Le tecniche di irrigazione, conosciute e applicate da millenni, hanno aiutato l'uomo a trasformarsi da cacciatore nomade ad agricoltore stanziale, consentendo quindi la nascita delle grandi civiltà . Quando l'uomo iniziò a trasformarsi da cacciatore e raccoglitore ad agricoltore dovette risolvere nuovi problemi. Uno di questi era la produttività della terra: dopo pochi anni, il terreno su cui coltivava diventava improduttivo, perché esausto e poco irrigato. La soluzione più semplice era quella di continui spostamenti in cerca di nuovi terreni da sfruttare.
La prima, vera soluzione al problema si ebbe quando l'uomo, intorno al 9° millennio a.C., iniziò a coltivare le terre vicino ai grandi fiumi (agricoltura). La nascita delle prime comunità stabili, le migliori condizioni di vita e lo sviluppo dell'economia da un lato fecero crescere la popolazione delle comunità , con la nascita di villaggi e centri di scambio; dall'altro, tuttavia, obbligarono a dissodare una sempre maggiore quantità di terreni, non più e non sempre vicini a fiumi e torrenti.
Da questa nuova realtà emerse la necessità di portare l'acqua ai campi più distanti e alle stesse abitazioni. I ritrovamenti archeologici ci dicono che già intorno all'8000 a.C., in Mesopotamia, furono costruiti complessi sistemi di irrigazione per portare le acque del Tigri e dell'Eufrate in campi distanti anche alcuni chilometri dai fiumi e per rendere produttive aree sempre più vaste della pianura.
Le Origini dell'Agricoltura Basata sull'Economia Idraulica
L'agricoltura basata sull'economia idraulica ebbe origine nel V millennio a.C. A partire dal V millennio a. C. nel periodo del Neolitico vi furono delle comunità di cacciatori, raccoglitori semi-nomadi e pescatori che avevano creato delle vere e proprie opere idrauliche che servivano per contenere in qualche modo il flusso proveniente dalle acque dei fiumi e per garantire lo sviluppo dell’attività agricola e anche per affermare il passaggio dall’essere nomadi alla sedentarietà .
L’economia idraulica ha delle particolarità come quelle di utilizzare come aree ideali per la produzione soprattutto i bacini artificiali, i canali e gli argini. Per cercare di preservare il terreno si iniziò a pensare di sottoporlo per una parte dell’anno alla semina e per l’altra parte dell’anno al riposo a maggese.
Sviluppo della Civiltà Egiziana Grazie all'Economia Idraulica
Una grande civiltà idraulica fu senz’altro quella egiziana. In Egitto è noto il grande sviluppo che ebbe l'agricoltura lungo la valle del Nilo a partire dal 4°-3° millennio a.C., grazie soprattutto alle piene del fiume, che fertilizzavano i campi con il limo lasciato sui terreni. Sotto la dinastia dei Tolomei, gli Egizi erano stati in grado di portare avanti delle grandi opere di ingegneria idraulica volte a cercare di contenere le piene del Nilo.
Gli Egizi quindi erano già dai tempi antichi soggetti alle ondate di piena del Nilo che giungevano sino ai territori dell’Egitto inondandoli completamente nel corso della stagione estiva. Ovviamente però non c’era costanza nelle piene del fiume Nilo, in quanto si alternavano anni di piena abbondanti ad anni meno produttivi.
L'Evoluzione delle Tecniche di Irrigazione nel Tempo
I Romani affinarono nei secoli le tecniche costruttive e i materiali per canalizzare le acque, le vasche per la loro raccolta, i sistemi di pompaggio, i sifoni per permettere il superamento dei dislivelli (acquedotti). La dissoluzione dell'Impero Romano portò con sé la quasi totale scomparsa delle reti irrigue in Europa e in Africa a causa delle guerre e delle incursioni delle popolazioni barbariche.
Fu solo con l'insediamento stabile degli Arabi in Sicilia, nel 9° secolo d.C., che l'ingegneria idraulica ebbe un nuovo sviluppo in Italia: con essa presero piede anche i mulini ad acqua utilizzati sia per irrigare i campi sia per muovere macine per le farine. Diversa la situazione nel Nord dell'Italia e dell'Europa: la presenza di grandi fiumi aveva sempre facilitato l'agricoltura, ma le invasioni dei popoli venuti dall'Est prima, e il decadimento dell'intera economia poi, avevano impedito il generale sviluppo della tecnologia.
Fu solo con l'espandersi del monachesimo benedettino che l'Italia centrosettentrionale e ampie zone europee iniziarono a essere strappate alla natura selvaggia e restituite alla coltivazione. Per ottenere questo risultato, i monaci e i conversi, aiutati dalle popolazioni dei villaggi che rapidamente si formarono intorno alle maggiori abbazie, iniziarono una paziente opera di costruzione di canali di irrigazione e di scolo.
La storia dell'irrigazione visse un momento di particolare sviluppo tra l'11° e il 14° secolo anche grazie alle grandi opere realizzate dai liberi Comuni prima e dalle signorie poi. L'opera più importante, nell'Italia settentrionale, fu la costruzione del Naviglio Grande, un canale multifunzionale di collegamento tra il Ticino e Milano. Lungo oltre 50 km, nasce dal Ticino e arriva con un sistema di chiuse fino al capoluogo lombardo: nel corso dei secoli, esso è stato utilizzato come via d'acqua (più sicura, nel Medioevo, rispetto alle strade), per lo spostamento umano e dei materiali (in questo modo furono trasportati i blocchi di marmo di Candoglia, estratti dalle cave del Nord del Piemonte, per la costruzione del Duomo di Milano) ma anche e soprattutto per l'irrigazione di oltre 50 mila ettari di terreno a ovest di Milano.
L'Irrigazione Oggi e le Sfide Future
L'irrigazione oggi è un problema tutt'altro che superato, ed è destinata ad assumere sempre maggiore importanza anche a causa dei mutamenti climatici in corso. Le nuove tecniche di costruzione hanno permesso di realizzare opere faraoniche, impensabili fino a cento anni fa. Basti ricordare la diga di Assuan, inaugurata nel 1971 sull'Alto Nilo o quella delle Tre gole in Cina.
La Teoria Idraulica di K. Wittfogel
Definizione coniata dallo storico anglo-tedesco K. Wittfogel, che in Oriental despotism (1957) ha avanzato la cd. teoria idraulica, sulla genesi dei tratti fondamentali delle società asiatiche: le forme di governo e la struttura della proprietà , nello spazio storico che abbraccia la «mezzaluna fertile», l’India e l’Estremo Oriente, sarebbero determinate dalla necessità di realizzare opere gigantesche per l’irrigazione e lo sfruttamento del suolo. Egli pensava che in questo tipo di società , dove la gestione delle infrastrutture richiedeva un potere centralizzato, tendessero ad affermarsi imponenti burocrazie autoritarie. In partic. nel caso cinese, Wittfogel utilizzò il concetto di c.i. per analizzare il sistema comunista.
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