Sole, mare e ombrelloni. Partita a tennis, spaghetti alle arselle e bollicine sotto la tenda, due chiacchiere, un burraco… Lo scorrere della giornata in Versilia ha i suoi tempi e i suoi riti. E sono più o meno questi, da anni. Noioso? Assolutamente il contrario: è rassicurante pensare che, dopo una fuga anche dall’altra parte del mondo, potrete tornare qui e ritrovare gli amici di sempre per lo Spritz al tramonto.
Come ogni rito che si rispetti, anche quelli versiliesi hanno i suoi templi: gli stabilimenti balneari. Da Viareggio a Cinquale - in fila, uno accanto all’altro e interrotti solo da piccoli frammenti di spiaggia libera - rappresentano un pezzetto della storia personale di ogni famiglia che viene qui da decenni.
Il Bagno Silvio, a Forte dei Marmi, ha quasi un secolo di vita perché è nato nel 1919 ed è stato gestito sempre dalla famiglia Dazzi passando di padre in figlio fino ad oggi in cui la gestione è affidata alla quinta generazione con Gianluca che si occupa con familiare professionalità anche del ristorante. L’ambiente è molto riservato. La cucina, d’impronta familiare, è caratterizzata da piatti del territorio con materie prime a Km. 0 soprattutto per quanto riguarda alcuni tipi di pesce, frutta e verdura. Anche la pasta e i dolci oltre alla tradizionale focaccia sono fatte in casa. Da scegliere pesce ma anche carne.
Sempre a Forte dei Marmi, per una cena a lume di candela, sotto gli storici tendoni bianchi, il Bagno Alba ci aspetta per brindare al tramonto.
Il Bagno Alba e le Sfide Attuali
«Dall'altro ieri al Bagno Alba di Forte dei Marmi, negli ultimi giorni di vacanza tanto agognata, dopo un anno di lavoro, non ci possono più vendere neppure un caffè o un bicchiere di acqua. Abbiamo pagato per ricevere dei servizi che, a causa di un provvedimento notificato il 19 agosto, non possono più essere erogati. Cosa dunque è accaduto?
«Nessuna volontà persecutoria - spiegano dal municipio a Forte - e tanto meno voglia di danneggiare i clienti del bar del Bagno Alba, ma si sono evidenziate delle irregolarità su cui la municipalità non può che fare il proprio dovere”. Nulla di più trapela, ma stando alle voci, il Comune avrebbe rilevato difformità rispetto a quanto ha invece autorizzato, il tutto poi da imputare ad un contenzioso che va avanti da tempo tra i soci della società che ha in concessione il Bagno stesso».
Il Palio dei Bagni: Una Tradizione Trentennale
Martedì 9 agosto, dopo due anni di fermo causa Covid, ritorna a Forte dei Marmi lo storico Palio dei Bagni, festeggiando il suo trentennale. Correva infatti l’anno 1952, quando il giornalista e scrittore Giorgio Giannelli inventò la storica gara dei patini. E proprio a Giannelli, l’Unione Proprietari Bagni ha reso omaggio con una targa consegnata dal Sindaco Bruno Murzi e dal Comandante della Capitaneria Alessandro Russo.
Questa edizione ha visto la partecipazione di quindici equipaggi, composti ciascuno da due persone in rappresentanza dei loro rispetti stabilimenti balneari, pronti a sfidarsi con i propri “patini”, le tipiche imbarcazioni a remi utilizzate di solito in spiaggia dai bagnini per le operazioni di salvataggio in mare. La sfida ha preso il via all’altezza del Bagno Apuana a Vittoria Apuana, per concludersi all’altezza del pontile, registrando al via non solo stabilimenti balneari del Forte, ma anche della confinante Marina di Pietrasanta e uno di Marina di Massa.
L’edizione 2022 è speciale non solo in quanto simbolo di “ripartenza” post covid, ma anche perché è la numero 30 della storia.
Il Fascino di Forte dei Marmi: Tra Storia e Modernità
Agosto 1929: l’intrepido Achille Franceschi, primo sindaco di Forte dei Marmi, comprò per poche lire una piccola capanna sul lungomare di quello che era un minuscolo borgo di pescatori, di cui il mondo ignorava o quasi l’esistenza. Sembra incredibile, ma è in quel momento che nasce il mito del «Forte». n un articolo del 1954 Indro Montanelli, allora ragazzino e protagonista di quei giorni: «Di grandioso non c’era nulla e nessuno poteva prevedere le conseguenze di quella iniziativa». Franceschi, attorno a quel disordinato ammasso di paglia, «costruisce una tettoia di frasche, la rivestì di tela di sacco, la tinse di verde, avorio e arancione», racconta il grande giornalista. Poi: con due assi di legno, un po’ di corda e un po’ di paglia mise su un trespolo adibito a bar.
Ma allora come si arriva alle feste in stile Miami o Ibiza (dipende dai gusti) di oggi? Come si arriva al party organizzato al bagno Annetta, con acrobati e ballerini, tavoli in riva al mare e, soprattutto, con un suv Lamborghini esposto in spiaggia in piena notte?
Ma prima bisogna partire dal pugno duro di Bruno Murzi, cardiochirurgo pediatrico di fama, fortemarmino doc, da poco rieletto sindaco a gran voce: «Con i gestori degli stabilimenti balneari abbiamo concordato 40 serate nell’arco dell’estate, durante le quali possono organizzare cene in spiaggia, con intrattenimento musicale» spiega il primo cittadino. «Ci sono precisi paletti da rispettare: qui non siamo a Miami, non sono tollerate feste e turismo sguaiato, non fa parte della nostra storia».
«Ahahah» sorride Murzi. «Io sono per il rispetto delle regole condivise: dico no all’anarchia, perché qui ci sono in gioco passato, presente e futuro. Anche se il “contenuto” è cambiato negli anni, noi dobbiamo preservare il “contenitore”: questo paese deve rimanere a misura d’uomo, il nostro valore. Qui la gente va quasi esclusivamente in bici e magari la sera si addormenta in giardino con un libro in mano ».
È poi chiaro che, se ci si volta indietro, in molti da queste parti rimpiangono i tempi in cui Eugenio Montale passeggiava (e litigava) con Carmelo Bene, Cesare Pavese era ospite a casa degli Occhetto o l’Avvocato girava a piedi con gli zoccoli di legno. E quando gli Agnelli se ne andarono, qui, fu un duro colpo. Oggi, di quella genia lì, è rimasto poco o nulla, a parte la serenità di Massimo Moratti che gira con la sua bici mezza arrugginita.
E sempre qui, secondo l’ultimo studio di Luxury estate, c’è il 77% dei 3,5 miliardi di euro di valore immobiliare stimato lungo i 20 chilometri di litorale della Versilia. È questo enorme afflusso di capitali, in gran parte arrivati dalla Russia ben prima del Covid, che ha trasformato Forte dei Marmi: «Semmai snaturato» dice Tiziano Lera, storico architetto con studio sul pontile, che qui ha costruito molte delle storiche ville usando materiali e colori autoctoni. «Ora prevale il “Miami style”, case tutte bianche, con le palme e altri ammennicoli che niente hanno a che fare con la cultura di questi luoghi».
FABIO GENOVESI: «I RISTORANTI COSTANO UN OCCHIO, I BAGNI IDEM... Qui ci cantava la Fitzgerald, ora è ‘Morte dei Marmi’È assai puntuale la “diagnosi” di Fabio Genovesi, già vincitore dello Strega giovani, che qui è nato e cresciuto: «Forte dei Marmi è uno spaccato dell’Italia, lo è sempre stata. È come una vetrina, un Bignami di quello che siamo noi» riflette lo scrittore. «È vero che qui, ai tempi d’oro, ci cantava Ella Fitzgerald... Una volta gli intellettuali erano ospiti di quelli “ricchi”, ma oggi gli intellettuali non ci sono più, o quasi. Il Forte raccoglie ed esibisce quella che è la situazione attuale del Paese».
«Sono ovviamente d’accordo con la linea dura del sindaco: fa di tutto per impedire la distruzione definitiva di questo posto. È il minimo che si faccia così, però è anche vero che ci si trova ad arginare un fenomeno, quello del cafonal, che purtroppo ha dimensioni enormi. I ristoranti costano un occhio, i bagni idem... Pensi che noi fortemarmini, ormai, difficilmente ci possiamo permettere di mangiare qui, e addirittura di andare al “nostro mare”», si confessa con amarezza.
Tra i pochi «eroici» gestori di stabilimenti che mantengono prezzi «umani» c’è Roberto Santini, anima del bagno Piero, la casa dei Moratti, che accanto ha preso in gestione lo stabilimento comunale «Alle Boe», bello e colorato: 35 euro, invece degli almeno 150 euro di quello adiacente frequentato dai vip. «Come sta il Forte oggi? Ha una forza interiore che sicuramente lo manderà avanti negli anni: è però importante mantenere la rotta giusta», precisa Santini.
Per capire davvero questa complessa transizione, però, bisogna tornare al punto di partenza, alla Capannina. Perché anche qui i tempi non sono più quelli di Luca (Jerry Calà) e Felicino (Christian De Sica), Selvaggia (Isabella Ferrari) che con i marchesini Pucci passavano le serate dei primi amori ballando, mentre i genitori giocavano a carte al piano di sopra.
Gherardo Guidi, che ironicamente si definisce «un settantenne stagionato», ma che in verità ha ben superato gli 80, gestisce la Capannina da ormai 46 anni. E nonostante queste marcate difficoltà sembra non perdersi d’animo: «Sono qui da quasi mezzo secolo: ho attraversato un’era» racconta, spiegando di aver ingaggiato una sicurezza di ferro per evitare nuovi guai. «Ci sono delle cose un po’ negative e un po’ positive. La chiusura imposta dal questore? Eh, questa gioventù... Su 100 ragazzi, una parte sono maleducati: sta a noi gestirli nella maniera più corretta e conto che ci riusciremo».
E se uno dei simboli del Forte dà un segnale del genere, significa che il bivio davanti a cui si trova il sindaco è davvero importante: «È anche per questo che ribadisco il “no” dell’amministrazione al turismo sguaiato» spiega Murzi. «Abbiamo 100 bagni: se fanno 100 discoteche il paese non regge. Chi vuole proseguire sulla strada degli eccessi, intese come violazione delle comuni regole concordate, sappia che non lo permetteremo, almeno fino a quando io sarò qui. E questo principio vale per tutti, non solo per gli stabilimenti balneari».
Mentre a Nord, c’è addirittura un «esule» vip: Andrea Bocelli. storico night dove si esibiva Patty Pravo e poi chiuso per lungo tempo. Questo spazio, riqualificato, ospiterà grandi feste e balli. E com’è possibile? Il locale è nel Comune di Massa, cioè lontano dalla giurisdizione di Murzi. Quindi fuori dai confini del suo Comune si può fare tutto o quasi: non le scoccia questa etichetta? «In un secolo ci siamo costruiti così, e così vogliamo rimanere. Chi vuole altro, con fuochi d’artificio e robe del genere, è libero di andare altrove» conclude il sindaco.
«Non tarpo le ali al mio paese, anzi lo preservo per il futuro. Noi non abbiamo alberghi galattici: l’altezza massima consentita è rigida, 13 metri e 80 centimetri, non uno di più. Noi siamo questo. La privacy è alla base di tutto. Se uno decide di starsene per fatti suoi lontano dal jet set lo può fare. I fortemarmini sono molto discreti. Non c’è il vip watching , anche se questa cosa delle foto sui social qualche problema lo sta creando».
Intanto, dopo lunghi mesi di chiusura, ha appena riaperto i battenti del bar «Principe», grazie all’investimento di Patrizio Bertelli, patron di Prada. Quelle saracinesche abbassate, nel cuore del Forte, non erano certo un bel colpo d’occhio. Ma siccome è un luogo che vive di ritualità si può sempre andare da Valè per una focaccina. Una certezza.
Un terribile incendio si è mangiato buona parte dello stabilimento balneare Gilda di Vittoria Apuana, a Forte dei Marmi (Lucca), ma il giorno dopo il ristorante del bagno era già aperto, sia pure a ranghi ridotti. La voglia di rimboccarsi le maniche dei gestori supera anche le avversità più pesanti.
Il bagno Gilda, uno dei più esclusivi del Forte, è gestito da alcuni anni dalla famiglia di Riccardo Di Giovanni, di Massa. Il giorno dopo il disastro il ristorante (nella parte salvatasi dalle fiamme) era già ripartito, grazie ai De Giovanni e ai loro dipendenti, certo, ma anche ad una straordinaria solidarietà che è scattata in modo spontaneo tra clienti. C’è anche chi si è offerto di finanziare i lavori per far ripartire a pieno regime lo stabilimento prima possibile. Siamo a servizio ridotto, ma siamo davvero molto contenti di accogliervi”. Molto soddisfatto, comprensibilmente, il gestore Di Giovanni: “Ci siamo riusciti, non era facile. Ma non volevamo darci per vinti dopo l’incendio, anche se siamo ancora sconvolti. Abbiamo investito nella ristrutturazione dello stabilimento balneare e delle cucine e questo ci ha salvato”.
Di Giovanni esclude che sia stato un incendio doloso: “Nessuno ce l’ha con noi. Facciamo questo lavoro da 36 anni, prima ha cominciato mia suocera, poi siamo arrivati io e mia moglie. Ora anche uno dei miei figli lavora con noi”.
Altri stabilimenti balneari in Versilia
Partiamo da Viareggio, con lo storico Bagno Balena, forse il più antico d’Italia. Fondato alla fine del secolo scorso, il Bagno Balena si presentava come una costruzione interamente realizzata in legno caratterizzata dal grande arco che segnava l’ingresso principale dello stabilimento balneare.
Sempre a Viareggio, il Bagno Pinocchio: acquistato da un illuminato imprenditore pratese nel 1954, lo chiamò Pinocchio per i suoi tre bambini. Il bagno appartiene ed è gestito ancora alla stessa famiglia, e unisce tradizione e stile come pochi altri luoghi della Versilia sanno fare.
Una vera news: Nikki Beach Versilia apre in via ufficiale sulle straordinarie coste italiane. Nikki Beach porta il suo inconfondibile stile all white décor, i suoi raffinati ambienti, la sua cucina d’ispirazione internazionale e le sue sfarzose feste sul litorale di Marina di Pietrasanta. Nikki Beach Versilia occupa una superficie di 2.740 metri quadrati e vanta una piscina assolutamente unica nel suo genere, costruita interamente in prezioso marmo di Carrara, sulla quale si affaccia un bar ottagonale realizzato in marmo e legno, fruibile sia da terra che dall’acqua.
A Marina di Pietrasanta c’è il Bagno Le Gazzelle: un piccolo club d’élite dove ci si conosce tutti. Niente ombrelloni ma solo tende a 4 metri di distanza, perché dove siamo tutti amici la privacy è ancora più importante!
Sempre in zona, il Bagno Texas: completamente ristrutturato, conta 60 tende su 3500 mq di spiaggia finissima e 60 cabine con bagno e doccia privata e cassaforte.
Se camminate in riva al mare, il Bagno Twiga si riconosce per i fotografi sempre appostati a caccia di vip: sicuramente uno dei più glamour, è un’oasi candida e deluxe.
Pochi metri più avanti il Bagno Piero: qui l’unico credo è l’understatement e per questo rappresenta il buen retiro dei tanti imprenditori e personaggi del mondo della politica e della finanza che frequentano la Versilia.
Stesso lusso sussurrato al Bagno America: Paolo e Marcella, fondatori del bagno ai primi anni ’70 sono tutt’ora le persone di riferimento per i loro ospiti.
Il Bagno Vittoria è un salotto che si apre sul mare. Anzi tutt’uno con il mare: un elegante énsemble in bianco e azzurro, dove intrecci di vimini, fiori e limoni, candele, divani e grandi cuscini ti trasportano nell’atmosfera dolce dell’estate. Un posto accogliente dalla mattina al tramonto, dove, se siete solo di passaggio in Versilia, vale la pena fermarsi per un pranzo: il pesce pescato all’alba, la pasta fatta in casa, i dolci come quelli a casa...
Da alcuni anni il Bagno Annetta detiene lo scettro di ritrovo più vip della costa: piscina, palestra, ristorante e spiaggia con tende bianchissime che sembrano bungalow di un’oasi caraibica rendono l’Annetta più simile a un club esclusivo che a un tradizionale stabilimento. Cinquale o Ibiza?
Sale sulla pelle, capelli ondulati da sirenetta e km di spiaggia. C’è chi raccoglie conchiglie sul bagnasciuga, chi preferisce una partita a tennis sulla terra rossa. I primi stabilimenti balneari del nostro immaginario nascono nell’Ottocento in Versilia con i Bagni Dori di Viareggio.
In una delle zone più cool della Liguria, i Bagni Fiore nella baia di Paraggi, a due passi da Portofino, invitano a immedesimarsi nei divi di Hollywood. L’atmosfera è assolutamente vintage: da Brigitte Bardot a Maria Callas moltissime attrici si sono innamorate di questa striscia di sabbia.
Vi diamo il benvenuto al Tigu Beach, una gemma sulla riviera ligure di Sestri Levante. Mare all’orizzonte davanti a tavoli apparecchiati alla moda parigina. Alle spalle, il verde dell’entroterra richiama il salvia e l’écru delle sedute e dei lettini.
Passando all’estremo Levante, ecco udire in lontananza lo sciabordio delle onde.
Un tocco radical chic non può mancare nemmeno al mare. Per questo c’è il Circolo La Macchia, nascosto tra la lussureggiante vegetazione di Capalbio, in un antico casale del XVI secolo. Limoni e profumo di zagare, scogliere a picco sul mare turchese, artigianato locale e ceramiche colorate.
In una delle zone più iconiche dell’isola di Capri, a Marina Piccola, Da Gioia by La Palma, l’elegante beach club dell’Hotel La Palma, la vista è mozzafiato. Per godere al meglio la dolce vita caprese, fatta di sole ma anche di serate scintillanti al crepuscolo, il luogo migliore è La Fontelina, il beach club di Capri che si apre come un’oasi di rocce bagnate sull’acqua.
Ultimo specchio dell’Adriatico settentrionale, tra i bastioni di roccia candida di Duino, Alla Dama Bianca ospita una terrazza che si trasforma in una spiaggia intima, perfetta per il dolce far niente. Il clima è quello mediterraneo, ma la brezza portata di tanto in tanto dalla Bora rinfresca piacevolmente.
Città sull’acqua, Venezia ci regala i luoghi sognanti della laguna e spiagge private di lusso come quella dell’Hotel Excelsior.
E veniamo ai fasti gioiosi del divertimento! Succhi al mirtillo, minigonne bianche e polsini: il MarePineta Beach Club a Milano Marittima aspetta solo le nostre racchette da tennis. Il suono della pallina rimbalza dolcemente al ritmo delle onde.
Tra il molo e il mare di Cesenatico, Maré con l’accento è una spiaggia con bottega aperta sull’acqua. La leggenda Felliniana è pronta per essere vissuta ogni volta che si varca la soglia del Grand Hotel di Rimini, luogo d’arte amato del regista.
Godiamoci ora il panorama indimenticabile della terrazza “Dalla Gioconda” a Gabicce Mare sull’ultima propaggine della costa romagnola e agli albori di quella marchigiana, proviamo un cocktail o un menù di pesce fresco e scendiamo al mare per godere del meritato sole.
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