Nel cuore di Ortigia, tra le strette vie chiamate "rua" o "ruga", si trova uno dei bagni ebraici più antichi d'Europa: il Bagno Ebraico, o miqweh. Questo sito storico è situato nell'antico quartiere ebraico, la Giudecca, testimonianza dell'antica comunità ebraica di Siracusa.
La Scoperta del Miqweh
Il miqweh di Siracusa, noto anche come il bagno ebraico di Casa Bianca, è stato scoperto nel 1989 durante i lavori di ristrutturazione di un palazzo in via Alagona, civico 52, che oggi ospita un albergo. Al tempo del ritrovamento, il quartiere ebraico era in stato di completo abbandono.
La famiglia della marchesa Daniele, durante il recupero architettonico di Palazzo Bianca, notò una costruzione senza accessi adiacente a un cortiletto. Intuendo che potesse esserci qualcosa di prezioso sotto, iniziarono a scavare e trovarono una piccola stanzetta piena di terra con una volta a crociera. Dopo aver ripulito la stanza, scoprirono una lunga scala.
I lavori di sgombero dei detriti furono lunghi e impegnativi dal punto di vista economico. Alla fine degli scavi, vennero alla luce 58 gradini che formavano tre rampe di scale, conducendo a una grande sala sommersa dalla fanghiglia, ma di grande magnificenza.
Caratteristiche del Miqweh
Il miqweh si trova a circa 18 metri sotto il livello stradale e a 12 metri sotto terra. Si accede scendendo una ripida scala scavata nella roccia. È alimentato da acqua pura sorgiva e presenta diverse vasche, grandi e piccole, con pilastri in conci sovrapposti di calcare che sostengono le antiche volte di epoca greca.
La sala principale ha forma quadrata, con quattro colonne che sostengono una volta a crociera. Tutto intorno alla sala corre un sedile scolpito nella pietra viva. Nel pavimento si trovano tre vasche poste a trifoglio, con gradini all'interno. Durante la ripulitura dal fango, furono ritrovati cocci di ceramica delicatissima e piccole lucerne.
Con l'aiuto di esperti, si datò la chiusura di quel luogo alla fine del 1400. I nobili Daniele scoprirono così un antico bagno ebraico, utilizzato per la purificazione prima dei rituali. Le vasche erano alimentate da pura acqua sorgiva proveniente dal sottosuolo.
Durante le visite, è possibile vedere il concio di pietra con l'antica iscrizione. Il miqweh di Casa Bianca è considerato uno dei bagni rituali meglio conservati in Europa.
La Funzione del Miqweh
Nella comunità ebraica, i rituali di purificazione assumevano un ruolo fondamentale. L'immersione in acqua era necessaria per riacquistare la purità rituale e poter accedere al luogo di culto.
Secondo le Scritture, "Il bagno di purificazione nella religione ebraica rivestiva una funzione determinante ai fini della procreazione che, intesa come atto “divino”, richiedeva la donna libera dalle impurità derivanti dal ciclo mestruale". Esso poteva essere effettuato ogni qualvolta lo si desiderasse e non solo dalle donne.
Era condizione imprescindibile che un miqweh "deve essere costruito nel terreno o costituire parte integrante di esso, non può essere un recipiente mobile, nè può contenere acqua trasportata ma solo acqua che fluisce da una sorgente e si raccoglie o acqua di fiume che è a sua volta alimentata da una sorgente, o acqua piovana che deve raccogliersi naturalmente senza attraversare tubi di metallo o altro materiale come creta o legno che potrebbero rendere l’acqua impura, tranne che la conduttura non sia da considerare parte integrante del terreno".
Il Quartiere della Giudecca a Siracusa
Siracusa è una città straordinariamente importante, con una storia millenaria. Nel Medioevo, era la seconda città della Sicilia, dopo Palermo, per l'importanza della sua comunità ebraica, che comprendeva almeno 3000 persone.
Il quartiere della Giudecca, chiamato Rabato (sobborgo rispetto al quartiere del Duomo), si sviluppò lungo la parte orientale di Ortigia, ricalcando l'andamento per strigas dell'impianto greco, mantenutosi sino ad oggi pressoché inalterato. Ogni Giudecca aveva una sinagoga e un bagno rituale (miqweh). A Siracusa, questo complesso ebraico veniva identificato con la chiesa di San Filippo l’Apostolo.
La Sinagoga di Siracusa
Grazie a un atto notarile del 1496, si è scoperto che la sinagoga di Siracusa si trovava "nella giudecca, nella ruga chiamata della plaza vecha e precisamente nel vicolo dietro la chiesa de presenti dedicata a S. Giovanni Battista che prima era la meschita dei giudei".
Nella memoria collettiva dei siracusani era rimasto il ricordo dell’esistenza di una sinagoga che oggi si può con sicurezza far coincidere con la chiesa comunemente detta di San Giovannello, alla quale si collega il miqweh di Casa Bianca.
Come Visitare il Miqweh
Il miqweh di Siracusa è situato in via Alagona 52, all'interno di un edificio patrizio che oggi ospita un hotel. L'ingresso conduce a un cunicolo scavato nella roccia che scende in una stanzetta rettangolare con tre vasche in cui sgorga ancora dell'acqua proveniente dalla falda acquifera siracusana. La stanza è fresca e addolcita da luci tenui e soffuse che creano un’atmosfera suggestiva.
Per raggiungere il sito partendo da via Alagona, si può osservare l’esistenza del ronco Palma, chiamato così per la presenza di una palma, simbolo caro agli ebrei. Si percorre poi la ex ruga della meschita (via Minniti) e, attraversando la via dell’Arco, si giunge nella piazzetta del Precursore di fronte alla chiesa di San Giovanni. Imboccando la via della Giudecca, si avrà sul lato ad Est l’ex ruga de li bagni e si ritorni sulla via Alagona.
Oggi, il miqweh di Siracusa è parte di un itinerario culturale europeo ed è riconosciuto come tale dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
| Caratteristica | Descrizione |
|---|---|
| Profondità | Circa 18 metri sotto il livello stradale |
| Accesso | Scala scavata nella roccia con 58 gradini |
| Alimentazione | Acqua pura sorgiva |
| Forma della Sala Principale | Quadrata con volta a crociera |
| Vasche | Tre vasche disposte a trifoglio |
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