L'ingresso monumentale del Bagno Balena è uno dei principali capolavori della Passeggiata Liberty di Viareggio. Ma quello che c’è dietro a questo monumentale ingresso è un vero pugno allo stomaco per la Viareggio balneare e tutta la costa versiliese.
Le Origini e l'Ascesa del Bagno Balena
Il 28 giugno 1827 il Duca Carlo Lodovico autorizzò la costruzione dello stabilimento balneare. Alcuni giorni dopo il Gonfalonire Alfonso Cittadella pubblicò la notifica che stabiliva che “il più sollecitamente possibile, per quanto lo permetterà il mare, saranno posti in attività sulla spiaggia di Ponente due separati bagni di mare, uno destinato per le donne e l’altro per gli uomini”. Con lo stesso atto il Cittadella nominò una deputazione, composta da Giuseppe Moscheni, Francesco Pacini e Bonifazio Del Beccaro, che fu incaricata di sovrintendere alla gestione dello stabilimento balneare e all’osservanza di un regolamento speciale che fissava i criteri di sercizio delle bagnature.
Era previsto che i bagni, in funzione da luglio a settembre, aprissero alle 8 di mattina e chiudessero alle 13 per riaprire poi alle “tre pomeridiane e fino ad un quarto d’ora prima dell’Ave Maria”. Per ogni bagnatura era stabilita una tassa di soldi dieci con la possibilità di abbonamenti, per un minimo di quindici bagni, con la riduzione di un terzo dell’importo previsto.
Prima fu realizzato il bagno per gli uomini, il “Nereo”, e poi nel corso del mese di luglio anche quello per le donne, il “Dori”. Dal “Registro di contabilità dell’Amministrazione dei Bagni” si rileva che la struttura dello stabilimento fu decorata dal pittore Giacomo Benedetti che chiese un compenso di lire 20.
Erano modeste costruzioni di legno su palafitte in mare, raggiungibili dalla spiaggia per mezzo di un lungo pontile. Giuseppe Giannelli nel "Manuale per i bagni di mare", pubblicato nel 1833 dalla tipografia Bertini di Lucca, li descrive come "due comode ed eleganti fabbriche di legno, distanti fra loto 65 braccia, l’una per le donne e l’altra per gli uomini. Savio ed utile divisamento: perciocché mentre chi si bagna sta riparato dal sole e dagli sguardi di coloro che passeggiano lungo la spiaggia, può l’acqua pervenirgli con lo stesso moto, con cui ciò avverrebbe ove s’immergesse aal’aria aperta. Per lo mezzo delle due scalette laterali si discende ai due bagnetti particolari situati sotto i camerini, chiusi intorno con tele e stoje. Tutto poi il fabbricato è cinto da tele e coperto da larga tenda per impedire che i raggi cocenti del sole giungano fino a quei che si bagnano".
Alla fine della stagione estiva del 1827 furono 1029 i biglietti d’ingresso staccati dai due bagni comunali, per un importo di lire 359, nel 1828 furono incassate 510 lire, 521 lire nel 1829, sempre aumentando negli anni che seguirono.
Dopo alcuni decenni, anche l'attrezzatura di spiaggia fu migliorata esteticamente e le prime capanne di paglia, il Nereo ed il Dori furono sostituiti dai grandi stabilimenti su palafitte in mare, il "Felice Barsella", il "Nettuno", I"'Oceano", il "Balena", il "Quilghini" e tutti gli altri, che subito caratterizzarono Viareggio come uno dei principali centri estivi alla moda.
Il Bagno Balena di Viareggio porta benissimo i suoi 145 anni: con cinque piscine di cui una olimpionica è un punto di riferimento in Versilia.
L'Evoluzione degli Stabilimenti Balneari
Tutto iniziò con una palafitta innalzata sul mare: una costruzione in legno pensata per accogliere le signore della buona società, che così potevano godersi la spiaggia con discrezione, senza prendere troppo il sole e facendo il bagno in tutta privacy. Proprio nell’Ottocento infatti le nuove teorie mediche teorizzavano le capacità terapeutiche dell’aria salmastra e dei bagni marini.
Dalle palafitte di legno a ferro di cavallo gli stabilimenti balneari seguirono una rapida evoluzione per trasformarsi in capanne sulla spiaggia, comprese di bar, ristoranti e sale da ballo, per offrire un soggiorno non solo salubre ma anche divertente.
Il Novecento vede un proprio boom dei soggiorni estivi in Versilia.
Con la nascita della cosiddetta società di massa, il divertimento e il tempo libero diventarono di fondamentale importanza. Almeno, per chi poteva permetterselo.
Il Declino e l'Abbandono
Quello che sta accadendo al bagno Balena, nel cuore della Passeggiata viareggina, stride con quest’immagine classica da cartolina della Versilia d’estate: un degrado e una bruttura inaccettabili proprio all’inizio della stagione balneare. Cosa sta succedendo a uno degli stabilimenti più antichi della città? Difficile dire. Probabilmente dovevano partire dei lavori di riqualificazione che non sono iniziati.
Il bagno venne acquistato all’asta nell’estate del 2022 dalla società Sea srl con sede legale a Milano. Il risultato, ad oggi, è sotto gli occhi di tutti: una forte sensazione di degrado e di abbandono di una struttura che può vantare cinque piscine di varie dimensioni (fra cui una olimpica), una palestra vista mare che restava aperta tutto l’anno nel periodo d’oro a cavallo fra gli anni Novanta e Duemila, un centro benessere, il bar, ristorante e due terrazze. Oltre a un esteso fronte mare di spiaggia che veniva attrezzato solo con tende.
Le tende non sono state montate e la spiaggia è diventata un ricettacolo di immondizia con grave ed enorme fastidio per i clienti dei bagni limitrofi. Pedalò e patini di salvataggio galleggiano nelle acque sudicie delle piscine che nessuno ha svuotato e ripulito dallo scorso anno, i giochi e gli scivoli dei bambini sono danneggiati, i corridoi che portano alla parte sotterranea della struttura sono trasformati in discariche a cielo aperto dove vi si trova di tutto; la vegetazione all’ingresso del bagno non è più curata e ha invaso accessi e passerelle.
Le terrazze dove un tempo si consumavano drink e aperitivi ammirando un bel tramonto sul mare sono devastate. All’interno della struttura segni evidenti di bivacchi notturni, visto che è diventato il ritrovo di extracomunitari e clandestini della zona che hanno così trovato una sistemazione vista mare a costo zero.
Al momento l’unico riscontro avuto è quello della clientela, anche la più fidelizzata sotto forma di disdette. Il bagno, a metà maggio è impresentabile. E difficilmente lo sarà per il 15 giugno, inizio ufficiale della stagione. Ma già ora che gli altri stabilimenti hanno iniziato ad allestire la spiaggia, l’arenile e la terrazza del bagno Balena sono una pubblicità negativa per tutta la costa. Un pugno allo stomaco nel cuore della Passeggiata liberty.
Facendo due passi sulla spiaggia, oppure sulla via Barellai, la sensazione che avverti è di una struttura (quella dello stabilimento balneare Balena) in completo abbandono da quando è finita l’ultima stagione estiva. La terrazza, dove un tempo si consumavano drink e aperitivi aspettando il tramonto, è in disfacimento. Tre patini (fra cui un pedalò) sono mezzi affondati all’interno di quella che era una piscina olimpica destinata a stabilire record del triathlon. Dentro vi ristagna acqua putrida dello scorso anno mescolata all’acqua piovana dell’inverno. Che nessuno, evidentemente, ha cambiato e pulito. I giochi, gli scivoli e le attrezzature per i bambini sono danneggiati.
Inaccettabile anche lo scenario per chi arriva al bagno dalla Passeggiata. La vegetazione, non curata, è cresciuta a dismisura. I sotterranei da cui prima si accedeva alla palestra che è stata una delle più glamour della città sono diventati discariche a cielo aperto.
E’ stata ripulita delle scorie invernali dall’associazione balneari. Ma domenica scorsa quel tratto è rimasto spiaggia libera. Con situazioni che hanno creato disagi e preoccupazioni per i clienti dei bagni limitrofi, il Colombo Guido da una parte, il Felice dall’altra. Con i bagnini chiamati spesso a intervenire.
Tanti sbandati oppure gruppi di giovani e giovanissimi che prima si ritrovavano nella zona del molo (il cui tratto di spiaggia libera è stato dato in concessione al bagno Flora) si sono trasferiti qui al bagno Balena. Che è diventato il loro nuovo Eldorado.
Una situazione, insomma che rischia di finire fuori controllo e che porta a conseguenze gravi per i bagni confinanti. Che hanno già ricevuto delle disdette da parte di clienti affezionati che non se la sentono di spendere soldi dove a pochi metri di distanza stazionano persone poco raccomandabili con rischio di furti e aggressioni.
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