Canicattini Bagni è un comune in provincia di Siracusa situato su una zona collinare a ridosso dei Monti Iblei a 362 metri sul livello del mare. Incastonata al centro del territorio ibleo, è nota come la città del Liberty e della Musica.
L'abitato non ha origini antiche, essendo sorto nel 1681 ad opera del Marchese Mario Daniele, padrone del feudo Bagni dal quale ha preso il nome la città. Ufficialmente Canicattini Bagni è fondata il 21 luglio 1682 dal barone Mario Daniele che chiese ed ottenne dai Viceré di Sicilia la concessione della licentia populandi, decreto che permetteva (dietro pagamento di grandi somme di denaro e con vantaggi indiscussi per i baroni dell’epoca) la fondazione ex-novo di borghi.
L’origine del borgo è simile a quella di molti centri siciliani sorti nella stessa epoca. In realtà Canicattini ha origini ben più lontane ed esisteva ancora prima di tale concessione. L’elemento acqua, presente in grande abbondanza in tutto il suo territorio, aveva infatti favorito sin dall’antichità la formazione di insediamenti rupestri le cui testimonianze più remote risalgono al paleolitico.
Le numerose necropoli-bizantine, il villaggio di Contrada Cavasecche, ancora fiorente in epoca bizantina e l’esistenza di un “Casale Cannicattini” in epoca medievale testimoniano, inoltre, una continuità di utilizzazione del territorio e di insediamento umano che non si è mai interrotta. Alla dominazione araba sembra risalga l’origine del toponimo, anch’esso indissolubilmente legato all’acqua presente in abbondanza in queste terre.
Secondo alcuni studiosi Canicattini sarebbe la trascrizione dall’arabo di Khanday at-in, ovvero il fossato del fango; secondo altri invece il toponimo deriverebbe dall’arabo Yhan o Ayn e dal latino neatinum o netinum cioè “fontana che scorre nel territorio di Noto”. A partire dal 1630 circa, grazie alla accorta politica del barone Girolamo Daniele s’incrementò la produttività e migliorarono le condizioni di vita nel feudo.
A ciò fu dovuto il repentino incremento demografico e urbanistico con la costruzione di edifici di pubblica utilità (mulino, carceri, magazzini, chiese). L'architettura che caratterizza la città è quella che si affermò nei primi del '900 ad opera di scalpellini locali che si prodigavano nel decorare balconi e finestre con tralci di frutta e di putti secondo lo stile più diffuso dell'epoca, il liberty.
Oggi è un paese in grande espansione che mostra con orgoglio per le vie del centro i suoi deliziosi edifici liberty. Canicattini Bagni può essere visitata tutto l'anno: l'accoglienza ed il calore dei siciliani ti stupiranno.
La città di Canicattini Bagni è stata definita un paesaggio culturale, poichè il suo patrimonio culturale non è confinato solo nel ristretto ambito urbano ma anche nei suoi spazi rurali, definizione elaborata dal Comitato per il Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO. Il suo centro storico presenta significativi esempi del gusto artistico del Art Nouveau e costituisce un fenomeno interessante nel panorama del Liberty minore siciliano.
Lo stile Liberty a Canicattini ebbe una stagione lunga e ricca di opere: il Palazzo Ajello, piccolo gioiello architettonico; il prospetto della chiesa delle Anime Sante del Purgatorio Purgatorio; il fonte battesimale della Chiesa Madre Santa Maria degli Angeli; il prospetto della Chiesa di Maria Santissima Ausiliatrice; palazzo Carpinteri Gozzo, oggi palazzo comunale; palazzo Messina Carpinteri; la Villa Comunale; numerosi prospetti di abitazioni civili (tra cui spiccano quelle di Via Vittorio Emanuele III, n. 152 e di via Garibaldi n.
Cosa vedere a Canicattini Bagni
Alcuni esperti di beni culturali hanno definito la città di Canicattini Bagni un'area geografica che in modo peculiare "rappresenta l'opera combinata della natura e dell'uomo, nella quale il patrimonio culturale non è confinato solo nel ristretto ambito urbano ma anche nei suoi spazi rurali e in essa natura e cultura si incontrano e si intrecciano per formare un complesso storico, artistico e paesaggistico molto particolare e variegato".
Architetture religiose
- Chiesa Santa Maria degli Angeli (Chiesa Madre): Fu edificata a partire dal 1852, sul sito ove sorgeva una piccola chiesa baronale; i lavori terminarono nel 1888. Il progetto originario la disegna a tre navate, con cupola ed abside, i restanti ordini hanno subito vari rimaneggiamenti. La facciata, in stile liberty con un campanile ottogonale, si erge più alta nella parte centrale. Presenta, sia frontalmente che lateralmente, aperture ad arco delle tre campane e termina con un orologio retto da due angeli, posto anche sui laterali. Internamente, il grande altare maggiore, nella navata centrale, è sormontato da un grande quadro raffigurante la Madonna dell’Assunta del Tiziano. L’abside è con volta a calotta, con delle belle pitture. La navata di destra è caratterizzata da un antico battistero e da altari con statue come la navata di sinistra. In fondo alla navata di destra la cappella con altare, che custodisce il venerato simulacro di San Michele Arcangelo, patrono di Canicattini, in quella di sinistra si trova la cappella con l’altare del Santissimo.
- Chiesa Anime Sante del Purgatorio: Probabilmente la più antica del paese, il settecentesco edificio storico si caratterizza di conci di chiave degli archi della torre campanaria, sfere ornamentali in pietra da taglio, posti sulla copertura del campanile.
Musei
- Museo dei sensi, del Tessuto, dell'Emigrante e della Medicina Popolare: Questo museo antropologico si snoda in percorsi espositivi emozionanti, nel senso letterale del termine. E’ situato dentro un’abitazione, in via De Pretis, risalente ai primi del 900, la cui costruzione venne finanziata dagli emigranti, che lasciavano la loro città. La costruzione venne affidata a capomastri molto noti dell’epoca, che misero su una bella casa in forme tardo liberty avente ogni sorta di lussi per l’epoca, un ponte oceanico tra Sicilia e America, che corre sulle note del cuore e del ricordo, rievocando la vita che fu, raccontata attraverso le lettere, le cartoline, le valigie di cartone e le fotografie, inviate da chi aveva lasciato Canicattini per trovare fortuna in America. Il secondo percorso espositivo è poi quello del Tessuto, legato al gineceo, che caratterizzava le famiglie del secolo scorso. Suggestive le stoffe e i ricami, che narrano i momenti più intimi della vita femminile dell’epoca: dal corredo nuziale a quello dei bambini. All’Ingresso, delimitato da un bell’arco in pietra intagliata, vi sono numerosi attrezzi da lavoro di quell’epoca.
Altro
- Ponte di Sant’Alfano: Il Ponte di S. Alfano, costruito nel 1796, è la porta monumentale, tutta in pietra, posta alla periferia del paese, che lo congiunge all’ex feudo S. Alfano; permette di godere di uno splendido paesaggio vegetativo, dai caratteristici colori di Sicilia. E’ un’opera composta da un’apertura a forma di arco, sostenuta da due pareti, sulle quali si aprono delle nicchie, delimitate da colonne in rilievo. All’interno delle nicchie sono poste due statue, scolpite in pietra da taglio, secondo un modello settecentesco di ingressi a ville siciliane, rappresentanti Currarinu e Calamaru.
- Funtana re canali: Si tratta di una elegante fontana in pietra bianca, in via Canale, in stile liberty, provvista di una vasca semicircolare, dentro la quale sorge una spessa colonna corredata di quattro mascheroni grotteschi, da cui fuoriesce l’acqua.
Eventi e tradizioni
Patrono di Canicattini Bagni è San Michele Arcangelo la cui festa è ogni anno il 29 settembre. C'è una tradizione che si ripete da oltre 30 anni all'inizio del mese di settembre, il Palio di San Michele.
Una tradizione che si ripete, rappresentando uno spaccato storico degli usi e dei costumi della comunità canicattinese di fine ‘800 inizio ‘900, e nello stesso tempo l’identità della cultura siciliana e la devozione della stessa nei confronti del Santo Patrono San Michele, promuovendo, altresì, il sistema turistico locale e le risorse paesaggistiche, culturali ed enogastronomiche del territorio.
Nel 2022, dopo due anni di stop a causa della pandemia da Covid, son tornati a Canicattini Bagni i festeggiamenti per il Santo Patrono San Michele Arcangelo. Festeggiamenti ricchi di eventi come il mini Palio di San Michele e il Palio tradizionale ma abcsicilia era presente, alla vigilia della Festa religiosa di San Michele del 29 settembre, in occasione della Sagra del Priuolu (Priuolu è un quartiere della cittadina siracusana) dove, oltre a cannoli, zeppole, panini con salsiccia, 'nfigghiulate (dolce tipico di Canicattini Bagni) e muffin, la serata del 28 settembre 2022 ha visto sul palco in piazza la band Equipe 84 - La Storia che con la sua musica ha riempito i cuori di tantissima gente intervenuta.
Cosa mangiare a Canicattini Bagni
Canicattini Bagni, così come le altre città della zona centromeridionale della Provincia di Siracusa, è nota per la sua prelibata pasta casereccia di cui il formato principe è quello dei "Cavati" (o "Cavatieddi"), simile ai cavatelli pugliesi. Canicattini Bagni è una città circondata da alberi d'olivo da cui si ottengono fragranti olive da tavola o da olio.
Le olive da tavola si presentano piuttosto succose e vengono conservate sotto olio extravergine d'oliva (di cui parleremo dopo) ed insaporite con ortaggi o aromi vari. Vi sono molte fattorie in cui vengono allevati ovini e bovini il cui latte viene utilizzato per ottenere gustosi formaggi e latticini. I piatti tipici di Canicattini Bagni sono legati alla tradizione della cucina contadina, povera e genuina.
Tra i diversi piatti tipici, si possono degustare: I taccuna, i maccheroni di casa, i lasagnula con pallottine, una lasagna impastata con uovo, cotta nel brodo di gallina, assieme a polpettine di carne, la scilla, una versione locale, quasi simile alla polenta, ma preparata con farina di grano duro in brodo di broccoletti, le trote alla stimpirata e la salsiccia ai broccoletti.
Tra le verdure, sono da assaggiare: l’asparago selvatico cucinato o con le uova o con il riso, i carciofi ripieni, i peperoni arrostiti, le fave a riminella, servite al dente con olio d’oliva, sale ed origano. Per ultime le focacce e pizze: U scacciuni e u cudduruni.
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