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Le Origini della Bonifica nel Veneto Orientale

La bonifica nel Veneto Orientale vanta radici ben più lontane: nel territorio del Portogruarese, sin dai tempi della Repubblica veneta, infatti, l’impegno per la redenzione del territorio dalle paludi e la sua difesa dalle piene dei fiumi ha sempre occupato un posto di rilievo nei programmi di governanti e legislatori.

La documentazione ufficiale fa risalire, più precisamente al 1620 l’inizio di tale attività, quando fu costituito il Consorzio di scolo “Canale Lugugnana” allo scopo di governare il deflusso delle acque del corso omonimo e proteggere dalle sue frequenti esondazioni i territori compresi fra Portogruaro e San Michele al Tagliamento.

Malgrado sin da quel momento gli sforzi prodotti siano stati notevoli, alla metà dell’800, il territorio in esame presentava ancora notevoli superfici coperte permanentemente da acque stagnanti, non idonee allo sfruttamento agricolo e caratterizzate da pessime condizioni igienico sanitarie.

La Legge Baccarini e l'Avvio della Bonifica Organica

Fu solo a seguito della Legge 25.6.1882 n. 896 (Legge Baccarini) che si diede inizio ad una organica opera di bonificazione. Con successivo Regio Decreto del 2 luglio 1885 n. 3261, infatti, vennero classificati di 1ÂŞ categoria:

  • i bacini fra il Lemene ed il Livenza e la tenuta Franchetti, giĂ  bonificata;
  • il bacino a sinistra del Lemene;
  • il territorio fra la destra del Tagliamento ed il canale Lugugnana.

Tale classificazione fu poi mantenuta anche dalla legislazione successiva.

Prese così avvio una intensa attività che condusse alla costituzione dei vari consorzi di bonifica che, nel corso della prima metà del 1900, si impegnarono nell’ampio lavoro di redenzione delle terre comprese tra i corsi dei fiumi Livenza e Tagliamento.

Il Consorzio "Pianura Veneta tra Livenza e Tagliamento"

In corrispondenza del suddetto territorio, la Giunta Regionale del Veneto, con deliberazione 7.3.1978 n. 1228, aveva istituito il Consorzio denominato “Pianura Veneta tra Livenza e Tagliamento”, il quale, ai sensi della L.R. n. 3 del 13.1.1976, avrebbe dovuto sostituire i seguenti 10 Enti operanti in precedenza:

  1. Consorzio di bonifica “Lugugnana” (R.D. 19.4.1907 );
  2. Consorzio di bonifica “Lison” (R.D. 3.4.1921 n. 1401);
  3. Consorzio di bonifica “Loncon” (Decr. Pref. 18.8.1903 n. 17516 );
  4. Consorzio di bonifica “Sette Sorelle” (R.D. 11.1.1923);
  5. Consorzio di bonifica “Ottava Presa” (R.D. 28.10.1927);
  6. Consorzio di bonifica “Sansonetta, VI Presa, Palangon” (R.D. 23.8.1929 n. 4563);
  7. Consorzio di bonifica “Bandoquerelle Palù Grande (R.D. 25.7.1924 n. 7943/9438);
  8. Consorzio di bonifica “Bacino Reghena” (R.D. 7.10.1904);
  9. Consorzio di bonifica “Sant’Osvaldo” (R.D. 11.1.1923);
  10. Consorzio di bonifica “San Michele al Tagliamento” (R.D. 3.3.1907 n. 12781).

L'Evoluzione del Consorzio e l'Accordo con il Friuli Venezia Giulia

Con la pubblicazione del provvedimento, tuttavia, non tutti gli enti sopra elencati sono stati effettivamente sciolti e sostituiti in tutte le loro funzioni dal Consorzio “Pianura Veneta”.

I tre Consorzi interregionali, “Sant’Osvaldo”, “Bacino Reghena” e “San Michele al Tagliamento”, il cui comprensorio si estendeva in parte nella Regione Friuli Venezia Giulia, hanno continuato ad operare in piena autonomia istituzionale, sotto il diretto controllo dello Stato, sino al 4 agosto 1994.

A tale data, infatti, è entrata in vigore l’intesa sottoscritta dalle regioni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia che ha disposto il definitivo scioglimento dei suddetti enti e l’assegnazione delle porzioni territoriali dei relativi comprensori, ricadenti rispettivamente nelle due regioni, ai consorzi di bonifica “Pianura Veneta tra Livenza e Tagliamento” e “Cellina Meduna”.

La Bonifica del Basso Piave

La bonificazione del Basso Piave, costituente una vasta area palustre e malarica, lungo il litorale dell’alto Adriatico, ebbe inizio nel XIX secolo e si concretizzò all’inizio del XX secolo, con la costituzione di enti a carattere collettivo, in applicazione del T.U. 22.3.1900 n.195, giuridicamente riconosciuti, esecutori di opere pubbliche in concessione per conto dello Stato.

Così, per il risanamento dei territori attorno ai centri di San Donà di Piave e Jesolo, furono costituiti i Consorzi:

  • “Ongaro Superiore” (1901);
  • “Cavazzuccherina I bacino” (1902);
  • “Bella Madonna” (1903);
  • “Ongaro Inferiore” (1904);
  • “Brian” (1906);
  • “Cavazzuccherina II bacino” (1906).

Il Raggruppamento dei Consorzi di Bonifica Riuniti del Basso Piave

Pur nella indipendenza giuridico-amministrativa, fin dall’avvio si manifestò e si consolidò un processo di coordinamento tra gli stessi, che portò alla costituzione di un unico Ufficio, preposto alle incombenze tecniche, progettuali, contabili e amministrative. Esso venne assumendo, con l’avanzare delle opere di bonifica, un ruolo progressiva¬mente centrale nel governo del territorio, conferendo caratteri di unitarietà e coordina¬mento alla operatività dei distinti enti; ruolo che ebbe riconoscimento formale e giuridico con la costituzione, con RD 23.4.1936 n.1949, del "Raggruppamento dei Consorzi di Bonifica Riuniti del Basso Piave".

A fine anni '60 il grado di maturazione raggiunto dalla trasformazione fondia¬rio agraria, le più avanzate esigenze di sicurezza idraulica, conseguenti al cospicuo sviluppo degli insediamenti urbani, non più assicurabili nell’ambito degli originari bacini idraulici, l'indispensabilità di provvedere al potenziamento ed ammodernamento degli impianti, alle loro concentrazioni ed alla contestuale riorganizzazione del personale per obiettivi di efficienza e contenimento dei costi, portarono i Consorzi di bonifica del Raggruppamento a ritenere superate le ragioni della autonomia ed a deliberare di fondersi in un unico Ente operante sull’intero comprensorio.

Tale Ente è stato costituito con D.P.R. 6 marzo 1972 e denominato Consorzio delle Bonifiche del Basso Piave. Ad esso, a seguito della L.R. n.3/1976, è subentrato il Consorzio di Bonifica Basso Piave, nel quale, unitamente al bacino litorale del Cavallino, tutto il suo territorio confluì, con esclu¬sione del bacino Bidoggia-Grassaga.

Limiti del comprensorio

I provvedimenti istitutivi del Comprensorio di Bonifica Basso Piave hanno incluso nel perimetro anche circa 1.500 ha, costituenti aree di nuova classifica formate da modeste super¬fici di gronda fluviale e lagunare, prevalentemente ubicate in destra Sile-Piave Vecchia esternamente ai perimetri di bonifica. Gli stessi provvedimenti hanno estromesso il bacino Bidoggia Grassaga e la porzione apicale del bacino Piavon, per complessivi circa 8.000 ha, già parte integrante del comprensorio del Consorzio, incorporandoli nel superiore Consorzio di Bonifica Pedemontano Sinistra Piave (ora Consorzio Piave), anche se ad ogni effetto i relativi deflussi sono da sempre tributari del sistema emissario a mare Brian del comprensorio del Veneto Orientale.

Tale particolarità è stata considerata dal citato provvedimento 21.12.1977 n.488 del Consiglio Regionale del Veneto, il quale all’art. Limiti del comprensorioa est fiume Tagliamento a sud dal Mar Adriatico a ovest dalla laguna di Venezia, canale Fossetta, Fossalta di Piave centro, argine S.

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