Prima di affrontare le prime avvisaglie e gli effetti rovinosi della guerra, è utile considerare lo stato sociale ed economico di Roncegno tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del nuovo secolo. Nonostante le difficoltà e le sacche di povertà, il paese era avviato verso prospettive di benessere grazie al progetto turistico legato al termalismo.

L'attuazione del progetto turistico collegato con il termalismo aveva stimolato un'espansione di interventi migliorativi e nuove iniziative in paese che si integrarono con le conquiste della tecnica e gli interventi innovatori ideati per promuovere l' economia e la dignità dei più poveri.

Le conquiste e le speranze vennero bruciate dal flagello che si abbatté su una popolazione impotente a decidere, a resistere e a salvare ciò che è estrinseco alle persone e al patrimonio esistenziale di ciascuno, che pure subì prove e mortificazioni che lasciarono il segno.

La fine della guerra e la ricostruzione rimisero in vita una Roncegno più dimessa, più debole, più arida. Il vigore precedente s'era disgregato con le distruzioni avvenute in patria, sui fronti di guerra e in terra d'esilio.

Il numero dei villeggianti presenti nel 1913 era elevato. Alle Terme non si trovavano più camere libere, perciò si dovettero ricavare locali di fortuna: fu dimezzata, ad esempio, la palestra per la ginnastica e si utilizzarono anche le stanze dei camerieri.

I Waiz offrivano lavoro a tante persone che imbottigliavano l'acqua medicinale, etichettavano le bottiglie, provvedevano alla spedizione per ferrovia. I Waiz davano lavoro a molti anche d'inverno: il falegname aveva da aggiustare e lucidare, mia madre e altre donne rifacevano materassi, altri imbottigliavano l'acqua.

I Waiz erano anche molto caritatevoli: ciò che avanzava nelle dispense dell' albergo alla fine della stagione lo facevano distribuire, sotto forma di pasti, fra la gente povera del nostro comune.

La Scoperta e la Valorizzazione delle Acque di Roncegno

Fin dopo la metà del secolo scorso, Roncegno era pressoché sconosciuta. Due fatti: la scoperta dell'acqua arsenico-ferruginosa e la costruzione di uno stabilimento di cura avviarono un processo evolutivo diretto a un'affermazione nel settore turistico e, conseguentemente, al potenziamento della compagine ricettiva.

Esso fu sorretto da persone rappresentative e da uomini disposti al nuovo e all'azione, e coinvolse parte della popolazione in prestazioni d'opera ambite. L'efficacia delle terapie, la salubrità dell'aria e l'aspetto decoroso dell'ambiente garantirono il successo alle iniziative avviate.

Nel 1858, il dott. Manetti eseguì un'analisi chimica di un'acqua minerale scoperta sul monte Tesobo. L'acqua, prelevata da un condotto di legno, presentava un colore giallognolo, era trasparente e aveva un sapore astringente tipico delle soluzioni di sali ferruginosi. La denominazione data dai terrazzani al luogo ove sgorga quell'acqua è Buco del tossico, perché anticamente vi si scavava l'arsenico.

L'acqua tesobiana arrossava fortemente la tintura di tornasole. La determinazione dell'arsenico venne effettuata con due differenti processi allo scopo di poter verificare con certezza la quantità d'un principio così importante nell'acqua tesobia- na.

Il medico comunale dott. Paoli effettuò con quell'acqua degli esperimenti contro la clorosi e la pellagra, con uso interno ed esterno. I favorevoli successi lo incoraggiarono a porre alcune tinozze in un'abbandonata trattura di seta, ed ivi faceva trasportare l'acqua a braccia d'uomo per circa due chilometri attraverso strade impraticabili.

Lo Sviluppo dello Stabilimento Termale e l'Arrivo dei Turisti

Nell'aprile del 1859 si formò una società, che acquisì tutti i diritti; si costituì regolarmente nel dicembre del 1860 con fiorini a. 45.000 intitolandosi "Associazione per azioni del bagno di Roncegno". Sorse un primo fabbricato con venti stanzini da bagno e un serbatoio per la raccolta delle acque. Ma le cose sul principio non andarono molto bene.

Nel 1873 si costituì una seconda società, denominata "Società anonima balneare Roncegno", che ideò lo stabilimento. Nel 1877 si formò una terza società, composta dai fratelli dottori Waiz di Gradisca, Zanetti di Trieste e Manzoni di Milano. Essa provvide a ultimare i lavori aumentando i posti letto (potevano essere alloggiate 140 persone), e ad acquistare nuovi terreni vicino allo stabilimento. Unici proprietari e conduttori rimasero ben presto i fratelli Gerolamo e Francesco Waiz.

Di pari passo con lo sviluppo dell'iniziativa balneare migliorava anche il paese di Roncegno, che si dotava di strutture e servizi consentiti e richiesti dal progresso del tempo.

L'omnibus portava da Trento a Roncegno quattro volte il giorno. Nel paese c'erano altri tre buoni alberghi: Moro, Stella, Cavalletto. Abbondavano le case private che affittavano ai forestieri. Sotto !'impulso della seconda società, venne aperto un ufficio postale e qualche lampione cominciò a lottare con le tenebre delle vie. La terza società aprì nello stabilimento il telegrafo e nel 1880 fece ampliare la strada che dalla via postale conduceva a Roncegno.

Vennero predisposte finanche delle passeggiate: caratteristica quella alle gallerie: "I bagnanti montando somarelli che si trovano sempre pronti dietro la cinta del piazzale, in meno di mezz' ora giungono alla casetta del custode, il quale, a richiesta dei visitatori, con un fischio chiama le sue caprette, che si vedono discendere saltando fra sasso e sasso, le munge e tratta del loro latte gli ospiti.

Non manca di offrire sulle rustiche panche altra frugale refezione ... regala loro minerali ... dà lezione di mineralogia. L'acqua esce da quattro gallerie ... Si entra preceduti da lumi e coperti da beduine che fornisce il custode, onde l'acqua giallastra che sgocciola da tutte le parti non sciupi loro i vestiti".

Il Grand Hotel des Bains e le Moderne Applicazioni Termali

In un'altra pubblicazione, probabilmente del 1897, si legge: "Il Grand Hotel des Bains, in stile italiano a somiglianza delle belle e principesche ville delle colline Fiesolane e Fiorentine è dotato di 200 stanze con caloriferi e ventilatori elettrici. La luce elettrica è prodotta con un poderoso impianto di proprietà dei Fratelli D.ri Waiz.

La più pura acqua potabile viene condotta con acquedotto appartenente alla Casa. Moderna la lavanderia meccanica con forza motrice elettrica. 50 le stanze da bagno. Nel parco il tennis, chioschi, viali e fontane.

Una magnifica sala con completa Idroterapia offre le più moderne applicazioni elettriche, bagni di luce, bagno idroelettrico con acqua semplice o acque minerali, Tremuloterapia, Bagno a vapore, Fanghi arsenico-ferruginosi, ginnastica svedese e massaggi (Anche nel settore specializzato della fisioterapia v' era possibilità occupazionale per la gente del luogo. La signora Catterina Montibeller, diplomata in massaggio ortopedico, esercitò per diversi anni sotto la guida del dottor Viola. Alle sue cure ricorreva anche la gente di Roncegno.).

Nel paese di Roncegno si trovano: ufficio postale e telegrafico, bazars, negozi di generi diversi, friseur, guide, vetture e cavalcature per gite ed escursioni alpine, fotografi.

Alberghi a prezzi modici: Stella, Moro, Roncegno; appartamenti privati nelle ville Vittoria, Rosa, Kofler, Bazzanella, Pola.

L'acqua meravigliosamente salutare portò il nome di Roncegno fuori dello stretto confine della sua amena valle, valicò i monti, passò il mare, divenne celebre in Europa, ed ora arriva trionfante nell'Africa, nell'America e nellontano Giappone.

L'acqua minerale naturale di Roncegno viene venduta in tutto il mondo in bottiglie ottangolari di color azzurro scuro del contenuto di circa 270 grammi d'acqua con etichetta speciale a stampa nera su fondo giallo".

Marter

Per quanto riguarda Marter, Ottone Brentari riferiva, nel 1890, che esistevano 229 case, 1298 abitanti [con i Larganzoni], la chiesa costruita da poco [era stata ultimata nel 1869], le scuole. Poche le case lungo i lati della strada: fra queste l'albergo alla Tor Tonda di Francesco Froner, una piccola filatura di cotone e l'albergo alla Corona.

Annotava il Brentari: "Assai interessante è anche una visita al nuovo edificio dove, con bene ordinata divisione del lavoro, si imbottiglia l'acqua medicinale. Vi sono otto serbatoi di granito (costruiti nel 1886), capace ciascuno di 60.000 bottiglie. Nello stabilimento vi sono altri tre serbatoi di granito, capaci di 130.000 bottiglie; e presso le gallerie uno di 150.000 bottiglie. Vi è perciò sempre pronto un deposito di circa 800.000 bottiglie".

Negli anni 1907-1908 sorse il Palace. Grand Hotel e Palace costituivano un complesso di primissimo rango, dotato di ogni agiatezza per il soggiorno e di capacità curative altamente specializzate, favorevole al riposo, ricco di intrattenimenti e passatempi. Le opere di Ardengo Soffici diedero valore e decoro al Salone delle feste, perla dello stabilimento.

E le sue acque da bibita e da bagno, ricche di onorificenze, consentirono a Roncegno di essere la prima località ad avere il riconoscimento ufficiale di stazione di cura, nel 1899.

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