Salvatore Bagni, oggi 68enne, ha avuto una brillante carriera come calciatore, giocando per squadre come Napoli (dove ha vinto uno scudetto) e Inter, oltre alla Nazionale azzurra. Attualmente, gira il mondo alla ricerca di nuovi talenti calcistici.
L'Amicizia con Diego Armando Maradona
La sua amicizia con Diego Armando Maradona è stata una delle più solide che Dieguito abbia avuto. «Arriviamo a Napoli insieme, nel 1984 - spiega Bagni al Corriere -. Io insieme a mia moglie, lui con altre 10 o 15 persone. Eravamo agli opposti, a me non piaceva uscire la sera. Ma fra noi la stima fu immediata perché lo trattavo da Diego e non da Maradona. Se avevo qualcosa da dirgli, glielo dicevo. Abbiamo passato nottate intere a discutere di cose che gli scottavano».
Bagni ha raccontato: «L’ho avuto vicino più in casa che in campo. Abbiamo passato un mese all’anno a casa insieme dal 1984 al 2012, l’ho vissuto tanto. Era divertente, avevamo ritmi diversi perché io mi alzo alle 6.30 per chiudere la giornata alle 20, lui invece iniziava a mezzanotte che voleva chiacchierare. Per tanto tempo, lo ha salvato vivere in mezzo alla gente. Anche quando stava male, lui voleva parlare e stare con la gente».
La Tragedia della Perdita del Figlio Raffaele
Nel 1992, la vita di Salvatore Bagni fu sconvolta dalla tragica perdita del figlio Raffaele, di soli 3 anni, in un incidente d'auto. «Eravamo tutti e cinque in macchina, guidava mia moglie - racconta al Corriere -. Stavamo andando pianissimo, a 38 km/h. Un’auto non rispettò lo stop e andammo a sbattere contro un muretto. È stata fatale l’apertura dell’airbag. In quel momento ce l’avevo in braccio e non sedeva dietro perché era stato appena allattato e temevamo che potesse vomitare. Noi genitori abbiamo cercato di restare vicini ai suoi fratelli, affidandoci a degli psicologi anche per quello che è successo dopo».
Bagni rivela di non aver mai desiderato avere un altro figlio dopo questa terribile esperienza: «Non esiste la copia di un figlio. Ne avevo già avuti tre, avevo già la mia famiglia. Decisi di farmi sterilizzare».
Il Trafugamento della Salma
La tragedia non finì qui: la salma del piccolo Raffaele fu trafugata. «Ce l’hanno portato via per la seconda volta. Saranno stati almeno in quattro a scavalcare il cancello e a entrare in quel cimitero, prelevando la bara dall’alto. Ci chiesero dei soldi, 300 milioni di lire, anni dopo un procuratore ci disse che probabilmente sarebbero serviti per finanziare il sequestro Soffiantini. Alle chiamate dei sequestratori rispondevo direttamente io, dovevo cercare di intrattenerli il più possibile per far sì che i Ros li intercettassero. Li avrei pagati, ma me lo impedirono. Un giorno ci accordammo, ci saremmo dovuti incontrare a Predappio. Mi misi alla guida con una valigetta di soldi falsi e il giubbotto antiproiettile».
Salvatore Bagni poi rivela come andò con i rapitori della bara del figlio Raffaele: «Avevo una macchina dietro e tre agenti del Ros nascosti con me. Dovevo avere una bicicletta sul tettuccio così che i sequestratori mi potessero riconoscere, poi mi avrebbero lanciato dei segnali luminosi dopo una quarantina di chilometri. Abbiamo ripetuto il tragitto per tre o quattro volte, nessuno si è fatto vivo. Forse avevano capito che non ero solo, forse non mi hanno visto. Quel giorno c'era una nebbia fittissima».
Altri Drammi Personali
Un altro dramma che lo ha segnato è quello della morte della mamma: «Venne a mancare il 16 dicembre del 2004. Io e mia moglie stavamo per andare in Sri Lanka, avevamo già prenotato tutto. Ma decidemmo di ritardare il viaggio e di virare sulle Maldive. Dieci giorni dopo ci fu uno dei più violenti tsunami di sempre che devastò il Paese. I morti furono oltre 200mila».
Lo tsunami però colpì anche le Maldive, ma l'ex del Napoli sottolinea: «Molto meno. Eravamo in spiaggia, per fortuna non nei bungalow. Ricordo l'enorme massa d’acqua e un rumore che non si può dimenticare. Mia figlia rimase paralizzata dalla paura, per salvarla la presi di peso e l’attaccai a un albero».
La Famiglia di Salvatore Bagni
Letizia Turchi, Elisabetta, Gianluca e Raffaele sono la moglie e i figli di Salvatore Bagni. Un grande amore per l’ex calciatore oggi dirigente sportivo italiano che ha sposato nel 1952 la moglie Letizia Turchi. Un matrimonio felice, ma segnato dal dolore per la perdita del figlio Raffaele morto a soli 3 anni a causa dello scoppio dell’airbag in automobile.
Salvatore Bagni dopo la morte del figlio Raffaelle ha fatto una scelta importante: si è fatto ricoverare in una clinica di Ravenna per sottoporsi a un intervento di sterilizzazione. “All’epoca non era neanche legale, però fui determinatissimo: non avrei voluto altri figli neanche per errore. Non l’ho raccontato nel libro, lo rivelo qui a Napoli perché non ho problemi a parlare di quella storia. Io e Letizia affrontammo lo stesso dolore in due modi differenti. Io l’ho convinta a vivere la vita” - ha detto Bagni che ne ha passato davvero di tutto.
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