Super Mario, o come originariamente doveva chiamarsi, Jumpman, è l’idraulico più famoso del mondo. Ma perché un tecnico delle tubature e dei sifoni è così importante per noi e per l’intero mondo videoludico? In tanti avranno capito già di chi stiamo parlando. Sì, perché non è solo il protagonista di un videogioco. È uno dei simboli della cultura popolare internazionale.
Parliamo ovviamente di Mario, o Super Mario. Se chiediamo ad una qualsiasi persona che non ha mai avuto a che fare con i videogiochi quale sia il primo personaggio che viene in mente quando si parla di questo tema, quasi sicuramente penserà a Mario. Qualcuno magari indicherà anche l’archeologa Lara Croft, ma al 99% il primo pensiero sarà all’idraulico in tuta rossa e salopette blu.
Berretto rosso, salopette blu, guanti bianchi e, soprattutto, gli immancabili baffi, vera firma dell’amatissimo Mario. Uno stile inconfondibile che da ben 41 anni riempie i cuori dei giocatori di tutto il mondo. Mario, però, non è solo un videogioco.
Le Origini di un'Icona: Da Jumpman a Mario
Come tante storie di successo, anche quella di Mario nasce sostanzialmente da un grosso errore di calcolo. E dal genio che a quell’errore è riuscito a mettere una super-pezza. O: “Come Shigeru Miyamoto ha dato un volto nuovo, munito di baffi, all’industria del videogioco, salvato la stessa dalla catastrofe e insegnato al pianeta intero il significato di Mamma Mia!
Siamo nel 1981 e Minoru Arakawa, presidente della neonata Nintendo of America, sta sudando ben più di sette camicie. È stato messo lì dal suocero, l’inflessibile capo di Nintendo, Hiroshi Yamauchi, per conquistare il mercato USA con i cabinati da bar dell’azienda, ma Arakawa ha LEGGERISSIMAMENTE sovrastimato l’interesse degli statuitensi per lo sparaspara Radar Scope. Risultato: oltre 2.000 macchine invendute ad affollare il magazzino.
E qui entra in scena Shigeru Miyamoto, che in Nintendo è entrato da poco, ha meno di trent’anni e vuole trasformare quei Radar Scope in un triangolo amoroso tra Popeye, Bluto e Olivia. Ma Nintendo non riesce ad assicurarsi i diritti di Braccio di Ferro (non ancora: lo farà nell’82), e Miyamoto sostituisce i tre protagonisti con uno scimmione chiamato Donkey Kong, una fanciulla di nome Pauline e un… carpentiere coraggioso senza nome. E visto che da principio tutto quello che può fare è saltare i barili lanciati dal gorilla, l’omino viene chiamato Jumpman.
Il look iconico di Mario era frutto delle limitazioni grafiche dell’epoca: un design imposto dalla necessità. E allora la salopette blu e la maglia rossa servivano per far spiccare il piccolo personaggio sullo schermo, il cappello per non disegnargli fronte e capelli, i baffoni per non dovergli dare una bocca e delle espressioni.
Nel 1981 Shigeru Miyamoto - un promettente designer assunto di recente da Nintendo, una compagnia giapponese inizialmente dedita alla produzione di giocattoli, e che si stava affermando sul medium emergente dei giochi elettronici, sviluppa un nuovo prodotto. Nel 1981 viene pubblicato Donkey Kong, un videogioco in cui Jumpman, un falegname in salopette, tenta di salvare una donna presa ostaggio da un grosso scimmione.
Il gioco premia Nintendo con un enorme successo commerciale, anche in America, paese in cui Nintendo punta a imporsi ed espandersi. È in questo periodo che avviene, come riferisce Miyamoto, la genesi di Mario come personaggio italico. Il designer si trova negli Stati Uniti, in un grosso deposito delle macchine a gettone di Donkey Kong - i cosiddetti coin-op delle sale giochi - quando assiste a una scena curiosa: nel mezzo di una riunione con il presidente di Nintendo dell’epoca, Minoru Arakawa, un uomo dall’accento italiano - il businessman italo-americano Mario Segale (1934-2018) - irrompe nel magazzino per lamentarsi dell’affitto arretrato.
Questo episodio determina la vulgata secondo cui l’italianità di Mario sarebbe riconducibile a una coincidenza: l’incontro fortuito con l’italo-americano avrebbe ispirato il designer e suggellato la sua fantasia vagamente psichedelica, trasformando Jumpman in Mario nel successivo Mario Bros.
Notoriamente, tra le fonti iniziali di ispirazione di Donkey Kong si annoverano King Kong (RKO, USA 1933) e Popeye the Sailor, mentre le fattezze di Jumpman erano state determinate da limiti tecnologici. Disegnare un volto era difficile a causa della limitata risoluzione grafica: i baffi e un cappello concorsero nel rendere il personaggio più riconoscibile ed espressivo. La presenza di una ambientazione stilizzata - il cantiere di Donkey Kong - giustificò il ricorso a un falegname, dato che le bretelle sembravano una scelta efficace.
Il nome Mario, come noto, viene dato al baffuto italiano come omaggio a Mario Segale, il proprietario dei magazzini noleggiati all’epoca da Nintendo. Tanto il falegname Jumpman che gli idraulici Mario e Luigi rispondono dunque a ristrettezze tecniche trasformate in opportunità creative.
L'Ascesa di Super Mario: Dagli Anni '80 al Successo Globale
I videogiochi erano nati da poco. Nel ’71 era stato commercializzato Computer Space, primo titolo approdato sul mercato. Per tutto il decennio, fino ai primi anni ’80, gli Stati Uniti avevano spadroneggiato. Erano stati loro, del resto, ad inventare i videogiochi. Nell’83 era ancora in corso la golden age dei videogame, nonostante la crisi serpeggiasse da tempo.
Nel 1983, tuttavia, che uscì Mario Bros. Dal successo di Donkey Kong, la casa videoludica giapponese Nintendo, decise di realizzare uno spin off dedicato proprio a quell’anonimo Jumpman. Al personaggio fu però dato un nome, Mario, appunto, preso in prestito dall’imprenditore immobiliare Mario Segale, che aveva affittato uno dei suoi immobili alla sede di Washington dell’azienda nipponica.
Mario e suo fratello, Luigi, diventano quindi i protagonisti di Mario Bros. (1983), di una serie di giochi portatili Game & Watch e poi del primo capitolo della popolarissima saga di Super Mario Bros. I due fratelli cambiano in quei primi giochi vari mestieri - e continueranno a farlo negli anni, dedicandosi a qualsiasi tipo di sport, alla caccia ai fantasmi e ai virus, e così via - ma quello che gli resta appiccicato è il lavoro da idraulici.
Fu cambiato lavoro, da carpentiere a idraulico, e gli fu dato un fratello di nome Luigi (da cui il “Bros” del titolo), vestito di tuta verde e salopette blu, per permettere partite con due giocatori nelle sale da gioco in cui era inizialmente distribuito il titolo. Fu un successo clamoroso, tanto che Mario divenne la mascotte ufficiale della Nintendo. E lo è tuttora. A lui sono stati dedicati tantissimi altri giochi.
Ad agosto è un mese dal ritmo dolce, dove tutto rallenta sia per chi va in ferie sia per chi resta al lavoro. Come tante storie di successo, anche quella di Mario nasce sostanzialmente da un grosso errore di calcolo. E dal genio che a quell’errore è riuscito a mettere una super-pezza.
A metà anni Ottanta, Mario, diventato nel frattempo Super Mario, non solo fa guadagnare cifre da capogiro a Nintendo, ma impone la stessa come una delle principali realtà planetarie nel settore dei videogiochi, e permette a quest’ultimo di risorgere negli Stati Uniti, dopo “il grande crash del 1983”. L’intero mercato era caduto in crisi negli States, e i più avevano bollato quella dei videogame come una delle tante passioni effimere dei ragazzi, un fuoco di paglia come spesso accade per i giocattoli.
Grazie al successo di Mario e della sua console Nes (acronimo di Nintendo Entertainment System), il Giappone risollevò dal baratro l’industria videoludica e salì sul gradino più alto del podio a scapito degli statunitensi. Rimanendoci per moltissimo tempo. Regina del mondo videoludico divenne la Nintendo, azienda di Kyoto nata nel 1889 per produrre carte da gioco e approdata negli anni ’70 nel campo del gioco elettronico.
Chi scrive ricorda quando, anni addietro, ancora nei primi anni ’90, dedicare tempo a qualsiasi videogame era volgarmente tradotto da molti con l’espressione “giocare alla Nintendo”. C’erano i concorrenti, ovviamente. Ma i principali erano comunque giapponesi. Tra loro, la Sega, marchio di altre fortunatissime console. Ma la Nintendo era la regina incontrastata. Un successo ottenuto grazie a Mario. E grazie ad una politica aziendale indirizzata principalmente ai più piccoli, con giochi adatti a loro. Del resto. anche i mondi fatati in cui erano ambientate le avventure di Mario erano fatti per loro, pur essendo in grado di affascinare anche i più grandi.
La Nintendo si impegnò anche affinché i videogiochi fossero venduti non nei negozi di elettronica, ma in quelli di giocattoli.
La Caratterizzazione Italiana di Mario
L’aspetto mediterraneista del personaggio, però - baffi, bretelle, berretta - era già presente nel Jumpman a schermo e nell’artwork grafico che accompagnavano Donkey Kong. Si rende necessario domandarsi se l’idea di un personaggio italiano possa essere stata predisposta culturalmente partendo da un’immagine dell’italianità già diffusa in Giappone.
Il personaggio di Mario sembra corrispondere molto bene a una versione cartoonesca della narrazione della “occidentalità”, e più precisamente della “mediterraneità”, vista come contraddittoriamente piacevole e spiacevole, ma sempre buffa e interessante. Come riferisce Toshio Miyake (2010b) a proposito della caratterizzazione degli italiani, questi ultimi erano intrappolati in una narrazione ambigua della differenza.
Mario si prefigura d’altronde come personaggio fiero e capace, con cui il giocatore avrebbe potuto immedesimarsi, seppure vedendolo come diverso ed esotico, ma anche problematicamente dispettoso e persino come antieroe. Super Mario Bros. coniuga così lo stile del fumetto e del cartoon occidentale con quello dei manga domestici, divenendone una sintesi. Come ha notato Consalvo (2006; 2016), l’estetica di molti prodotti videoludici giapponesi è il prodotto di una ibridazione tra modelli diversi, all’interno di un risultante stile transnazionale.
Il mercato videoludico più redditizio, quello degli Stati Uniti, aveva tenuto a battesimo la nascita dei videogiochi come fenomeno commerciale ed era importante per Nintendo almeno quanto quello domestico. Un personaggio ideale avrebbe dovuto evitare una caratterizzazione eccessivamente “orientale”, soddisfacendo un contesto internazionale.
Mario Oltre i Videogiochi: Cartoni Animati, Film e Merchandising
E mentre Super Mario e Nintendo diventavano rapidamente sinonimo di videogioco, il baffuto eroe in salopette conquistava il piccolo schermo. Il debutto avviene nel 1983, insieme a Pauline e Donkey Kong nel cartoon di quest’ultimo, uno dei segmenti dello show Saturday Supercade della Ruby-Spears. Nel 1986 è la volta di un film d’animazione tutto per i fratelli Mario, il giapponese Super Mario Bros.: The Great Mission to Rescue Princess Peach! (in originale Super Mario Bros. - Peach-hime kyushutsu dai sakusen!).
Intanto in America i tempi sono maturi perché Mario abbia uno show tutto suo, ed è quello che succede nel 1989 con il The Super Mario Bros. Super Show!, in cui i cartoon di Mario e di Zelda sono intervallati da sequenze live action. Una sorta di Bim Bum Bam in cui Mario era interpretato da “Captain” Lou Albano, celebre heel (wrestler cattivo) degli anni 60! Seguono altri due cartoon - Le avventure di Super Mario (The Adventures of Super Mario Bros. 3) e Super Mario World, 1990 e 1991 - e le repliche di Un videogioco per Kevin - Captain N (Captain N: The Game Master).
Il successo del videogioco spinse anche il cinema ad interessarsi alle sue avventure. Certo, fare un film partendo da una trama che dire esile è poco non era affatto facile. E, infatti, il primo tentativo, nel 1993, non ottenne il successo sperato e, nonostante il cast di peso, fu un flop (nonostante ci sia una piccola fetta di fan che a distanza di 30 anni lo considera un piccolo cult, pur riconoscendo i limiti).
Ad interpretare Mario, Bob Hoskins che, in un’intervista del 2011 al The Guardian lo definì il suo peggior film, affermando che, potendo tornare indietro, non vi avrebbe partecipato. Il film nulla aveva dell’opera videoludica originaria. Alle atmosfere fiabesche e colorate che avevano catturato la fantasia di tanti bambini, si sostituì un cupo ambiente futuristico più adatto ad un pubblico adulto. E il suo insuccesso contribuì a rinforzare l’idea che i film tratti da videogiochi siano sempre brutti.
Nel 1993 tocca allo sfortunato film live action con Bob Hoskins, John Leguizamo e Dennis Hopper. E poi nient’altro, sostanzialmente, per trent’anni. Il che è ben strano, visto che Mario è ufficialmente il personaggio più popolare della storia dei videogame, e a certificarlo c’è la cifra record di oltre 820 milioni di copie vendute per i suoi giochi.
Il punto è che tradurre sul grande schermo le avventure di Mario non è semplice, e l’unico vero modo per farlo era evidentemente creare un film d’animazione con una CGI che non si discostasse eccessivamente dalle cutscene dei giochi più recenti dell’idraulico, e al contempo desse però personalità ai suoi protagonisti. Un film divertente, ricco di gag e citazioni dei giochi, ma perfettamente fruibile anche da chi ne è (ancora) a digiuno. Il che è esattamente quello che promette di fare Super Mario Bros.
A farci ben sperare è l’entusiasmo con cui il creatore di Mario, Shigeru Miyamoto, ha sposato le idee di Chris Meledandri, CEO dello studio Illumination (le saghe di Cattivissimo me, Pets, Sing). Se Miyamoto e la Nintendo, restii a portare Mario al cinema dopo il film del ’93, hanno detto sì, e lo stesso Miyamoto è stato coinvolto come co-produttore della pellicola, c’è da stare sereni, e non renzianamente parlando. La collaborazione con Universal, distributore di Super Mario Bros. La genesi di questo film è iniziata circa sei anni fa.
Ad aprile 2023, uscirà nelle sale un nuovo adattamento, questa volta realizzato in computer grafica e più in sintonia con le avventure di Mario.
Super Mario Bros. Il Film (2023)
Di recente, la Universal Pictures, in collaborazione con Nintendo e Illumination Entertainment, ha lanciato “Super Mario Bros. - Il film” (in USA The Super Mario Bros. All’interno della pellicola troviamo numerosi richiami agli anni ’80, grazie alla scelta di brani famosi che fanno da colonna sonora alle avventure dei protagonisti.
Troviamo il brano che hanno lanciato i Beastie Boys nel 1986: “No sleep till Brooklyn”, “Holding out of a Hero” (1984) di Bonnie Tyler (1951), la famosissima “Take on me” che gli A-ha hanno inciso nel 1985 e addirittura “Mr. Blue Sky” dell’Electric Light Orchestra, incisa nel 1977.
Il film si pone infatti l’obiettivo di attraversare tutte le avventure del piccolo idraulico, sin dai suoi primi esordi negli anni ’80, appunto. Il film attraversa quindi tutte le epoche, racchiudendo in circa 90 minuti non solo una trama che, seppur semplice risulta ben costruita, ma anche la storia e l’evoluzione di un videogioco che desidera continuare ad accompagnare tutte le generazioni.
La prima trasposizione cinematografia è del 1993, “Super Mario Bros”, un film in live-action, diretto da Rocky Morton e Annabel Jankel con Bob Hoskins nella parte di Mario. Il film non ha ottenuto il successo sperato, forse perché troppo lontano dall’immagine ipercolorata e buffa del videogioco a cui s’ispira. Nell’aprile del 2023 la Nintendo, in collaborazione con Illumination Entertainment, riporta nelle sale il suo “uomo immagine”. Ancora “Super Mario Bros. La storia.
Mario e suo fratello Luigi sono due idraulici di Brooklyn, New York. Un giorno, nel tentativo di riparare una disastrosa perdita d’acqua nelle condutture sotto la strada, vengono risucchiati in un lungo tubo verde che li trasporta in un’altra dimensione. I due vengono dirottati su percorsi diversi e mentre Mario finisce nel colorato Regno dei funghi, abitato da piccole creature chiamate Tod e governato dalla principessa Peach; Luigi atterra nella Terra Oscura, dove viene fatto prigioniero dai Koopa, creature simili a tartarughe, guidate dal crudele e gigantesco tiranno Bowser, il cui unico desiderio è conquistare il Regno dei funghi e sposare la principessa Peach.
“Super Mario Bros. Il film” è un racconto divertente dal ritmo frenetico, immediatamente riconoscibile ai fan che non resteranno delusi. La trama è semplice, prevedibile nella sua evoluzione, ma a conquistare saranno soprattutto il vorticoso susseguirsi delle scene d’azione, davvero mozzafiato, e l’esplosione di colori, a cominciare dall’abbigliamento dei protagonisti, molto anni ’80. Nella colonna sonora è stato inserito “Take On Me” degli A-ha, brano di grande successo del 1985.
Super Mario Bros. Idraulica
Super Mario Bros. Idraulica (anche nota come Mario e Luigi Idraulici o Fratelli Mario - Pronto Intervento Idraulico) è un'attività idraulica a conduzione famigliare di proprietà di Mario e Luigi, con sede a Brooklyn, nel quartiere di Flatbush.
- The Super Mario Bros. Super Show! l'attività di idraulica di Mario e Luigi, qui chiamata Mario e Luigi Idraulici, è l'ambientazione principale di tutti i segmenti in live action della serie. L'attività si trova nel seminterrato di un vecchio edificio residenziale, che Mario e Luigi utilizzano come officina e abitazione.
- Nel film live action Super Mario Bros. del 1993, l'attività di idraulica dei fratelli Mario è conosciuta con il nome di Fratelli Mario - Pronto Intervento Idraulico e ha sede in un edificio differente rispetto alla loro casa.
- Similmente al film in live action del 1993, anche nel film animato Mario e Luigi guidano un furgone, anche se il suo aspetto è completamente diverso. È infatti arancione anziché bianco e con il logo col nome dell'attività su entrambi i lati del furgone.
Durante la campagna pubblicitaria del film, a febbraio 2023, è stato aperto il sito WEB dell'attività, SMBPlumbing.com[1]. Secondo questo sito, l'attività di idraulica dei fratelli Mario è operativa a Brooklyn e nel Queens, a New York City. Inoltre, sul sito è presente uno spot pubblicitario con Mario e Luigi come protagonisti, che sponsorizzano la loro attività.
Lo spot ha come jingle The Mario Rap, la sigla di The Super Mario Bros. Super Show! (tradotta in varie lingue tra cui l'italiano) e, nella sua parte finale, contiene un link per il sito web dell'attività e, solo nella versione americana, il numero di telefono da usare in caso di aiuto, il 929-55-MARIO (929-556-2746). Il numero è attivo e chiamandolo è possibile ascoltare in segreteria messaggio vocale di Luigi, che invita il cliente a mandare un SMS allo stesso numero e di visitare il sito web della Super Mario Bros. Idraulica.
La sezione "lavora con noi" del sito web contiene un elenco di tutte le posizioni di lavoro che è possibile occupare nella Super Mario Bros. Idraulica, tra cui operatore, contabile, marketing manager e autista. Tuttavia, cliccando sul pulsante "candidati ora!" si viene reindirizzati a una pagina di errore.
Sul sito sono anche disponibili diversi recensioni, scritte da vari utenti che utilizzano dei nickname, tra cui "Mamma dei Bros.", "SpikeÈfigo" e "CoppiaBrKLn".
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