Tutte le grandi città hanno un cuore segreto, nascosto alla massa e visibile solo a coloro che vogliono visitare il luogo con l'intento di conoscerne i misteri e le meraviglie. Uno degli angoli più particolari e più ricchi di storia della città di Pisa sono i Bagni di Nerone, ma forse anche uno dei monumenti meno conosciuti e celebrati, e che da tempo si chiede di valorizzare insieme alla zona che, tra via Carducci e via Maffi, collega da una parte all’asse commerciale centrale e dall’altra a Piazza dei Miracoli.

Perché i Bagni di Nerone, in largo del Parlascio, racchiudono i misteri della Pisa romana e soprattutto dello stabilimento termale da cui prendono il nome. Luci accese sui Bagni di Nerone a Pisa. Nonostante la pioggia, la proiezione su mura storiche ed i brevi racconti come un documentario sono stati il 26 dicembre il centro di “Vacanze di Nerone”, anteprima di “Nerone Night Experience”, l’ultimo progetto promosso dall’Acquario della Memoria del regista pisano Lorenzo Garzella con il supporto della Fondazione Pisa e del Comune, e la collaborazione del MappaLab, il team di archeologi del Dipartimento di civiltà e forme del sapere dell’Ateneo.

Le Origini Romane e il Culto di Diana

In un anno prima del 68 E.v. nella zona, detta oggi Bagni di Nerone, l'Imperatore aveva fatto costruire un tempio circolare dedicato a Diana, impreziosito da marmi intagliati e da una statua d'oro della Dea sulla facciata. La volta poggiava su grandi pilastri ed era costituita da una lastra di rame con molti fori da cui poteva gocciolare l'acqua come se piovesse. Alcune lumiere erano appese all'interno ed erano spostate seguendo il corso del sole e della luna, rappresentata da uno specchio ornato con gemme luccicanti. I tuoni erano imitati dal rumore di una biga che si muoveva sul tetto.

Una tempesta di vento rovinò però l'opera e procurò la caduta della biga nel vicino fiume (Auser); ciò nonostante il 28 di Aprile Nerone ordinò a tutti di adorare la dea Diana, madre degli dei. Tecniche e modalità narrative sono state analoghe al “Mura Night Experience” che Garzella e il suo gruppo di lavoro dedicano da tempo all’antica cinta muraria. Ricostruzioni 3D e lavorazioni multimediali per riuscire, in circa mezz’ora, a fare un salto all’indietro di oltre duemila anni.

San Torpè: Il Martire e Patrono di Pisa

Gaius Silvius Torpetius, pisano (?), era un personaggio importante (legionario romano o cavaliere, o cortigiano) al seguito di Nerone Imperatore in visita alla città di Pisa. Torpete, che a Roma si era avvicinato al Cristianesimo, si rifiutò sostenendo che fosse giusto avere un solo dio e non molti idoli. Prima di ritornare a Roma Nerone ordinò al prefetto Satellico di segregare Torpete legandolo nudo ad una colonna e di frustarlo a sangue.

Era il 29 Aprile (ante diem tertium Kalendas Maias). Il corpo, un cane e un gallo furono messi in una barchetta, poi sospinta in balia della corrente. La barca approdò in Portu Sinus, una località individuata in Francia o in Spagna o anche in Portogallo. In seguito fece edificare una Chiesa, che fu dedicata all'evento. Tra le numerose grazie ottenute dai Pisani per intercessione di questo glorioso Santo cito le due più conosciute.

Nell'anno 1630 invece una disastrosa epidemia di peste si propagò a Pisa nel settembre, portata da un procaccia di ritorno da Firenze. Il 29 Aprile del 1633 (stile Pisano) i Pisani ricorsero alle preghiere ed alla intercessione di Torpete. La chiesa di San Torpè sarebbe stata fondata secondo alcuni da Guido da Caprona tra il 1130 e il 1150, o in base ad un'altra ipotesi più accreditata tra il 1254 e il 1260 dall'arcivescovo Federico Visconti che vi trasferì la reliquia della testa del santo, che fino ad allora era stata conservata nella chiesa di San Rossore nei pressi di Cascine Nuove o in una ipotetica chiesa di San Torpè situata vicino a quella.

Riqualificazione e Valorizzazione dell'Area

Accendere i riflettori sull’area archeologica dei Bagni di Nerone è il preludio di un’iniziativa che partirà a primavera per riscoprire e valorizzare questo angolo della città, legandolo ai progetti di restauro e rilancio, anche in chiave museale, del Bastione del Parlascio, intrapresi dal Comune con il sostegno economici della Fondazione Pisa.Situato in prossimità dell’area archeologica delle Terme Romane, risulta un punto strategico dal punto di vista dell’interesse architettonico e dal punto di vista dell’accessibilità alle mura urbane, in quanto al suo interno è previsto un altro dei punti di salita. Il complesso architettonico dopo il recupero permetterà un’accoglienza turistica al suo interno con l’utilizzo degli spazi per informazioni, sosta, mostre. Inoltre consentirà il suo attraversamento interno con un percorso pedonale pubblico che sarà aperto nelle ore diurne.

Quella sfornata al Bagno di Nerone è una cecina classica, servita al piatto o con focaccina fumante. Veronica Orsi, imprenditrice pisana, è al timone del locale, insieme a Federico Lazzerini e Gabriele Giannetti. «È una attività che ci sta dando grandi soddisfazioni - spiega Orsi - Conoscevo i vecchi titolari e quando ho saputo che stavano cedendo la pizzeria, insieme ai miei soci, mi sono fatta avanti e con un po’ di coraggio, eccomi qua».

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