Prima dei bagni confortevoli a cui siamo abituati oggi, nel 21° secolo, i nostri antenati hanno dovuto fare un viaggio lungo e tortuoso. L'approccio all'igiene del corpo umano è cambiato molte volte nel corso dei millenni. Per vivere felici e sani in una società, è necessario prendersi cura del proprio corpo, ma ciò non è sempre stato agevole: infatti, la doccia o il bagno che conosciamo oggi sono un traguardo piuttosto recente e il rapporto con lo sporco ha subito delle variazioni nel tempo.
Le Origini dell'Igiene: Antico Egitto, Grecia e Roma
La tradizione della cura regolare del corpo fu stabilita dagli antichi egizi, noti per la loro pulizia e l'uso di cosmetici. Il sapone ebbe origine in Babilonia 2000 anni aC e presto raggiunse l'Egitto. Fu l'Egitto a dare vita al rituale del bagno: ad esempio, si credeva che più una persona fosse pulita e unta, più si avvicinava agli dei. Anche gli antichi greci e romani sapevano che la pulizia era la chiave della salute.
La più antica vasca da bagno in terracotta fu rinvenuta a Creta e la sua età è stimata in 3.700 anni. La maggior parte delle città romane aveva terme dove i cittadini non solo si lavavano, ma stabilivano anche relazioni sociali. Consistevano in un grande complesso di edifici che comprendevano piscina, spogliatoi, campi sportivi, sauna, ecc. Lo stesso valeva per i servizi igienici pubblici. Non c'erano pareti divisorie e i sedili del water erano spesso posizionati uno di fronte all'altro in modo che i loro utenti potessero godersi la reciproca compagnia e avere discussioni animate. Come carta igienica veniva utilizzata una spugna naturale, che - come si può intuire - era usa e getta.
E potrebbe sorprendervi, ma giá da allora nacque l'idea di fare soldi nei bagni pubblici. Venne all'intraprendente imperatore Vespasiano, che tassó le toilette. Fu così che i bagni pubblici presero il nome di vespasiani, tuttora attuale.
Il Medioevo: Igiene in Declino
Sebbene la situazione in termini di igiene fosse notevolmente deteriorata nel medioevo, all'inizio non era così terribile. I nostri antenati si lavavano almeno le mani, il viso e la barba. Nella maggior parte delle abitazioni si accontentavano di un lavandino e di una brocca d'acqua, nelle famiglie più ricche usavano una cisterna sospesa con rubinetto. I più ricchi avevano un bagno nelle loro dimore, che era considerato un segno di lusso e di alto status sociale. Nonostante ciò, in questo periodo la maggior parte delle persone si lavava in campagna, spesso direttamente nelle stalle. A differenza dei ricchi, desideravano lavare via tutto il sudore dopo il lavoro.
Col tempo comparvero anche i bagni pubblici, che hanno goduto di una notevole popolarità. Era possibile tagliarsi i capelli, radersi o sottoporsi a cure estetiche e persino mediche. Lavarsi? Successivamente, purtroppo, l'igiene peggioró drasticamente. Fare il bagno era considerato peccato e dannoso per la salute. Ad esempio, San Girolamo vedeva il bagno quotidiano come una dissolutezza. Pensate che non si potesse peggiorare? Sbagliato.
Quando l'epidemia di peste si diffuse in Europa nel XIV secolo, la gente smise del tutto di prestare attenzione all'igiene. Credevano che i pori aperti rendessero più facile l'ingresso della malattia nel corpo. Al contrario, uno strato di terra li avrebbe protetti. L'acqua era ancora considerata dannosa, anche tra le classi nobili. Nel XVII secolo le cose ancora non andavano molto meglio. Re Luigi XIV di Francia fece il bagno solo due volte nella sua vita e una di queste quasi gli costó la vita.
Il Rinascimento e il Ritorno all'Igiene
Nel Rinascimento ci fu una grande sperimentazione in fatto di bagno: infatti risale proprio a questo periodo l’invenzione della chaise necessaire, un sedile forato provvisto di contenitore asportabile, al posto delle comuni latrine esterne alle abitazioni. Le case si adeguarono e non era insolito vedere vasche mobili o dalla doppia funzione (vasca-letto, vasca-divano, vasca-tavolo). Comparvero di conseguenza i primi arredi dedicati e fissi, inizialmente adiacenti alla cucina e poi spostati in prossimità della camera da letto. Il portare il bagno in casa ha fatto sì che migliorassero notevolmente le condizioni igieniche, permettendo di tenere sotto controllo le epidemie.
Il XIX Secolo: Rivoluzione Industriale e Consapevolezza Igienica
Solo nel XVIII secolo l'acqua e il sapone tornarono in gioco. Tuttavia, la nudità era considerata inappropriata, le persone quindi spesso si lavavano in camicie da bagno, attraverso le quali si insaponavano. E come funzionava questo bagno? Una volta alla settimana, la serva tirava fuori dal ripostiglio una vasca in stagno o latta e vi versava acqua calda, in cui l'intera famiglia si succedeva a fare il bagno...
Tuttavia, un ritorno completo all'igiene non ebbe luogo fino al XIX secolo, quando Ignác Semmelweis elaborò la teoria dei batteri e divenne così un pioniere dell'igiene nella medicina e nella vita quotidiana. Grazie alla rivoluzione industriale, l'accesso della popolazione a prodotti igienici come sapone, attrezzature per il bagno, ecc. aumentò. Cominció la costruzione di sistemi fognari nelle città.
Il rapido sviluppo economico degli Stati Uniti nel XIX secolo richiese la costruzione di hotel, e quelli di lusso avevano uno spazio igienico separato. I bagni come li conosciamo adesso, con vasca da bagno, lavabo, specchio e WC acquistarono presto popolarità anche nelle abitazioni private. A metà del XX secolo, piccoli appartamenti dotati di bagni moderni erano considerati lo standard della civiltà.
Il Bidet: Una Storia Tribolata
Il Bidet fa parte degli elementi di arredobagno "necessari", quanto meno in Italia. Ma non è così nel resto del mondo! Come mai?
Esploreremo alcuni argomenti come: nascita del bidet, medioevo, 1700 in Francia, la Rivoluzione, situazione nel mondo, Bidet negli USA, nei locali pubblici, Bidet in Giappone, misure minime, sostituire il bidet, Bidet e persone molto alte, Bidet del futuro, Il Bidet di Lord Byron.
Già dalla sua introduzione il bidet fu oggetto di discordia e divise il mondo in due fazioni: i pudici di maniera e gli igienisti ostentativi, esibizionisti del "superfluo". Tra queste due fazioni si situa la sintesi del drammatico dilemma di allora e di oggi: mettiamo il bidet in bagno? Oppure no?
La Nascita e la Diffusione del Bidet
La prima testimonianza del bidet risale al periodo degli antichi romani. Per loro, infatti, una buona salute derivava dalla pulizia e dalla cura del corpo e quindi ci dedicavano molta attenzione.
Risulta davvero difficile, oggi, immaginare una situazione in cui tutti, allegramente, ci si trovava ad espletare le proprie funzioni corporali discutendo del più e del meno. Con la stessa totale impudicizia ci si dedicava all'igiene intima, sempre continuando a filosofeggiare. Con l’invasione dei barbari la pratica della pulizia del corpo viene abbandonata, e ad affievolirla ulteriormente sarà il Cristianesimo che vedeva la pratica di pulirsi come una forte tentazione di peccato (se non un peccato vero e proprio!).
Il Bidet in Francia nel 1700
Un primo vero e proprio bidet, come lo intendiamo ai nostri tempi, lo troviamo nel 1700 in Francia nell’abitazione di Madame De Prie. Per questo motivo alla domanda: "chi ha inventato il bidet?", dovremmo rispondere che sono stati i francesi e nello specifico questa Madame De Prie.
Perchè il nome bidet? Effettivamente non si sapeva ancora che nome dare a questo "strano sgabello a forma di violino", finché a qualcuno non venne in mente di soprannominarlo bidet, storpiando ed unendo due parole: bid che significa piccolo (in gaelico bideach, piccino) e bidein, cavallino, un ronzino.
Il Bidet nel Mondo
Lo si trova molto di rado nei bagni dei Paesi del Nord-Europa, Germania compresa. Mentre è presente e diffuso nei paesi del sud Europa: Spagna, Portogallo Italia e Grecia.
Un altro paese guarda con estrema diffidenza questo sanitario: l’Inghilterra. Basti pensare che negli anni ‘60 ce n’era uno ogni mille abitanti e che tutt’oggi la situazione rimane invariata.
Per quanto riguarda gli Stati Uniti, le prime nozioni di utilizzo del bidet viene appreso dagli americani all'interno dei bordelli europei, specialmente durante la seconda guerra mondiale. Nell'America centro meridionale, invece, si diffonde rapidamente e diventa comune in moltissimi bagni, con un picco in Argentina dove il bidet è presente pressochè in tutti i bagni.
Sorprendentemente lo ritroviamo, diffusissimo, anche in Giappone ma in una versione hi-tech che poco ha a che fare con quanto noi conosciamo.
Il Bidet in Italia
Parliamo ora dell’Italia, da noi è normalissimo averne uno per ogni bagno. La prima comparsa nel bel paese risale alla seconda metà del ‘700 grazie ai Borboni, che tenevano particolarmente alla pulizia personale. Il primo bidet della storia d'Italia - secondo il mito - fu quello inserito nel bagno della Reggia di Caserta.
Oggi, in Italia, questo sanitario è simbolo di pulizia ed è segno di civiltà e rispetto per il proprio corpo.
Per decenni i turisti italiani in Usa cercarono, senza riuscire mai a trovarlo, il bidet nei bagni. Ma oggi la situazione sembra stia cambiando ed il bidet in USA non è più uno sconosciuto. Pare, infatti, che questo sanitario stia crescendo nelle preferenze dei cittadini degli Stati Uniti, dove sarebbe in atto una vera e propria tendenza, una sorta di bidet-mania.
Il Turismo Balneare in Italia
La storia italiana del turismo balneare non ha origini lontane. La prima località marittima a disporre di lidi attrezzati fu Viareggio, con i suoi Bagni Dori, lo Stabilimento de’ Bagni e il Bagno Santini. Nell’arco di cento anni linee ferroviarie e opere Art Nouveau avevano collegato e valorizzato i litorali. Saranno tuttavia gli anni Cinquanta e Sessanta, quelli del boom, dell’agosto italiano e del bikini, a far decollare il fenomeno del turismo balneare.
Primo stabilimento balneare di Napoli, nasce con nome di “Bagni marini” e nel 1899, ad Italia ormai unita, viene battezzato “Bagno Elena” in onore della moglie del futuro re d’Italia Vittorio Emanuele III. La baia nel corso dei decenni viene scelta come lido di approdo e musa ispiratrice da uomini illustri, tra i quali Oscar Wilde, Richard Wagner e Massimo Gorki. Nella prima metà del ‘900, nonostante i lunghi periodi bellici il Bagno Elena riesce a conservare intatta la sua eleganza e, nel secondo dopoguerra, diventa cenacolo di intellettuali napoletani: Eduardo De Filippo, Domenico Rea e Totò, amanti del mare e di Napoli, furono frequentatori assidui di questa baia.
| Periodo | Igiene | Bidet | Turismo Balneare (Italia) |
|---|---|---|---|
| Antico Egitto, Grecia e Roma | Elevata importanza alla pulizia e alla cura del corpo. | Antenato del bidet presente nelle latrine romane. | - |
| Medioevo | Declino dell'igiene, fare il bagno considerato peccato. | Abbandonato, visto come una tentazione di peccato. | - |
| Rinascimento | Ritorno all'igiene, invenzione della chaise necessaire. | - | - |
| XVIII Secolo | Acqua e sapone tornano in uso, ma con restrizioni. | Introdotto in Francia, ma successo effimero. | - |
| XIX Secolo | Rivoluzione industriale, maggiore accesso a prodotti igienici. | Diffusione nei bagni europei, ma non ovunque. | Sviluppo dei primi stabilimenti balneari. |
| XX Secolo | Bagni moderni diventano standard. | Diffusione in Italia, ma non in tutti i paesi. | Boom del turismo balneare negli anni '50 e '60. |
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