Il nome "Andrea Doria" evoca diverse storie, intrecciando eventi marittimi tragici con figure storiche di spicco. Questo articolo esplora le origini e le evoluzioni del Bagno Andrea Doria, un luogo che racchiude in sé memorie di mare, arte e tradimenti.
Le Origini del Bagno Andrea Doria
A Torre del Lago Puccini, il Bagno Andrea Doria accoglie i visitatori con una lunga tradizione familiare. Andrea Tommasi, il titolare, spiega come il bagno fosse originariamente conosciuto come "Bagno Ferrovieri" negli anni Cinquanta, un punto di riferimento per i ferrovieri della Toscana. Successivamente, la nonna di Tommasi decise di cambiare il nome in Andrea Doria, un omaggio sia al transatlantico costruito dai cantieri Ansaldo e affondato nel 1956, sia alla sua stessa fondatrice, di nome Doria.
La famiglia Tommasi accoglie i clienti da tre generazioni sulla splendida spiaggia di Torre del Lago Puccini. Un fronte mare di 250 metri è stato riorganizzato per offrire il massimo comfort e sicurezza, con particolare attenzione agli spazi comuni e alle aree gioco. La filosofia del bagno si basa sull'amore per il mare e sul piacere della leggerezza, offrendo relax, divertimento e uno sguardo verso il futuro.
Una giornata al Bagno Andrea Doria significa godersi il sole, rilassarsi sotto l'ombrellone leggendo un libro o partecipare a lezioni di beach tennis e beach volley con campioni italiani e mondiali.
Il Transatlantico Andrea Doria: Un Simbolo di Lusso e Innovazione
La turbonave Andrea Doria, varata il 16 giugno 1951, intraprese il suo viaggio inaugurale sulla rotta Genova-Napoli-New York il 14 gennaio 1953. Era considerata la nave passeggeri più bella della flotta italiana ed era apprezzata per la sicurezza e la bellezza dei suoi interni di lusso, che la rendevano preferibile ai transatlantici di altre compagnie internazionali.
La nave coniugava tecnologie avanzate e una particolare attenzione al benessere dei viaggiatori: l’aria condizionata raggiungeva tutte le cabine e i bagni erano confortevoli e ben attrezzati. L’Andrea Doria era una nave dalla concezione moderna, che considerava il cambiamento nella natura e nelle caratteristiche dei passeggeri e delle loro esigenze di viaggio.
L'allestimento della nave era stato affidato a un gruppo di architetti e artisti, tra cui Ponti, Zoncada, Pulitzer e Minoletti, che lavorarono con diverse ditte per la realizzazione dell'arredo e dei complementi. La scansione dei saloni e delle cabine era organizzata per settori verticali, consentendo connessioni visive e continuità spaziali.
L'allestimento degli interni, specialmente nei saloni di prima classe disegnati da Ponti e Zoncada, cercava di integrarsi con l'architettura navale, le cui esigenze spesso rappresentavano un problema dal punto di vista dell'uso degli spazi. Era non solo un biglietto da visita dell’Italia, della sua storia e del suo gusto per l’arte e per il bello, ma anche un segno della sua evoluzione in termini di industrializzazione e meccanizzazione, della sua capacità di ripresa dopo la guerra.
La Tragedia del 1956
Ciò nondimeno il 26 luglio 1956 naufraga al largo delle coste di Nantucket, speronata dal mercantile svedese Stockholm: durante il naufragio muoiono 51 persone, di cui 46 suoi passeggeri.
Altre Storie di Bagni e Memorie
Oltre all'Andrea Doria, altri stabilimenti balneari a Viareggio portano nomi che evocano storie di dolore e memoria. Il bagno Artiglio, ad esempio, ricorda l'affondamento della nave Artiglio nel 1930, che portò via tre palombari viareggini. Il bagno De Pinedo commemora l'aviatore Francesco De Pinedo, morto in un incidente aereo nel 1933.
Il bagno Maber, invece, prende il nome da Manfredo Bertini, un partigiano morto in guerra. Altri bagni si rifanno alla mitologia, come il bagno Aretusa, o ai cartoni animati, come il Pinocchio.
Palazzo Doria Pamphilj e la Mostra "Memorie#Tradimenti"
Palazzo Doria Pamphilj è stato dimora di principi e principesse fin dal Seicento. Il Ninfeo o Bagno di Diana, in particolare, è una sala da bagno-alcova pompeiana, commissionata nel 1840 e decorata a grottesche con una vasca-conchiglia dedicata alla Dea Diana.
Nel 2015 il Bagno di Diana ha ospitato le creazioni di Valentino Haute Couture, per un evento privato, e ora sarà aperta gratuitamente al pubblico per Memorie#Tradimenti, la mostra organizzata dall’Associazione Genius Loci Floridi Doria Pamphilj, che vuole svelare il lato oscuro della memoria e della storia, quello dei tradimenti e dei travisamenti.
Flavia Bigi ha scelto di indagare il tema del tradimento attraverso un progetto dal titolo eloquente: “Traditur”, dove il gioco dei dadi incarna l’incertezza del destino umano in un universo esatto e matematico. Duplice è infatti il significato del termine “Traditur”: da un lato richiama il significato latino del verbo “tardo”, ossia tramandare, raccontare e dall’altro la parola evoca l’italiano “tradire” richiamando così la mostra “Memorie#Tradimenti” che gravita attorno all’avventurosa vita di Francesco Maria Della Rovere coinvolto in tre episodi di “tradimento” assieme alle famiglie Doria, Pamphilj e Floridi.
Il primo episodio riguarda Cesare Borgia che tradì il duca Guidobaldo da Montefeltro e il suo erede Francesco Maria Della Rovere, a quel tempo sotto la tutela di Andrea Doria. Il secondo concerne il Palazzo Doria Pamphilj a via del Corso che tra il 1507 e il 1601 fu la residenza romana dei Della Rovere. Il terzo tradimento coinvolse Lorenzo II de’ Medici, il “Duchetto” che rapì Orazio Floridi, ambasciatore di fiducia di Francesco Maria Della Rovere, per carpirgli segreti militari. I protagonisti delle vicende sono stati raffigurati nello stile artistico proprio del Rinascimento.
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