Il termine dissesto idrogeologico viene usato per indicare tutti i danni - reali o potenziali - ed i fenomeni il cui innesco, caratteristiche e dinamica sono condizionati prevalentemente dall’elemento “acqua” (sia superficiale che sotterranea), dalle caratteristiche di rocce e terreni, nonché dalla morfologia del paesaggio, in modo più generico, quindi, dalla “storia geologica” di una determinata area.
Tra i fattori naturali che predispongono il nostro territorio ai dissesti idrogeologici rientra la sua conformazione geologica e geomorfologica, caratterizzata da un’orografia complessa e bacini idrografici generalmente di piccole dimensioni, che sono quindi caratterizzati da tempi di risposta alle precipitazioni estremamente rapidi. Il tempo che intercorre tra l’inizio della pioggia e il manifestarsi della piena nel corso d’acqua può essere dunque molto breve.
Il rischio idrogeologico è inoltre fortemente condizionato anche dall’azione dell’uomo.
La Strategia Regionale per la Tutela dell'Ecosistema Marino
La Giunta regionale ha messo in campo una strategia d’intervento a tutela dell’ecosistema e a difesa del mare calabrese. "L’impiego, per il secondo anno consecutivo, di queste speciali imbarcazioni - ha affermato Salvatore Siviglia - si inserisce nelle diverse attività messe in campo dalla Giunta regionale nell’ambito della strategia d’intervento a tutela dell’ecosistema e a difesa del mare calabrese."
Infatti, dopo la creazione della control room regionale, dove tutte le segnalazioni vengono processate in tempo reale, grazie agli operatori della sorveglianza idraulica, presenti lungo le foci dei fiumi, agli operatori di Arpacal e di Anton Dohrn, che attraverso i propri laboratori mobili verificano l’eventuale presenza di inquinamento ambientale, con l’attivazione dei battelli pulisci mare si chiude la filiera delle segnalazioni con l’intervento di raccolta di materiali inquinanti.
Garbage Group di Ancona presente per il secondo anno consecutivo con sei battelli “Pelikan System”.
Evoluzione del Sistema di Rilevamento Idrologico in Italia
Il sistema di rilevazione sistematica dei dati idrologici nacque in Italia all' inizio del XX secolo con l' istituzione dell' Ufficio Idrografico del Magistrato delle acque di Venezia nel 1907 e dell' Ufficio Idrografico del Po nel 1912. Nel 1970 gli Uffici Compartimentali delle regioni a statuto speciale vennero trasferiti alle Regioni.
Successivamente nel 1991 il Servizio Idrografico venne trasferito dal Ministero dei Lavori Pubblici alla Presidenza del Consiglio, all'interno del Dipartimento dei Servizi Tecnici Nazionali. Dopo poco più di un decennio dal suo trasferimento nella Presidenza del Consiglio, il Servizio Idrografico Nazionale fu di fatto smantellato in quanto nel 2002 la competenza, in conseguenza del decentramento amministrativo introdotto con la legge 59/97 ed il D.Lgs.
Le mutazioni normative e di collocazione istituzione del servizio idrografico derivano, oltre che al generale decentramento dalla funzioni amministrative introdotto in Italia dalla metà degli anni '90 in poi, anche dall' evoluzione tecnologica che ha notevolmente cambiato le natura del Servizio Idrografico rispetto all' inizio del secolo scorso, quando fu istituito.
A partire dai primi anni '80, infatti, l'introduzione di stazioni di rilevamento automatiche rese possibile l' acquisizione di nuove tipologie di dati, l' aumento delle frequenze di rilevazione dei dati e soprattutto la loro rilevazione in tempo reale.
Il Ruolo del Centro Funzionale Multirischi della Regione Calabria
Il centro inoltre svolge le funzioni del Servizio Idrografico e Mareografico, trasferito dallo Stato alla Regione ai sensi del D.L.vo n.
I livelli attesi o osservati di precipitazione sono comparati con le soglie di allerta predefinite. Gli output dei modelli di simulazione e le altre informazioni disponibili sono utilizzati per valutare possibili situazioni di crisi in particolare punti del territorio.
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