Qualsiasi tipo di ciclista sperimenta con il tempo la necessità di rendere sempre migliore l’esperienza di guida della bicicletta, che aumenta con l’aumentare dei chilometri percorsi e di pari passo alle informazioni che questa fornisce alla nostra mente. Partendo dal presupposto che ogni persona è un mondo a sé, il ciclista da sempre è alla ricerca della propria migliore posizione in sella, dell’ergonomia, della maggior comodità, della ricerca del componente che possa risolvere un problema di natura muscolo-scheletrica o che possa incentivare la performance. In questo articolo parleremo di uno degli upgrade più sottovalutati ma che può davvero migliorare tutte queste condizioni. Uno degli upgrade più gettonati è quello di passare da freno a disco meccanico a idraulico. La domanda che ci siamo fatti è se ne vale la pena in termini di comfort di guida ed efficienza di frenata.
Test sul Campo: Shimano Tiagra ST-4700
Nello specifico, abbiamo sostituito un vecchio impianto frenante a disco meccanico (i pistoni della pinza freno vengo azionati e spinti tramite il cavo direttamente collegato alla leva freno), con un nuovo impianto frenante totalmente idraulico. Il sistema frenante in questione è il nuovissimo impianto freno a disco Tiagra ST-4700 di Shimano per trasmissione 2×10. Abbiamo installato la serie ST-4720 per quanto riguarda le leve freno ed i comandi del cambio, mentre per le pinze abbiamo optato sempre per la casa giapponese e ci siamo affidati allla serie Tiagra BR-4770. Lo abbiamo installato su una bici gravel, per testarne la validità sia su strada che in off-road.
Pinze Freno Tiagra BR-4770: Dettagli Tecnici
Partendo dalle pinze, un po’ di tecnica: sono flat-mount equipaggiate con la tecnologia “one way bleeding” di Shimano che permette di ridurre al minimo il rischio di infiltrazioni d’aria nel sistema oltre che di rendere lo spurgo semplice, L’obiettivo di questo impianto freni a disco è far dormire sonni tranquilli a chi di chilometri ne macina tanti e spesso senza la comodità di un centro di riparazione a portata di pedalata. Pinza posteriore anch’essa flat mount, senza staffa. Sul retro vediamo le due viti Torx che permettono di aprire la pinza per la straordinaria manutenzione (operazione non molto difficile ma serve avere già una certa esperienza) e la coppiglia di sicurezza per le pastiglie.
Esperienza su Strada e Differenze Rispetto ai Freni Meccanici
Sono trascorsi molti mesi dalla presentazione statica a questa prova su strada. La guarnitura 48-34 in abbinata al pacco pignoni 11-32 è stato montato sulla gravel, anche lei frenata sia con impianto meccanico che idraulico. Qui aggiungo che la guarnitura 50-34 in abbinata al pacco pignoni 11-28 è stato montato sulla bici da endurance, frenata sia con impianto meccanico che idraulico. L’incavo della sua parte superiore meno pronunciato rispetto alla versione idraulica non permette di agire sulla frenata con ugual forza. La leva (meccanica) vera e propria è più corta, roba di pochi millimetri, e meno tortuosa. Un serbatoio corposo che trasforma la zona in sicuro timone che permette di dirigere la bici con precisione assoluta. Su piega gravel vi direi lo stesso se nel frattempo non fossero uscite le leve GRX, semplicemente perfette quando il manubrio presenta un buon flare.
Sulle leve idrauliche Tiagra 4700 è possibile regolare solo la corsa a vuoto e non l’escursione, mediante la piccola brugola incassata a lato. Sulle leve meccaniche è possibile regolare la distanza mediante una piccola brugola posta in alto sotto il copricomando. Un sistema semplice, avvitando la testa della leva è compressa, come se stessimo frenando. Serve dopo regolare i freni, perché potremmo avere il cavo troppo teso.
Performance e Confronto con Ultegra
Nessun affaticamento, nessun surriscaldamento, nessun calo di prestazioni durante la prova. Peso a parte, se dovessi dirvi che ho avvertito nette differenze rispetto alle pinze Ultegra vi direi una sciocchezza. Con gli Ultegra è vero che ho frenato un poco meglio ma è anche vero che lì avevo il quasi top dei dischi Shimano, e la qualità del rotore è fondamentale. E’ anche vero che poi la differenza di costo reale non è così elevata.
| Componente | Prezzo Medio di Vendita |
|---|---|
| Pinza Tiagra 4700 | 30-35 euro |
| Pinza Ultegra 8070 | 50-53 euro |
Ben poco posso dirvi invece per la frenata meccanica. Avrei dovuto montare un impianto meccanico migliore, ma onestamente non immaginavo una tale deficienza. Cercavo un set flat mount non troppo costoso da proporvi come test (e leggeremo in futuro la recensione) l’azienda è pur sempre la stessa che offre uno dei migliori impianti meccanici in circolazione, credevo il suo dovere l’avrebbe fatto. Vabbè, i test servono a scoprire anche cosa funziona male e questi Tektro M510 sono quanto di peggio abbia mai usato in vita mia. Comunque, al netto delle (non) prestazioni delle pinze freno, l’ergonomia e la facilità di accesso alle leve meccaniche in qualunque presa sono ergonomicamente valide.
Altri Componenti Tiagra 4700
Guarnitura
Bene, promosse leve e impianto freno Tiagra, passiamo alla guarnitura. Sulla bici endurance una classica compact 50-34, sulla gravel una nuova 48-34. E la differenza prestazionale c’è, sia in termini di peso che di rigidità. Eppure tutta questa differenza serve e l’avverte il normale pedalatore come noi? Non hai pedivelle cave, è vero. Non hai la stessa superba rigidità delle sorelle più costose, è vero. Senza flessioni, anzi.
Deragliatore
Quindi non è proprio corretto parlare del solo deragliatore senza tener conto della lavorazione delle corone, studiata per ottimizzare la cambiata. La possibilità di variare il passaggio cavo a seconda del percorso del cavetto di trasmissione in arrivo dalla zona movimento, il lungo braccio di leva capace di rendere l’azione al comando morbidissima e l’esatta costruzione della gabbia si traducono in salite di catena da corona minore a maggiore semplicemente perfette. La discesa potrebbe essere un pelo più rapida, si avverte che la molla di richiamo è tenuta poco più blanda per favorire la morbidezza al comando. Mai questo va a discapito della precisione, nemmeno maltrattando il deragliatore sotto sforzo sia a salire che scendere ho avuto un solo fallimento.
Perché sconforto? Perché settare un deragliatore Shimano è molto semplice ma richiede alcuni passaggi che si discostano dalla tradizione, diciamo così. E così poi arrivano le lamentele di malfunzionamento, le sentenze di condanna giacché entry level, il propagarsi delle leggende metropolitane. Anche se ultimamente la mia attività di ultimo soccorso ai ciclisti in difficoltà si è drasticamente ridotta, continuano ad arrivarmi pedalatori sconfortati che dopo innumerevoli giri tra varie officine senza trovare soluzione vanno via di qui felici perché era solo una regolazione malfatta.
Cambio e Pignoni
Può spingersi sino al 34 finale ma non ho voluto usare questa opzione; la cassetta 11-32 è andata sulla gravel, la Trek Checkpoint ALR, che fino a quel momento era montata con il GRX 10v, ossia 46-30 davanti e 11-36 dietro. Ha mai fallito una cambiata? La discesa, come per il deragliatore, è meno lesta rispetto a trasmissioni più racing ma definirla lenta sarebbe una ingiustizia. Già, perché a conti fatti, c’è differenza tra teoria e pratica. E qui devo dire che Tiagra offre una bella scelta, sia come scale che come tecnologia. La gamma di cassette pignoni a 10v utilizzabili è ampia. Più limitata con cambio a gabbia corta (SS) che arriva al 25 finale ma guadagni in regolarità perché non hai salti evidenti. Abbiamo 10 rapporti, d’accordo.
Nei piani originari alla data odierna avreste qui proprio la prova su strada e non la presentazione, ma tant’è, tutto è saltato. Vedete, questo test più che tecnico lo volevo filosofico.
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