Per indicare "quel posto" ci sono molte parole. Alcune suonano più eleganti, altre più familiari e qualcuna anche un po' volgare. Vediamo le più usate e cerchiamo di capire anche come si usano.
Terminologie comuni per indicare il bagno
Ecco alcune delle espressioni più utilizzate per riferirsi al bagno:
- Toilette (alla francese) o Toilet (all'inglese): Probabilmente questo termine è il più diffuso, almeno in situazioni "internazionali". Il "francesismo" suona sempre più elegante e in un bar, in un ristorante, quando siamo all'estero, è forse il modo più pratico per indicare "quel posto": scusi, dov'è la toilette? La pronuncia è alla francese (tualet) o all'inglese (toilet).
- Bagno: Anche bagno è una parola che, teoricamente, non corrisponde (come toilette) esattamente a "quel posto": infatti si riferisce più precisamente al posto in cui ci si lava, dove appunto si fa il bagno. Ma, di nuovo, è la parola più neutra e più "inodore". Quindi se il contesto non è internazionale ma assolutamente italiano, in un bar o in un ristorante (ma anche a casa di amici per esempio), si può chiedere "Dov'è il bagno?".
- Gabinetto: Strana parola gabinetto: l'origine è chiara, viene dal francese cabinet, piccola cabina. Si usava per indicare una stanza per "uso riservato", uno studio per esempio, ma anche uno spogliatoio. Ancora oggi indica l'ufficio per incontri importanti o riservati di politici, ministri, alti funzionari di Stato: il gabinetto del ministro, una riunione del gabinetto del governo ecc.
- WC (water-closet): WC è la sigla più diffusa sulle insegne per indicare il bagno. Viene dall'inglese water-closet (stanzino dell'acqua). La sigla scritta è diffusissima, ma nessuno direbbe normalmente "Scusi dov'è il water-closet?" e non è troppo frequente neanche sentir dire "Scusi, dov'è il WC?" (pronunciato vuccì). Ma in italiano il termine water (pronunciato vater) si usa piuttosto regolarmente per indicare la tazza del gabinetto in modo certamente molto più... chic!
- Latrina: Oggi questa parola si usa quasi esclusivamente in modo figurato per indicare un luogo sporco, brutto e maleodorante: questa città sta diventando una latrina! Vive in una latrina non in un appartamento!
- Ritirata: Il termine ritirata è quasi sparito del tutto dal vocabolario italiano. Ma fino a cinquant'anni fa si trovavano nei luoghi pubblici le insegne che indicavano il bagno chiamandolo così (dal verbo ritirarsi, naturalmente, quindi luogo appartato dove ritirarsi).
- Cesso: Certamente è il termine più "brutale" per chiamare il bagno.
- Servizi (igienici): Probabilmente è il termine più moderno per indicare "quel posto": è molto neutro, corretto, inodore - adatto a situazioni pubblice piuttosto formali. Naturalmente quando si vede un'insegna con la parola servizi viene da domandarsi di che tipo di servizi si tratta.
Il concetto di "bagno alla francese"
L’ambiente bagno, ormai da anni, ha abbandonato la concezione semplicistica di necessità per abbracciare sempre più quella di spazio dedicato al benessere. Per questo non è raro sentire l’esigenza di delineare una separazione netta tra le varie aree della stanza e optare per soluzioni che prevedano il wc separato dal bagno.
Detersione, bisogni fisiologici e relax. La stanza da bagno assume in sé la risposta a molte esigenze quotidiane. Trovare la giusta suddivisione tra le zone, posizionando il wc in un angolo più intimo o addirittura in uno spazio attiguo, può aiutare a dare una connotazione multifunzionale alla stanza, rendendola fruibile anche da più familiari contemporaneamente. Una suddivisione di spazi e funzioni che trae ispirazione dalle abitudini d’Oltralpe e dal cosiddetto bagno alla francese, o addirittura dal Sol Levante e dal bagno giapponese.
Bagno alla francese vs. Bagno giapponese
Nel bagno stile giapponese la separazione del wc dal resto della stanza deriva direttamente da una concezione del bagno come luogo dedicato esclusivamente all’igiene e alla cura della persona. Una filosofia che trova la sua massima declinazione nell’ofuro, ovvero il rituale di purificazione del corpo e dello spirito e che prevede il posizionamento del wc in un luogo a sé. Si tratta di una soluzione che sta conquistando sempre più famiglie occidentali, affascinate da questa visione mistica del bagno nonché dalla praticità che ne deriva.
In Giappone la tecnologia è onnipresente e non manca neanche nel water. Il wc separato, nella maggior parte dei casi, è un washlet, ossia un combinato tecnologico di wc con differenti funzioni quali bidet, asciugatura, perfino musica e diffusione di essenze.
Caratteristiche del bagno alla francese
Separare il wc dal resto dei sanitari e “isolarlo” dalla stanza da bagno è una tendenza molto diffusa nelle case francesi. La stanza da bagno, infatti, è quasi sempre priva di wc che invece si trova in un altro spazio molto più piccolo. Si tratta di una soluzione che, oltre a fornire maggiore privacy, separa gli apparecchi sanitari tra loro per evitare contaminazioni batteriche e ottimizzare i tempi di permanenza in bagno.
Come realizzare un bagno alla francese in Italia
Che sia d’ispirazione francese o giapponese, separare il wc dal resto del bagno, in Italia, è un’opzione non consueta da studiare nei minimi dettagli. Se le misure lo permettono, la tecnica migliore resta sempre quella di creare uno spazio in muratura dove collocare il water. La muratura può essere una buona alternativa anche qualora si decida di provare a inserire all’interno della stanza un muretto a mezza altezza per “nascondere” il wc e separare le zone del lavabo e della doccia. In alternativa, si può ricorrere a idee di arredamento particolari che offrano all’ambiente una separazione di tipo visivo.
Tra le possibili opzioni c’è quella di inserire schermature e divisori in vetro che possono offrire privacy senza troppi stravolgimenti strutturali.
Differenze culturali: il bagno nel mondo
Paese che vai… bagno che trovi! Basta andare oltralpe per notare le prime differenze. A differenza del bagno occidentale, nel quale lo scopo principale è quello di praticare igiene e pulizia, nel tradizionale bagno giapponese, furo, lo scopo è proprio quello di rilassarsi e riscaldarsi. Una buona notizia per i nostalgici del bidet fuori casa: in molti paesi arabi, di fianco al water si trova spesso una doccetta.
Uno dei motivi di questa presenza? Per restare a queste latitudini, e contrariamente a quello che si può pensare, il cosiddetto wc alla turca non è così frequente in Turchia. È invece molto utilizzato nei Paesi dell’estremo Oriente, specie in Cina ed India. E poi c’è l’Australia, con le sue proporzioni XXL e le sue distanze siderali. Ci sono persone al mondo che non hanno un bagno.
Il bidet: un caso culturale
In Italia avere il bidet in bagno è obbligatorio per legge, invece in Francia, a partire dagli anni ’70, per questioni economiche e di spazio, è possibile non inserirlo. Ecco tutta la verità, la storia del bidet e il suo declino tra i francesi: lo hanno inventato ma non lo usano. Come suggerisce la parola, il bidet è stato inventato proprio in Francia nel 1600. Il suo inventore si chiamava Christophe de Rosiers che lo introdusse tra le famiglie nobili francesi e a Versailles, la reggia ne conteneva più di 100 nelle diverse stanze.
Un antico esemplare di bidet, arrivato dalla Francia, si trova ancora oggi nel nostro Paese, esattamente alla Reggia di Caserta. In quel periodo il bidet in Italia era ancora sconosciuto, infatti nel 1800 durante un inventario dentro la Reggia di Caserta, i funzionari descrissero il bidet come “un oggetto di uso sconosciuto a forma di chitarra”. Questo oggetto considerato tanto strano e particolare oggi in Italia è diventato essenziale per l’igiene delle persone.
Tutt’ora questa credenza permane, anche in Francia, dove il bidet non è più obbligatorio. Così, molti francesi decidono di non inserirlo in bagno per risparmiare spazio e denaro. Ecco perché in Francia i bagni non hanno un bidet.
Vantaggi e svantaggi del bagno alla francese
Il bagno alla francese si discosta da quello italiano per il modo in cui è strutturato. Abbiamo infatti la zona del WC separata dal resto degli elementi. È evidente, in ogni caso, che separare il bagno in due aree può rappresentare un vantaggio sotto vari aspetti.
Il bagno alla francese, come già anticipato all’inizio di questo articolo, è costituito da una stanza dedicata al lavabo, alla vasca e/o alla doccia e da un’altra più piccola in cui viene collocato il water. Di solito nella prima si dà maggiore importanza agli arredi, al tipo di stile che si vuole imprimere, al colore usato per le pareti e ai vari accessori presenti.
La nascita di questa particolare planimetria risale agli anni ’70 e ha le sue radici nella Francia del Re Sole che, stando alle informazioni date dagli storici, aveva paura di lavarsi perché pensava che l’acqua potesse essere portatrice di malattie.
Vantaggi
- Considerando che il WC si trova in una stanza separata, è possibile che due persone possano utilizzare il bagno nello stesso momento senza dover attendere che si liberi.
- Installando il WC in un’altra stanza attigua al bagno, è possibile organizzare al meglio lo spazio a disposizione disponendo con maggiore libertà la vasca, la doccia e il lavabo in quanto si avranno ben due elementi in meno all’interno dell’ambiente.
Organizzare un bagno alla francese è una soluzione ancora poco diffusa in Italia e chi la sceglie sono soprattutto famiglie numerose che hanno bisogno di ottimizzare i tempi di permanenza in bagno.
TAG: #Bagno
