Le torrette, con la loro storia ricca e variegata, rappresentano un elemento architettonico affascinante, che spazia dalle antiche funzioni difensive e di avvistamento fino ai moderni utilizzi come rifugi esclusivi e eco-retreat. Questo articolo esplora la storia e l'architettura di queste strutture, prendendo in esame esempi significativi in diverse regioni italiane.

Torretta Le Feritoie: Un Eco-Retreat in Puglia

Con i piedi radicati nella campagna della Valle d'Itria e gli occhi puntati sul mar Adriatico, Torretta Le Feritoie si erge dall'entroterra pugliese con un doppio corpo bianco come il latte. Oltre alla torretta da cui questo nuovo eco-retreat prende il nome, spicca nella proprietà di circa 8.000 mq un'antica lamia - originale costruzione rurale tipica della zona - che si sviluppa indipendente dal pinnacolo a partire da un meraviglioso pergolato esterno.

Protagonista di un ingente restauro, ultimato nel maggio 2024, il posto del cuore di Erika Memeo e Stefano Convertini accoglie i suoi ospiti con il fare calmo che asseconda la vita lenta campestre. "Restaurare, riprendere e reinterpretare in funzione del territorio e del paesaggio circostante è stato il filo conduttore dell’intero progetto", scrivono dalla proprietà.

"Un concept progettuale al servizio e in funzione del territorio pugliese, con uno specifico focus sull’area della Valle d’Itria: materiali e tipologie di spazi figli di tradizioni e archetipi architettonici locali, in cui alle tradizioni, forti e presenti, si affiancano per esplicita volontà, idee e spunti contemporanei". Il risultato è un luogo dal fascino senzatempo che unisce l'idea di vacanza mediterranea all'otium che abita, solitamente, gli spazi limitrofi alla costa, decisamente più affollata.

Lontano quanto basta dai vicini indirizzi più popolari - Polignano a Mare dista solo una ventina di minuti in macchina - Torretta Le Feritoie è la storia di un restauro meticoloso che elude il cliché.

"Gli interventi principali hanno interessato entrambi gli edifici: La Torretta, seppur sana strutturalmente, andava ripensata internamente, mentre la Lamia, tipico edificio della tradizione pugliese, andava ripristinata, consolidata e ridisegnata nei suoi spazi interni, per via di crolli importanti nelle partizioni e nella copertura piana", si legge nella descrizione del progetto a cui, nelle varie fasi di assetto e home-staging hanno lavorato anche Angelo Raimondi e Hostmood.

Cantiere aperto, quindi, il rifacimento ha puntato - fin da subito - a conservare l'esistente e ad abbracciare il nuovo laddove il layout lo necessitasse. Materiali tradizionali sono stati abbinati a finiture innovative, mobili scovati nei mercati vintage della zona sono stati alternati ad arredi dal feeling contemporaneo, in un gioco di giustapposizioni che rifiuta lo stereotipo abusato della tipica casa di campagna pugliese.

Se la zona outdoor è un continuum con il paesaggio che circonda la proprietà, con una meravigliosa terrazza affacciata sulla città di Fasano, corrispondente al solaio della Lamia, e una piscina fuori terra, gli spazi interni si alternano restituendo tutto il comfort di una vacanza dal sentimento domestico. Ci sono salottini, suite accessoriate e stanze da bagno dedicate al relax.

Le Torri di Livorno: Testimonianze di un Passato Difensivo

Tra quelle di Livorno ancora integre, oltre al Fanale Maggiore e al Mastio di Matilde della Fortezza Vecchia, sono ancora visibili la bellissima Torre del Marzocco, ormai inglobata dal porto industriale, la Torre di Calafuria, che troneggia sulla costa a sud della città e la Torre della Meloria che emerge in mezzo al mare dalle omonime secche.

Torre del Marzocco

Elegante e slanciata, la Torre del Marzocco è la prima grande opera realizzata dalla Repubblica Fiorentina a Livorno dopo averne acquisito il dominio dai genovesi, nel 1421. Sebbene rappresenti il primo suggello di un evento così importante, non si conoscono con precisione né la data di costruzione, avvenuta probabilmente intorno alla metà del ‘400, né il progettista che l’ha ideata.

Attribuita inizialmente a Filippo Brunelleschi, poi a Lorenzo Ghiberti è stata recentemente avanzata l’ipotesi che il disegno della torre sia opera di Leon Battista Alberti. Resta il fatto che quella del Marzocco è una torre di rara bellezza, un capolavoro di sette piani caratterizzato da un alto stelo di 54 mt a pianta ottagonale, completamente rivestito in marmo bianco dei Monti Pisani.

Sulle otto facce sono scolpiti in bassorilievo i nomi di altrettanti venti e, sotto i ponti dei beccatelli dell’ultimo piano, i quattro emblemi fiorentini. La Torre deve il suo nome al “Marzocco”, il leone rampante della Repubblica di Firenze che era raffigurato su una banderuola in bronzo posta alla sommità della cuspide, andata perduta nel ‘700 a causa di un fulmine.

Nel XVI secolo, il duca Alessandro de’ Medici la dotò di un fortilizio militare, che si rivelò cruciale durante l’assedio del 1496 e durante la difesa dagli attacchi austriaci del 1849.

Torre della Meloria

La Torre della Meloria, situata presso le omonime secche a circa sette chilometri dal porto di Livorno, ha una storia ricca e articolata che risale addirittura al XII secolo. Eretta dalla Repubblica Marinara di Pisa intorno al XII secolo come punto di segnalazione contro le incursioni dei pirati e per avvisare dei pericolosi scogli affioranti, la torre è stata testimone di numerosi naufragi fin dall’epoca romana, tanto che i suoi fondali celano ancora oggi relitti di navi militari e civili.

Distrutta dai genovesi nel 1284 durante la battaglia della Meloria, la torre fu ricostruita più volte. L’attuale struttura, alta 15 metri, si erge su quattro pilastri con archi ogivali, progettati per ridurre l’impatto delle onde. Nonostante periodi di abbandono, la torre è stata restaurata e consolidata nel 1986, preservando il suo antico splendore.

L’area circostante la torre, estesa oltre 9000 ettari, è stata designata nel 2009 come Area Marina Protetta, riconosciuta anche come sito archeologico sottomarino. Nel 1722, nei fondali vicini alla torre, furono rinvenute quattro teste bronzee di epoca tardo rinascimentale: i Bronzi della Meloria.

Torre di Calafuria

La Torre di Calafuria si erge maestosa lungo il pittoresco tratto di costa tra Antignano e Quercianella. Questa antica postazione d’avvistamento, risalente al XVI secolo, era un tassello fondamentale del vasto sistema difensivo di Livorno. La sua posizione strategica permetteva infatti di comunicare con le altre torri attraverso una catena di segnali di fuoco che giungeva fino alla città.

L’architettura della torre è decisamente imponente: alta circa 20 metri, con una pianta quadrata con lati di quasi 8 metri, è sostenuta da un grande basamento a scarpa che ospitava una cisterna per l’acqua piovana. L’ingresso della torre si trova al primo piano, raggiungibile tramite una scala in muratura che porta ai due piani principali e all’attico, un tempo utilizzati per la vigilanza e come alloggi per la guarnigione.

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