Uno dei peggiori inconvenienti che possono verificarsi durante la guida di un'autovettura è quello di ritrovarsi improvvisamente lo sterzo indurito tra le mani. Può capitare che l’irrigidimento dello sterzo avvenga in marcia, ma cosa fare quando lo sterzo diventa duro?

Spia EPS e Malfunzionamenti

Il malfunzionamento dello sterzo è segnalato dall'accensione della spia EPS. La spia si trova sul pannello di controllo della vettura. In alcuni modelli auto dopo l'accensione della spia segue anche un messaggio sul display o un segnale acustico che avvisa l'insorgere del problema.

Spieghiamo brevemente che il servosterzo è un dispositivo elettrico dell'autovettura indispensabile al conducente. Permette di sterzare e cambiare la direzione alle ruote impiegando il minimo sforzo. In alcuni modelli auto esistono delle opzioni che aumentano ulteriormente le prestazioni del servosterzo, ad esempio su alcuni modelli Fiat esiste la funzione City.

Sono essenzialmente due le problematiche che scatenano questi eventi: la prima, quella meno grave e anche meno costosa, è un temporaneo falso contatto della spia che dialoga attraverso la centralina dell'auto. Per escludere questo è sufficiente recarsi da un meccanico ed effettuare una diagnosi computerizzata. Quindi sarà il meccanico stesso, dopo aver fatto la diagnosi computerizzata, a trarre le conclusioni sulle cause e stabilire una possibile soluzione.

Cause Comuni dello Sterzo Duro

Dopo aver escluso l'ipotesi di un guasto elettronico o falso contatto, la causa più frequente è la rottura del piantone dello sterzo o dell'impianto sterzante elettronico, che è la principale causa del servosterzo duro. Questa ovviamente, rispetto alla precedente, è più onerosa, poiché comporta la sostituzione del servosterzo elettronico EPS o del piantone, quindi presuppone una spesa più onerosa dovuta anche al prezzo della manodopera oltre che all'acquisto del nuovo componente.

Tuttavia, esistono anche delle soluzioni economiche e al contempo sicure ed efficaci. La migliore è la rigenerazione del servosterzo elettrico EPS. La riparazione è una soluzione molto sicura ed economica.

Altra causa molto comune dello sterzo improvvisamente duro è data dalla mancanza o dalla forte diminuzione dell'olio che lubrifica il servosterzo. Questo evento è riferibile solo alle auto dotate di impianto sterzante idraulico. Per capire se effettivamente il problema sia causato dalla mancanza d'olio, occorre aprire il cofano e controllare l'apposita vaschetta del servosterzo. Se il livello dell'olio è basso, basterà aggiungerne altro fino alla soglia necessaria.

Ulteriori Verifiche e la Cinghia di Servizio

State per iniziare a guidare, ma lo sterzo non risponde? Un altro problema di semplice risoluzione dopo aver eseguito la succitata procedura di sblocco è controllare le gomme: lo sterzo infatti risente direttamente della loro usura e dell’eventualità che siano sgonfie.

L’ultimo aspetto da verificare in caso di blocco dello sterzo è la condizione della cinghia di servizio, che permette il normale funzionamento di parti come il compressore, l’alternatore, la pompa dell’acqua e (appunto) del servosterzo. Se si dovesse rompere la cinghia alcuni frammenti potrebbero finire nella distribuzione creando un fuori fase e causando anche il blocco del volante.

Servofreno: Cos'è e Come Funziona

Cos’è il servofreno? Il servofreno è un componente essenziale per garantire prestazioni di frenata sicure ed efficienti. Questo dispositivo è progettato per moltiplicare la forza esercitata sul pedale del freno, consentendo al guidatore di frenare con minor sforzo e ottenere una frenata più efficace.

Il funzionamento del servofreno si basa sulla differenza di pressione al suo interno, che agisce come una leva idraulica. Esso è costituito da una capsula pneumatica divisa in due vani e un pistone di lavoro con una membrana elastica. Quando il motore è acceso e il servofreno è rilassato, i due vani sono collegati e in depressione fra loro. La valvola di controllo della pressione dell’aria esterna assicura che il pistone di lavoro abbia la stessa pressione su entrambe le facce. Questo elemento è capace di aumentare del quadruplo la forza frenante impressa dall’autista sul pedale del freno utilizzando quella che comunemente viene anche chiamata “leva idraulica”.

Potremmo quantificare questa forza come se il conducente esercitasse un’azione condizionata da circa 200-300 kg. È composto da una capsula pneumatica separata in due vani e da un pistone di lavoro su cui è agganciata una membrana elastica. Il primo dei due vani è a “pressione variabile” e l’altro a “pressione costante”.

Tramite l’innesto dotato di valvola di non ritorno, la camera a pressione è connessa al collettore di aspirazione del motore, nel caso in cui l’accensione sia comandata dallo stesso. Quando il motore è acceso e il servofreno è rilassato, i due vani sono in connessione e, di conseguenza, in depressione fra loro.

Il servofreno è composto da un cilindro separato dal pistone di lavoro in due corpi. La depressione si esercita nel vano di sinistra tramite il collegamento, connettendolo con la pressione esterna e la valvola a depressione nel corpo di destra. L’energia impressa sul pedale del freno induce il movimento dell’asta di comando verso sinistra, facendo convergere lo stantuffo verso sinistra grazie alla differenza di pressione.

Se il pedale del freno viene azionato parzialmente, avviene un intervento tra il vano a depressione e la camera di lavoro. Il disco di reazione si dilata quando il puntalino si ferma, spingendo in avanti il pistoncino della valvola e chiudendo la valvola dell’aria esterna. Durante questa fase l’energia, sia sul puntalino che sul pistone, è costante fino all’interruzione della pressione sul pedale.

La depressione si crea nel vano di sinistra quando il sistema è a riposo, attraverso il collegamento. Ciò consente la connessione con la pressione esterna e la valvola a depressione nella camera di lavoro (anche nel corpo di destra). Sullo stantuffo si verifica una differenza di pressione che aumenta la forza di spostamento verso sinistra. In questo processo, lo stantuffo della pompa tandem si comprime, inserendo liquido in pressione alle ruote e completando l’azione frenante.

Mantenendo costante l’energia impressa sul pedale del freno, la risposta dello stantuffo idraulico incide sullo schiacciamento della valvola a disco elastico. In seguito alla chiusura della valvola dell’aria proveniente dall’esterno. Così lo stantuffo si stabilizza in una posizione intermedia.

Servofreno a Motore Spento

Il servofreno a depressione non può funzionare a motore spento perché sfrutta il vuoto generato dal motore. Si tratta di un componente fondamentale per una frenata sicura e potente, ma necessita dell’energia generata dal motore per offrire una prestazione corretta. Quando il motore è spento, purtroppo, questo tipo di servofreno non può svolgere la sua azione assistita, rendendo la frenata meno efficace e più impegnativa per il guidatore.

In caso di guasto del servofreno, è fondamentale rivolgersi a un professionista esperto per la diagnosi e la riparazione. Un servofreno rotto può compromettere seriamente la tua sicurezza alla guida. Presta attenzione a sintomi come una pedaliera dura e resistente, difficoltà nel frenare o un suono sospetto durante la frenata. Se noti uno di questi segnali, non aspettare!

Revisione e Componenti del Servofreno

La revisione del servofreno è un passo cruciale per assicurare il corretto funzionamento e la sicurezza del tuo veicolo. I servofreni per veicoli leggeri sono progettati appositamente per offrire prestazioni ottimali per automobili e altri mezzi più leggeri. Il servofreno è un alleato imprescindibile per la tua macchina, garantendo una frenata affidabile e potente.

La pompa del servofreno è il componente vitale che alimenta l’intero sistema di frenata assistita. Assicura che l’energia generata dal motore venga utilizzata efficacemente per potenziare la frenata, garantendo un’esperienza di guida più fluida e sicura.

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