A un anno dalla scomparsa di Fernando Botero, viene reso omaggio all'artista con una grande mostra dedicata alla sua opera. Saranno oltre 120 i lavori dell’artista colombiano esposti a Palazzo Bonaparte, tra dipinti a olio, sculture, acquerelli, pastelli, disegni a matita, carboncini e sanguigne. La mostra abbraccia gli oltre 60 anni di carriera di Botero, che iniziò a dipingere da giovanissimo per continuare fino agli ultimi giorni di vita.

L'Universo Poetico di Botero: Radici Colombiane e Influenze Italiane

Curata dalla figlia Lina Botero e da Cristina Carrillo de Albornoz, la mostra ripercorre oltre sessant’anni di carriera con dipinti, acquerelli, sanguigne, carboncini e sculture: opere che ne rappresentano l’universo poetico le cui radici affondano nella natia Colombia. Le forme monumentali dei suoi soggetti e le fisicità corpulente sono da sempre il marchio iconico di Fernando Botero, ciò che ha reso il suo stile unico e immediatamente riconoscibile. Botero rappresenta sulle sue tele l’opulenza delle forme, il volume insieme all’uso iper-espressivo del colore, quell’abbondanza che è anche positività, ricchezza e vita.

Nonostante il suo animo cosmopolita, non dimenticò mai le sue origini colombiane e trasformò i propri ricordi della Colombia e della sua infanzia nei temi principali delle sue opere. "La mia ambizione era di essere un pittore, e soltanto un pittore. Ho cominciato a dipingere a quattordici anni e da allora non c’è stato nulla che sia riuscito a farmi smettere. Vivo con una costante fame d’arte. Aspiro a esplorare i problemi fondamentali della pittura. Non ho mai trovato altro nella vita che mi causi altrettanto piacere”.

È un’opera legata al Rinascimento italiano ad aprire l’itinerario di visita: il dipinto Omaggio a Mantegna (1958). Affascinato dalla celebre Camera degli Sposi di Mantegna per il Palazzo Ducale di Mantova, Botero scelse l’affresco della parete Nord come soggetto per una nuova versione: un’opera in cui esaltò i colori e la monumentalità del maestro veneto, aggiudicandosi il primo premio al ììSalone Nazionale di Pittura della Colombia nel 1958.

Fu proprio in Italia, inoltre, che avvenne la “metamorfosi” di Botero, l’invenzione di quello stile così personale, “quando, a 20 anni, si confrontò con i capolavori del Rinascimento, in particolare Piero della Francesca, Paolo Uccello e Masaccio, con forme massicce e colori straordinari”, racconta la curatrice Carrillo de Albornoz: “Botero si era sempre interessato al volume in modo inconsapevole, ma ha capito la sua trascendenza nell’arte studiando i maestri del Quattrocento italiano”.

In mostra non mancheranno le testimonianze di questa storia, con versioni boteriane della Fornarina di Raffaello o del dittico dei Montefeltro di Piero della Francesca. E fu un omaggio a Leonardo da Vinci - Monna Lisa all’età di 12 anni - a lanciare Botero nel firmamento internazionale nel 1969, quando fu acquistato dal MoMa di New York. Ma l’arte italiana non è l’unica fonte di ispirazione per il maestro di Medellin.

In mostra i riferimenti alle icone della pittura europea abbondano, dai dipinti di Rubens al Ritratto dei coniugi Arnolfini di Van Eyck, fino a Las Meninas di Velàsquez, che Botero studiò al Prado da ragazzo e rilesse più volte sulla tela. A Roma lo vedremo specchiarsi in un’altra importante opera inedita, raffigurante l’infanta Margarita d’Austria.

Più recenti - con Goya e Picasso - sono le citazioni alla base dei dipinti dedicati alla corrida, un tema centrale per Botero, che prima di diventare un artista frequentò la scuola per matador. Qui si rivela la forza del suo immaginario ispanico, il suo sentirsi, nonostante l’animo cosmopolita, “il più colombiano dei colombiani”, vestendo i temi del circo, del sacro, del mito, della natura morta di colori brillanti al tempo stesso latini e rinascimentali.

Il Bagno: Un'Opera Iconica e il Significato del Volume

A Palazzo Bonaparte troveremo il Botero che tutti ci aspettiamo, inventore di un linguaggio unico e immediatamente riconoscibile, di quelle figure rotonde, opulente, maestose e vitali che imprimono un inconfondibile marchio di fabbrica a ciascuno dei suoi soggetti. Fernando Botero, Il bagno, 1989. Olio su tela, 249x205 cm. Collezione privata.

Le forme monumentali dei suoi soggetti e le fisicità corpulente sono da sempre il marchio iconico di Fernando Botero, ciò che ha reso il suo stile unico e immediatamente riconoscibile. Botero rappresenta sulle sue tele l’opulenza delle forme, il volume insieme all’uso iper-espressivo del colore, quell’abbondanza che è anche positività, ricchezza e vita. Fin da quando iniziò a dipingere, il volume delle forme (che avrebbe caratterizzato e sarebbe diventato protagonista assoluto del suo stile unico) apparve in modo naturale.

Quando, nel 2020, gli chiesero che cosa gli sarebbe piaciuto fare negli anni a venire, rispose con sorprendente umiltà: “Imparare a dipingere. L’aspetto meraviglioso della pittura è che nessuno può decidere di saper dipingere. La pittura, ogni singolo giorno, ti porta a percorrere nuove strade e a non smettere mai di fare pratica”.

La Tecnica dell'Acquerello e le Ultime Sperimentazioni

In mostra anche diversi inediti ed esperimenti capaci di sorprendere, come i grandi acquerelli su tela realizzati dal 2019: opere quasi diafane, sintesi del lavoro di una vita, frutto di un approccio nuovo e delicato ai temi familiari di sempre. Infine, una sala è dedicata alla sua più recente sperimentazione, che dal 2019, dipinse con una nuova tecnica degli acquerelli su tela e in grandi formati. Realizzazioni quasi diafane, sintesi dell’opera di una vita, frutto di un approccio delicato ai temi familiari di sempre.

«Questa è una mostra eccezionale in quanto è la prima grande esposizione di pitture dedicata a Fernando Botero dopo la sua morte. È anche una visione diversa del suo lavoro, che mette in evidenza la maestria con cui Botero ha lavorato con tecniche diverse nel corso della sua carriera artistica», afferma la figlia Lina, concludendo: «È un’occasione straordinaria per celebrare il primo anniversario della morte di mio padre in Italia, un Paese che ha significato molto per lui e per il suo lavoro».

Trattati come veri e propri affreschi, con un tratto fermo e risoluto e una palette prodigiosamente sottile, questi acquerelli danno vita a un risultato di una finezza sublime. La serie affronta tutte le tematiche che hanno catturato l’interesse di Botero durante la sua vita, enfatizzando la sua prodigiosa gestione dei volumi; non solo rappresenta una reinvenzione della tecnica ad acquerello, ma costituisce una meravigliosa sintesi di tutta la sua carriera.

Tabella delle Opere Chiave di Fernando Botero

Opera Anno Tecnica Note
Omaggio a Mantegna 1958 Olio su tela Ispirato alla Camera degli Sposi di Mantegna
Il Bagno 1989 Olio su tela Esempio iconico delle figure rotonde di Botero
Monna Lisa all'età di 12 anni 1959 Olio su tela Ha lanciato Botero nel firmamento internazionale
La Menina, Dopo Velasquez s.d. Olio su tela Reinterpretazione dell'opera di Velázquez
Ballerina alla sbarra 2001 Olio su tela Esempio del tema del circo nell'opera di Botero

TAG: #Bagno

Potrebbe interessarti anche: