Uscito nelle sale nel 1983, il remake di Scarface - Lo sfregiato diretto da Howard Hawks nel 1932, è uno dei migliori gangster movie di tutti i tempi. Scarface ha rivoluzionato la storia del cinema. Un'opera che rappresenta la summa del genio di Brian De Palma (regista), Oliver Stone (sceneggiatore) e Al Pacino (attore protagonista). Remake dell’omonimo film diretto da Howard Hawks, il titolo è entrato nell’immaginario collettivo dell’intero globo terracqueo. Esiste una sorta di generazione Scarface, come evidenziato dal libro The Ultimate Gangster Movie and How It Changed America scritto da Ken Tucker.
Girato in 14 settimane, dal 22 novembre 1982 al 6 maggio del 1983, Scarface venne presentato in prima mondiale a New York, il primo dicembre del 1983. A parte Vincent Canby, critico del New York Times, il film non ottenne recensioni positive oltreoceano. Ma quelli considerati difetti (l'eccessiva violenza, il barocchismo, la sospensione dell'incredulità) con il tempo si sono trasformati in pregi.
Il Crollo di un Impero
Nel finale di Scarface, Tony Montana è roso dal senso di colpa. Ha ucciso in un raptus di gelosia il suo luogotenente e amico Manny Ribera (Steve Bauer) perché credeva avesse una relazione clandestina con Gina (Mary Elizabeth Mastrantonio). Il gangster ignorava che il suo amico si fosse sposato in segreto con la sorella. La coppia intendeva fargli una sorpresa. Gina, stravolta dal dolore per la morte dell'amato e novello sposo Manny, si reca nella villa bunker del fratello Tony con l'intenzione di ucciderlo. Mentre gli punta contro la pistola, la ragazza pronuncia questa battuta: “E questo che vuoi Toni? Tu non sopporti che sia un altro uomo a toccarmi. Tu mi vuoi Toni? Vero? Per la prima volta Toni Montana viene colpito da una pallottola in questa sequenza finale.
Inizia la caduta del re della cocaina e del suo impero del crimine. Come spesso accade nel cinema di Brian De Palma, il pericolo appare all'improvviso. Toni, provato dal dolore e inebetito dalla cocaina, non si è accorto che gli uomini di Sosa sono entrati nella villa. E il killer, quasi a voler usurpare il trono di Montana, irrompe dalla finestra e spara. Montana crivella di colpi il killer, nonostante l'uomo sia già morto. Ormai a Toni interessa solamente sterminare tutti i suoi assalitori. Con la consueta genialità, De Palma ci mostra il cadavere del killer che galleggia in piscina. Un'immagine che anticipa quella che sarà la fine di Toni Montana.
La morte di "Chi Chi”, interpretato dall’attore cubano-statunitense, Angel Salazar è l'ennesima tappa del viaggio al termine della notte compiuto del personaggio interpretato da Al Pacino. Il criminale implora, inutilmente il suo boss di aprire la porta e farlo entrare con queste parole: "Stanno arrivando Toni. Ormai sono in casa". Ma Montana è ormai perso nel suo “cupio dissolvi”. È come James Cagney nel finale di La Furia Umana. Toni Montana orma è in pieno delirio. Interagisce con la sorella appena defunta, come se fosse ancora viva, e le sussurra queste parole: "Ok, allora tu aspetta qui. Tony imbraccia il fucile d'assalto M16 con tanto di lanciagranate ed è pronto per l'ultimo scontro.
In un monologo solipsistico urla conto Sosa queste parole: “Vuoi fare la guerra con me? Ok, farete la guerra con il più forte. (...) Venite scarafaggi. Vi schiaccio tutti! Volete il gioco duro? Va bene. Facciamo il gioco duro (...) Salutatemi il mio amico Sosa!” (in originale You wanna play rough? La villa bunker di Montana si è trasformata nell'Ade. Pacino ricorda così quella scena: “Ogni giorno entravo nella stanza con tutte quelle pistole e quel fumo. Un vero inferno. Trascorrevo in quel set dalle 12 alle 14 ore al giorno tutti i giorni. Prima di girare, recitavo una sorta di mantra.
Sullo sfondo dell'agguato perpetrato dai criminali boliviani al soldo di Sosa, scorgiamo il ritratto di Toni Montana insieme alla moglie Elvira, interpretata da un’algida, talentuosa e bellissima Michelle Pfeiffer. Grazie a uno speciale accorgimento tecnico che manteneva l'otturatore della cinepresa aperto, ogni volta che Pacino spara si vede il flash dell'arma. Si tratta di una scelta che rende il conflitto finale di Scarface ancora più infernale e barocco. Durante la sequenza, Al si ustionò con un fucile e dovette assentarsi dal set per un paio di settimane. Nonostante sia stato crivellato di pallottole, il personaggio interpretato da Al Pacino è ancora vivo, tant'è che urla: "Coraggio, coraggio, vieni qui! Con chi vi credete di fare la guerra? Io sono Tony Montana! State facendo la guerra a me? Fate la guerra al numero uno! Sto ancora in piedi, no?!
La Morte e il Significato Finale
È arrivato il tristo mietitore anche per Montana. Si tratta di "The Skull”, interpretato dall'attore Geno Silva e inserito nella classifica dei migliori killer della storia del cinema. Non ha nome di battesimo, indossa sempre i guanti e gli occhiali neri e non proferisce parola. È la trasfigurazione dell'angelo della morte. La sua prima apparizione in Scarface avviene nella villa di Sosa. È infatti The Skull a giustiziare Omar Suarez (F.
Il primo piano della canna del fucile che toglierà la vita a Toni Montana. Il sicario colpisce Toni alla schiena. Nelle esecuzioni ufficiali, la fucilazione alla schiena era considerata infamante e utilizzata per i reati considerati ignominiosi. E dal punto di vista di Sosa, Montana è un traditore visto che non ha rispettato l'accordo e non ha assassinato il giornalista che aveva realizzato un reportage in cui svelava i traffici del narcotrafficante boliviano. Tuttavia, la postura di Montana rimanda a una crocifissione.
Il corpo di Tony Montana è finito in piscina. Lo stesso destino del criminale boliviano assassinato all''inizio della scena finale di Scarface. A causa delle rigide norme dell'epoca e della censura, lo Scarface diretto da Howard Hawks nel 1932 termina in modo meno epico e più prosaico. Scarface si chiude beffardo e dolente sull'immagine della scultura con la scritta "The World is Yours" (Il Mondo è Tuo). Montana aveva visto questo slogan una notte, dalla finestra della sua villa di Miami su un dirigibile pubblicitario della Pan Am e aveva deciso di trasformarlo nel suo motto.
Anche il film di Hawks termina con la stessa insegna solo che scritta su un grattacielo. Ma la sostanza non cambia.
