La 100 km del Passatore, una competizione che unisce storia, leggenda e passione per la corsa, si snoda tra le città di Firenze e Faenza. Questa ultramaratona, che mette a dura prova la resistenza degli atleti, è diventata un simbolo della Romagna e un appuntamento imperdibile per gli appassionati di tutto il mondo.

Le Origini e la Leggenda

La storia di questa competizione è intrisa di fascino e mistero. Non sono originario di Faenza, ma vivendo qui da diversi anni ormai ho potuto ascoltare storie “epiche” di amici e amici di amici che si erano lanciati in questa avventura: alcuni preparati e pronti a combattere con i denti anche “solo” per guadagnare qualche minuto sul tempo dell’edizione precedente, altri partiti totalmente impreparati e arrivati strisciando, ma da “eroi”. Per me erano soltanto dei folli, tutti, ma in un certo senso la loro follia mi affascinava.

Tutto pronto per la 50esima edizione della 100 km del Passatore che scatterà sabato 24 maggio da Piazza del Duomo a Firenze alle 15 per arrivare in piazza del Popolo di Faenza. Come noto in occasione della ‘Cento’ viene assegnato anche il Gran Premio della Montagna: il primo uomo a transitare sul Passo della Colla di Casaglia (913 metri slm, al 48° km) riceve il premio intitolato a Francesco Calderoni mentre la prima donna quello dedicato ad Angela Bettoli.

Un Percorso Impegnativo

Il percorso della 100 km del Passatore è noto per la sua difficoltà, con salite impegnative e discese tecniche che mettono a dura prova i muscoli e la mente degli atleti. Uscire da Firenze e salire a Fiesole è una tortura, corro cercando l’ombra, bevo e mi bagno appena posso. Scendiamo verso Borgo San Lorenzo prima in una valle ombreggiata (un po’ di fresco) e poi di nuovo tra sole ed afa.

Arrivo a Borgo S.L. (32k) in 3h30′, qui comincia l’ascesa vs la Colla (48k) prima dolce e, poi, abbastanza impegnativa da Ronta (39k). Proseguo con passo spedito ma senza mai spingere al massimo e sono in cima in 6h04′ con mal di schiena ed un lieve fastidio alla caviglia sinistra.

Dopo i 60k la situazione comincia a degenerare: cresce la stanchezza e la caviglia fa sempre più male e, soprattutto, non regge in fase d’appoggio… rallento e raggiungo Marradi (km65) in 8h20′. Arrivo a 85k sfinito… mi siedo e decido di chiudere un attimo gli occhi per cercare di rilassarmi e recuperare… mi addormento secco per 15 minuti (era successo anche lo scorso anno a qualcuno… ndr) e mi risveglio infreddolito e, quando provo ad alzarmi, mi accorgo di essere praticamente bloccato.

Aneddoti e Testimonianze

Molti sono gli aneddoti e le testimonianze di chi ha partecipato alla 100 km del Passatore. Passano Lory e Roby, non mi notano e li chiamo. Comincio a rinsavire dopo i 90k per l’effetto count down, l’orgoglio e l’arrivo funzionano da anestetico e, dopo i 95k, comincio almeno a camminare a passo rapidissimo, quasi corricchiando.

Eppure Antonio l’ha conclusa, l’ha rifatta l’anno successivo…e quello dopo ancora…e anno dopo anno…racconto dopo racconto, questa gara mi affascinava sempre di più, al punto che si è fatta avanti la voglia di provarci.

Arrivo al primo ristoro con una sete bestiale ma a causa della ressa riesco a bere solo 2 bicchieri di succo, si prosegue e la salita per Fiesole si fa sempre più dura, decido insieme a Cristian di camminarla per risparmiare, arriviamo al secondo ristoro e mi strafogo di acqua, mangio anche qualcosina. Sarà l’agitazione del momento, sarà l’aver bevuto troppo ma inizio a demoralizzarmi un po’, al 20esimo non riesco a capire come mai non trovo un po’ di comfort, in fondo sto correndo a ritmi bassissimi, dovrei essere tranquillissimo, eppure non trovo pace, superiamo il km 30 ed entriamo nella bellissima Borgo San Lorenzo.

Arrivo al 90esimo e si “spegne” tutto, alterno corsa a camminata ma in entrambi i casi non trovo pace, se corro mi fanno male le gambe e la schiena, se cammino mi fanno male le piante dei piedi, stringo i denti, il male per fortuna è sopportabile, continuo imperterrito aiutato dai cartelli che non sono più ogni 5 km ma ogni km. Inizio a far 2 conti e realizzo che potrei terminare in 13 ore e qualche minuto, tutto sommato è il tempo a cui aspiravo quando mi sono iscritto…però…mannaggia a quella borsa che non si trovava!!!

La corsa mi ha dato tanto, salute, nuovi amici, ma soprattutto molta, moltissima fiducia in me stesso!

L'Edizione del Cinquantenario

In occasione della 50esima edizione sono previsti riconoscimenti sia alle società sportive che avranno il maggior numero di atleti giunti a Faenza, sia a quelle di cui i primi sei atleti al traguardo otterranno i migliori tempi complessivi. Nel weekend di gara, la città di Faenza intratterrà i tanti appassionati e la cittadinanza attraverso eventi collaterali di spessore che si terranno in un allestimento più ampio con tanto di palco, passerella centrale e sedute per il pubblico.

Ci saranno due appuntamenti speciali “Avventure Estreme Stories” e “Sport Performance e Salute” dedicati alle scuole e agli sportivi: sportivi estremi e viaggiatori porteranno la loro esperienza motivazionale e tecnica parlando anche di mindfullnes e salute. Ci sarà una serata Gala’ dei Cinquant’anni della 100km del Passatore con ospiti speciali e leggende per raccontare una storia mitica della città di Faenza dagli anni 70 ad oggi.

Il Vino della Romagna: Un Compagno di Viaggio

L'epopea del vino di Romagna:..."E' bé" ha accompagnato la vita dei romagnoli da alcuni millenni. Tra il ‘700 e la metà del ‘900 infatti l’interesse dei romagnoli è stato rivolto principalmente a produrre quanto più uve e vino possibile. Per questo attorno al 1880, in Romagna il consumo medio annuale per abitante era di 149 litri di vino contro un consumo medio nazionale di 95 litri: e così si spiega perché in Romagna e’ bè, il bere, identifica tout court il vino. E’ un sistema di vita che ha creato uno stretto intreccio tra gli uomini e il vino, visto come alimento ed apportatore di forza e di calore, insieme al piacere che sa dare al palato e all’animo, facendo dimenticare fatica e amarezze.

Sembra proprio che l’Albana abbia il pregio di colpire poeti e letterati. Il vino romagnolo per eccellenza è il Sangiovese di Romagna nel quale si riflette la forza ed il calore dei romagnoli ed anche, in certe note di morbidezza e nel sottile profumo di viole, la tenerezza dei loro sentimenti.

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