L’arte di Botero è una delle più controverse della nostra pittura contemporanea. Tutti siamo venuti a contatto, volente o nolente, con le proporzioni gigantesche dei personaggi rappresentati da Botero. E forse una piccola risata ci è anche scappata guardando le figure grasse dell’artista contemporaneo.

Le Forme Monumentali e la Sensualità

Le forme monumentali dei suoi soggetti e le fisicità corpulente sono da sempre il suo segno distintivo, ciò che ha reso il suo stile unico e immediatamente risconoscibile. Infatti, sulle tele rappresenta l’opulenza esagerata delle forme, la pienezza dei volumi e la sensualità, tutti fattori esaltati dall’uso iperespressivo del colore. Un’abbondanza che è anche positività, ricchezza e vita.

«Credo molto nel volume, in questa sensualità che nella pittura suscita piacere allo sguardo. L’intento dell’artista è quello di rappresentare il trionfo della vita attraverso una sensuale esagerazione delle forme.

Girando in Europa e in Colombia potreste anche imbattervi nelle statue gigantesche di Botero, lo sapevate?

"Donna in Bagno": Un'Opera Iconica

Il bagno - Forse l’opera più replicata di tutte.

La donna non indossa nulla, se non degli orecchini, un bracciale: una cura del corpo ben visibile anche dalle unghie rosse, tanto dei piedi quanto delle mani. Dietro di lei, un uomo sdraiato per terra, la cui nudità è coperta proprio dalle curve della donna seduta davanti a lui. Anche l’uomo sembra annoiato, perso, pensieroso nonostante il momento in spiaggia. Dietro di loro, un mare azzurro e una terza persona ritratta da dietro, mentre si affaccia sul mare, anche in questo caso esaltandone le curve, le spalle massicce.

Il Colore e la Tecnica

Notiamo,in quest'opera come il colore rimane tenue, mai esaltato, mai febbrile, steso in campiture piatte ed uniformi, senza contorni.

Infine, una sala è dedicata alla sua più recente sperimentazione, che dal 2019, dipinse con una nuova tecnica degli acquerelli su tela e in grandi formati. Realizzazioni quasi diafane, sintesi dell’opera di una vita, frutto di un approccio delicato ai temi familiari di sempre.

I Temi Ricorrenti nell'Opera di Botero

Immancabili le sue iconiche serie coi temi classici e a lui più cari come l’amata America Latina, il circo, la religione, la mitologia, la natura morta e la corrida, quest’ultima forse il tema più interessante perché interpretato attraverso il filtro della tradizione ispanica molto sentita nell’arte, da Goya a Picasso.

Il Circo

Delle 150 opere di Botero in esposizione, sono circa quaranta, e inedite, quelle dedicate al tema circense. Botero ha frequentato l’ambiente allegro e affascinante del circo in Messico, dove trascorre di solito i mesi invernali. Ama osservare ogni sfaccettatura di questo ammbiente affascinate.

Il circo è un tema universale ed estremamente plastico. Il circo è tutto questo: un meraviglioso mondo a sé. Botero iniziò a confrontarsi con questo tema nel 2006, durante una delle visite annuali a Zihuatanejo, in Messico. Lì egli scoprì un circo che, per quanto modesto, vantava un autentico sapore latino americano.

La Religione

Botero, che affermava di essere «a volte credente, a volte agnostico». Crebbe a Medellín, una città nella quale l’arte era rappresentata dalle icone religiose presenti nelle chiese e nelle cattedrali e dove il clero deteneva molto potere. Tutti questi ricordi sono rimasti impressi nella sua mente e hanno contribuito a plasmare le sue opere, come nella Nuestra Señora de Colombia (Nostra Signora della Colombia) o nei ritratti dei vescovi che passeggiano in boschi pieni di natura esuberante.

La Corrida

Le corride dei tori, una delle passioni della sua vita, sono state una tematica importante nel suo lavoro pittorico, che è ritornata in modo inteso agli inizi degli anni Ottanta e che ha coinciso con uno de periodi più prolifici della sua carriera di artista. Il tema è stato ripreso ripetutamente in dipinti a olio, disegni, acquerelli, carboncini, pastelli, sangui gne e un’infinità di bozzetti, in un’incontenibile ondata di energia e creatività.

Botero e l'Influenza dei Maestri Italiani

In particolare la sua ispirazione, il Mantegna. Affascinato da uno dei capolavori del Rinascimento, la “Camera degli sposi” di Mantegna nel Palazzo di Mantova, Botero decise di rendere omaggio al maestro italiano dopo il suo viaggio in Italia.

Ad avviso di Cristina Carrillo de Albornoz, «in Italia, a venti anni, quando si confrontò con i capolavori del Rinascimento italiano, in particolare Piero della Francesca, Paolo Uccello e Masaccio, con forme massicce e colori straordinari, avvenne la sua “metamorfosi”. Botero si è sempre interessato al volume, fin dai suoi inizi, in modo inconsapevole, ma ha capito la sua trascendenza nell’arte studiando i maestri del Quattrocento italiano».

Egli rimase sempre legato alla tradizione dei grandi maestri, e l’Italia, sua seconda patria, svolse un ruolo cruciale nel suo sviluppo artistico. Fu qui che, all’inizio degli anni Cinquanta, mentre studiava le immense forme e gli straordinari colori della pittura del Quattrocento, comprese il proprio interesse quasi innato per i volumi, e cominciò la sua trasformazione stilistica.

Omaggi ai Maestri dell'Arte

Fin dal primissimo viaggio in Europa nel 1952, ha realizzato numerosi omaggi a sommi esponenti della storia dell’arte universale, che influenzarono e arricchirono la sua vita artistica. Omaggi che si si sono tradotti in una serie di Versioni, in cui si è appropriato di temi creati da altri per trasformarli, con il proprio stile, in opere originali completamente diverse.

Sono versioni meravigliose perché danno vita a opere diverse, che sono proprio dello stile Botero. La Menina (“La damigella d’onore”), che cita Diego Velázquez (1599-1660), El Diptico (“Il dittico”), ispirato a Piero della Francesca (ca. 1416-1492), El Matrimonio Arnolfini, (“Il matrimonio Arnolfini”), che riprende Jan van Eyck (ca. 1390-1441), oppure Mademoiselle Rivière, ispirato a Jean-Auguste-Dominique Ingres (1780-1867), La Fornarina, citazione di Raffaello, o El retrato de los Burgueses, che riprende Rubens.

Le Serie di Denuncia

Benché per il grande maestro l’arte dovesse produrre piacere, si allontanò brevemente da tale premessa per affrontare alcuni temi di denuncia in due serie: una dedicata alla violenza in Colombia e l’altra alle torture perpetrate ad Abu Ghraib, in Iraq.

La serie delle opere realizzate nel 2005,incentrata sulle torture subite dai prigionieri iracheni nel carcere di Abu Ghraib dai militari statunitensi,rappresenta un unicum nell'opera di Botero,che improvvisamente sembra riscoprire la forza unica,immediata e profonda di denuncia della pittura. Diffuso è il senso della paura, della tensione.

La Visione di Botero sull'Arte

Secondo Botero "L'arte non deve mai guardare lo spettatore perché gli occhi hanno una tale forza che quando si osserva un quadro il cui soggetto ha lo sguardo fissi sullo spettatore, si notano soltanto gli occhi. Per vedere una persona - se si vuole vederla davvero - si devono chiudere gli occhi.

«Il problema - affermava Fernando Botero - è che l’arte e l’artista devono assicurarsi che le proprie radici continuino ad affondare nella propria terra e nella propria vita: e la mia vita è sempre stata in Colombia, la mia terra è sempre stata la Colombia. Lì la natura esuberante, l’amore, la musica, la politica, le classi del potere danno forma alla storia del paese.

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