Soffrire di stitichezza può accadere a tutti e per alcune persone può essere un problema passeggero, mentre per altri, la difficoltà a liberare l’intestino può ripresentarsi di frequente. In ogni caso, si tratta sempre di una situazione poco piacevole che vorremmo risolvere il prima possibile. Per capire quali possano essere le cause della nostra stitichezza e i rimedi per affrontarla, occorre anzitutto conoscere come funziona il nostro intestino.
Come Funziona l'Intestino
L’intestino non è un semplice tubo, ma un organo che si muove assieme a tutte le parti del nostro corpo. Ogni volta che ci alimentiamo si mette in moto una danza armonica, in cui ogni passo prepara quello successivo. Il cibo scende veloce nell’esofago, poi lentamente nello stomaco, dove è sminuzzato e rimescolato, e successivamente nell’intestino, dove i nutrienti sono digeriti e assorbiti. Infine nell’ultimo tratto, dai materiali di scarto della digestione e del metabolismo, si formano le feci che vengono “spinte fuori” per essere eliminate. Tutto avviene grazie a movimenti armonici in una progressione di eventi che coinvolgono tutte le parti del tratto gastrointestinale.
Perché Non Sento Più lo Stimolo ad Andare in Bagno?
Ci sono alcune situazioni in cui tutti questi i movimenti armonici collegati all’intestino possono rallentare. Per questo non sentiamo più lo stimolo ad andare in bagno e non riusciamo a liberarci. In questi casi si parla di stipsi da transito intestinale rallentato. Si tratta in sostanza di un’alterazione nella progressione delle feci nell’intestino.
Cos'è la Stitichezza?
Chiamata anche stipsi o costipazione, la stitichezza è un disturbo caratterizzato dal rallentamento del transito delle feci nell’intestino con conseguente accumulo delle feci stesse. La sintomatologia che maggiormente caratterizza la stitichezza è la difficoltà nell’evacuazione che può essere più o meno pronunciata a seconda dei casi e dei soggetti.
Secondo L’American College of Gastroenterology, la stitichezza è una defecazione non soddisfacente caratterizzata da evacuazioni non frequenti e/o dal passaggio difficoltoso delle feci per almeno 3 mesi. Vengono considerate fisiologiche 3 evacuazioni alla settimana con un peso medio del bolo fecale di circa 100 grammi.
Criteri diagnostici per la stitichezza:
- In almeno ¼ delle defecazioni degli ultimi 3 mesi, con sintomi insorti almeno 6 mesi prima.
- Feci molli sono presenti raramente, senza l’uso di lassativi.
- Non è associato dolore o fastidio addominale ricorrente (sindrome da colon irritabile).
Come Affrontare la Stitichezza
Poiché diverse sono le patologie che possono essere associate alla presenza di stitichezza, per mettere a punto un trattamento mirato è indispensabile capire quale sia la causa scatenante la stitichezza e agire su questa. In generale alcune modifiche del regime alimentare possono essere di aiuto nel prevenire la stitichezza: un’alimentazione ricca di frutta, verdura e acqua può infatti favorire la motilità intestinale, prevenendo lo sviluppo di questa condizione. Bere acqua è importante soprattutto nei mesi più caldi, quando molti liquidi vengono persi con il sudore.
Il primo passo per curare un’ostruita defecazione è quello di adottare una terapia fondata su una corretta alimentazione con adeguato apporto di liquidi e fibre ed eventualmente con l’aiuto di lassativi che peraltro devono essere sempre prescritti dal medico. Altre opzioni includono:
- Biofeedback therapy, ossia l’utilizzo corretto dei muscoli del diaframma della parete addominale e del pavimento pelvico.
Il rettocele, nello specifico, è una delle cause di ostruita defecazione. Si tratta di una piccola cavità che si forma nell’intestino retto, dentro cui si vanno a depositare residui di feci provocando una sensazione di non completo svuotamento dell’intestino.
La Sensazione di Dover Defecare (Tenesmo)
La sensazione di dover defecare, o tenesmo, provoca uno stimolo frequente a defecare, anche senza riuscire ad evacuare nulla. Anche con la vescica o l’intestino svuotato, senti ancora il bisogno di defecazione continua. Il corpo, infatti, continua a darti sintomi di pressione, dolore, crampi e sforzi involontari.
Non è una condizione normale. Dopo aver fatto i propri bisogni, una persona deve sentirsi rilassata. Ma lo stimolo a defecare nasconde spesso qualche sindrome o problema pregresso.
Tenesmo Rettale e Vescicale
Il tenesmo anale può coinvolgere sia il retto che la vescica. Nel primo caso prende il nome di tenesmo rettale. Mentre il secondo caso invece si chiama tenesmo vescicale. In ogni caso, si tratta di una condizione medica sempre curabile e risolvibile.
Cause del Tenesmo Rettale
L’infiammazione intestinale è la causa più comune di tenesmo rettale notturno. Ad esempio, chi soffre di sindrome di Crohn o di colite ulcerosa ha uno stimolo di defecare spesso. In particolare, l’irritazione coinvolge l’intestino basso, nella zona del retto e dell’ano. Perciò il tratto intestinale risulta più gonfio e sensibile, causando danni ai nervi, un impedimento maggiore nel passaggio delle feci e quindi un mal di pancia e continuo stimolo a defecare.
Altre condizioni mediche che possono provocare la sensazione di dover defecare continuamente includono:
- Infezioni sessualmente trasmissibili, come la clamidia
- Endometriosi, se si diffonde nell’intestino
- Polipi e tumori nel colon-retto
- Cancro anale
- Colite
- Diverticolite
- Celiachia
- Ascesso perianale
- Emorroidi
- Stipsi
Infine, lo stimolo di andare di corpo è un tipico sintomo di stitichezza. Soprattutto in questi casi, l’intestino è sempre in moto e tu hai una sensazione di incompleto svuotamento intestinale.
Cause del Tenesmo Vescicale
Al contrario, la sensazione di andare in bagno e non riuscire a fare la pipì ha altre cause specifiche. In questo caso, i muscoli della vescica rimangono sempre attivi. Tale contrazione dipende da due fattori: un residuo di pipì nella vescica e un‘irritazione dei nervi del tratto urinario.
Le gocce di urina possono rimanere all’interno della zona vescicale come conseguenza di:
- Calcoli
- Vescica neurogena
- Prolasso vescicale
- Cancro alla prostata
Al contrario, le patologie che irritano la zona della vescica sono:
- Prostatite
- Vaginite
- Cancro alla prostata e alla vescica
Diagnosi e Terapia del Tenesmo Rettale
Come spesso accade per condizioni mediche di questo tipo, prima di procedere con un trattamento specifico, è importante isolarne la causa. Perciò vengono svolti una serie di esami approfonditi come l’esame digitale rettale, l’anoscopia e la colonscopia.
Dopo aver scoperto l’origine del problema, il Proctologo può procedere con il trattamento più indicato, che può essere mirato a:
- Risolvere la causa e l’infiammazione
- Curare i sintomi che coinvolgono il retto
- Impedire i movimenti muscolari involontari
- Gestire i sintomi dell’eventuale tumore
In conclusione, al termine della cura, non dovresti più andare spesso in bagno a defecare.
Cos'è il Tenesmo?
Il tenesmo è una contrazione spasmodica che determina uno stimolo continuo all’evacuazione intestinale o alla minzione vescicale. Per tenesmo s’intende la sensazione dolorosa e persistente di dover evacuare l’intestino o la vescica, anche quando non c’è effettivamente niente da espellere. Consiste in una contrazione spasmodica dello sfintere dell’ano o della vescica, e in un senso di incompleto svuotamento di questi.
Il tenesmo può essere il sintomo di diverse patologie ed è spesso associato a dolore, spasmi e disagio nella zona interessata. Nel tenesmo rettale, lo stimolo continuo a evacuare esita nell’emissione nulla o scarsissima di materiale (fecale o muco). Il paziente riferisce spesso dolore e una sensazione di pienezza a livello dell’ano.
Il tenesmo vescicale è uno spasmo involontario e spesso doloroso dello sfintere vescicale, il muscolo che controlla l'emissione di urina dalla vescica. Si sostanzia nella sensazione urgente di urinare, accompagnata da un’emissione di urina ridotta o nulla.
Cause del Tenesmo
Il tenesmo può avere alla base diverse cause. In alcuni casi, può essere dovuto ad ansia, stress emotivo e cattiva alimentazione. La durata del tenesmo può variare significativamente in base alla causa sottostante e alla gravità del problema. In alcuni casi, il problema può essere un sintomo temporaneo e risolversi spontaneamente. Se il disturbo, invece, è associato a condizioni croniche, come la rettocolite ulcerosa, la malattia di Crohn o la sindrome dell'intestino irritabile, potrebbe persistere per periodi più lunghi.
Diagnosi del Tenesmo
La diagnosi di tenesmo, sia rettale che vescicale, si basa principalmente sui sintomi riferiti dal paziente, sulla loro frequenza e durata. Il medico presta particolare attenzione alle abitudini intestinali, ai modelli di evacuazione e di minzione e a eventuali cambiamenti nella dieta e nello stile di vita.
Viene eseguito successivamente l’esame fisico, per individuare eventuali anomalie, come masse o alterazioni della peristalsi in addome. L’esame obiettivo prevede anche l’esplorazione digitale rettale per valutare la presenza di masse (come emorroidi, polipi, neoplasie) e il tono dello sfintere.
Gli esami di laboratorio, come le analisi del sangue e delle feci o dei tamponi rettali, possono essere prescritti per individuare segni di infezioni, infiammazioni (ad esempio l’esame della calprotectina fecale) o altri disturbi sistemici.
In caso di tenesmo rettale, potrebbe essere eseguito un esame rettale digitale, per valutare ad esempio la presenza di emorroidi o polipi. In presenza di tenesmo vescicale, invece, gli esami urodinamici possono essere utili per valutare la funzione della vescica, la pressione urinaria e altri parametri rilevanti.
Trattamento del Tenesmo
La cura del tenesmo dipende dalla causa sottostante che ne ha provocato l’insorgenza. Le opzioni di trattamento per il tenesmo rettale possono includere terapie mediche e cambiamenti nello stile di vita. Il trattamento farmacologico può essere prescritto per alleviare i sintomi, ridurre l'infiammazione nell'area rettale e trattare eventuali infezioni.
In alcuni casi, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico per rimuovere eventuali polipi o neoplasie che causano il tenesmo. Oltre alla terapia medica, possono essere suggeriti cambiamenti nello stile di vita per ridurre i sintomi del problema. Ciò può includere modifiche nella dieta, come l'aumento dell'apporto di fibre e il consumo di liquidi per migliorare la regolarità intestinale.
Nel trattamento preventivo del tenesmo vescicale, l'approccio che viene adottato è quello di eliminare dalla dieta sostanze irritative, come etanolo e caffeina, e promuovere un’idratazione costante e ottimale durante l'arco della giornata. Nella gestione del tenesmo vescicale, si può considerare, inoltre, l'uso di di bassi dosaggi antidepressivi triciclici, ad esempio l'imipramina e l'amitriptilina.
Quando Consultare un Medico
In generale, quando si sperimenta con una certa frequenza il sintomo della mancata defecazione anche in presenza di forte stimolo, si dovrebbe quanto prima prenotare una visita specialista presso un colonproctologo, ossia il medico specializzato nella diagnosi e nel trattamento delle patologie intestinali e ano-rettali. Solo dopo una visita specialistica e gli obbligatori esami strumentali è possibile stabilire l’origine e la tipologia della stipsi, e provvedere così ad un piano di recupero e riabilitazione intestinale.
Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo sono state scritte da medici professionisti, ma non possono e non devono in alcun modo sostituire una visita medica specialistica. Se ritieni di sperimentare la sintomatologia della patologia descritta in quest'articolo, non iniziare autonomamente terapie, ma parlane subito con il tuo medico di fiducia. Non impressionarti, non spaventarti ma altresì non sottovalutare nessun sintomo: rivolgiti sempre ad un medico.
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