La piccola tavola con La Rotonda di Palmieri, amabile capolavoro di Giovanni Fattori (1825-1908), è considerata una sorta di manifesto del movimento macchiaiolo. Giovanni Fattori, nato e scomparso in Toscana, è stato uno dei protagonisti del movimento dei Macchiaioli: un gruppo di artisti attivi a metà del XIX secolo che si sono contrapposti, con la loro pittura, alla rigidità imposta dalle Accademie. La poetica di cui si sono fatti portavoce è ben riassunta all’interno di una piccola opera esposta a Firenze. A dispetto delle sue dimensioni contenute, infatti, La Rotonda dei bagni Palmieri è forse la tela più rappresentativa dell’immediatezza espressiva della macchia.
Il Soggetto dell'Opera
Come il titolo anticipa, all’interno del quadro l’artista inserisce una scena quotidiana ambientata sulla rotonda di un lido del lungomare di Livorno. La scena è ambientata in una terrazza circolare, posta in riva al mare nei Bagni Acquaviva, fatti costruire da Giuseppe Santi Palmieri nel 1840 (e per questo noti come Bagni Palmieri), sul lungomare di Livorno. Nello specifico, sotto un tendone tinto di un giallo ocra vengono disposte sette donne borghesi intente a concedersi dei bagni d’aria. Per le signore del tempo era infatti assolutamente sconveniente entrare in acqua durante le giornate trascorse sulla spiaggia.
L’opera offre dunque un’istantanea sugli usi e i costumi della seconda metà dell’Ottocento in Italia. In una giornata luminosissima, alcune donne borghesi, sedute al riparo di una grande tenda gialla, sono intente a conversare e a fare “bagni d’aria di mare” giacché, all’epoca, le “signore per bene” non potevano mettersi in costume da bagno. Sono infatti completamente vestite con lunghe gonne, mantelle e cappellini. Le dame sono vestite con lunghe gonne e si riparano dalla brezza (verosimilmente autunnale o primaverile) con delle mantelline e dei grandi copricapi. Ognuna di loro viene, inoltre, rappresentata in una posizione diversa: c’è chi scruta l’orizzonte, chi rivolge lo sguardo allo spettatore e chi è colta di profilo.
I volti non vengono però resi tramite un ritratto così fedele al vero da poter riconoscere i singoli personaggi. Di fronte al gruppo, si distende l’azzurro intenso del mare. Lo sfondo è dominato da basse colline; sugli scogli si frange la spuma sottile delle onde. Le figure femminili appaiono in contro luce, come silhouettes scure, stagliate contro lo sfondo chiarissimo del cielo abbagliato; le vesti, i cappelli, persino i volti delle donne sono resi con macchie nette di colore, risolte nel calibrato alternarsi dei toni chiari e scuri. Una striscia di luce bianca segna il bordo estremo della rotonda, rimasto fuori dalla protezione della tenda ed esposto al sole; il tono verdognolo dell’ombra e l’azzurro del mare che gli sono accostati fanno risaltare il suo candore.
Lo Stile di Fattori e la Tecnica Macchiaiola
La Rotonda dei bagni Palmieri di Giovanni Fattori è una delle tele più significative del suo periodo. Nonostante il formato ridotto, infatti, riassume tutte le principali caratteristiche della pittura macchiaiola. Nello sviluppo della scena, ad esempio, mancano i chiaroscuri tradizionalmente usati per dare tridimensionalità allo spazio e ai singoli soggetti. Al loro posto compaiono, invece, pennellate veloci e piatte, dalla forma di grandi macchie di colori puri e giustapposti per esaltarsi l’un con l’altro.
La tavolozza si limita inoltre a poche tinte, eventualmente scurite o illuminate da piccole aggiunte di nero o di bianco. Sebbene le dimensioni, il dipinto non è frutto di uno studio e di un lavoro immediato, di facile realizzazione. Al contrario, per raggiungere il risultato finale Fattori è dovuto passare attraverso un lungo lavoro preparatorio fatto di studi e schizzi. Ciò ha permesso a tutte le figure di inserirsi nel paesaggio in maniera armonica, anche grazie alla disinvoltura con cui il pittore ha trattato luce e riflessi su ogni superficie.
Nel dipinto La rotonda di Palmieri, di Giovanni Fattori, sono evidenti le caratteristiche proprie della pittura macchiaiola. E’ un piccolo capolavoro che per la sua essenzialità e rigore formale rimanda alla pittura quattrocentesca fiorentina, dimostrandosi più propenso al fascino dei volumi che alla rappresentazione degli stati d’animo (aspetto approfondito poi dagli impressionisti). Il pittore fa uso di poche tonalità di colore e si basa su di una ristretta gamma di colori, creando un gioco di contrasti tra toni chiari e scuri. L’uso della luce è perfettamente equilibrato: abbagliante sul mare e smorzata nella penombra della terrazza.
Le Fasce di Colore
Come anticipato, la pittura di Giovanni Fattori in La Rotonda dei bagni Palmieri dimostra la piena adesione dell’artista al gruppo dei Macchiaioli di cui, peraltro, fu anche uno degli esponenti più importanti. Ciò è ben visibile nell’utilizzo generale del colore, incentrato su una ristretta gamma di cromie stese su fasce sovrapposte accostate per assonanza o per dissonanza. Questo espediente riesce a creare quell’incastro serrato di macchie che contraddistingue tutti i pittori del gruppo. Muovendosi dal basso verso l’alto, il primo pigmento scelto da Fattori è l’ocra usato per rendere l’area in ombra della rotonda. Segue poi il giallo, che invece enfatizza le porzioni di piattaforma raggiunte dal sole. Il mare è reso con un azzurro molto intenso, interrotto da brevi accenni di bianco che indicano la presenza delle onde. La costa sullo sfondo è invece calda e bruna, in contrasto con il cielo azzurro-grigio.
La tonalità che sembra diffondersi su tutto il piccolo dipinto La Rotonda dei bagni Palmieri di Giovanni Fattori è ocra. Infatti, due fasce di questo colore caratterizzano il suolo e, in alto, il tendone. Al centro, nel gruppo di signore, predominano colori scuri. Spicca, per saturazione, il rosso del mantello di una di loro, sulla destra. Il dipinto ha una forma molto panoramica che permette, così, di sottolineare l’orizzontalità del mare sullo sfondo. La composizione centrale viene movimentata da linee di costruzione ondulate orizzontali. La prima, dal basso, segue il profilo del terreno, poi, la linea curva ascendente del profilo della montagna.
Ammirando quest’opera si percepisce come un senso di immediatezza, tipico del colpo d’occhio o dell’istantanea fotografica, e verrebbe da pensare che il quadro sia stato improvvisato davanti al gruppo, all’aria aperta. Non fu così. L’opera venne realizzata in studio e richiese al pittore osservazioni dal vivo, studi preparatori, abbozzi e ripensamenti. A dispetto della sua apparente semplicità, è il risultato di una ricerca complessa. In questo quadro, il colore che non è più l’aggettivo della forma, è diventato forma: una forma nuova, esaurientemente espressiva di un nuovo modo di sentire la pittura. Come ha osservato lo storico dell’arte Corrado Maltese, «i contorni di Fattori non furono quelli dei neoclassici e nemmeno quelli dei romantici: furono i limiti delle macchie, anzi delle zone dei colori, stavolta quanto possibile chiari: di una zona chiara rispetto a un’altra più o meno analogamente chiara».
Giovanni Fattori realizzò La Rotonda dei bagni Palmieri dal vero e con una tecnica apparentemente veloce. Il colore venne apposto sulla tavoletta senza una sottostante preparazione. Si può ancora vedere, infatti, il legno del supporto. Il paesaggio è costruito sovrapponendo i colori che identificano le parti del dipinto. Le figure umane, poi, non possiedono particolari del volto e del corpo. Nell’insieme La Rotonda dei bagni Palmieri assume l’aspetto di un intarsio colorato. Il dipinto che, secondo gli storici, esemplifica appieno la tecnica dei pittori macchiaioli è Interno di un chiostro di Giuseppe Abbati.
Dettagli Tecnici
Dal caratteristico formato di 12 x 35 centimetri, La Rotonda dei bagni Palmieri è un olio su tela dipinto da Giovanni Fattori nel 1866, oggi conservato alla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti. Mi riferisco alle dimensioni di questo lavoro: è alto solo 12 centimetri ed è lungo 35 centimetri.
Fattori ritrae un gruppo di figure femminili poste a semicerchio. Sono sette signore, probabilmente di estrazione alto-borghese, abbigliate secondo la moda del tempo, con cappellini e mantelline. Nei volti non si distinguono i lineamenti, né il corpo viene descritto nei particolari. I sette personaggi sono riuniti al centro, ognuno con un diverso atteggiamento, alcune conversano, altre osservano il paesaggio. Nonostante la sommarietà dell’immagine le figure risultano ben definite e con nitidi volumi.
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