Le Terme di Sant’Andrea Bagni si trovano nel Comune di Medesano, in provincia di Parma, e rappresentano una destinazione termale ricca di storia e tradizione. L’ambiente rilassante e naturale circostante, combinato con i servizi offerti dalle terme, rende Sant’Andrea Bagni una scelta perfetta per coloro che desiderano rigenerarsi e prendersi cura del proprio corpo e della propria salute.

Origini e Sviluppo Storico

Le Terme di Sant’Andrea Bagni vantano una storia secolare. La presenza di acque minerali in questa zona era conosciuta già in epoca romana, quando venivano utilizzate per scopi terapeutici. Tuttavia, fu solo nell’Ottocento che la località divenne un vero e proprio centro termale, grazie all’intervento di medici e studiosi che ne riconobbero le proprietà curative.

Già definita dall’abate Antonio Stoppani “La Svizzera del parmense” per le bellezze paesaggistiche e la salubrità dell’ambiente pre-appeninico, la stazione delle acque data la sua origine al 1887. Furono i proprietari dei terreni lungo le fonti del Rio Fabbro, a promuovere la fase industriale della captazione e raccolta delle acque minerali ai fini dell’erogazione delle cure. La fase più importante nella storia della stazione termale coincise con la costruzione di un nuovo stabilimento termale (le Terme) e la sistemazione della Mescita risalente al 1904. Nel 1935 vennero inaugurate in P.zza C. Ponci le Terme, la Mescita, la fontana ottagonale e l'Albergo Salus.

Il disegno urbanistico delle strutture si adeguava ai modelli codificati dei centri termali e il frasario architettonico adottato dello stile Liberty, pur nelle soluzioni eclettiche, risultava armonioso e coerente. Nel loggiato della mescita le citazioni morfologiche rinascimentali erano interpretate con innesti Liberty nell’arredo (di cui resta il banco mescita in marmo bianco di Carrara). Sant’Andrea Bagni aveva scelto il serpente di Esculapio, (disegnato dall’architetto E. Carboni) ad emblema della cura idropinica, dedicandogli una fontana a forma ottagonale che, negli anni ha subito diverse trasformazioni.

Il resto degli edifici Mescita e Terme, nonostante i bombardamenti del 1945, sono rimasti uguali e poiché la loro costruzione risale a più di 50 anni fa, possiedono caratteristiche storiche ed architettoniche ben riconoscibili e per questo sono tutelati dalla Soprintendenza per i Beni architettonici e per il paesaggio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (art. 6 del D. Lgs. 490/99).

Durante il periodo Belle Époque, le terme conobbero un grande sviluppo e divennero una delle destinazioni preferite dall’aristocrazia e dall’alta borghesia italiana. Negli anni successivi, il complesso termale si è evoluto per rispondere alle esigenze del turismo moderno, mantenendo però intatta la sua essenza storica.

Sant'Andrea Bagni durante la Seconda Guerra Mondiale

Inoltre, il piccolo centro termale di Sant'Andrea Bagni ospitò il Maresciallo Kesserling, comandante delle forze tedesche in Italia, che pose la sede del Comando militare germanico nell'Albergo Salus, dal quale i soldati accedevano anche alle sale termali. Nell'ultimo mese di guerra, in aprile, i partigiani della 31^ Brigata Garibaldi "Copelli", attivi sul territorio, intensificarono gli atti di sabotaggio ai presidi e alle principali vie di comunicazione, con l'obiettivo di ostacolare la ritirata nemica.

Quando, nei giorni della "Sacca di Fornovo" (24-29 aprile 1945), giunse la notizia che reparti tedeschi e della Divisione Italia avevano attraversato il Taro e stavano entrando nel territorio comunale, alcuni distaccamenti della 31^, insieme a reparti della 135^ Brigata Garibaldi "Mario Betti", si attestarono immediatamente nella frazione di Ramiola per contenere l'eventuale riflusso tedesco verso la valle del Ceno. Nel frattempo il comando della 31^ Brigata Garibaldi "Copelli", che si trovava a Noceto, decise di dirigersi verso il paese, insieme a due carri armati alleati, per porre definitivamente fine all'occupazione tedesca.

Il combattimento che si scatenò all'arrivo dei partigiani nel centro del paese non durò a lungo, e finalmente le truppe tedesche e fasciste si decisero ad arrendersi.

Le Acque Minerali: Un Tesoro di Proprietà Terapeutiche

Il complesso termale si distingue per l’offerta diversificata di acque minerali dalle comprovate proprietà terapeutiche, con diverse fonti che sgorgano naturalmente in questa località. Le acque delle Terme di Sant’Andrea Bagni si caratterizzano per la loro diversità e ricchezza minerale. Si tratta principalmente di acque sulfuree, bicarbonato-alcaline e salsobromoiodiche.

  • Acque sulfuree: particolarmente indicate per il trattamento di patologie respiratorie, come bronchiti e sinusiti, grazie alle loro proprietà antinfiammatorie e mucolitiche.
  • Acque bicarbonato-alcaline: note per i benefici che apportano all’apparato digerente, favorendo la digestione e contrastando malattie gastriche e intestinali.
  • Acque salsobromoiodiche: efficaci nel trattamento di patologie della pelle, come la psoriasi e l’eczema e sono inoltre utilizzate per alleviare i sintomi di malattie reumatiche e osteoarticolari.

L’elevato contenuto di minerali rende queste acque ideali anche per la riabilitazione motoria post-traumatica o post-operatoria. Le Terme di Sant’Andrea Bagni sono le uniche fra le stazioni idrotermali dell’Italia centro-settentrionale, a raccogliere in uno stesso bacino acque minerali per cure idropiniche e acque per cure termali. Le acque della Mescita e quelle delle Terme hanno requisiti terapeutici che ben pochi altri luoghi di cura possono vantare. Tali acque possono essere utilizzate a scopo terapeutico in un così ampio numero di forme morbose da conferire a Sant’Andrea Bagni la classica di un vero e proprio “Policlinico Termale”.

Tipologie di Acqua e Benefici

Alle Terme di Sant’Andrea troviamo un poliambulatorio per le visite specialistiche, oltre a una piscina termale ad acqua salsoiodica e due percorsi vascolari con idromassaggi per favorire la circolazione sanguigna, alimentati da acqua salsobromoiodica. Qui è possibile seguire cicli di riabilitazione e fisioterapia, oppure beneficiare delle proprietà terapeutiche delle acque semplicemente immergendosi al loro interno.

Stiamo parlando di acque sulfureo-calciche, salsobromoiodiche, sulfureo-magnesiache, alcaline, solforose, ferruginoso-potassiche e purgative: sette composizioni chimico-fisiche diverse, per altrettanti effetti terapeutici. L’acqua salsobromoiodica, ad esempio, stimola il corpo e agisce contro le infiammazioni, ed è quindi adatta a contrastare patologie quali l’artrosi, la fibromialgia e i reumatismi. Oltre a tali proprietà, quella sulfureo-calcica ha un’azione positiva anche sulle malattie dermatologiche.

Le quattro acque alcaline risultano medio minerali e bicarbonato calciche, e sono indicate nella cura delle malattie del ricambio e dell’apparato digerente, ma l’acqua Lidia in particolare spicca per la sua efficacia contro le calcolosi renali. Le cosidette acque purgative sono clorurate, sodiche e magnesiache oltre che leggermente iodate, e mentre entrambe rappresentano efficaci rimedi contro la stitichezza, le colecisti ed il colon irritabile, quella purgativa forte, più mineralizzata viene preferita in casi di uricemia, diabete e intossicazioni intestinali, mentre la purgativa debole, meno mineralizzata, risulta invece acqua di elezione per i casi di gastriti croniche e colecistoatonie.

Trattamenti Termali Offerti

Le Terme di Sant’Andrea Bagni offrono un’ampia gamma di trattamenti termali, pensati sia per il benessere che per la cura di specifiche patologie. Tra i trattamenti più diffusi vi sono le inalazioni e gli aerosol con acque sulfuree, indicati per chi soffre di patologie respiratorie croniche come bronchite, sinusite e allergie.

La fangoterapia, realizzata con l’uso di fanghi ricchi di minerali, è indicata per trattare problemi osteoarticolari, artriti, artrosi e reumatismi. I bagni termali, grazie all’azione combinata dell’acqua calda e dei minerali, sono utili per rilassare i muscoli e migliorare la circolazione sanguigna, contribuendo a una rigenerazione completa del corpo. Il centro termale offre anche massaggi terapeutici e trattamenti estetici per il viso e il corpo, come maschere e impacchi di fango, che sfruttano le proprietà benefiche delle acque termali per migliorare l’aspetto della pelle.

Le cure termali disponibili nello stabilimento sono varie e indicate sia per gli adulti sia per i più piccoli. Dalle inalazioni ai trattamenti idropinici, ai bagni dermatologici e artroreumatici, fino alle cure contro la sordità rinogena e alla riabilitazione motoria: ad ogni disturbo si abbina una terapia personalizzata, per sfruttare al massimo il benessere donato dalle acque.

Come Arrivare

Le Terme di Sant’Andrea Bagni si trovano nel Comune di Medesano, in provincia di Parma. Per chi viaggia in auto, è possibile prendere l’Autostrada A1 e uscire a Parma Ovest, proseguendo poi sulla SP357 in direzione Medesano. Le terme sono ben segnalate e facilmente raggiungibili.

Str. Viaggiare in auto o con un altro mezzo di spostamento autonomo (moto/camper) è sicuramente la scelta più comoda e veloce per arrivare alle Terme di sant’Andrea, dato che basta, sia da sud (La Spezia) che da nord (Parma), percorrere l’Autostrada A15 della Cisa fino al casello di Fornovo sul Taro per poi proseguire su Sp357 fino a Felegara e deviare infine per la località termale di Sant’Andrea Bagni.

Situazione Attuale e Prospettive Future

Le Terme di Sant’Andrea Bagni, un tempo simbolo di benessere e turismo termale del comune di Medesano, oggi vivono un momento di profonda crisi. Tra contratti scaduti, aste deserte e una mancanza di manutenzione che mette a rischio l’integrità delle strutture, il futuro di questo prezioso patrimonio sembra sempre più incerto.

Martina Pini - consigliera di opposizione, all’interno del gruppo di minoranza “Medesano che cambia” - fa luce su una situazione complessa, evidenziando criticità e possibili strategie per salvaguardare questo tesoro storico e naturale. Durante il consiglio comunale del 29 novembre, avete parlato anche di Sant’Andrea Bagni. Cosa si sta facendo per tutelarlo? Durante il consiglio del 29 novembre, dove c’era in discussione il DUP (Documento Unico di Programmazione) si sono affrontati vari temi, l’amministrazione come obiettivo per la frazione di Sant’Andrea ha proposto la riqualificazione urbana del centro e della sua piazza, ma nulla è stato proposto per il discorso terme. Il mio intervento, oltre alle varie tematiche per le quali ho espresso delle proposte, ha posto l’attenzione su quelle che sono le linee programmatiche politiche su Sant’Andrea, riponendo attenzione sulla situazione delle terme, dove ho ricordato che abbiamo perso i diritti di socio.

Ad oggi non comprendiamo cosa l’amministrazione intenda fare per tutelare questa ricchezza, che la natura ci ha donato. Continuiamo a fare domande ma non otteniamo risposte. Le nostre idee sul termalismo sono quelle di interfacciarci con ipotetici investitori interessati al mondo del termalismo, interfacciarci con istituti universitari e aziende farmaceutiche per la ricerca e la cura del benessere della persona, realizzare un centro privato, un centro di wellness con pacchetti fatti ad personam e intavolare assolutamente un discorso con il MEF (Ministero dell’Economia e Finanza).

Tra l’altro, nel merito di quest’ultima proposta, io avevo già incontrato il ministro Giorgetti per esporgli il problema delle terme, al fine di cercare di intraprendere un’operazione similare a Salsomaggiore, quindi con un rifinanziamento mediante la Cassa Depositi e Prestiti. Questa appunto la nostra visione come minoranza e strategie per rilanciare il termalismo.

Rischiamo di perdere la nostra più grande ricchezza: ho sottolineato che questo tema non viene affrontato in modo chiaro da parte dell’amministrazione, in quanto non c’è un piano strategico per le terme.

Storia delle Concessioni

Intanto le acque minerarie sono un bene demaniale e non un bene della società terme. Molti anni fa, l’ex imbottigliamento, i complessi termali, i terreni e le concessioni erano di un’unica proprietà. Sono poi nel tempo state suddivise, quindi una parte è rimasta di proprietà dell’ex imbottigliamento - diventato poi Spumador - un’altra porzione è diventata parte della Società Terme che, allora era una SPA. Quindi anche le concessioni minerarie sono state suddivise: la Società Terme ha in capo la concessione del Sant’Andrea Bagni 2, che scade nel 2028, e la concessione della fonte Ducale che scade nel 2027. Concessioni che la società ha sub concesso alla Medical Thermae s.r.l. che ha in gestione il complesso termale più recente, dove c’è un affitto scaduto da molti anni, e quindi attualmente è la Medical Thermae che offre i servizi termali di cura alla popolazione.

Per ottenere le concessioni minerarie, bisogna fare domanda alla provincia: nel 2013 alcune concessioni scadevano, quindi la Spumador ha posto domanda di ri-ottenimento delle concessioni. Venne indetta una conferenza dei servizi alla quale partecipò anche il Comune di Medesano che espresse una posizione favorevole ma ad una condizione: che la Spumador si occupasse della manutenzione ordinaria e straordinaria del Rio del Fabbro, i cui terreni rimasero di proprietà a Spumador. Proprio qui nascono le nostre otto acque e sono presenti gallerie, pozzi, tubature, dove l’acqua scorre per arrivare alla mescita e ai complessi termali che sono della società terme.

Nessuno ha mai vigilato per verificare che la Spumador adempisse ai propri obblighi. Non intendo manutenzione solo del verde, ma anche tutta una serie di analisi delle acque da effettuare, la manutenzione dei tubi, dei pozzi, ci sono anche questioni importanti e tecniche, per preservare la falda. Cosa rischiamo? Rischiamo di perdere le nostre acque, come già sta accadendo per la fonte Lidia, la cui concessione è rimasta in capo a Spumador, il cui valore è inestimabile.

La Società Terme, nei primi anni del duemila è diventata S.r.l. ,quindi, proprietaria dei tre complessi termali.Il Comune possedeva una quota di circa il 98% e gli altri soci, che sono più di 30, posseggono un totale insieme di neanche il 3% quindi, attualmente, il Comune ha perso i diritti di socio e la società è gestita dai soci minoritari che ribadisco non fanno neanche il 3%. Una società così importante è in capo a dei soci minoritari. Questo risultato è colpa dell’amministrazione che non ha adempiuto agli obblighi normativi: la normativa, che parte dal 2007 per poi perfezionarsi con il decreto legislativo 175, del 2016, imponeva la dismissione da parte dell’ente locale di quote societarie possedute all’interno di quelle società non riconosciute di interesse pubblico, tra cui il termalismo. Il Comune doveva dismettere per legge le sue quote nella Società Terme. Il legislatore è andato in deroga più e più volte, per consentire questa procedura sino al termine ultimo che era fissato per il 31.12.2022. Il Comune di Medesano non ha adempiuto a questa normativa, quindi ha perso i diritti di socio.

Stato Attuale delle Terme

Qual è lo stato attuale delle Terme di Sant’Andrea Bagni? C’erano delle soluzioni che l’amministrazione non ha voluto trovare. L’unica azione di tentata dismissione risale al 2013 così come anche la perizia di stima economica, che è stata rifatta dieci anni dopo, quando già avevamo perso i diritti di socio. Dunque, l’amministrazione in più di 10 anni non ha mai provato a dismettere le proprie quote, o altre formule, come la costituzione di società in housing, oppure la diminuzione del 51% delle proprie quote societarie. Queste opzioni sono molto importanti perché si sarebbe evitata la situazione attuale, si sarebbe salvata la parte del termalismo.

Oggi abbiamo una situazione drammatica: le terme cadono a pezzi, calcinacci, infiltrazioni d’acqua…Siamo al quarto tentativo d’asta, tutte andate deserte: le quote valgono all’incirca 1.4 milioni, l’amministrazione continua a provare ad andare in asta senza ottenere un risultato. Cosa succederà se nessuno le acquista? Il rischio innanzitutto è che questi complessi vengano acquistati da persone non interessate al termalismo. Se nessuno le acquista rischiamo un procedimento di messa in liquidazione, quindi può arrivare un qualsiasi acquirente e farne ciò che vuole. Possono anche essere frazionati i lotti, spacchettati, gestiti in modo autonomo, tutto questo è possibile perché non esiste il decreto vincolo delle belle arti. Tempo fa si vociferava di questo fantomatico vincolo, che esistesse una lettera in quale cassetto degli uffici comunali: ho fatto richiesta di accesso agli atti e il responsabile del settore mi ha dichiarato che il decreto vincolo non esiste. Questa situazione è anche visionabile sul sito delle belle arti. Non esiste perché nessuno si è mai attivato per tutelarle.

Dopo ripetute sollecitazioni da parte di alcuni cittadini e anche da parte mia, il comune, si è appellato all’Ope Legis, o meglio detto Vincolo Automatico, che si applica automaticamente per legge senza necessità di un atto formale o di una decisione amministrativa per immobili che hanno più di settant’anni. Il Ministero si deve pronunciare in forma scritta per la verifica dell’interesse culturale, per decidere se lasciare o meno il decreto vincolo. Io credo che il complesso termale meriti il decreto vincolo, e non un’ Ope Legis che ce l’ha qualsiasi edificio di oltre settant’anni. L’unico decreto che può impedirne la sua trasformazione e che tuteli la parte storica delle terme è il decreto vincolo delle belle arti.

Non ci si capacita del come mai il Comune non si sia mai attivato per chiedere la revoca delle concessioni minerarie, in capo all’ex imbottigliamento, essendo lo stabilimento non attivo dal 2015. Le Terme di Sant’Andrea a Medesano nascono a fine Ottocento, grazie alla scoperta casuale delle sorgenti d’acqua termale da parte di Giacomo e Carlo Ponci.

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