La disfagia, definita come la difficoltà nel passaggio di cibi e bevande dalla bocca allo stomaco, rappresenta una sfida significativa nella somministrazione di terapie orali. Questo disturbo è più frequente negli anziani, ma può colpire a qualsiasi età, derivando da problemi occasionali o patologie specifiche che richiedono trattamenti mirati. Si stima che i disturbi della masticazione interessino circa l’8% della popolazione mondiale, con una percentuale che sale all’11-16% negli anziani. La somministrazione della terapia orale diventa un processo assistenziale estremamente complesso nei pazienti che presentano difficoltà nella deglutizione.

L’apparato di deglutizione è un sistema integrato che trasporta il materiale dalla bocca allo stomaco, composto da diverse parti: la faringe, lo sfintere esofageo superiore, l’esofago e lo sfintere esofageo inferiore. La disfagia orofaringea è la difficoltà nel passaggio di cibo nell’esofago e può essere causata da un’anomalia funzionale a monte dell’esofago. La disfagia esofagea è difficoltà ad iniziare la deglutizione e far passare il cibo dalla bocca all’esofago. Entrambe le forme possono determinare alcune complicanze, in particolare l’aspirazione di materiale ingerito. Questa può determinare una polmonite acuta, mentre, se ricorrente, può provocare una patologia respiratoria cronica.

Errori Comuni nell'Assunzione di Farmaci Orali

Il farmacologo Alberto Corsini evidenzia gli errori più comuni che i pazienti compiono nell’assunzione di farmaci orali:

  • Assumere farmaci orali con poca acqua o utilizzando bevande diverse.
  • Mettersi nella posizione sbagliata.
  • Assumere farmaci a ridosso di integratori o cibi ricchi di alcune sostanze, per esempio dopo una colazione ricca di zuccheri.

Questi errori, soprattutto nei malati cronici, possono avere conseguenze sull’efficacia della terapia. Molte informazioni sono scritte nei foglietti illustrativi, ma il farmacista ha un ruolo importante nel ricordarle al paziente.

Bevande Critiche e la Giusta Quantità di Acqua

Corsini sottolinea che esistono "formulazioni orosolubili che permettono una somministrazione senza l'utilizzo di acqua." Tuttavia, per i pazienti cronici con patologie come pressione alta, colesterolo alto e diabete, la maggior parte delle terapie richiede l'assunzione con acqua per favorire l'assorbimento del farmaco. È fondamentale bere un bicchiere pieno d'acqua (150-200 ml) per favorire la solubilizzazione e il trasferimento a livello gastrointestinale, dove avviene l'assorbimento vero e proprio.

Studi hanno dimostrato che assumere farmaci con poca acqua riduce l'assorbimento di oltre la metà rispetto all'assunzione con un bicchiere pieno. Un altro errore è deglutire le pillole con bevande diverse dall’acqua, come latte, succhi di frutta o bevande alcoliche. Molti farmaci, inclusi alcuni antibiotici, possono precipitare con il calcio o interagire negativamente con l'alcol, compromettendo l'efficacia terapeutica. Anche alcune bevande stimolanti come caffè o tè possono interferire con l'assorbimento dei farmaci e andrebbero assunte lontano dall'assunzione dei medicinali. La strategia ideale è assumere il farmaco con un bicchiere d'acqua e fare colazione dopo mezz'ora o un'ora.

Un commento a parte merita il succo di pompelmo: l'assunzione di notevoli quantità può inibire il metabolismo e l'eliminazione del farmaco, portando a un aumento delle concentrazioni fino a effetti tossici. Tuttavia, bere un bicchiere di succo di pompelmo al giorno non è drammatico, salvo rare eccezioni come alcune statine.

La Postura Corretta

La postura è un aspetto spesso sottovalutato ma cruciale. Il farmaco va assunto in posizione eretta o seduta, mai sdraiati, per favorire il trasferimento dalla bocca allo stomaco grazie alla gravità. Questo passaggio nell'esofago dura circa 2-3 minuti e, in posizione eretta, il farmaco raggiunge lo stomaco in circa 10 minuti, facilitato dall'acqua che ne aumenta il peso. Questo accorgimento è fondamentale per farmaci come i bifosfonati per l'osteoporosi negli anziani, che sono scarsamente assorbibili e richiedono acqua con pochissimi sali.

Spesso, il foglietto illustrativo specifica se il farmaco va assunto in presenza di cibo. Questo significa consumare un pasto completo, valutato con una colazione continentale che include grassi, latte e zuccheri. Un semplice biscotto non è sufficiente.

Integratori e Sostanze di Origine Vegetale

È consigliabile assumere vitamine, sali, magnesio e calcio lontano dai medicinali. Ad esempio, i farmaci per la tiroide possono vedere dimezzato il loro assorbimento se presi con integratori. Pertanto, è consigliabile aspettare almeno due ore prima di prendere gli integratori. Chi consuma anticoagulanti deve prestare attenzione all'uso di verdure con foglie larghe, ricche di vitamina K. I farmaci ci aiutano, ma vanno rispettati seguendo le indicazioni del medico, del farmacista o dell'infermiere.

Lista degli Errori Più Comuni

Ecco una lista degli errori più comuni nell'assunzione di farmaci e le relative modalità corrette:

  • Non usare abbastanza acqua: Ingerire le pillole senza acqua o con una quantità insufficiente riduce l'assorbimento del farmaco.
  • Assunzione in posizione non corretta: Assumere i farmaci in posizione eretta facilita il passaggio del farmaco nello stomaco.
  • Assumere farmaci con bevande inappropriate: Caffè, tè, succhi di frutta, alcol o latte possono interferire con l'assorbimento del farmaco.
  • Non seguire le indicazioni sul cibo: Quando indicato, consumare un vero pasto e non solo uno spuntino leggero.
  • Assunzione di integratori troppo vicini ai farmaci: Gli integratori dovrebbero essere presi almeno due ore di distanza dai farmaci.
  • Masticare le pillole: Masticare le pillole può alterare il pH e compromettere l'efficacia del farmaco.
  • Utilizzare latte per deglutire la pillola: Molti farmaci possono precipitare quando assunti con calcio o latticini.
  • Assumere farmaci con succhi di frutta specifici: Il succo di pompelmo può inibire il metabolismo di alcuni farmaci.
  • Consumo di alcol: L'alcol può alterare il modo in cui il farmaco viene solubilizzato e metabolizzato.
  • Ingerire farmaci con cibi che contengono vitamina K: Per chi assume anticoagulanti, è importante evitare cibi ricchi di vitamina K.

La Manipolazione dei Farmaci: Rischi e Alternative

Alcuni pazienti, soprattutto anziani, non riescono ad assumere compresse o capsule di grosse dimensioni a causa di patologie o problemi che interferiscono con la deglutizione, come la demenza, il morbo di Parkinson, la xerostomia (riduzione della produzione di saliva) e la disfagia. Anche i bambini hanno difficoltà a deglutire i farmaci. Questo problema è una delle cause di inefficacia dei trattamenti, perché alcune dosi di farmaco non vengono assunte e c’è il rischio di aspirazione.

Per ovviare a questo problema, operatori sanitari e caregiver spesso sminuzzano le compresse o aprono le capsule. Tuttavia, questa pratica comporta diverse conseguenze negative:

  • Sovradosaggio: Il sovradosaggio è pericoloso in particolare per i farmaci con un basso indice terapeutico, dove piccole differenze nelle concentrazioni plasmatiche possono provocare gravi reazioni avverse.
  • Alterazione del rilascio: Quando una formulazione a dosaggio modificato viene frantumata o aperta, il principio attivo non viene più rilasciato ed assorbito gradualmente, risultando in un sovradosaggio.
  • Esposizione a sostanze pericolose: L’esposizione a particelle di farmaci teratogeni durante la gravidanza può avere effetti negativi sul feto.
  • Sottodosaggio: Alcuni studi hanno dimostrato che dopo la suddivisione delle compresse vengono somministrate dosi più basse perché parti del farmaco rimangono nel contenitore in cui è stato frantumato.

Alternative alla Manipolazione

Cosa si può fare quando non si riesce a somministrare un farmaco? Alcune alternative includono:

  • Valutare la reale necessità del farmaco: Verificare se il trattamento con quel principio attivo è effettivamente necessario.
  • Usare una via o una forma diversa: Se il trattamento è giustificato, valutare la somministrazione per via transdermica, rettale o parenterale. Quando il rischio di aspirazione accidentale è basso, si può usare una differente forma orale (liquida, effervescente, orodispersibile, in sospensione).
  • Usare un farmaco simile: Considerare l'utilizzo di un farmaco con lo stesso principio attivo ma in una forma farmaceutica più adatta.

Alcune informazioni sui rischi legati alla frantumazione di compresse o all’apertura di capsule si possono trovare nei foglietti illustrativi, nelle indicazioni delle ditte farmaceutiche e nelle schede tecniche. Tuttavia, le informazioni fornite sono talvolta contrastanti.

Domande Utili Prima di Manipolare un Farmaco

Prima di frantumare compresse o aprire capsule, è utile porsi alcune domande:

  1. Quali sono gli obiettivi del trattamento?
  2. Quali sono le conseguenze della rottura della compressa o dell’apertura della capsula, in base al foglietto informativo e alla scheda tecnica?

Nuove Forme Farmaceutiche: Gli Oleogel

I ricercatori del MIT hanno sperimentato l’uso innovativo degli oleogel per somministrare farmaci. Gli oleogel sono sistemi oleosi strutturati creati da un agente gelificante aggiunto a un olio commestibile, che possono essere utilizzati per somministrare farmaci solubili in olio e in acqua. Questa nuova forma farmaceutica ha diverse caratteristiche vantaggiose, tra cui la compatibilità con farmaci solubili in olio e in acqua, l'assenza di necessità di ricostituzione, la stabilità in condizioni estreme di temperatura e umidità, e la capacità di ridurre o evitare il sapore amaro di molti farmaci.

Farmaci che si sciolgono in bocca

Esistono farmaci antiinfiammatori ed antireumatici non steroidei che si possono assumere mettendo il contenuto della bustina direttamente sulla lingua. Si dissolve con la saliva e questo ne consente l'impiego senza acqua.

Linee Guida per l'Assunzione Corretta dei Farmaci

L’assunzione di farmaci è un gesto tanto comune quanto importante, e per questo motivo va fatto con criterio e consapevolezza. È assolutamente importante rispettare il giusto dosaggio di un farmaco per godere dei suoi benefici. Un atteggiamento che va assolutamente evitato è quello di farsi auto-diagnosi, aumentando la dose del farmaco per avere un effetto più forte, o, al contrario, abbassandosi la dose per ridurre eventuali effetti collaterali. Come per le dosi, anche il rispetto dei tempi è importante affinché la terapia sia efficace e tollerata. Quindi, è importante non assumere le dosi prescritte a intervalli più brevi di quelli raccomandati per evitare di imbattersi in effetti indesiderati, così come a intervalli più lunghi per evitare di ridurre l’efficacia. Inoltre, è opportuno non interrompere una cura perché “questa medicina non mi sta dando nessun giovamento”.

In ultimo, è molto importante assumere i farmaci seguendo esattamente quanto consigliato dal medico curante, rispettando le giuste vie di somministrazione. Quindi, ad esempio: le compresse vanno ingerite intere e non vanno frantumate e i granulati vanno sciolti bene in acqua.

Conservazione dei farmaci: I farmaci devono essere conservati in un luogo buio e non accessibile ai bambini, a temperatura ambiente (intorno ai 20°C), lontano da fonti di calore, o se specificato in frigorifero. Essi non vanno esposti alla luce solare e non andrebbero lasciati in auto. Inoltre, vanno sempre conservati nella loro confezione originale, e, se si nota un cambiamento di colore, disapore e/o di consistenza, vanno opportunamente eliminati, in quanto potrebbero essere alterati. Per questo è necessario fare sempre controlli periodici per smaltire eventualmente i prodotti scaduti.

Come sottolinea il Prof. Silvio Garattini il caldo eccessivo tipico dei mesi di giugno, luglio e agosto, può compromettere la conservazione e l’efficacia di parecchi farmaci. “Alcuni farmaci vanno conservati in frigo, ma anche altri prodotti rischiano di risentirne se si superano i 38-40 gradi, come può accadere negli appartamenti esposti al sole e senza aria condizionata. Il suggerimento, allora, è quello di fare attenzione che i medicinali siano conservati in luoghi freschie asciutti, in caso riponendoli in frigo”.

‍Collocato all’interno di ogni confezione medicinale per legge, il foglietto illustrativo o “bugiardino” è generalmente suddiviso in sezioni e sottosezioni in modo da offrire al paziente tutte le informazioni relative al farmaco che si sta apprestando ad assumere. Consultare e comprendere del tutto il contenuto del bugiardino diventa, dunque, un atto fondamentale di salvaguardia della propria salute.

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