Lo stabilimento "Bagni Cristina" di Senigallia è stato protagonista di un'iniziativa del progetto “Estate insieme in sicurezza”, avviato dalla Questura di Ancona per l'estate 2023. L’evento ha richiamato l’attenzione dei numerosi bagnanti presenti sul lido, complice la presenza dei protagonisti della mattinata: i due acqua scooter della Polizia di Stato.
Iniziativa "Estate Insieme in Sicurezza" ai Bagni Cristina
Adulti e bambini hanno potuto osservare da vicino e salire a bordo dei due gioiellini della Polizia di Stato. Le moto d'acqua, guidate da due operatori del centro Nautico e Sommozzatori di La Spezia ed un operatore della Questura dorica, hanno intrattenuto gli avventori con un’esibizione e con una simulazione di salvataggio di un bagnante in acqua.
La loro attività è proseguita poi con la vigilanza delle acque del litorale costiero tra Numana e Senigallia, sempre con particolare attenzione alle aree di balneazione, garantendo la sicurezza e l'incolumità dei bagnanti. Inoltre, sempre presso lo stabilimento, i più piccoli hanno ricevuto i palloncini della Polizia di Stato, gentilmente messi a disposizione dal consorzio Senigallia Spiagge.
Presenti all’iniziativa il Questore di Ancona, Cesare Capocasa, il dirigente del Commissariato di Senigallia ed il Sindaco di Senigallia, Massimo Olivetti. L’iniziativa si avvale già dalla scorsa estate di opportune intese con le Associazioni di categoria, in rappresentanza degli stabilimenti balneari, al fine di organizzare attività di prossimità, presso gli stabilimenti stessi.
Ristorante "Da Cristina": Un Rifugio Accogliente a Rovere
Mamma Cristina e i figli Francesco e Anna hanno creato un'attività di successo. Il loro ristorante è una delle pochissime attività di Rovere, frazione di Rocca di Mezzo, un paesino splendido ma scarsamente abitato - meno di 200 residenti a 1400 metri di altitudine - sull’Appennino abruzzese, in provincia de L’Aquila.
Qui la famiglia di Cristina è rimasta mentre in tanti fallivano o andavano via, diventando un ritrovo accogliente e caloroso dove assaggiare una cucina eseguita sempre sulla traccia dell’informalità e della piacevolezza. “Da Cristina” ha aperto nel 2006, “quando ero arrivata in un momento in cui mi piaceva l’idea di lavorare per gli altri e volevo rimanere qui per stare con i miei figli”.
Il luogo non offre tutti questi sbocchi lavorativi, ma c’è posto per un ristorante che presidi il piccolo paese. “Parlai con i miei genitori e mi dissero ‘va bene’. Misi in moto la macchina, trovai il locale e nel giro di un anno aprii”. Dopo meno di tre anni il sisma de L’Aquila arriva anche a Rovere (siamo a una trentina di kilometri dal capoluogo abruzzese).
“Dopo il terremoto abbiamo dovuto riniziare da capo” spiega Cristina Martini, che ritroviamo in cucina con i suoi piatti. “Noi lavoriamo non tanto con il passaggio, anche perché passaggio per andare dove? Molti di quelli che vengono dalle famiglie che hanno lasciato Rovere (esattamente come chi scrive) ritornano e ritrovano Da Cristina la cucina delle nonne, ma anche meglio di quella in una versione più elegante, pulita e costante.
Poi c’è chi si è innamorato della zona e ha deciso di affittare una casa per la stagione estiva, che regala giornate memorabili, o quella invernale, quando cadono fiocchi di neve sulle località sciistiche vicine di Ovindoli-Monte Magnola e Campo Felice.
L'Importanza del Vino
Un capitolo a parte lo merita poi la questione vino: Francesco ha trovato in esso un motore per attrarre appassionati del genere e spingerli fino all’Altipiano delle Rocche: “La cantina è nata con mamma quando ha aperto il ristorante e io ero ancora piccolino, avevo 11 anni, mia sorella 8. La parte principale è sempre stata l’Abruzzo. Nel tempo siamo andati a consolidare l’offerta con il resto dell’Italia, la Francia e poi tutto il resto del mondo. Abbiamo fatto un notevole investimento per portare qui delle bottiglie fuori dal comune”.
Nella cantina troviamo circa 1000 etichette, così che vini australiani o europei arrivano nel paesino abruzzese. “Infatti il mio sogno è spostare il ristorante in un posto con una grande cantina” dice Francesco, che il vino l’ha sempre studiato ma che ai corsi da sommelier ci è andato costretto dagli altri.
In carta troviamo un numero di proposte stabili, con qualche piatto del giorno e talvolta più elaborato. “Ma siamo rimasti fedeli alla tradizione e ai prodotti del territorio. Come cavoli e patate, la pizza summa, i surgilli - una pasta acqua e farina che ha la forma della coda di un topo - l’agnello, il tartufo, le lenticchie, i formaggi, i porcini”.
Porzioni abbondanti ma senza grevità, accoglienza semplice e informale, un buon bicchiere di vino per lasciare fuori dalla porta ogni asprezza. Una storia di eccellenza italiana che guarda lontano.
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