Bagni di Lucca è una vera oasi di pace e serenità, appoggiata sul versante toscano dell’Appennino Tosco Emiliano e ubicata alla confluenza del torrente Lima con il fiume Serchio. Il territorio comunale comprende 25 borghi, la maggior parte dei quali di origine medievale. In provincia di Lucca, la piccola Bagni di Lucca è una gemma davvero da non perdere.
Storia di Bagni di Lucca
Le più antiche presenze umane risalgono all’Età del Bronzo (grotte di Ponte Maggio). Nei pressi della località Montefegatesi sono state rinvenute tombe della civiltà ligure databili all’VIII° secolo a.C. In epoche successive le popolazioni autoctone si fusero con gli Etruschi. La presenza romana ha lasciato poche tracce risalenti al III°-II° secolo a.C., ma il territorio aveva già una certa notorietà per le terme, le cui prime notizie certe risalgono al 56 a.C.
Le sorgenti termali furono sfruttate fin dall’epoca romana, ampiamente valorizzate nell’XI° secolo fino a divenire un punto di riferimento in tutta l’Europa tra il XIII° e il XX°. Nel XIX secolo, la Val di Lima era luogo di turismo per le élite europee. In epoche più moderne, le terme di Bagni di Lucca erano frequentate dai pellegrini della via Francigena, ma fu quando la sorella di Napoleone, Maria Anna Bonaparte, decise di far diventare la località una meta turistica internazionale che Bagni di Lucca spiccò il volo, facendo sì che gli stabilimenti termali venissero ammodernati e ricostruiti dai migliori architetti dell’epoca.
Agli inizi del XIII secolo fu Corsena, uno dei primi comuni della Val di Lima a dotarsi di norme scritte contenute negli Statuti. La Vicarìa cessò nel 1802. Nel 1923 fu costituita la Comunità del Bagno di Corsena.
Terme di Bagni di Lucca
Ben 19 sorgenti sgorgano dal “macigno”, una roccia sedimentaria sulle pendici dello sperone roccioso che separa la località Villa da Ponte a Serraglio da quella di Bagni Caldi. Le sorgenti del Colle di Corsena - denominazione complessiva - sono di tipo solfato-bicarbonato-calcico con temperature che oscillano tra 54,1°C e 36,5°C. Le sorgenti hanno origine da acque meteoriche che si infiltrano in profondità e acquistano una temperatura elevata in funzione del gradiente geotermico.
Le acque delle Terme di Bagni di Lucca sono ricche di zolfo, bicarbonato e calcio. Sono indicate per il trattamento di diverse patologie:
- Patologie reumatiche (osteoartrosi e altre forme degenerative, reumatismi extra-articolari).
- Patologie delle vie respiratorie (sindromi rinosinusistiche-bronchiali croniche, bronchiti croniche semplici p accompagnate a componente ostruttiva).
- Patologie otorinolaringoiatriche (rinopatia vasomotoria, faringolaringiti croniche, sinusiti croniche, stenosi tubarica, otiti catarrali croniche, otiti croniche purulente non colesteastomatose.
- Patologie vascolari (postumi di flebopatie di tipo cronico, vasculopatie periferiche.
- Patologie dermatologiche (psoriasi, eczema e dermatite atopica, dermatite seborroica.
- Malattie gastroenteriche (sindrome dell’intestino irritabile nella varità con stipsi, dispepsie di origine gastroenterica o biliare.
- Patologie ginecologiche (sclerosi dolorosa del connettivo pelvico di natura cicatriziale e involutiva, leucorrea persistente da vaginiti croniche aspecifiche e distrofiche.
All’interno delle Terme Bagni di Lucca ci sono due grotte a vapore naturale con una temperatura di +40°C. La Grotta Grande è quella principale, alimentata dalla fonte “il Doccione”; all’interno anche una doccia termale fredda utile a riequilibrare l’ipertermia conseguente al bagno di vapore. La Grotta Paolina è la più piccola e suggestiva, così denominata in onore della sorella di Napoleone.
All’interno si possono scegliere più di 60 tipologie di trattamenti di bellezza, come: percorsi relax, percorsi estetici, trattamenti per il corpo, trattamenti per il viso. Alle origini c’è un evento che ha del miracoloso: nel 1510 un certo Bernabò da Pistoia, affetto da una bruttissima malattia della pelle, si immerse nella sorgente e ne uscì guarito. L’uomo fece costruire a proprie spese uno stabilimento. Si ha conferma che la nobiltà europea usava queste acque per rimuovere i segni del vaiolo.
Restaurato nel 1812 su progetto dell’architetto Sanbuchy, era considerato lo stabilimento termale italiano con il più bel panorama. La storia e le tradizioni dell’antico stabilimento termale si saldano bene con la filosofia di EXELOR srl: tradizione e innovazione. Nei primi mesi del 2016 la società farmaceutica milanese ha fondato il Centro Bernabò che, merito di un proprio team di ricerca e sviluppo, ha messo a punto prodotti innovativi, dedicati alla salute della pelle e alla bellezza che vengono impiegati nel centro stesso. Inoltre trovano riscontro nel panorama nazionale e internazionale.
Nella cornice privilegiata della struttura ottocentesca Il Centro Bernabò offre un’ampia scelta di trattamenti indirizzati alla bellezza e al benessere psicofisico. Vasche singole di marmo sono riservate a un dolce e delicato bagno caldo prima del un massaggio o altri trattamenti. Una grande vasca ottagonale in marmo può accogliere fino ad un massimo di 12 persone. Percorsi e prodotti specifici sono riservati agli ospiti con pelle predisposta allo sviluppo di acne, psoriasi, dermatite atopica o dermatite seborroica. È possibile immergersi in acque arricchite di minerali e oligoelementi utili al benessere cutaneo o in acque modificate con infusione di erbe benefiche.
Fu citato per la prima volta in una pergamena del 1307. Pare che il nome derivasse dalla tradizione di immergersi nelle acque esattamente il giorno di San Giovanni (24 giugno). In origine c’erano tre piccoli bagni che furono ampliati quando la frequentazione aumentò. Un’unica sorgente (circa 38° C di temperatura) alimentava sei vasche, ognuna riservata a un determinato ceto: cavalieri, cittadini, donne, ebrei, servi. All’inizio del XIX° secolo fu allestita una sala per le cure idropidiche; inoltre furono installate vasche per singoli.
Dallo stabilimento si gode una delle più belle vedute sulla vallata della Lima e qui il poeta tedesco Heinrich Heine fu ispirato a scrivere un apprezzato diario di viaggio. Il primo edificio fu restaurato nel 1376. Dopo un successivo intervento, nel 1471 fu collocata sulla facciata una lapide di marmo con l’elenco di tutte le cure praticate, certamente la prima pubblicità al mondo del termalismo! Tra i pazienti più famosi ci furono il filosofo e scrittore francese Michel de Montaigne, che curò la calcolosi renale, e Letizia Ramolino, madre di Napoleone.
Scienziati come Ugolino da Montecatini e Gentile da Foligno nel secolo XV°, Francesco Redi, il Falloppio, il Carina e altri ancora ne esaltarono le qualità con studi e pubblicazioni. Nel tardo Medioevo, le patologie erano curate con docce, una novità assoluta per l’epoca. Nel secolo XVI° furono eseguiti lavori di ristrutturazione e altri ne seguirono in occasione del soggiorno di Vittoria Della Rovere, Granduchessa di Toscana, moglie di Ferdinando II° Medici, che venne a curare la sterilità, guarendo completamente. Pare risalga proprio a questo periodo il detto: “se vuoi che la tua donna resti pregna mandala al Bagno e tu non ci vegna”. Fino a metà del secolo XVII° erano cinque le sorgenti, ognuna con un proprio nome. Successivamente lo stabilimento perse importanza e cessò l’attività; le acque furono convogliate verso Bagni Caldi.
Cosa vedere a Bagni di Lucca
Bagni di Lucca è un piccolo comune, ma vale la pena soggiornarci per visitare una serie di punti di riferimento e monumenti davvero interessanti. Scoprite quindi questo piccolo angolo di Toscana sconosciuto ai più, in cui venire per rilassarsi immersi in un panorama bellissimo e in un borgo dove si respira la storia: non ve ne pentirete, e non vedrete l’ora di ritornarci.
Ponte delle Catene
Situato in località Fornoli, il Ponte delle Catene è un ponte sospeso in pietra e ferro, progettato dall’architetto Lorenzo Nottolini verso la metà dell’Ottocento. Per l’epoca era un’opera avveniristica, ma per stile e periodo di costruzione ricorda molto il Ponte delle Catene di Budapest, icona della capitale ungherese, che attraversa il Danubio in centro città. In questo caso invece, il ponte attraversa il piccolo fiume Lima, ed è molto meno imponente, sebbene comunque degno di nota e di una visita.
A margine, ricordiamo che il ponte delle Catene di Fornoli, proprio come il suo fratello maggiore di Budapest, venne minato dalle forze armate tedesche durante la Seconda Guerra Mondiale; il ripristino della struttura avvenne soltanto dopo la guerra.
Cappella Demidoff
Quando il principe russo Niccolò Demidoff si stabilì in Toscana e raggiunse Bagni di Lucca, decise di costruire un ospedale dedicato a coloro che non potevano permettersi le cure termali. Al suo fianco decise di far costruire una cappella, che oggi è la cappella Demidoff, che in piccolo ricorda da vicino il Pantheon di Roma, grazie al suo impianto di forma cilindrica e alle sue colonne che sovrastano il portone d’ingresso. La cappella è collegata all’ospedale da un ponte, originariamente in legno, che però crollò durante una piena del fiume sottostante. Per questo motivo, esso fu ricostruito in muratura, molto elegante, con parapetti in ferro e un’arcata in mattoni e marmo.
Museo dell’impossibile
Una delle attrazioni più curiose di Bagni di Lucca è il museo dell’impossibile. Si trova all’interno di villa Buonvisi Webb, dove tra gli altri soggiornò Lord Byron, e l’esposizione cambia di tanto in tanto, pertanto è un’ottima occasione per tornare a visitare la città. All’interno le tematiche trattate spaziano dall’esoterismo alle credenze più o meno attendibili, da reperti misteriosi a ispirazioni horror. Sarete seguiti durante il vostro percorso da esperte guide che sapranno narrarvi al meglio quello che state guardando.
Il museo dell’impossibile si trova in piazza Webb; la visita è guidata, esclusivamente in italiano, e dura circa un’ora e 30 minuti. Per le tematiche trattate, si sconsiglia la visita del museo ai minori di 16 anni.
Villa Ada
In via Evangelina Wipple fa bella mostra di sè villa Ada, un’antica struttura rinascimentale completamente ristrutturata durante l’800 dal console britannico di Livorno Sir Mac Bean. Oggi, la villa è circondata da uno splendido giardino all’inglese, in cui sono state costruite delle grotte artificiali fatte di pietra calcarea e una serie di elementi d’arredo risalenti all’epoca della sua costruzione. Acquistata dal comune di Bagni di Lucca, che la adibì a stabilimento termale, oggi purtroppo villa Ada è abbandonata e ha perso attrattività, anche se, visitandola da fuori, non può che emanare ancora un immenso fascino. Alle sue spalle, tuttavia, si trova la bella piscina di Villa Ada, questa invece molto frequentata, specialmente durante l’estate.
Casinò di Bagni di Lucca
Tra tutte le attrazioni di Bagni di Lucca spicca sicuramente il suo casinò. Può fregiarsi del titolo di casinò più antico d’Europa, persino più vecchio degli illustri casinò di Monte Carlo o Venezia. Aperto nel 1308 per volere della contessa Matilde e chiuso nel 1953 assieme a tutti gli altri casinò sul territorio italiano, venne riaperto soltanto nel 2009 in maniera del tutto automatizzata, ossia in nessuno dei tavoli da gioco è presente il croupier, ma soltanto schermi dove poter giocare con slot e video poker. Anche chi non vuole giocare può addentrarsi per le lussuose sale del casinò di Bagni di Lucca, in quanto al suo interno si trova un museo dedicato al gioco d’azzardo.
Interessante la storia del casinò di Bagni di Lucca nel 1981, quando l’amministrazione decise di riaprirlo in maniera provocatoria; l’apertura però durò soltanto poche ore, il tempo necessario alla Guardia di Finanza per arrivare in città e rimettere i sigilli su indicazione del Prefetto di Lucca, poichè mancava la concessione statale.
Natura e Sport
Bagni di Lucca offre numerose possibilità di praticare attività sportive. Gli appassionati di trekking, mountain bike, equitazione hanno a disposizione sentieri tutti segnalati. La cima del Monte Pratofiorito è un punto ideale per il decollo con parapendio. Numerose sono quindi le opportunità di praticare attività fluviali. Il torrente Lima, che scende dall’Appennino Pistoiese, è molto adatto alla pesca. Inoltre vengono praticati rafting e canoa.
- Orrido di Botri: si percorre un sentiero sterrato fino ad arrivare alla sommità del Monte Prato Fiorito, a quota 1.300 metri. Ingresso: percorso di gruppo (massimo 24 persone) con guida e partenze cadenzate; durata media del percorso 1h30’. Possono accedere anche visitatori singoli.
- Canyon Park: è il primo parco avventura in Italia all’interno di un canyon, le Strette di Cocciglia, coperte da una folta vegetazione che nasconde una porzione del torrente Lima con pareti a strapiombo, un antico oratorio e un ponte di origini romane. Il percorso si svolge tutto all’interno di gole verdeggianti e altrimenti inaccessibili, sospeso sull’acqua, tramite teleferiche e ponti tibetani sopra il tratto più attraente e meno accessibile del torrente.
- INmind: si tratta di un luogo perfetto anche per gli appassionati di arrampicata. Grazie alle pareti calcaree sopra il corso del fiume, infatti, è possibile praticare la Deep Water Solo. In questo caso l’accesso è libero, basta avere la tessera AICS che costa 3 euro. In questa modalità è possibile anche praticare Yoga nel bosco, SUP yoga in acqua e per chi vuole ci sono anche le sessioni personalizzate. - tavola regolabile SUP (stand up paddleboard) per pagaiare in piedi per l’intera lunghezza delle gole. L’attività può essere svolta anche da principianti, previo briefing da parte del personale.
Strada Ducale
Fu commissionata nel 1818 dalla duchessa Maria Luisa di Borbone per collegare direttamente il Ducato di Lucca a quello di Modena senza dover attraversare il territorio del Granducato di Toscana, con il quale i rapporti non erano sempre cordiali. Il progetto era impegnativo perché si trattava di realizzare una via di comunicazione interamente nuova che doveva rispettare i confini tra tre stati ed evitare alcuni ostacoli naturali quali l’Alpe delle Tre Potenze.
La strada fu inaugurata nel 1829, ma l’impegnativa opera non ebbe fortuna. I molti chilometri alle quote più alte non erano percorribili durante i mesi invernali e, comunque, comportavano alti costi di manutenzione. Inoltre c’era la concorrenza della Strada Regia Pistoiese, quella che collegava il Granducato di Toscana con il Ducato di Modena attraverso il Passo dell’Abetone, in funzione già da mezzo secolo. Gran parte del tracciato della Strada Ducale è divenuto una provinciale (SP 56) che sale fino a Foce a Giovo (m. 1.674 s.l.m., altrimenti denominato Passo al Giovo) ed è asfaltata fino al Rifugio Casentini (m.
Borghi nei dintorni
Il territorio comunale comprende 25 borghi, la maggior parte dei quali di origine medievale, tra cui:
- Ponte a Serraglio: È un villaggio divenuto famoso per le acque termali, sfruttate già in epoca romana. Ci sono due grotte a vapore naturale: la “Grotta Grande” e la più piccola “Grotta Paolina”, la seconda così denominata in omaggio alla sorella di Napoleone. In questa la temperatura interna varia in base alla profondità, per cui è più calda all’altezza del tronco e più tiepida ai piedi. Le acque solfato-bicarbonato-calciche delle grotte sono indicate nella cura di patologie di tipo reumatico e da stress.
- Benabbio: È un piccolo villaggio di epoca romanica pieno di strade selciate, fontane, tra cui due lavatoi tuttora in funzione, e punti panoramici. Nell’abitato c’è la chiesa in stile barocco dedicata ai Santi Quirico e Giulitta che contiene varie opere di pregio.
- Montefegatesi: È un borgo di origine medievale molto adatto ai soggiorni estivi dominato dalla rocca medievale. Sulla facciata della chiesa di San Frediano, risalente al XIII° secolo, c’è una lunetta opera dello scultore Gino Boni. All’interno due pregevoli tavole di scuola fiorentina (XV° secolo). La statua di Dante Alighieri, realizzata dallo scultore Francesco Petroni, è collocata in una piazzetta dalla quale si gode il panorama circostante.
- Fornoli: È un piccolo villaggio attraversato dal torrente Lima, su cui si affaccia la maggior parte delle case. Nell’abitato è da segnalare la cappella Demidoff e l’ospedale, costruiti nel 1826 dal principe russo Nicolaj Demidoff che li finanziò. Originariamente l’ospedale era destinato al trattamento delle malattie dei poveri e per questo fu ubicato nei pressi di una sorgente termale. Attualmente è un centro di medicina olistica. Nel villaggio c’è inoltre il più antico casinò d’Europa - Casinò di Giucchi -, risalente al 1839. L’edificio consta di varie sale dove si svolgevano giochi d’azzardo, feste da ballo, duelli tra nobili, gabinetto di lettura, accademie letterarie e musicali. Nel 2009 è diventato il primo casinò elettronico d’Italia.
- Vette: È un villaggio sulle pendici del Monte Prato Fiorito, formato da otto piccoli borghi denominati “villette”: Campiglia, Cappella, Vizzata, Cembroni, Cocolaio, Livizzano, Chiesa, Piazza. Di notevole importanza è la chiesa romanica di San Cassiano. Nell’oratorio antistante la chiesa parrocchiale c’è un piccolo museo di arte sacra contenente, tra l’altro, una pregevole scultura lignea raffigurante San Martino di Tours a cavallo, opera di Jacopo della Quercia (XIV° secolo).
- Lucchio: Il toponimo deriva da lucus (“luogo ricoperto di boschi”): è infatti completamente circondato da boschi e in posizione elevata e tale caratteristica fu sfruttata da Lucca per un avamposto militare. Un sentiero sterrato conduce alla località di Croce a Veglia dove c’è una visuale panoramica di tutto il circondario: di qui passava un’antico itinerario di pellegrini che trovavano rifugio e ristoro nello Spedaletto di cui rimangono pochi ruderi.
Hotel & Terme Bagni di Lucca
È direttamente collegato al Centro Termale. Dispone di 27 camere, comfort e superior e propone durante tutto l’anno convenienti offerte abbinate ai trattamenti del Centro termale e benessere. Tutte le camere sono climatizzate, dotate di connessione gratuita wi-fi, cassaforte, tv schermo piatto, frigobar, accappatoi. Il ristorante propone ogni giorno ricette e prodotti tipici della Garfagnana. Lo chef crea ogni giorno un nuovo menù, sempre vario, equilibrato e gustoso. È una scelta di piatti che uniscono la tradizione della buona e sana cucina Toscana con un’alimentazione naturale e genuina.
TAG: #Bagno
