Forte dei Marmi, la perla della Versilia, è una destinazione che non ammette sbavature, dove si sceglie (e si paga) il meglio. Tra i suoi stabilimenti balneari più rinomati, spicca il Bagno La Perla, un luogo intriso di storia e fascino.
La Nascita di un Mito: La Capannina e gli Anni '20
Si dice che fu una contessa, guardando il piccolo pergolato sulla spiaggia, a esclamare “Sembra proprio una capannina!”. Con lei c’era Achille Franceschi, allora sindaco di Forte dei Marmi, che un po’ per gioco, un po’ per sfida, risistemò quel vecchio capanno: da rimessa per gli attrezzi, trasformandolo in un locale molto semplice, con pochi tavolini, un bancone per servire da bere e un grammofono a manovella. Era il 1929 e così nasceva La Capannina di Forte dei Marmi.
Gli ingredienti c’erano tutti: il mare, la musica, gli amici, l’estate. Ci si ritrovavano i Della Gherardesca, i Rospigliosi, i Rucellai, gli Sforza, ma anche Eugenio Montale, Luchino Visconti e Vittorio Gassman. «La Capannina era il centro di tutto. Arrivavano in barca per prendere un Negroni al tramonto e giocare a carte. Italo Balbo planava invece con l’idrovolante. Le estati erano felici, lente e spensierate, la fama di Forte dei Marmi cominciò a diffondersi, insieme allo stile di vita che si faceva».
Forte dei Marmi: Da Villaggio di Pescatori a Paradiso del Jet Set
Non si contano le estati che lo scrittore toscano Edoardo Nesi ha passato in quest’oasi felice, fin da bambino: nel nuovo volume della casa editrice Assouline, intitolato appunto Forte dei Marmi, racconta com’è successo che un villaggio di pescatori sia diventato un favoloso parco giochi per il jet set.
La storia della cittadina nasce dal marmo delle Alpi Apuane che «partiva da lì, veniva spedito su grosse navi dal Pontile. Ora sul Pontile, che è proprio di fronte al vecchio fortino, ci trovi coppie di giovani innamorati, poeti, vecchi pescatori, surfisti». I turisti arrivarono un secolo dopo. Tra i primi ospiti illustri Gabriele D’Annunzio, che amava cavalcare sulla spiaggia a tutta velocità noncurante dei bagnanti.
Da subito, merito forse del paesaggio con le spiagge lunghissime, la macchia mediterranea, le Alpi Apuane sullo sfondo, questa località attirò un turismo ambizioso, ricchissimo, insolito. «Arrivarono aristocratici e industriali, tedeschi e inglesi che s’innamorarono di questo litorale e costruirono ville sontuose per passare vacanze spensierate e soprattutto libertine».
Quelle residenze sono diventate la zona più esclusiva, Roma Imperiale, una sfilata di dimore sfarzose e segretissime. «Era un posto distante dal centro, molto riservato, dove si trovavano le ville pù belle immerse nella privacy della pineta».
Roma Imperiale: Un'Oasi di Lusso e Riservatezza
Nesi ricorda la prima volta che ci è stato a Roma Imperiale, vagando in Vespa. «Una mattina mio padre mi portò a vedere questo quartiere mitico di Forte dei Marmi, dove si estendevano ville su ville, protette da imponenti siepi di pitosforo e alloro, alte come mura: erano le case dei ricchi milanesi, con i giardini enormi, i prati curatissimi, i pini secolari, le magnolie potate come sculture».
La più sfarzosa era Villa Siemens, residenza estiva della dinastia industriale tedesca, con i soffitti affrescati dai maestri del Simbolismo. «Gli Agnelli arrivarono negli anni Venti: volavano in idrovolante e passavano l’estate a Villa Costanza, che ora è diventata l’Hotel Augustus. Avevano questo mitico passaggio segreto sotterraneo, che portava direttamente alla spiaggia attraversando il lungomare».
Erano stati loro a lanciare Forte dei Marmi nel firmamento delle mete al top dell’estate italiana, quando nella loro villa attiravano, tra feste incredibili, notti senza fine e grandi cene, gli industriali e l’alta borghesia. «Ma insieme a tutti questi personaggi, ai figli di grandi famiglie, c’era un’immissione di “ragazzacci” da Firenze e dintorni, e gli ambienti si mischiavano, si creava un turbine di divertimento che trovavi solo lì», ricorda Nesi.
L'Essenza di Forte dei Marmi: Tra Tradizione e Modernità
Le grandi ville della Roma Imperiale sono ancora ben nascoste tra alte siepi di pitosforo che ne custodiscono i segreti. Passeggiando per le strade soleggiate. «Forte dei Marmi non è un posto di mare come gli altri. Non c’è molta gente, non c’è casino, non troverete le moto ad acqua: è un posto da vivere con tutta la calma del caso, tra la spiaggia, un giro in bici, un espresso al Principe».
Tra i Bagni più celebri l’Alpemare, frequentato negli anni da personaggi come Ezra Pound, Edith Piaf, Mina, negli ultimi tempi è stato rinnovato, pur mantenendo i colori e uno stile da cartolina. «Ma soprattutto si va da Bagno Piero, dove tutto ha il sapore di un tempo, con le file di tende, gli ombrelloni, le sdraio, che custodiscono i ricordi delle estati pigre e spensierate della Dolce Vita».
Bagno La Perla: Un Simbolo di Eleganza dal 1946
È stato forse lo stesso fabbro a realizzare anche l’insegna del Bagno La Perla di Forte dei Marmi, un filo di metallo verde acqua piegato con maestria in un’insegna esile e calligrafica: “È lì almeno dal ’46, la commissionarono i miei genitori cercando un simbolo che, come una perla, fosse semplice ma raffinata” racconta Gianna Bramanti. “Ce l’ho davanti da quando ho occhi per vedere.
Con una fedeltà alla tradizione sottolineata anche dallo stesso Boroni: “Pur nel cambiamento che sta vivendo il suo turismo nei modi, nei luoghi, nei riti, la Versilia resta sempre piuttosto fedele alla sua origine e alla sua storia.
Un mondo a parte, un mondo che non c’è più. Ora si può solo raccontare, con tutti gli accenti e le coloriture del caso: Forte dei Marmi tra la fine dell’Ottocento ed il Novecento è stato davvero il centro di un’aristocrazia cosmopolita, di artisti e letterati che fecero di questo «salotto sul mare» il proprio buen retiro.
Erano tempi in cui negli alberghi del posto arrivavano prima i bauli di contesse e marchesine. Protetti da cameriere fidate che avevano il compito di sistemare tutto nella camera d’albergo dell’aristocratica padrona affinché al suo arrivo potesse trovare tutto in ordine.
Le passeggiate in spiaggia si facevano in tenute da bagno castigatissime e ci si riparava dal sole con ombrellini bordati di merletto. I tempi erano dilatati, i dibattiti si incentravano sull’insostenibile presenza del «terzo stato», si facevano appunti elegantemente velati sulla scarsa educazione del nuovo cotè emergente.
E di fronte all’ingresso di quella borghesia imprenditoriale che si faceva prorompente, l’ossessione dei più era chiedere in direzione: «Ma costui, sapete dirmi, come nasce?».
Eppure negli stessi anni, sarà proprio Forte dei Marmi a segnare lo sviluppo del moderno turismo balneare.«Si era proprio il salotto sul mare - racconta Paolo Corchia, proprietario di quell’Hotel President, perla della costa versiliana, che è stato ed è storico rifugio di personalità della cultura, dell’aristocrazia, dello sport e della politica italiana e non -. Qui ha preso il via uno sviluppo straordinario che ha fatto di un piccolo centro di pescatori quale era il Forte, una delle più importanti destinazioni a livello internazionale».
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