Rubiera, situata strategicamente lungo la via Emilia, vicino a Modena e Reggio Emilia, è un luogo dove il fiume Secchia incontra la pianura padana.
Storia e Trasformazioni del Bagno di Rubiera
Intorno alla metà del XVI secolo, l'area fu sede del Convento dei frati Conventuali della Madonna, la cui prima memoria risale al 1570. Scarse sono le notizie che portano a supporre che qui vi fosse l’antica chiesa “Sanctae Marie Nove de Hyrberia” citata in un documento del 1342. Il nucleo originario sembra sia costituito dalla chiesetta e dalle due ali est e sud. Al 1635 si deve la costruzione del chiostro. Le diverse esigenze dei monaci hanno portato allo sviluppo della struttura con la costruzione di nuovi vani e nuovi edifici attorno ad un nuovo cortile a ridosso dell’ala nord del chiostro originario.
Nel 1768, con le soppressioni ecclesiastiche di Francesco III, il complesso fu requisito e successivamente ceduto al Conte Greppi di Milano, che lo trasformò in residenza estiva. Sono di questo periodo interventi di ristrutturazione piuttosto massicci: la facciata ad est del palazzo acquista le caratteristiche architettoniche tipiche del '700 con ampie finestre, cornici e balaustrine, con precisa ed a volte forzata simmetria che portarono al taglio netto dell’abside della chiesetta e alla costruzione della propaggine sull’angolo nord - est.
Successivamente, fu acquistato dal Cavalier Rainusso, da cui deriva il nome. Dopo la morte del cavalier Rainusso avvenuta nel 1906 la proprietà fu amministrata dai Pii Istituti riuniti di S. Mastro don Gesualdo è un famosissimo romanzo dello scrittore siciliano Giovanni Verga, e fa parte del cosiddetto Ciclo dei vinti.
Caratteristiche Architettoniche
Il palazzo, di rilevante interesse architettonico, si articola su due livelli con chiostro interno in cui sono notabili le arcate, in parte murate, ripartite da pilastri in cotto. All’interno da segnalare la sala capitolare ed un grande salone settecentesco, mentre numerose porte sono decorate con motivi ornamentali e paesaggi. Le cancellate in ferro battuto che chiudono il parco storico, con piante centenarie di indubbio pregio paesaggistico, sono pregevole opera attribuita al modenese Giovan Battista Malagoli (1729-1797).
Il Forte di Rubiera
Un’altra importante testimonianza delle origini del borgo è la Rocca, che venne costruita nel 1200 dal Comune di Reggio Emilia, a difesa della Via Emilia e del transito sul fiume Secchia, utilizzata come salvaguardia dall’utilizzo delle acque del fiume.
Descrizione: Il Forte di Rubiera rappresentava un formidabile impianto fortificato dalla struttura compatta a pianta quadrangolare con cortile centrale, articolato ai vertici in quattro grandiosi bastioni dal paramento scarpato. Oggi nessuna traccia rimane delle mura quattrocentesche; secondo la pratica militare del tempo, esse dovevano essere circondate da un fosso profondo, con alte cortine rettilinee in muratura intervallate da torri tonde o quadrangolari, tracciate secondo un disegno geometrico non molto complesso.
L’unico intervento di ridefinizione del disegno delle fortificazioni è forse da riconoscere nell’ampio baluardo pentagonale eretto a protezione del forte verso occidente e di cui resta oggi il ricordo nell’area di forma triangolare, suddivisa in due settori della via Emilia nell’accesso al centro storico.
Lo sviluppo urbanistico iniziato con la realizzazione della linea ferroviaria portò negli anni successivi all’alienazione delle fosse, alla cessione dell’area antistante il Forte e, nel 1922, all’abbattimento della parte centrale dello stesso Forte.
Il Forte di Rubiera venne costruito nel 1200 dal Comune di Reggio Emilia a difesa della Via Emilia e del transito sul Secchia e per salvaguardare il prezioso utilizzo delle acque del fiume. La cinta muraria, di cui restano solo poche tracce, venne edificata nel 1421 dalla famiglia Sacrati.
Altri importanti interventi di sistemazione del Forte furono condotti nel 1491, con la partecipazione dell’architetto Biagio Rossetti, ideatore della cosiddetta “addizione erculea” ferrarese. Un intervento di riforma dopo la metà del XVII secolo fu poi compiuto dal duca Alfonso I per un adattamento più funzionale all’uso moderno delle artiglierie del tempo, rinforzando le mura, costruendo baluardi, allargando i fossati e creando una zona di rispetto libera da costruzioni e alberature intorno al borgo.
La rocca, nel corso della sua storia, fu visitata da re, principi, uomini d'arme, architetti e ingegneri militari: qui dimorò Carlo V imperatore, Francesco I Re di Francia, Lucrezia Borgia figlia del papa Alessandro VI (moglie di Alfonso, protettrice dell'arte della seta per cui Reggio divenne famosa in Europa fino al diciottesimo secolo), e ancora Napoleone I, Garibaldi e altri uomini illustri.
Nei secoli successivi fu di dominio dei Boiardo, dei Gonzaga, dei Visconti, degli Estensi, dei francesi, delle truppe napoleoniche di Murat e dal governo austro ungarico dopo il congresso di Vienna. Nel Forte fu inoltre tenuto prigioniero e poi decapitato il 17 ottobre 1822 Don Giuseppe Andreoli, primissimo eroe del Risorgimento italiano. Dal 1860 al 1867 divenne carcere militare. Nel 1873 il Forte fu messo all'asta dal demanio: una parte andò in proprietà al Municipio e l’altra a un nobile.
Punti di Interesse a Rubiera
- Antica Parrocchiale di Rubiera: Comparve nel 1302 sotto il nome di San Donnino e San Biagio.
- Palazzo Sacrati e Palazzo Civico: Sede della Biblioteca Comunale, rappresentava un tempo, la sede del PodestĂ .
- Torre dell’Orologio Cinquecentesca: Sorge di fianco alla chiesa parrocchiale.
Ristorazione
Per una cena tranquilla e magari una buona birra, il birrificio Giustospirito a soli 200 m farĂ sicuramente al caso vostro. Infine se volete togliervi un piccolo sfizio il ristorante da Arnaldo, considerato dai buongustai un tempio della cucina emiliana.
Osteria il Viandante
«Io qui mi sono sposato, 30 anni fa. Insomma, il Viandante è un mio luogo del cuore». A dire queste parole è Marco Bizzarri, rubierese doc, dal 2014 Ceo di Gucci. Un super manager innamorato del cibo e del vino, sempre più coinvolto nel settore. Nel caso dell'osteria il Viandante di Rubiera, Bizzarri ha deciso di esaltare il luogo all'interno del forte del XIII secolo che si affaccia sulla piazza centrale. Un luogo iconico, carico di storia e di verde che offre il massimo nei suoi 250 mq di terrazza.
Il restyling interno si è concentrato sul recupero di tutti i materiali di pregio già presenti in loco: si è lavorato sui pavimenti originali in cotto ed sulle cementine decorate d’inizio Novecento, sulle pareti murarie e sugli intonaci, riportando a nuova luce le splendide decorazioni ottocentesche, rimaste coperte da strati di vernice e carta da parati aggiunte negli anni '80.Il risultato è notevole: le diverse sale, già suggestive, sono ora ancor più accoglienti grazie alla distanza tra i tavoli, la raffinata mise en place e l'ambiente ovattato. Classe naturale, nessuna forzatura: gran parte degli arredi sono stati recuperati dalla cantina e riportati al vecchio splendore. Niente design moderno o ricerca dell'effetto speciale, insomma.
La cucina, «padanissima» al 90 per cento, sarebbe piaciuta sicuramente a Gianni Brera e Luigi Veronelli: è affidata a Jacopo Malpeli, quarantenne di Sant'Ilario, che studiava Scienze della Comunicazione. Folgorato sulla via del gusto, ha frequentato l'Alma nell'anno della sua fondazione, nel 2004, erano i primissimi corsi. Poi è andato alla Stella d'Oro di Soragna, ossia l'insegna che s'è presa la briga di perpetuare l'insegnamento di Peppino e Mirella Cantarelli.
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