Così come per gli altri elementi di arredo del bagno, anche per il lavabo abbiamo oggi moltissime possibilità. Nuove forme, nuovi materiali e nuove tecnologie si rincorrono per darci una scelta sempre più ampia. Cerchiamo, con questo articolo, di fare ordine all'interno della gamma di possibilità oggi disponibili.

Nel vasto mondo degli accessori da cucina, un elemento essenziale e spesso trascurato è il tappo del lavandino. Questo piccolo oggetto svolge un ruolo fondamentale nella nostra routine quotidiana in cucina, aiutandoci a evitare ostruzioni e problemi idraulici fastidiosi. In questo articolo analizzeremo i migliori modelli di tappo del lavandino disponibili sul mercato, confrontando le diverse caratteristiche e funzionalità per aiutarti a scegliere quello perfetto per le tue esigenze. Dai tappi universali a quelli con design innovativo, esploreremo tutte le opzioni per garantirti la massima praticità e efficienza in cucina.

I migliori tappi per lavandini sono un elemento fondamentale in ogni cucina, poiché aiutano a tenere puliti i lavelli e a evitare che i cibi o gli oggetti cadano nel tubo di scarico. Uno dei principali aspetti da valutare è il materiale di cui è fatto il tappo.

Un altro elemento da tenere in considerazione è la dimensione del tappo, che deve adattarsi perfettamente al lavandino per evitare perdite d’acqua.

I lavandini tappo in esame sono realizzati con materiali di alta qualità come l’acciaio inossidabile o il silicone alimentare, garantendo una massima durabilità nel tempo. Il design funzionale dei tappi per lavandino analizzati offre una maggiore praticità durante l’utilizzo in cucina.

La facilità di pulizia e manutenzione dei tappi per lavandino selezionati è un elemento fondamentale per garantire una maggiore igiene nella zona lavaggio della cucina.

In conclusione, dopo aver analizzato e confrontato diversi accessori da cucina, possiamo affermare che il lavandino tappo si è dimostrato essere un’opzione estremamente utile e versatile per agevolare le operazioni quotidiane in cucina. La sua praticità e la sua efficacia nel mantenere pulito il lavandino lo rendono un indispensabile alleato per chiunque ami dedicarsi alla preparazione di deliziose ricette.

Lavabo bagno: materiali e tipologie

Tutti ricordiamo il classico lavabo in ceramica con la colonna sottostante che era l'unica possibilità per chi arredava il bagno fino agli anni '50 del secolo scorso. Poi sono arrivati i lavabi soprapiano abbinati ad un mobile ed infine, negli ultimi 30 anni, si è assistito ad un evoluzione continua sia nelle forme che nei materiali utilizzati. In questo articolo parleremo della gamma di materiali oggi a disposizione nel mondo dei lavabi e cercheremo di approfondire, per ognuno i pro ed i contro.

1. Lavabo bagno in ceramica

Iniziamo la carrellata di tipologie di lavabi da bagno con quelli in ceramica che sono tuttora i più diffusi ed utilizzati. La ceramica, infatti, ha una serie di caratteristiche che ne fanno un materiale ideale per questo utilizzo.

Ma oltre alla funzionalità, il lavandino in ceramica consente un deciso risparmio rispetto ad altre soluzioni. Inoltre si è saputo adattare alle moderne esigenze di design.

La parola "ceramica" deriva dal greco Keramos e significa "argilla", terra e si riferisce alla materia prima che, una volta cotta, da origine alla ceramica. La terracotta è un materiale non metallico, inorganico, duttile allo stato naturale (da cruda) mentre diviene rigida dopo la cottura.

La storia della ceramica ha origine da tempi antichi quando gli uomini primitivi impararono a plasmare l'argilla e a cuocerla realizzando recipienti quali piatti e stoviglie ed in seguito vasi ed anfore.

Successivamente venne decorato ed utilizzato anche come materiale edile (mattoni) e per abbellire gli edifici con pavimenti e rivestimenti.

Per produrre un moderno lavabo in ceramica si miscelano, macinandole finemente, diverse materie prime: argille, sabbia silicea, feldspati (di sodio o di potassio, anche entrambi), alluminia, ossidi di ferro e quarzo.

Una volta miscelati questi componenti vengono colati in uno stampo, lasciati indurire, quindi smaltati ed, infine, cotti in forno.

Il classico lavabo in ceramica smaltata, così ottenuto, si può pulire con quasi tutti i tipi di detersivi senza rischiare di rovinare il prodotto.

In ogni caso vanno evitati i prodotti anticalcare o altri detergenti molto aggressivi non tanto per la ceramica quanto per gli elementi cromati quali il rubinetto o la piletta del lavabo che si rovinerebbero. Brillantezza, igiene, resistenza chimica ed un prezzo economico.

Nessun problema invece per la ceramica che è, quindi, un materiale estremamente funzionale, in grado di abbinare colorazioni

Il lavabo in ceramica ha, però, un difetto: la fragilità. Per meglio dire: la facilità nello scheggiarsi in caso di urto con oggetti. Un violento urto superficiale può provocare il distacco della smaltatura superficiale oppure una crepa.

Forme dei lavandini in ceramica: l'evoluzione

Negli ultimi anni questo materiale ha visto una serie di innovazioni interessanti sia dal punto di vista del design delle nuove forme dei lavabi, sia nell'attenzione alla funzionalità.

Tra le innovazioni citiamo la possibilità di avere lavabi non solo nella classica versione lucida ma anche nella versione opaca.

E, seconda innovazione, la possibilità di avere lavabi e piani in ceramica coloratissimi! Anche se, a dire il vero, il colore era già stato di moda negli anni '70, prima che il bianco monopolizzasse per decenni il mondo della ceramica.

2. Lavabo bagno in vetro

La seconda tipologia di lavabo, dopo la conosciutissima ceramica, è quello in vetro.

Rispetto alla ceramica il vetro è più nobile, affascinante grazie alle trasparenze ed ai riflessi che regala nella stanza da bagno.

Breve storia del lavabo in vetro

Il vetro si forma attraverso la solidificazione dell'ossido di silicio ma senza che avvenga la sua cristallizzazione. La trasparenza è una delle caratteristiche che lo contraddistingue ma basta aggiungere determinati elementi all'impasto ed ecco che la scala cromatica si amplia.

Un materiale dalla storia affascinante e dalle molteplici proprietà: l'inalterabilità chimica e la versatilità sono le principali che gli permettono di essere utilizzato per la produzione di svariati oggetti e per un arredo bagno moderno tra cui lavabi e catini.

Forme del lavabo da bagno in vetro: l'evoluzione

Versatile nei colori, come abbiamo detto, ma anche nelle misure e nelle forme grazie alla facilità di lavorazione. Infatti possono essere realizzati interi mobili con lavabi integrati.

In questo caso la parte superiore del mobile viene realizzata completamente in vetro e presenta una parte piana ed una parte incavata, il lavabo appunto.

Ma dove il vetro si esprime al massimo livello è nei catini o lavabi da appoggio: in questo caso la bacinella realizzata in vetro ed appoggiata sul piano, magari di un materiale differente, diventa un oggetto d'arredo affascinante.

Lavabo bagno in vetro: pulizia

La pulizia è molto semplice e non presenta particolari problemi perchè può essere utilizzato qualsiasi tipo di prodotto!

Il suo principale "difetto" è la fragilità, quindi la facilità con cui tende a scheggiarsi. Un secondo difetto è la facilità a sporcarsi, a lasciare impronte.

Inoltre ai clienti che hanno acquistato da noi un piano o un lavabo in vetro gli si dice di tenere sempre un panno a portata di mano per asciugare le gocce d'acqua, in modo che non si creino aloni di calcare.

3. Lavabo bagno in marmo

Una terza tipologia di lavabo da bagno è quello in marmo. Ci sono stati periodi, in passato, in cui veniva utilizzato moltissimo. Oggi è raramente proposto ed utilizzato per il costo, per la macchiabilità ed anche per le tendenze di stile che lo penalizzano.

Lavabo in marmo: breve storia

I marmi e i graniti naturali derivano da rocce sedimentarie dove, attraverso un processo metamorfico, il carbonato di calcio si ricristallizza. I colori sono vari perchè dipendono dalla presenza maggiore o minore, nella roccia originaria e delle impurità minerali quali l'argilla, la sabbia, gli ossidi di ferro, il limo e la silice.

I conosciutissimi marmi bianchi non sono altro che la metamorfosi di rocce sedimentarie senza impurità.

La produzione di un lavabo in marmo

Il lavabo da bagno in marmo può essere ottenuto in due modi.

  • Il primo è "scavando" una porzione di marmo. In questo caso potremo avere gli spigoli dell'incavo arrotondati e potremo decidere la forma che più ci piace.
  • Il secondo metodo è quello di incollare delle lastre tra di loro. Otterremo un ovvio risparmio economico ma le forme sono più limitate e gli spigoli interni saranno a 90°.

La superficie del lavabo in marmo

Una volta che lo si è lavorato si può decidere di ottenere una superficie lucida a specchio oppure matt (opaca, satinata). Infine è importante il tipo di trattamento che viene applicato per proteggerlo dalle macchie e dall'aggressione acida.

Lavabo bagno in marmo: vantaggi e svantaggi

Il marmo, nella versione lucidata, gioca con la luce generando riflessi. La nobiltà di questo materiale regala eleganza e maestosità all'ambiente e la possibilità di realizzare qualsiasi forma è uno stimolo alla creatività.

Da migliaia di anni viene utilizzato nel mondo del bagno: dalle terme romane alle odierne spa, conferendo raffinatezza ed importanza all'ambiente.

Il marmo soffre in particolare due fattori:

  • il primo è l'alto costo, specie dei lavabi scavati;
  • il secondo è la vulnerabilità a macchie e a prodotti acidi (acetone, anticalcare) che in bagno si utilizzano. Per questo richiede una cautela nell'utilizzo: anche solo lasciare la bottiglia di anticalcare appoggiata al marmo può generare una macchia.

Oltre alla cautela e alla protezione sarà necessario eseguire una corretta manutenzione negli anni.

Manutenzione del lavabo in marmo

Quando si acquista un lavabo in marmo si deve tenere presente che è "delicato". Quindi non vanno utilizzati solventi, prodotti anticalcare (il marmo è costituito da calcare) ed igienizzanti aggressivi per non rischiare di opacizzare e macchiare il marmo, spegnendone la luminosità che lo contraddistingue.

I marmi sono caratterizzati dall'avere microscopiche porosità che assorbono i liquidi per poi rilasciarli tramite evaporazione, ma non succede lo stesso con smalti, cosmetici, profumi che, invece, depositano nei pori sostanze che rovinano irreparabilmente il marmo.

Aziende come la FILA mettono a disposizione una serie di prodotti studiati appositamente per la protezione e la manutenzione del marmo.

Le caratteristiche di macchiabilità ed il costo elevato hanno aperto la strada a nuovi concorrenti, come quelli che seguono.

4. Lavabo bagno in grès porcellanato

Questa è una recente tipologia: i lavabi vengono costruiti con delle lastre in grès che vengono tagliate e sagomate (non possono essere termoformate). Le forme sono, quindi spigolose e geometriche. Ma le caratteristiche tecniche sono estremamente valide!

Lavabo in gres: lavorazione

Il grès laminato viene prodotto miscelando delle argille, del caolino purissimo e poi sabbia e feldspati.

Questa miscela di polveri finissime viene compattata da due rulli che generano uno stato continuo di prodotto crudo.

Le lastre così ottenute vengono cotte in forno ad altissima temperatura.

Il risultato finale sono delle grandi lastre sottili e leggere (ma ne esistono altre di spessore fino a 20 mm) con elevate prestazioni anti-macchia e anti-graffio.

Per trasformare queste lastre di gres in lavabi per il bagno si utilizzano gli strumenti per la lavorazione del vetro: si tagliano, si rettificano o arrotondano i bordi e quindi si incollano i vari pezzi dando forma al lavabo progettato.

Chiaramente gli spigoli interni non potranno essere arrotondati ma devono essere a 90°.

Lavabi in gres porcellanato

Le lastre in grès hanno rivoluzionato il mondo dell'arredamento per interno ed anche il mondo del bagno. I grandi formati (fino a 3600x1200 mm) hanno stravolto le abitudini e la considerazione che il mondo dell'architettura aveva per le buone, vecchie piastrelle.

Questi enormi formati ci danno la possibilità di realizzare non solo piccoli lavabi ma anche piani di mobili di grandi dimensioni.

I vantaggi di un lavabo in gres

Queste grandi lastre hanno rivoluzionato l'applicazione della ceramica in casa, sono entrate di prepotenza nel mondo dell'arredo sostituendo in molti casi il marmo e generando prodotti e soluzioni nuove e moderne.

Il grès laminato esiste in differenti superfici: effetto marmo lucido, marmo satinato, ardesia, pietra, rame, piombo, cemento.

Il grès, grazie alle sue proprietà fisiche e meccaniche, è inalterabile ai raggi UV, inattaccabile dagli agenti chimici, non scolora, non sbiadisce, resiste al calore così come alle sollecitazioni più estreme... insomma dal punto di vista funzionale è davvero un materiale straordinario.

L'utilizzo del gres

Per questo viene utilizzato per rivestire cucine, piani lavoro, pareti divisorie, mobili, armadi, tavoli e tante altre superfici che risultano facili da pulire ed igieniche, infatti non essendo assorbenti sono prive di sostanze tossiche.

Nel mondo del bagno viene utilizzato per realizzare piani di mobili o mensole a cui sovrapporre catini, ma anche piani che contengono al loro interno dei lavabi realizzati sempre in grès.

I difetti del lavabo in gres

A differenza del lavabo in ceramica smaltata il grès viene realizzato mediante pressatura (non colando l'argilla in uno stampo) e può essere cotto a temperature più elevate e realizzato in massa. Questo ne fa un prodotto molto più resistente, che non si scheggia facilmente.

Il contro principale di questo prodotto è che qualsiasi oggetto che si decida di produrre viene realizzato sempre partendo dalla lastra, quindi necessita di "trasformisti" molto bravi a tagliare, forare, incollare, accoppiare questo materiale. Queste necessità di lavorazione ne fanno un prodotto non proprio economico.

Un secondo "difetto", sempre legato alle modalità di lavorazione del grès in lastra, sono i lavabi ad incasso realizzati in grès che sono prettamente squadrati proprio perché il materiale non permette di essere modellato. Come detto il lavabo si ottiene assemblando una serie di piani e risulterà pertanto spigoloso e difficile da pulire negli angoli retti che si creano all'interno.

5. Lavabo in Corian e Solid Surfaces

La resina più conosciuta ed apprezzata è il corian che quest’anno compie ben 50 anni. Si tratta di un prodotto igienico che ha la caratteristica di essere antistatico (non attira la polvere) ed inoltre la pulizia è molto facile: basta un panno umido e un detergente neutro.

Come per l'acrilico anche per un piano realizzato in Corian o in prodotti a base di resine si sconsiglia l’uso dei detergenti con solventi acidi concentrati (alcool, acetone, solventi) e il diretto contatto con fonti di calore (piastre, phon).

Solid surfaces

Corian, Marmoresina e prodotti similari appartengono alla famiglia dei solid-surface, di prodotti quindi, a tutto impasto e tutti hanno in comune un ottima caratteristica: basta un kit apposito, che di solito le aziende danno in dotazione con l’acquisto del prodotto per ripristinarlo facilmente!

Qualsiasi sia il loro utilizzo: piatti doccia, mobiletti bagno, top, lavabi integrati, catini.. i graffi che si possono formare durante gli anni non sono quindi un problema.

Forme

Questi materiali trovandosi in forma liquida si adattano a qualsiasi tipo di stampo, come accennavamo, quindi nei prodotti che si andranno a creare non ci sono limiti ne di misure ne di forme!

Prezzi Solid-surface

Il prezzo del corian e degli altri solid-surface è maggiore rispetto a quello di un piano o di un lavabo in ceramica, ma vanno tenute presenti le caratteristiche anzidette e le possibilità di colorazione, formai e design pressoché infiniti offerti da questi materiali.

6. Lavabo in acciaio

L'ultima tipologia di lavabo che esamineremo in questo articolo è anche l'ultima nata: si tratta del lavabo in acciaio.

Presentato da alcune aziende del settore al Salone del Mobile del 2018 è considerato un prodotto estremamente di nicchia nel mondo del bagno. Al momento ne esistono pochi modelli ed il costo è piuttosto elevato.

L'acciaio è di tendenza...

Cos’è la piletta di scarico di un lavandino?

E’ presto detto! Si tratta di una ghiera in metallo che unisce il lavabo al tubo in cui defluisce l’acqua e tutto ciò che usiamo durante il lavaggio. Più nello specifico, si tratta di una griglia di piccole dimensioni che protegge lo scarico, in modo tale che esso non venga intasato.

In ogni impianto idraulico ci sono scarichi e rubinetti: la piletta di scarico è una delle parti fondamentali e la sua funzione principale è quella di collegare ogni scarico al relativo sifone.

Le pilette sono realizzate generalmente in acciaio e necessitano di cura e manutenzione, così da evitare intasamenti. Soprattutto la parte esterna va pulita ogni giorno, al pari di qualsiasi altro accessori da bagno, per rimuovere il calcare ed evitare l’insorgere di cattivi odori.

Sono di solito i capelli ad intasare di più la piletta di scarico del lavabo ma anche detriti e piccoli oggetti caduti involontariamente che, se non rimossi repentinamente, possono entrare al suo interno e metterla fuori funzione.

Quindi è sempre buona cosa procedere alla manutenzione dell’impianto idraulico periodicamente onde evitare ostruzioni.

Tra i punti di forza di una piletta c’è quello che essa è adattabile e personalizzabile in rapporto al design del lavandino scelto.

Piletta di scarico, i vari tipi

In commercio esistono diverse tipologie di pilette:

  • quelle con attacco universale;
  • quelle di tipo click clack;
  • quelle a scarico libero.

Le pilette universali, come è facilmente desumibile dal loro nome, rappresentano la soluzione ideale per tutti i tipi di lavandini e bidet, a prescindere da modelli e materiali; sono quindi perfettamente compatibili e il loro utilizzo è particolarmente indicato per i sanitari più moderni privi di troppo pieno (che è quel tipico buco che, di solito, è presente nei lavabi e che serve a far defluire l’acqua in eccesso nei casi in cui sia stato raggiunto un certo livello, allo scopo di evitare inutili e fastidiose fuoriuscite).

Veniamo ora alle pilette click clack. Esse hanno come caratteristica principale l’apertura e la chiusura manuale a pressione. In altre parole, serve un ‘click’ per chiudere e un ‘clack’ per aprire.

Ci sono, infine, le piletta a scarico libero: esse lasciano sempre defluire l’acqua e non permettono mai che il lavandino si riempia. Questa tipologia di piletta trova un largo utilizzo nelle cucine dei ristoranti, nei negozi e, più in generale, in quasi tutti gli esercizi commerciali.

Come scegliere la piletta di scarico adatta?

Come abbiamo visto in precedenza, in commercio esistono diverse tipologie di pilette di scarico che si caratterizzano per funzionamenti del tutto diversi. Come facciamo quindi a scegliere la piletta più adatta per il lavandino? Iniziamo subito col dire che non esiste una regola precisa e perché molto dipende dalle esigenze che ognuno può avere. Pertanto, ogni caso diventa specifico.

E’ comunque possibile offrire dei piccoli suggerimenti. Facciamo degli esempi. Se c’è bisogno di tappare lo scarico del lavandino per lavare qualcosa mettendolo a bagno, allora sarà molto meglio scegliere una piletta click clack. Per la doccia invece, sarà più utile scegliere una piletta a scarico libero, visto che l’acqua deve sempre defluire nello scarico. In questi casi le dimensioni sono standard (ovvero con diametro di 90 mm ed è possibile acquistarle con copertura in acciaio inox cromato o con tappo in ceramica, disponibile in varie finiture).

Piletta di scarico: consigli per la manutenzione

La regola d’oro è quella di procedere ad una periodica manutenzione, onde evitare danni irreparabili. Tuttavia, in alcuni casi, si arriva ad un punto tale che il problema è risolvibile soltanto sostituendo la piletta.

Ma come fare ad accorgersi se la piletta è da rimpiazzare oppure no? L’indizio che più di tutti può far capire se la piletta è da gettar via è la formazione di una patina grassa che rende la ghiera inutilizzabile ed igienicamente fastidiosa. In altri casi la piletta perde la sua originaria cromatura, presentando delle filature sulla superficie.

Si tratta di tutti problemi che si presentano con il passare del tempo. Quando la semplice pulizia non è più sufficiente a restituire alla piletta aspetto e funzionamento decenti, allora è tempo di procedere alla sostituzione.

TAG: #Bagno #Lavandino

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