Il Bagno Martini di Cervia è un luogo che unisce relax balneare e stimoli culturali. In questo contesto unico, si inserisce perfettamente l'iniziativa "Cervia, la spiaggia ama il libro", un evento che anima l'estate cervese con incontri di spicco nel mondo della letteratura, dell'arte, del giornalismo e dello spettacolo.
Un'estate ricca di eventi culturali
La rassegna "Cervia, la spiaggia ama il libro" giunge alla sua trentaduesima edizione, offrendo un programma ricco di appuntamenti. Si parte il 10 luglio con Marino Bartoletti intervistato dal giornalista Beppe Boni, e poi via via tanti altri autori e firme prestigiose che si alterneranno in diversi luoghi della città fino al 15 di agosto, con incontri aperti a tutto il pubblico e adatti a ogni gusto personale.
Al Bagno Bandito, a pochi metri dal Grand Hotel, è stata presentata l’edizione numero trentadue della rassegna, con la giornalista e coordinatrice Ilaria Bedeschi a fare da cerimoniere. Trenta incontri con molti tra i più importanti nomi della letteratura, dell’arte, del giornalismo e dello spettacolo che come ogni anno renderanno “Cervia, la spiaggia ama il libro” ancora un volta l’evento dell’estate cervese e non solo.
Collaborazioni e iniziative speciali
Non solo libri e incontri, ma anche collaborazioni con manifestazioni storiche come "Il Sarchiapone", che quest’anno celebra i 100 anni dalla nascita di Walter Chiari. Oltre alle visite guidate estive: il trekking urbano letterario, le visite al “Villini Liberty di Milano Marittima”, “Cervia Panoramica al Tramonto”, “Le Architetture del Sale” e “Storie in Giardino”.
Un esempio di narrazione: Roberto Vecchioni e le sue lettere
Un esempio di come la letteratura possa intrecciarsi con la vita è rappresentato dalle opere di Roberto Vecchioni. Questo è un romanzo fatto di lettere, ma non è un romanzo epistolare come gli altri. Si alternano due voci: da una parte c’è lui, Roberto Vecchioni, che racconta a un fantomatico nonno alcuni degli episodi piú significativi della sua vita.
Li riporta in presa diretta, proprio mentre gli accadono, a dieci, quindici, trenta, ottant’anni. Infanzia, amicizie, studi, canzoni, dolori, amori. Sconfitte e vittorie. Il nonno, dal canto suo, non gli risponde mai: forse non ce n’è bisogno, forse conosce Roberto fin troppo bene.
Le sue lettere sono indirizzate ad altri personaggi, veri o immaginari, e affrontano gli argomenti più disparati. Che si tratti di Schubert, di bizzarre teorie sugli ingorghi stradali o di scrittori russi che conosce soltanto lui, ne scrive sempre con la medesima, grandissima passione. E anche se le lettere di Roberto raccontano la storia di una vita - e insieme la storia di un corpo, che sente, ama, si ferisce, si ammala - e quelle del nonno sono puro pensiero, capita di rimanere spiazzati, perché ogni tanto parlano di qualcosa che sembra essere accaduto a entrambi.
Di un palco illuminato, ad esempio, e di un uomo che chiede di essere chiamato amore. Ma, soprattutto, della morte di un figlio, e del dolore lacerante che non ti abbandona mai. Cinquantatré lettere, cinquantatré momenti sfolgoranti per catturare «l’ombra sfuggente della verità».
Roberto Vecchioni: un artista poliedrico
Roberto Vecchioni è sposato con Daria Colombo, ha quattro figli e vive a Milano, dove è nato il 25 giugno 1943 da genitori napoletani. Nel 1992 il brano “Voglio una donna” vince il Festivalbar come canzone più ascoltata dell’anno. Nel 2009 insieme al maestro Beppe D’Onghia propone le sue canzoni riarrangiate per pianoforte e quintetto d’archi, esibendosi anche in versi recitati su musiche di Ciajkovskij, Puccini, Rachmaninoff in numerosi teatri e cattedrali italiane. Nel 2011 partecipa e stravince al Festival di Sanremo con la canzone “Chiamami ancora amore” che dà il titolo all’omonimo album. Nel 2016 racconta le sue storie di felicità con il libro “La vita che si ama” (Einaudi) e pubblica il nuovo album “Canzoni per i figli”, prodotto dalla DME, contenente nove canzoni in una nuova emozionante versione e un brano inedito, pubblicato in un cofanetto in abbinamento al libro.
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