Il Bagno della Croce Rossa a Marina di Pisa è un luogo dove l’umanità non è solo un principio, ma si respira nell’aria. È una delle Spiagge Solidali di Croce Rossa Italiana, un luogo normale dove si possono fare cose speciali.

Troppo spesso le cose normali diventano difficili per chi vive una condizione di disabilità, di indigenza e di esclusione sociale. Rendere accessibili le spiagge, possibile un bagno al mare e condividere l’esperienza di una giornata o di una vacanza con i volontari e le volontarie, intrecciando relazioni autentiche, rendendosi anche utili e sperimentando percorsi autonomizzanti sono gli obiettivi che ci siamo posti per le persone vulnerabili con il bando ‘Spiagge Solidali’.

Per molti, questo luogo è come una famiglia, se non meglio. Come per la signora Angela: “Perché la mia famiglia mi ha abbandonato a causa della mia disabilità. Sono tre anni che non vedo mia figlia e mio nipote“. Qui la signora Angela ha trovato ascolto e affetto, prima ancora che assistenza. “Questo posto è speciale e questi ragazzi sono meravigliosi. Gli ho detto di inventarsi qualcosa per l’inverno, perché non voglio restare sola“.

Strutture e Servizi per l'Accessibilità

La Colonia dispone di cabine e lettini per portatori di disabilità, sedie “Job” (speciali sedie anfibie per il trasporto di disabili e anziani fin dentro l’acqua), passerelle per raggiungere facilmente il mare e percorsi tattili per ipovedenti e non vedenti.

Intanto arrivano come un tornado di allegria e vitalità i ragazzi del Centro Diurno “La Chiocciola“, uno dei tanti della zona a frequentare la Colonia.

Katia, invece, arriva da Sesto San Giovanni, ha 42 anni ed è in vacanza con il fratello e la cognata. “Mi sembra di essere tornata indietro col tempo.

Gastronomia e convivialità

Sono appena le 10.30 del mattino e - mentre ai tavoli dell’area bar i volontari sensibilizzano gli ospiti sull’importanza della donazione del sangue, soprattutto nel periodo estivo - Roberto, lo chef, è già ai fornelli. Infaticabile, sempre allegro e con calma olimpica rivela: “Oggi ci sono antipastini a sorpresa. Qual è la sorpresa? Inventiamo qualcosa all’ultimo“.

Racconta Roberto col sorriso sornione di chi ha trascorso 29 anni in una cucina. “Avevo un ristorante qui a Varazze con degli amici e poi abbiamo ceduto l’attività. Avevo perso gli stimoli. Ma quando ha aperto la Colonia mi è tornata la voglia e la creatività.

Domani sera sarà la notte di San Lorenzo e alla Colonia Marina organizzano una cena “per stare insieme in allegria e guardare le stelle cadenti”.

Altri Esempi di Spiagge Solidali

Oltre alla Colonia Marina “Henry Dunant”, lungo il litorale di Pisa si trova, ad esempio, il “Centro Operativo e Balneare CRI”, mentre ad Agropoli c’è la “Spiaggia Solidale” dove operano i volontari del Comitato di Battipaglia.

Un po' di storia

Gli Spedali Riuniti di Pisa, convenzionati con Gaetano Ceccherini per le bagnature degli scrofolosi al Gombo, fin dal 1873 hanno commissionato all’ingegner Cadano Corsani un imponente progetto di Ospizio Marino da costruirsi a Boccadarno, ma la scarzezza dei mezzi finanziari non ne ha mai consentito la realizzazione.

Il dottor Achille Ballori medico condotto di San Giovanni al Gatano e nipote del dottor Barellai promotore dell’Ospizio Marino di Viareggio con l’appoggio di importanti amicizie propone al Comune di Pisa l’istituzione di un ospizio marino per la cura degli scrofolosi. Il comune di Pisa spende già ingenti somme per inviare quotidianamente i malati al mare e decide di finanziare il progetto. Nel 1876 viene costituito il comitato e l’attività inizia.

Nel 1887 la commissione nominata decide per l’edificazione dell’ospizio. Il comune di Pisa concede una vasta area prevedendo parte da dedicare ad orto. Il progetto viene approvato e a dicembre posta la prima pietra. Il cantiere è affidato a Francesco Bellani e vi lavorano 20 operai.

A luglio 1888 due padiglioni dell’ospizio entrano in funzione. Molti sono gli aiuti esterni che provvedono a sostenere una situazione economica non facile.

Nel 1891 anche la palazzina centrale e la grande terrazza sovrastante il refettorio è completata. Ai lati della palazzina si sviluppano due grandi infermerie lunghe 28 m e larghe 11, ognuna capace di ospitare 45 malati. Una è destinata ai maschi l’altra alle femmine. In un padiglione di 8 stanze completamente staccato dagli altri edifici si curano i pazienti affetti da forme contagiose.

La palazzina centrale è suddivisa in 27 ambienti: al piano terreno viene collocata la farmacia, l’alloggio del medico curante, una stanza per il bagno, un guardaroba, una per l’alloggio dell’ispettrice, la sala da pranzo per i paganti e una stanza per le consultazioni medico-chirurgiche; al primo piano si hanno 9 grandi stanze per i paganti di 1a classe, al secondo piano altre 9 stanze per i paganti di 2a classe. Infine una sala per fare i bagni con acqua di mare riscaldata per i bambini più gracili.

E’ il dottor Garzella, Soprintendente dell’Ospedale a gestire le ammissioni, dimissioni e il prolungamento della permanenza in cura. I risultati terapeutici sono ottimi pur con periodi di cura piuttosto brevi (15 giorni). Si ritiene perciò necessaria un’evoluzione della struttura sia dal punto di vista giuridico che sanitario.

L’Ospizio è aperto per i bagni dal primo giugno a fine settembre, il resto dell’anno solo per cure climatiche e come presidio sanitario per gli abitanti di Marina di Pisa. Nel 1892 si tenta di prolungare l’apertura oltre la stagione balneare ma la grande crescita di attività fa si che il comune diminuisca ulteriormente i propri contributi e che l’Ospedale Santa Chiara, forse per timore di veder nascere un analoga istituzione non invia più i propri malati. Già nel 1893 si torna all’apertura esclusivamente estiva.

Nel 1897 con la riforma generale delle Opere Pie passa sotto la giurisdizione dello Stato Italiano.

Il 29 ottobre 1898 una forte mareggiata provoca gravi danni alla struttura: vengono distrutti gli spogliatoi, due pozzi di acqua potabile, divelte varie parti del tetto. Il problema dell’erosione della costa è sempre più evidente e il comune di Pisa interviene creando sei pannelli perpendicolari alla costa distanti tra loro 75 metri e lunghi 35. Vengono utilizzati inoltre grossi massi proprio a difesa dell’Ospizio il quale potrà riprendere le attività solo nell’agosto del 1899.

Il 30 Settembre 1900 muore improvvisamente il direttore, il dott. Giovan Battista Chiocconi. Lo sostituisce il dott. Gasperini.

Nella sala ad uso ricreatorio, messa a disposizione del Comune di Pisa, il primo ottobre 1900 iniziano le lezioni della prima scuola mista di Marina di Pisa.

Nel 1907 prosegue incessante l’erosione della costa. Altre gettate di scogliere e palizzate tentano di arginare il fenomeno.

Vittorio Nissim viene nominato presidente nel 1907.

Con lo scoppio della I guerra mondiale nel 1915 l’Ospizio viene assegnato alla Croce Rossa e utilizzato come ospedale di riserva. Molti interventi lo rendono un completo ospedale chirurgico: impianto di riscaldamento, acqua potabile calda e fredda, illuminazione, pavimentazioni igeniche, muri verniciati a smalto e fogne di scarico. Ospiterà circa 2000 feriti di guerra in tre anni.

Nel 1920 in tutta Italia cresce il contagio tubercolare e l’Ospizio diviene ospedale marino permanente per la “tubercolosi chirurgica”. Per tale scopo vengono previste altre due terrazze coperte sul mare e una passerella di comunicazione tra i due corpi del fabbricato.

Nel 1921 muore Vittorio Nissim, lo sostituisce il dott. Riccardo Gattai. Negli anni a seguire le difficoltà economiche mettono in difficoltà l’operato dell’Ospizio.

Le ispezioni alla struttura del 1926 e del 1929 evidenziano carenze.

La ristrutturazione del fabbricato nel 1930 porta alla costruzione di nuovi locali, con l’intento di dare una netta separazione tra la sezione ospedaliera e la sezione profilattica, quest’ultima dotata di apposite stanze per l’accettazione, la visita e il bagno dei degenti. Viene aggiornata la scuola elementare, costruita una nuova cucina e una dispensa.

L'Accessibilità delle Spiagge in Toscana

L’accessibilità delle spiagge in Toscana non è una conquista di civiltà così scontata da trovare, anzi in molti e troppi luoghi è ancora assente. Tutto ciò a discapito degli utenti diversamente abili che spesso si ritrovano senza i servizi adeguati per godersi una bella giornata al mare come fanno tutti.

Va anche detto però che ci sono delle eccezioni, per fortuna, posti in cui la spiaggia e il mare sono accessibili anche in carrozzella. Lo sa bene la Fondazione Cesare Serono, impegnata nella mappatura multimediale delle spiagge accessibili insieme a Legambiente.

Esempi di spiagge accessibili in Toscana

  • Spiaggia Tangram a Follonica: è uno stabilimento (presso il Lungomare Italia 81), gestito dalla Cooperativa Sociale Il Nodo, dove viene costantemente comunicato cosa vuol dire accessibilità e dove non ci sono barriere.
  • Mamma Licia, Porto Ercole (Località Feniglia): questa spiaggia è accessibile ai diversamente abili, che riescono dal parcheggio a raggiungere comodamente la battigia. È presente un bagno adibito solo a uso dei diversamente abili. Disponibili anche servizi bar accessibili, perché sono stati abbattuti tutti gli scalini.
  • Bagno Moderno a Marina di Grosseto: tutte le zone dello stabilimento (che si trova presso il Lungomare Leopoldo II di Lorena 47/49) e della spiaggia sono accessibili. Per gli ipovedenti sono state posizionate mappe tattili che riproducono sia la posizione delle varie parti dello stabilimento che la spiaggia e i servizi esterni. Inoltre, una fontana all’esterno della struttura ne favorisce la geolocalizzazione. E ancora, è a disposizione un pedalò elettrico, azionabile anche con le mani, utilizzabile anche da persone con difficoltà motorie. È stato realizzato un banco bar speciale a due altezze: una per il barman che sta in piedi e l’altro, più basso, per il barman in sedia a rotelle.
  • Moreno Beach a Marina di Grosseto: tutte le zone e i servizi hanno la massima accessibilità tanto che lo stabilimento (presso il lungomare Leopoldo II di Lorena, 101) ha vinto il premio “Stabilimento Accessibile 2013”, bandito dal Comune di Grosseto. Da qualche anno lo stabilimento collabora con associazioni con fini sociali.
  • Bagno Balena 2000 a Viareggio: lo stabilimento balneare (in via Verona) presenta postazioni di ombrellone riservate ai diversamente abili. E ancora per diversamente abili palestra e zona benessere completamente accessibili, come le docce (raggiungibili in ascensore nel quale però non entra lo Job ma solo la carrozzina) e i servizi igienici.
  • Bagno degli Americani a Tirrenia: “Libertà è prima di tutto accessibilità”. È questo il motto di questo stabilimento balneare (in viale del Tirreno 8).
  • Spiaggia del Gombo, Parco Naturale di San Rossore: l’accesso è limitato a circa 50 persone diversamente abili (anche con gravi handicap fisici), si accede su richiesta da parte di gruppi o di singoli cittadini. Ci sono servizi sanitari dedicati ed esclusivi per i diversamente abili, presente anche personale specializzato nel manovrare l’attrezzatura, come per esempio la sedia Job in grado di entrare in acqua.
  • Bagno della Croce Rossa a Marina di Pisa: struttura (in via Litoranea, 68) priva di barriere architettoniche, mette a disposizione gli Job e, a seconda delle necessità, ci sono a disposizione degli utenti con disabilità dei volontari pronti a dare una mano e a intervenire.

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