Se la tua vasca da bagno ha problemi con il tappo dello scarico, non è sempre necessario chiamare un idraulico. Con un po' di abilità nel fai da te e gli strumenti giusti, puoi sostituire la piletta da solo. Ecco una guida semplice e dettagliata su come fare.

Cos'è una Piletta di Scarico?

Le pilette di scarico sono componenti fondamentali dell'impianto di scarico. Esistono diversi tipi di pilette, tra cui quelle con:

  • Chiusura a pressione (Click Clack)

Materiali e Attrezzi Necessari

Prima di iniziare, assicurati di avere a portata di mano:

  • Pilette di scarico Click Clack
  • Silicone
  • Giravite
  • Chiave a pappagallo
  • Guanti di protezione per le mani

Rimozione della Vecchia Piletta

Il tappo alloggia in una sua calettatura, che in genere è fissata alla porcellana o alla lamiera smaltata della vasca a vite, oppure incollata con del silicone. Per rimuoverla:

  • Utilizza un estrattore con alette per svitarla senza danneggiare la struttura.
  • Se è incollata, riscalda la parte con un cannello per saldature e rimuovi delicatamente la calettatura.

Per rimuovere il tappo, è sufficiente svitare la parte superiore della maniglia del tappo di scarico, quindi svitare la vite sottostante sull’alberino per rimuovere completamente il coperchio dello scarico. Quindi, avrai la culla che contiene la spina. Potresti essere in grado di lasciarlo sul posto. Una volta rimossa, con una lima ci preoccupiamo di eliminare lo sporco o i residui di collante, in modo da poter liberare lo spazio sufficiente per la nuova calettatura da inserire nella vasca, che corrisponde al foro di scarico ubicato sotto di essa e che conduce all’impianto fognario.

Installazione della Nuova Piletta

Dopo aver rimosso il vecchio tappo di scarico della vasca, ora sei pronto per installarne uno nuovo.

Ecco come installare la nuova piletta:

  • A questo punto facciamo le prove, e se vediamo che calza correttamente, allora lo incastriamo nel foro della vasca non prima di aver cosparso il laterale con del grasso al silicone, in modo che l’incastro avvenga agevolmente.
  • Una volta spinta a fondo la calettatura, la possiamo avvitare se si tratta di questa tipologia di incavo, oppure prima di farla scendere in profondità, usiamo del collante a base di silicone trasparente.
  • In caso contrario per ottimizzare il risultato, con una pistola cospargiamo il contorno della cavità con dell’altro silicone.
  • Installare un tappo di scarico a scomparsa è una semplice questione di posizionarlo sopra lo scarico della vasca e applicare pressione finché non si deposita nello scarico. Per installare un tappo di metallo, ruotalo delicatamente nello scarico della vasca da bagno in senso orario.

Regolazione del Tappo

Infine in riferimento al tappo vero e proprio, è importante aggiungere che nella tipologia moderna, è dotato di una manopola posta su un lato della vasca, che ci consente di scaricare l’acqua senza toglierlo con le mani. Il tappo si compone di un’asta che quando si fa ruotare la suddetta manopola, si allunga e fuoriesce dalla cavità. La regolazione è dunque l’ultima operazione che ci resta da fare, prima di dichiarare concluso il lavoro e costatarne l’effettivo buon esito.

Sostituzione della Piletta del Troppopieno

Se noti una fuoriuscita d'acqua dal tubo di scarico del lavello, potrebbe essere necessario sostituire la piletta del troppopieno. Per verificarlo, riempi la vaschetta del lavabo oltre i fori del troppopieno e illumina con una torcia sotto la vaschetta per individuare l'infiltrazione.

Passaggi per la sostituzione della piletta del troppopieno

  1. Con un cacciavite piatto, estrai la vite dalla gattinara e dalla fessura del troppopieno all'interno della vaschetta.
  2. Applica la guarnizione circolare all'interno della piletta stessa, esternamente all'avandino.
  3. Posiziona la gattinara nella parte superiore del lavabo, sopra il foro di scarico dalla parte interna della vaschetta.
  4. Blocca il pilettone al lavabo con le viti in dotazione e blocca il connettore alle fessure esterne del troppopieno.
  5. Stringi bene le viti, ma senza esagerare.

Importanza dei Dettagli nella Stanza da Bagno

Spesso nei progetti di arredo bagno si pone grande attenzione alla scelta dei sanitari, degli arredi, delle piastrelle per il rivestimento e per il pavimento, lasciando in secondo piano quei dettagli che poi rappresentano elementi fondamentali nella fruizione dell'ambiente. Il rubinetto per il bagno è un elemento imprescindibile per svolgere le funzioni quotidiane con comodità e praticità.

Tipologie di Rubinetteria

Per lavabo, bidet, vasca o doccia, ogni tipologia ha diverse caratteristiche. La scelta è dettata sicuramente dall'estetica e dal tuo gusto, per adattarsi allo stile del tuo bagno.

  • Monocomando: Conosciuto anche come miscelatore, è la tipologia più diffusa. Mescola acqua calda e fredda e ha un’unica maniglia, laterale o superiore, per aprire, chiudere e regolare la temperatura e la quantità di acqua erogata.
  • Bicomando: È il classico rubinetto con due manopole distinte per regolare acqua fredda e acqua calda. In passato erano i più utilizzati, ma con l’arrivo del miscelatore monocomando sono stati un po’ messi da parte. La scelta di questo rubinetto dipende dal tuo gusto personale e dallo stile del tuo bagno.
  • Monoacqua: Può essere azionato a pulsante, manopola singola o con sensore e può erogare solo acqua calda, fredda o premiscelata.

Posizionamento del Rubinetto

  • Sul lavabo: Il rubinetto o miscelatore installato sul lavabo è facile da montare e smontare grazie agli attacchi standard e offre una posizione comoda per l’uso, per la regolazione e la manutenzione.
  • Sul mobile o sul piano: Perfetto per completare un lavabo d’appoggio, il miscelatore a canna alta da posare sul piano è la scelta ideale. Questo tipo di rubinetto è più alto per poter superare l’altezza del lavabo e può essere posizionato dietro o lateralmente.
  • A parete: Soluzione più diffusa e capace di adattarsi a tutti gli stili di arredo, anche a quelli più classici e tradizionali.
  • Freestanding o a pavimento: Scenografico e di design, prevede il passaggio dei tubi sotto al pavimento per arrivare nella posizione scelta, vicino alla vasca.
  • A parete interno: Scelta indicata per la doccia a incasso, questo miscelatore consente solo l’uscita d’acqua dal soffione.

Risoluzione dei Problemi Comuni

Uno degli inconvenienti idraulici più comuni in casa è il rubinetto che perde, una situazione abbastanza frequente e di solito piuttosto semplice da risolvere. Oltre al fastidio sonoro, questo difetto fa sprecare una risorsa preziosa come l’acqua, andando anche a incidere sui consumi domestici, con bollette più alte.

Cause delle Perdite

Trovando ostacoli, l’acqua può raccogliersi in “sacche” create del calcare, iniziando poi a colare una gocciolina alla volta. Un’altra causa solitamente è la guarnizione rotta: chi ha una discreta manualità può acquistare il pezzo di ricambio e provvedere alla sostituzione autonomamente, senza grosse difficoltà e risparmiando i soldi per un intervento tecnico. Molto spesso però il motivo è dovuto a quanto è vecchio il rubinetto: a volte, anche se il problema è di un solo pezzo interno, è meglio cambiare del tutto l’oggetto sia per difficoltà nel reperire ricambi troppo datati, sia per convenienza economica.

Sostituzione della Guarnizione

Se il problema è la rondella rotta o usurata, dobbiamo capire di che tipo di modello stiamo parlando prima di agire. Se si tratta di rubinetto a sfera, avremo un miscelatore; in questo caso, solitamente si preferisce cambiare tutto, poiché i meccanismi interni sono piuttosto delicati e si potrebbe danneggiare qualche altro pezzo nel tentativo di cambiare soltanto la guarnizione. In commercio ci sono i kit completi e la sostituzione è abbastanza semplice e intuitiva: si tratta soltanto di svitare il miscelatore e avvitare quello nuovo.

I più esperti potranno invece provare a sostituire soltanto il gommino: può essere un buon compromesso se il rubinetto non è molto vecchio e se non si è mai operato nessun tipo di intervento del genere. Se invece non c’è miscelatore e quindi stiamo parlando di modelli a manopola, la questione è completamente diversa ed è consigliabile chiamare l’idraulico: bisognerà infatti cercare la vite principale (di solito custodita sotto una borchia di protezione) e allentarla, in modo da rimuovere il coperchio, eliminare la ghiera di bloccaggio - che tuttavia potrebbe non esserci - e infine svitare il bullone. A questo punto si vedrà il gommino e si potrà capire se è usurato o meno, procedendo con l’eventuale sostituzione.

Data la complessità di questa procedura, per evitare che il problema si ripresenti a breve consigliamo di applicare del nastro teflon sulla filettatura prima di rimontare tutto, in modo da far sì che la riparazione duri più a lungo.

Rimozione del Calcare

Se invece la perdita è dovuta al calcare, dovremo andare a ripulire mettendo a bagno i pezzi in una soluzione di acqua e aceto bianco. Questa è la strada un po’ più lenta ma meno aggressiva per agire, visto che l’utilizzo di solventi anticalcare potrebbero danneggiare le cromature del rubinetto. Molto dipende dai materiali di cui è costituito, per questa ragione è consigliabile usare un accorgimento più soft, come appunto l’aceto.

Nelle città dove l’acqua è particolarmente dura, i sedimenti calcarei potrebbero danneggiare pesantemente la struttura interna dei vari pezzi: in questo caso la soluzione più rapida potrebbe essere cambiare l’intero blocco.

Consumi Idrici e Rimedi

Apparentemente un rubinetto che perde sembra a prima vista soltanto un problema fastidioso perché il ticchettìo delle gocce diventa snervante e provoca schizzi all’interno delle pareti del lavello, della vasca o del piatto doccia. Tutto ciò ha però un risvolto economico e un dispendio idrico più importante di quel che si possa credere.

Come Smaltare una Vasca da Bagno: guida passo passo

Come per qualsiasi oggetto di uso comune, può accadere che la vasca da bagno possa rovinarsi. In alcuni casi, si può intervenire grazie a soluzioni economiche unite ad una buona manualità. Altre volte, invece, è necessario un intervento più radicale: la sostituzione.

Nella mini-guida di oggi capiremo come orientarci e, nei casi in cui è possibile, in che modo smaltare una vasca da bagno assicurandosi un buon risultato estetico ma soprattutto il ritorno alla sua piena funzionalità.

Basterà munirsi dei giusti accessori, scegliere i prodotti professionali più indicati e seguire le istruzioni. In questo modo si potrà recuperare quello che è spesso il pezzo forte della stanza in cui rilassarsi, il proprio templio del benessere in cui lasciare andare ogni tensione e ricaricarsi.

Quando è necessario intervenire?

Se stai leggendo questo articolo, vuol dire che hai già notato imperfezioni e problematiche quindi la vasca non è più nelle condizioni ottimali dei primi tempi. Forse è semplicemente l’usura del tempo o probabilmente è capitato qualche piccolo incidente domestico che ha compromesso l’integrità della struttura.

In qualsiasi circostanza, è bene iniziare dal valutare il danno per comprendere se sia il caso di passare un nuovo strato di smalto sulla vasca da bagno o se sia meglio coinvolgere un esperto, eventualmente per sostituire del tutto il sanitario.

Vasca da bagno smalto rovinato: i segnali da non sottovalutare

Il primo campanello di allarme solitamente lo fa scattare la visione di qualche venatura scura nella ceramica: questa può essere dovuta a più fattori. Potrebbe essere caduto un peso (una spazzola, un accessorio da bagno, il tappo dello scarico o una bottiglia di shampoo o bagnoschiuma, per fare qualche esempio di classici oggetti che possono trovarsi sul bordo della vasca) che ha incrinato il materiale.

Anche il più piccolo “sbecco” a lungo andare può creare una ramificazione di crepe che nel tempo si espanderanno e prenderanno una sgradevole colorazione scura, dovuta a polvere e muffe che possono prendere il sopravvento. Peggiore è la situazione se al tatto si sente distintamente la crepa: c’è il pericolo di graffiarsi o tagliarsi. Occorre intervenire prima possibile, anche per evitare che la superficie diventi porosa e porti perdite di acqua al di sotto del piano visibile.

Come prevenire i danni allo smalto

Sostanzialmente per evitare questo genere di problemi occorre tenere pochi accorgimenti: anzitutto, cercare di non far cadere rovinosamente oggetti. L’altro aspetto di cui tener conto è l’utilizzo dei detergenti e/o disinfettanti che vengono usati per la pulizia della vasca. Il rovinarsi dello smalto, infatti, potrebbe dipendere da prodotti troppo aggressivi che vanno ad alterare la struttura stessa del pezzo.

Anche il mix di più detergenti e acidi insieme è altamente sconsigliato, sia per tutelare la propria salute (i gas che si sprigionano facendo questi miscugli potrebbero causare avvelenamento), sia per non erodere lo smalto. Queste sono le uniche forme di prevenzione da applicare per godersi un ambiente integro per più anni possibile.

I Prodotti migliori da utilizzare

La prima idea da prendere in considerazione è la smaltatura, possibile anche fai da te grazie ai diversi kit in commercio. Di solito sono costituiti da tre pezzi basilari:

  • un prodotto a base di acido cloridrico;
  • una resina;
  • un indurente.

Solitamente c’è in dotazione anche la spatola per stendere le soluzioni, altrimenti andrà acquistata per poter procedere. I kit più completi (e costosi) a volte integrano anche la cosiddetta lacca: è il prodotto che dona ulteriore lucentezza sulla passata finale.

Pulisci prima di verniciare

Anzitutto, è indispensabile lavare accuratamente la superficie, usando un normale prodotto di pulizia, che non sia aggressivo. A seguire si dovrà eliminare ogni traccia di acqua sulla vasca, dovrà essere completamente asciutta prima di iniziare con l’applicazione dei prodotti.

Ora sarà il momento di indossare guanti, mascherina e volendo anche occhiali per proteggersi da eventuali detriti o schizzi: da questo momento in poi, infatti, verrà utilizzate sostanze che potrebbero infastidire le pelli delicate.

Dopo aver dato una passata di acido cloridrico (utile per sgrassare bene), bisognerà scartavetrare lievemente con della carta abrasiva sui punti più rovinati. Sfregando delicatamente, si avrà cura di rendere la superficie più regolare e omogenea possibile.

Una volta eliminata la polvere che si sarà creata, si potrà entrare nel vivo dell’applicazione dei prodotti più specifici.

Tecniche di applicazione per smaltare la vasca

Eccoci al momento clou: dopo aver mescolato resina e indurente (seguendo le istruzioni riportate sulla confezione acquistata), bisognerà applicare questa mistura.

Si può procedere essenzialmente in due modi:

  • agendo solo sulle imperfezioni: in questo caso la spatola sarà sufficiente per andare ad agire in modo molto preciso. Si avrà cura di stendere e poi “tirare” al meglio lo smalto, per evitare accumuli;
  • passando il prodotto sull’intera superficie: in questo caso, utile soprattutto quando i danni sono più estesi, è consigliabile munirsi di apposito rullo, per facilitare e velocizzare l’operazione. Negli angoli sarà opportuno rifinire con l’aiuto di pennelli.

Non resterà, infine, che attendere la completa asciugatura per accertarsi del risultato.

Meglio lo smalto liquido o spray?

In commercio esiste anche la formulazione spray; di solito viene usata per superfici non molto ampie e soprattutto è scelta per la sua praticità e per i tempi di asciugatura più rapidi rispetto al tradizionale smalto. Questa soluzione è adatta anche a chi non ha dimestichezza con pennelli, spatole e rulli. La sua scelta, quindi, dipende molto dal grado di abilità di chi dovrà approcciarsi al restyling del sanitario.

Rinnovare la vasca da bagno: alternative allo smalto

Se la procedura fin qui illustrata non ti sembra alla tua portata o se credi che la tua situazione sia più grave, allora bisogna iniziare ad optare per qualche altra alternativa. Sarebbe dunque il caso di coinvolgere dei professionisti esperti, in base all’esigenza personale. Si potrebbero infatti percorrere 2 o 3 ipotesi: dipenderà dalla condizione di partenza e al budget a disposizione.

Rivestire la Vasca da Bagno con la Resina

Se vuoi evitare di smaltare, puoi soppesare la soluzione offerta dal rivestimento in resina; in tal caso, bisognerà rivolgersi a professionisti che adoperano questo materiale. Di solito, dopo aver passato carta abrasiva e pulito accuratamente, vengono date due passate di resina più altre due di impermeabilizzante e finish finale.

Un’altra idea è “inglobare” la vecchia vasca all’interno di una nuova vasca in resina, sovrapponendola quindi. Questa soluzione evita lavori in muratura importanti ma certamente non è paragonabile a rimedi low cost e/o fai da te.

Sostituire la Vasca da Bagno: quando è la scelta migliore

Infine, si potrebbe porre la valutazione più radicale: sostituire completamente il sanitario. Questo dovrebbe avvenire quando le crepe sono profonde o larghe: quasi sicuramente il danno genera una perdita di acqua che prima o poi verrà rilevata, probabilmente dal vicino del piano inferiore. Ancor di più quando ci sono buchi, sebbene siano piccoli e apparentemente riparabili: anche in questo caso si tratta di soluzioni temporanee, sempre a rischio di problemi strutturali più grandi.

Ecco quindi che scegliere una nuova vasca da bagno diventa fondamentale; per fortuna, su Paramashop le opzioni sono molte, dalle vasche a libera installazione alle tipologie filo muro.

Prezzi per Rinnovare la Vasca da Bagno: quanto costa?

Dare una rinfrescata a questo sanitario può essere un’operazione low cost, se si tratta di smaltare soltanto una piccola porzione oppure se si utilizzano gli spray: in questi casi, con una quindicina di euro si può sistemare la vasca.

I kit di smalto più completi possono costare fino a 90-100 euro; mentre ovviamente gli interventi più importanti - come l’utilizzo di resina, la sostituzione totale o la soluzione “vasca dentro la vasca” - hanno prezzi più alti. In questo articolo non possiamo darne una stima, sia perché dipende dalla combinazione di prodotti scelti, sia perché la situazione di partenza può essere molto diversa da bagno a bagno. Solo per citare un esempio, smontare una vasca piastrellata costerà più rispetto allo stesso intervento su sanitario a libera installazione, senza mattonelle intorno.

Smaltare la Vasca da Bagno Conviene?

Dopo aver dettagliatamente fornito spiegazioni circa smaltatura e prodotti, è il momento di chiedersi se questa operazione sia davvero conveniente. Solo un sopralluogo potrà fornire una risposta certa, tuttavia proveremo a dare degli spunti sui quali riflettere, quantomeno per cercare di orientarsi nelle fasi iniziali di scelta.

Vantaggi e svantaggi

Naturalmente, un sanitario completamente integro promette una funzionalità completa e soddisfacente. Quindi il primo motivo per cui optare per la sostituzione totale è la garanzia di stare sereni per molti anni a venire.

Se però il danno è realmente lieve e solo superficiale, allora il vantaggio dell’utilizzo dello smalto è lampante: con pochi euro, si potrà ripristinare l’estetica, se si è certi che non ci siano lesioni strutturali.

Consigli Aggiuntivi per la Manutenzione del Bagno

Molti dei flessibili per doccia di moderna fabbricazione sono resistenti e ben costruiti ma può capitare che, con il tempo e l’utilizzo, si usurino, fino a rompersi. La prima cosa da fare sarà procurarti il pezzo di ricambio: per sicurezza puoi recarti da un rivenditore con il vecchio flessibile e chiederne uno uguale o compatibile. Per togliere il vecchio tubo flessibile doccia e installare il nuovo sarà necessaria solo una chiave inglese o una pinza, magari a pappagallo come quelle usate dagli idraulici, per svitare e riavvitare la ghiera vicino al rubinetto. Tra la pinza e il flessibile frapponi uno straccio, per proteggere la cromatura. Controlla anche le guarnizioni ai due estremi del flessibile e, se troppo usurate, sostituiscile (spesso sono incluse nella confezione del nuovo). Oltre al flessibile, il saliscendi è composto da una doccetta e dall’asta utile per regolare l’altezza della doccetta stessa. Entrambi questi componenti dovrebbero essere puliti regolarmente perché soggetti alla formazione del calcare. Il saliscendi dà ancora problemi o preferisci cambiarlo?

La piletta del lavandino è particolarmente soggetta a incrostazioni e a raccogliere sporco, per questo la sua pulizia non è un passaggio trascurabile per avere un bagno splendente. Essendo realizzata in materiale cromato, è importante pulirla senza usare agenti particolarmente aggressivi, a meno che non ce ne sia davvero bisogno. Come per molti altri lavori casalinghi, e nel bagno in particolare, il bicarbonato è spesso uno dei tuoi migliori aiutanti. Chiudi il tappo della piletta, mettici sopra un paio di cucchiai di bicarbonato, aggiungi un po' d’acqua e strofina con una spugna non abrasiva.

Avresti mai pensato che per sbloccare il tappo salterello fosse sufficiente attingere dai giochi dei più piccoli? Gli ugelli dei soffioni doccia e delle doccette possono intasarsi facilmente, soprattutto se l’acqua della tua zona è piuttosto dura (ovvero contiene un elevato residuo di calcare). Se il soffione doccia è particolarmente incrostato, puoi provare anche così: munisciti di un sacchetto di plastica (quelli per i surgelati sono perfetti), un elastico e dell'aceto bianco. Riempi per un terzo il sacchetto con una miscela al 50% di acqua fredda e aceto, posizionalo sul soffione in modo che gli ugelli siano immersi e chiudi il sacchetto con l'elastico.

Il modo migliore per prevenire la formazione delle macchie da calcare è asciugare con un panno le goccioline e gli schizzi d’acqua. Purtroppo non è sempre possibile, per motivi di tempo, di abitudine e di praticità. Allora per togliere il calcare dopo che si è formato - senza acquistare prodotti chimici specifici, spesso costosi oltre che dannosi per te e per l’ambiente - ci sono metodi naturali, che ti consentono una perfetta pulizia in economia, ecologia e facilità. Poi le buone abitudini potranno darti un grande aiuto contro il calcare: per esempio, dopo ogni utilizzo, passare i vetri del box doccia con una spazzola tergivetro che elimina i residui di acqua.

Un vaso del WC macchiato o incrostato dà subito una cattiva impressione del bagno. Per sbiancare il WC e al contempo eliminare i cattivi odori puoi usare il bicarbonato: cospargilo sulle pareti del WC, lascia agire qualche ora e poi strofina con lo scovolino, anch'esso cosparso di bicarbonato, con vigore.

La pulizia della lavatrice è semplice: per prima cosa dedicati alla vaschetta del detersivo. Molti modelli permettono di estrarla facilmente. Lavala sotto l’acqua corrente e, se necessario, aiutati con un vecchio spazzolino da denti e un po’ di candeggina per eliminare eventuali residui di detersivo. Non dimenticarti di pulire il filtro della lavatrice che spesso è collocato in basso, dietro a un apposito sportello che aprirai avendo cura di mettere un panno sul pavimento, perché potrebbe fuoriuscire un po' d’acqua. Svita ed estrai il filtro, sciacqualo sotto l’acqua corrente per eliminare tutti i residui.

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