I problemi all'impianto idrosanitario sono un incubo per tutti, proprietari e affittuari, perché il bagno può diventare inagibile e si possono verificare danni (anche a terzi) che comportano spese inaspettate. Conoscere un po’ di teoria, allora, può essere utile per sapere cosa aspettarsi in alcune situazioni. L’impianto idrosanitario è composto da reti di adduzione e reti di scarico, dall’insieme delle tubature a vista e quello delle tubature interne. Per tubature interne si intendono quelle che passano nei muri o sotto la pavimentazione; le tubature a vista sono l’elemento finale del nostro impianto e collegano il nostro elettrodomestico/sanitario ai condotti interni.
Problemi Comuni delle Vecchie Tubazioni
Le tubature sono solitamente garantite 30 anni, sono però soggette a usure e formazioni calcaree. È quindi molto frequente dover procedere al rifacimento o a un’approfondita revisione dell’impianto idrosanitario dopo vent’anni. Motivo di intervento sulle tubature idrosanitarie è l’usura dello scambiatore, l’apparecchio che permette lo scambio di calore tra liquidi con temperature differenti. Lo scambiatore si trova nella caldaia o poco sotto.
I problemi più diffusi sono la calcarizzazione della tubazione oppure piccole perdite dovute a dei microfori (problema che si verifica soprattutto nelle grandi metropoli e negli scambiatori in rame, dovuto alle cariche elettromagnetiche che tram e mezzi similari scaricano a terra, che raggiungono le tubature e si concludono nello scambiatore, dove si formano piccoli fori nelle tubazioni in rame). Altro motivo per rifare l’impianto idrosanitario è per sostituire le vecchie tubazioni in ferro e piombo con le più moderne tubature in PVC e multistrato. Una volta si utilizzava il ferro per le tubature di adduzione e il piombo per quelle di scarico.
Si presentano problemi di portata, di passaggio faticoso o poco flusso di portata (in dinamica) via via che ci si allontana dalla sorgente di calore (ad es. termosifoni). Si verificano fenomeni come il malfunzionamento o mancata accensione di caldaia o scaldabagno a gas, la portata di acqua calda è normale vicino all'apparecchio a gas, tuttavia nei punti lontani arriva insufficiente pressione. Per liberarsi dalle incrostazioni non bisogna sbagliare, ogni tentativo errato potrebbe costare caro.. soprattutto in vecchie tubazioni di acqua calda dove le sostanze, per via del calore oltre i 60°C, tendono maggiormente a creare residui calcarei e incrostazioni dovute alle normali reazioni elettrolitiche del ferro, oltre che sedimenti di acquedotto ed invecchiamento progressivo del ferro zincato della tubazione.
In caso di vecchi impianti, è molto probabile che le tubazioni interne non siano coibentate; con il rifacimento dell’impianto idrosanitario si installeranno anche condutture più performanti da questo punto di vista. È altresì importante che la pressione della rete di adduzione sia sui 6 bar in modo tale da raggiungere tutti gli appartamenti interessanti, mentre quella all’interno degli appartamenti stessi dovrebbe essere sui 3 bar, così da evitare rotture delle tubature e colpi d’ariete. A questo scopo si installano degli appositi riduttori di pressione.
Un altro possibile problema dell’impianto idrosanitario, sempre relativo alla pressione, è che invece non ve ne sia abbastanza. Segnali inequivocabili di una bassa pressione di spinta dell’impianto sono poca acqua in uscita dai rubinetti o difficoltà dell’acqua di raggiungere ad esempio i piani superiori di un appartamento e difficoltà di carico del vano del WC. Una generale tendenza di tutti gli attacchi di distribuire faticosamente acqua dovrebbe essere legato a un problema di pressione, ma assicuratevi comunque col vostro idraulico, prima di installare dei circolatori o delle pompe, che i problemi non siano invece dovuti a ostruzioni, ruggine o calcare.
Sembra assurdo, ma l'impianto idro-sanitario è una delle principali fonti di rumore all’interno della casa. I rumori infatti possono provenire dalle tubazioni, dalla rubinetteria, dagli apparecchi sanitari o anche dalle tubazioni per la ventilazione forzata dei bagni ciechi. Esistono però molti casi in cui questi rumori cessano di essere un sottofondo poco fastidioso della nostra vita e diventano una grande fonte di stress. È questo il caso in cui le tubazioni comincino ad emettere fischi acuti e prolungati, che si verificano ad ogni prelievo d’acqua. Analizziamo quindi a cosa è dovuto questo fenomeno.
In realtà tutte le tubazioni generano rumore, solo che noi le sentiamo solo quando le vibrazioni diventano consistenti ed il livello sonoro aumenta. Questo accade, in genere, quando la pressione nelle tubazioni risulta troppo elevata, o quando sono presenti depositi di calcare o curve che restringono il passaggio dell’acqua e ne disturbano il flusso. Le vibrazioni aumentano inoltre quando i rubinetti non vengono aperti completamente, perché in questo caso la turbolenza diventa maggiore. Ma a volte il problema è nel rubinetto stesso, in quanto, per una pressione data, il rumore dipende dal suo profilo interno, che deve essere il più possibile idrodinamico e cioè con cambiamenti progressivi di sezione e di direzione.
Soluzioni per il Risanamento delle Tubazioni
In questa pagina vediamo tutto quello che riguarda il trattamento dell'impianto sanitario, il risanamento conservativo tramite lavaggio chimico a solventi a dosaggio controllato. NB: chi non vi offre questo e la possibilità di intervenire all'interno della caldaia mostra segni di inadeguatezza. Ci spiace ma siamo costretti a denunciare una serie di "fai-da-te" senza arte ne parte che fanno prezzi stracciati e che di fatto comportano un rischio enorme. Diverse volte abbiamo provato sulla nostra pelle la RESPONSABILITA' della mansione, senza poter dare l'onere a terzi o addirittura al cliente, poco professionale e certamente non rassicurante. Risultato? Oggi grazie a nuovi dispositivi professionali, le analisi, le prove, gli studi di settore e le esperienze continue, soprattutto in città storiche come Milano, Monza Brianza e paesini limitrofi con tubazioni compromesse per l'età, hanno dato i loro frutti.
Il calcare, per quanto si depuri o si filtri, tenderà sempre a formarsi. E' bene metterselo in testa, in particolare per le tubazioni dell'acqua calda, maggiormente quelle in ferro. A queste, per "rispondere" in maniera mirata ed efficace, occorre un esperto, anche perché spesso bisogna aprire gli apparecchi come caldaia o scaldabagno. La parola chimico raggruppa tante sostanze, di fatto lascia pensare a sostanze corrosive, sostanze pericolose, acide. Il lavaggio con queste sostanze non fa più parte di questo concetto, ad oggi i migliori veterani di questo settore sanno che si può intervenire senza il benché minimo rischio di qualsiasi reazione imprevista.
Lavaggio Chimico
Come può avvenire la pulizia dell'impianto idraulico? La pulizia dell'impianto ora può avvenire. In questa operazione possiamo includere eventuale pulizia delle cartucce dei rubinetti (dove necessario). Il quesito trova risposta in tutti e tre i termini. NB: La durezza totale dell'acqua si divide in temporanea e permanente, per cui per la prima si parla di filtraggio acqua in ingresso, per la seconda parliamo di pulizia - lavaggio dell'impianto. Approfondisci qui. Qui dobbiamo parlare a livello soggettivo perché la nostra impresa utilizza solventi specifici e di qualità, con determinate caratteristiche e reagenti a viraggio di colore che ci indicano costantemente l'andamento della lavorazione idraulica.
Come avviene il lavaggio chimico? Precauzioni e sopralluoghi sono indispensabili a definizione della fattibilità. Dai rubinetti problematici deve uscire almeno un pò di acqua, anche se poca. Generalmente, parlando di costi medi del settore, un'intervento di pulizia con lavaggio chimico di un appartamento di circa 70mq, considerando circa un bagno ed una cucina, si effettua a partire da € 699 come in offerta nel pacchetto ECO includendo apparecchio energetico. Importante capire se l'impianto funziona anche per il raffrescamento e tramite quali apparecchi, poiché anche l'impianto di climatizzazione è compreso in questa cateroria e considerato impianto termico, spesso non primario.
Il trattamento dei tubi può avvenire ad esempio con azoto liquido, con delle operazioni di svuotaggio, riempimento, vuoto ed altre tecniche con compressori e additivi chimici. Ricordiamo che ogni intervento di pulizia può essere sempre detratto fiscalmente almeno al 50% per n.10 anni.
Relining: Una Soluzione Innovativa
Il relining rappresenta una metodologia innovativa per la ristrutturazione dell’impianto idraulico, particolarmente vantaggiosa in contesti dove è necessario preservare l’integrità strutturale dell’edificio. Confrontando il relining con i metodi tradizionali, emergono diversi vantaggi. Chiaramente il principale è che elimina la necessità di demolizioni invasive, preservando così l’integrità dell’edificio e riducendo i disagi per gli inquilini. Inoltre, questa tecnica riduce notevolmente i tempi di intervento e i costi associati, spesso risultando più economica rispetto ai metodi tradizionali.
D’altra parte, i metodi tradizionali, pur essendo più invasivi, permettono un rinnovamento completo e una maggiore personalizzazione del sistema. C’è un altro aspetto da evidenziare. Le normative attuali impongono che i tubi di adduzione siano isolati: quelli in cui scorre l’acqua calda per evitare dispersioni inutili, quelli in cui scorre l’acqua fredda per evitare che si formi condensa nei massetti. Chiaramente nessuna legge obbliga a isolare le tubazioni in caso di non sostituzione, quindi il relining in linea di principio è sempre possibile, però è opportuno anche valutare i benefici che può dare una tubazione isolata, soprattutto a lungo termine. Pertanto in tale ottica il relining del bagno forse non è la soluzione migliore ma solo un tamponamento economico in attesa di effettuare interventi più radicali.
Materiali Moderni per Nuovi Impianti
Oggi si tende ad utilizzare per il sistema di adduzione (passaggio soggetto a una pressione più elevata) una tubatura plastica rinforzata multistrato (3 strati di alluminio, PVC e Wirsbo, che consentono igiene e resistenza. Il rame è stato un materiale di fiducia in molti settori, specialmente in quello idraulico, per la sua durata e resistenza. La sua capacità di resistere a fattori esterni come alte temperature e pressioni lo rende ideale per l’impianto idrico di una casa. I tubi multistrato sono ormai l’opzione più diffusa per la realizzazione degli impianti di carico, apprezzati per la loro versatilità e resistenza.
Sono costituiti da strati sovrapposti di materiali polimerici (PE-X reticolato) e metallo (alluminio). Questi materiali conferiscono ai tubi multistrato resistenza alle alte temperature, flessibilità, atossicità, idoneità al trasporto di acqua potabile, leggerezza, resistenza alla corrosione e una bassa rugosità interna. L’utilizzo del Pvc nelle tubazioni di scarico degli impianti idraulici domestici è lo standard, in quanto unisce praticità e conformità normativa. In compenso, hanno un punto debole: la resistenza alle alte temperature. Infatti, i tubi in Pvc possono dilatarsi, se esposti a temperature superiori ai 90°C.
Manutenzione Preventiva
Per funzionare correttamente, ogni cosa necessita di una costante manutenzione. Questo vale ancora di più quando si parla di scarichi, tubature e lavandini. Il rischio di avere tubazioni intasate è un aspetto spesso sottovalutato, ma va ricordato che quelli che inizialmente sono considerati piccoli problemi possono rapidamente trasformarsi in danni ben più gravi: tutto comincia con un drenaggio lento dell’acqua, ma si può facilmente arrivare a ingorghi, corrosione, allagamenti e addirittura a danni alle acque reflue che richiedono costose riparazioni.
Il più delle volte i tubi si ostruiscono per colpa dei nostri errati comportamenti e abitudini, responsabili dell’accumulo di residui di vario genere che finiscono per creare il famoso “tappo”. Il primo segnale che qualcosa non va del nostro impianto idraulico è quando l’acqua scende male nello scarico, defluisce lentamente oppure non scorre affatto. L’acqua diventa stagnante e il risultato sono cattivi odori e l’impossibilità di utilizzare il lavandino, la doccia o il bagno. Il residuo denso di oli e grassi che, a volte inavvertitamente, gettiamo nel lavandino, si sedimenta ai lati delle tubazioni e può accumularsi arrivando a impedire il passaggio di qualsiasi altro liquido. Possiamo non accorgercene subito perché si tratta di un processo lento, ma se non si presta attenzione si può creare un’ostruzione davvero difficile da rimuovere, che può finire per bloccare l’intero sistema.
Sono i nemici numero 1 delle tubazioni: a prima vista radersi sopra al lavandino o buttare nello scarico del bagno e della doccia i capelli rimasti sul fondo può sembrare innocuo, ma a lungo andare peli e capelli, legandosi con il grasso dei saponi, soprattutto quelli tradizionali, finiscono per causare ostruzioni veramente ostiche e impossibili da eliminare, non a caso definite “zoccoli“. Cerca quindi di raccogliere i capelli e di gettarli poi nel secco, così come evita di risciacquare i peli nello scarico dopo la rasatura. Un’altra tra le principali cause di intasamento sono gli articoli sanitari o da toilette: pannolini, assorbenti, salviette umidificate, la stessa carta igienica (se in quantità eccessiva), una volta assorbita l’acqua aumentano il loro volume, causando rapidamente blocchi di drenaggio.
Normative e Autorizzazioni
Come per ogni intervento all’interno di casa, sono due le tipologie di normative che li regolano: quelle amministrative e quelle tecniche. In questa rubrica, abbiamo detto più volte che la normativa di riferimento per determinare i procedimenti edilizi legati all’edilizia è il Dpr 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia). La buona notizia è che non è necessario ottenere nessuna autorizzazione. La cattiva notizia è che va comunque presentata una pratica edilizia. Infatti, il rifacimento dell’impianto idraulico rientra tra le opere di manutenzione straordinaria leggera che richiedono la presentazione di una Cila (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata). Chiaramente è necessario presentare questa pratica edilizia solo se l’impianto viene rifatto completamente oppure ne viene rifatta una parte significativa (come può essere il rifacimento di un bagno).
Oltre alla pratica edilizia è necessario un adempimento fondamentale da fare a fine lavori: l’installatore deve produrre e fornire la Dichiarazione di Conformità dell’impianto. Questo documento attesta che l’impianto è stato realizzato seguendo la norma tecnica in vigore e utilizzando materiali adeguati. La dichiarazione di conformità è disciplinata dal Dm 37/2008, è obbligatoria e può essere rilasciata solo da installatori qualificati.
Il come deve essere rifatto l’impianto idraulico viene definito dalle normative tecniche. E, sebbene non si tratti di una norma tecnica in senso stretto, la prima a cui fare riferimento è il già citato Dm 37/2008: al suo interno sono stabiliti criteri specifici per la progettazione, l’installazione e la manutenzione degli impianti tecnici negli edifici, inclusi quelli idraulici. Al suo interno è anche riportato che gli impianti devono essere realizzati nel rispetto della normativa tecnica di settore. In Italia, le norme tecniche sono le cosiddette UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) e forniscono linee guida dettagliate sulla realizzazione degli impianti, segnalando aspetti come i materiali da utilizzare, le modalità di installazione e i controlli di sicurezza.
Anche per il rifacimento dell’impianto idraulico è possibile usufruire delle detrazioni fiscali. In particolare, fino al 31 dicembre 2024, è possibile usufruire della Bonus Ristrutturazioni, che dà diritto a una detrazione del 50% delle spese sostenute fino a un massimo di 96.000 euro complessivi (comprensivi di iva e spese tecniche), da ripartire in 10 anni. Quindi la detrazione complessiva è pari a 48.000€.
Tabella Riassuntiva dei Materiali e Durata Stimata
| Materiale Tubazione | Durata Stimata | Note |
|---|---|---|
| PVC | Oltre 40 anni | Standard per scarichi |
| Rame | Circa 50 anni | Resistente a temperature e pressioni |
| Acciaio Galvanizzato | Circa 50 anni | Soggetto a corrosione |
| Multistrato (PE-X/Alluminio) | Lunga durata | Resistente, flessibile, atossico |
| Ghisa | 30-40 anni (risanamento) | Usura naturale di 1mm/10 anni |
| Cemento-Amianto (Eternit) | Fuori legge | Utilizzato negli anni '70-'80, pericoloso |
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