebè”, dice Paola Paschetto, consulente professionale in allattamento (IBCLC) presso il Centro per l’Allattamento Materno di Biella. “Le poppate garantiscono tutto il nutrimento necessario ai piccoli che non hanno ancora iniziato lo svezzamento, nei primi sei mesi di vita: sono in grado, infatti, di soddisfare sia la fame sia la sete del bimbo.

Se il neonato è allattato al seno, aumentate la frequenza delle poppate per prevenire la disidratazione. In caso di latte artificiale, portate con voi acqua in bottiglia e biberon sterilizzati.

“La mamma potrà allattare comodamente seduta sulla sdraio, al riparo dell’ombrellone”, consiglia Paola Paschetto. Per quanto riguarda l’abbigliamento, basta un pareo per garantire la riservatezza della poppata. Altrimenti, la mamma potrà indossare sopra il costume da bagno una maglietta o una canottiera e sollevarla solo dalla parte del seno che viene offerto al piccolo.

Igiene del Seno al Mare

Premesso che non è necessario rientrare in albergo per le poppate del bebè che, soprattutto nei primissimi mesi di vita, possono essere molto numerose e ravvicinate, come regolarsi per l’igiene del seno? “Sciacquare il seno è necessario solo se la pelle è sporca di sabbia”, spiega Paola Paschetto. “Per quanto riguarda l’acqua di mare, occorre considerare che il bimbo stesso si bagnerà sguazzando sul bagnasciuga o in una piscinetta collocata sotto l’ombrellone e, poi, porterà le manine alla bocca. Se ha fatto il bagnetto in mare, è probabile che ‘assaggi’ anche qualche goccia.

Qualche accorgimento va preso con le creme solari, il cui utilizzo - sul seno - andrebbe evitato. “Dato che, nella maggior parte dei casi, per garantire una protezione ottimale, i prodotti solari sono resistenti all’acqua, sciacquare rapidamente il seno prima della poppata non è sufficiente”, spiega la consulente in allattamento Paola Paschetto. “Per evitare che il piccolo possa ingerire qualche ingrediente chimico, è importante non spalmare la protezione sul capezzolo e sull’areola.

Piscina e Allattamento

Anche la piscina è un’ottima alleata anti-afa e un’opportunità di divertimento per grandi e piccoli. Anche in questo caso, le poppate garantiscono un’ampia libertà alle neomamme, che possono frequentare la piscina negli orari che trovano più comodi e per tutto il tempo che desiderano, senza il problema di rientrare per i pasti e le merende del bebè. Ma dopo il bagno è necessario sciacquare il seno facendo la doccia prima di allattare? “I piccolissimi che frequentano corsi di acquaticità, spesso poppano direttamente nella vasca”, rassicura la consulente professionale in allattamento Paola Paschetto.

Dermatite Atopica e Cambi di Stagione

Il nostro corpo è facile che risenta dei cambi di stagione, anche se non affetto da specifiche patologie: stanchezza, irritabilità e disturbi del sonno è facile che si presentino nel momento in cui il clima cambia. Anche la pelle risente di questo malessere diffuso ed è bene idratarla regolarmente, accorgimento questo ancor più utile per chi è affetto da dermatite atopica: il passaggio dal caldo dell’estate all’inverno e quello dalla stagione fredda alla primavera, può infatti comportare una riacutizzazione dei sintomi.

Dall’Inverno alla Primavera: l’Arrivo del Caldo

Di solito l’arrivo della bella stagione porta con sé benefici per chi soffre di dermatite atopica: la stessa presenza del sole gioca un ruolo fondamentale per la pelle. Ovviamente bisogna ricordarsi sempre di prendere il sole con cautela, negli orari in cui i raggi sono meno forti e usando le dovute protezioni solari: in questo modo anche chi soffre di dermatite atopica può passare tranquillamente le vacanze al mare o in montagna.

Tuttavia, i soggetti con dermatite atopica non sempre beneficiano dell’esposizione al sole. Perché i sintomi della dermatite non si aggravino, è fondamentale prestare attenzione alla fase in cui si trova: in fase remissiva (in assenza di rush cutaneo) si può tranquillamente trascorrere del tempo al sole, in fase acuta con lesioni, eczemi e vescicole, è invece bene evitare l’esposizione diretta.

È bene inoltre asciugarsi con cura dopo i bagni in mare: il mix di salsedine, sabbia e umidità potrebbe esporre la pelle all’aggressione di batteri. Altro fattore di rischio molto importante è l’eccessiva sudorazione che può comportare prurito e irritazione.

In linea di massima, per affrontare serenamente l’estate basta seguire qualche piccolo accorgimento dettato dal buonsenso:

  • Preferire indumenti di cotone ed evitare i tessuti sintetici (che aumentano la sudorazione)
  • Non lavarsi troppo spesso perché può seccare la pelle e portare a xerosi e desquamazione
  • Proteggere sempre la pelle, spalmando la crema solare prima di andare in spiaggia e dopo ogni bagno
  • Evitare l’esposizione al sole durante le ore più calde
  • Evitare luoghi umidi o di esporsi troppo a fonti di calore, che aumentano la temperatura cutanea e, con essa, il prurito.

Dalla Primavera all’Autunno: la Stagione Fredda

Il freddo è considerato uno dei maggiori nemici della pelle, poiché tende a far seccare eccessivamente la cute, portando arrossamenti e, in alcuni casi, screpolature. In inverno, la pelle è più vulnerabile: i vasi sanguigni si contraggono apportando meno nutrimento e si avverte la mancanza degli effetti benefici del sole. Tutto questo può comportare dermatite da freddo e il peggioramento delle patologie già in atto.

Per questo chi è già affetto da dermatite atopica deve prepararsi bene ad affrontare i primi freddi e, a prendersi cura della propria pelle con creme adeguate consigliate dal dermatologo.

Per contrastare i sintomi della dermatite atopica che si presentano con la stagione fredda, oltre a rimedi topici, si può fare attenzione alle piccole abitudini quotidiane, partendo proprio dall’igiene personale.

  • Le docce troppo frequenti vanno evitate, poiché provocano sottrazione di lipidi alla pelle, favorendo la secchezza cutanea.
  • Scegliere detergenti neutri, non schiumosi, privi di saponi e profumi.
  • Asciugarsi tamponando delicatamente, evitando di sfregare con energia.
  • La temperatura non dovrebbe mai essere troppo alta: l’aria di casa, infatti, è tanto più secca quanto più è alta la variazione di temperatura tra interno ed esterno.
  • Evitare lana e tessuti sintetici a contatto con la pelle, preferendo indumenti intimi di cotone o fibre naturali.

Seguendo questi semplici consigli, la vacanza al mare con il vostro neonato sarà un’esperienza piacevole e sicura.

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