Il carrello elevatore manuale è uno strumento indispensabile in molti ambienti lavorativi, dai magazzini all'industria, dai cantieri alla logistica. È un alleato prezioso per chi si occupa della movimentazione di carichi, consentendo di sollevare e spostare pesi in modo sicuro ed efficiente.
Le prime forme di carrelli sollevatori risalgono a secoli fa, quando l'uomo iniziò a cercare soluzioni per facilitare il trasporto di oggetti pesanti. Con l'avvento dell'industrializzazione, la necessità di movimentare merci in modo rapido e sicuro divenne sempre più pressante.
Acquistare un carrello sollevatore manuale certificato è fondamentale per garantire la sicurezza sul lavoro. Su Sollevatori.it trovi una vasta gamma di carrelli sollevatori manuali certificati, adatti a ogni esigenza. Ricorda: la sicurezza è la priorità numero uno. Utilizzando correttamente il carrello sollevatore manuale, potrai lavorare in modo efficiente e sicuro.
Funzionamento della Pompa Idraulica
Nei carrelli elevatori azionati manualmente a pompa idraulica - come, ad esempio, nei carrelli elevatori idraulici - la pompa idraulica della struttura di sollevamento viene attivata manualmente. In contrasto, i carrelli elevatori elettrici ad alta elevazione sono dotati di un dispositivo di sollevamento elettroidraulico.
Il sistema idraulico di un carrello elevatore (in particolare di un muletto), permette lo svolgimento di tutte le operazioni principali, quali sollevamento del carico (salita e discesa), brandeggio del montante (avanti e indietro), traslazione del carico (a destra e sinistra) ed eventuali altre movimentazioni speciali.
In particolare, viene fatto fluire o defluire olio idraulico entro il cassetto dell’olio, dal quale lo stesso viaggia attraverso i tubi idraulici che sono collegati ai sistemi di movimentazione. Nel collegamento al pistone di sollevamento (montante) è presente una valvola paracadute, che evita la brusca discesa del carico a seguito di una improvvisa rottura.
Nel cassetto dell’olio è presente una valvola a farfalla che permette al flusso di olio di muoversi in un senso o nell’altro. Durante l’operazione di ripristino delle condizioni iniziali (es. dopo la salita del montante), l’olio idraulico passa attraverso lo scarico dell’olio che si trova sulla testa del serbatoio dell’olio, dove viene opportunamente filtrato per evitare l’accumulo di impurezze in forma particellare.
A questo punto, l’olio entra nel serbatoio, dove attende di essere nuovamente rimesso in circolo.
Grazie a un sistema di sollevamento oleo-pneumatico, questo mezzo permette all’operatore di sollevare senza sforzi il carico da terra di pochi centimetri così da consentirne lo spostamento. L’operatore aziona la pompa idraulica che immette olio nella camera del cilindro provocando così la fuoriuscita del pistone. Questo, essendo collegato al telaio, alza le forche.
Nel dettaglio, la pompa idraulica si attiva quando il carrellista tira il timone verso di sé e poi lo lascia andare. Per manovrare il transpallet manuale, basterà poi utilizzare il timone collegato al braccio centrale e alle due forche.
Montante: Struttura di Sollevamento
Uno dei criteri decisivi per l’acquisto di un carrello elevatore è il montante, ovvero la struttura di sollevamento del carrello stesso. Il tipo di struttura di sollevamento non determina solo l’altezza massima di sollevamento, ma influisce anche sulla portata di carico e sulle possibili aree di utilizzo del veicolo industriale.
Attraverso la struttura di sollevamento, anche chiamata mastio di sollevamento, il portacarichi e il carico vengono mossi verticalmente. Le dimensioni delle strutture di sollevamento sono criteri essenziali per confrontare le peculiarità dei diversi dispositivi di movimentazione.
Tipologie di Montante
- Montante Simplex: Costituito da una sola slitta, o sfilo di sollevamento, ovvero un telaio al centro del quale scorre la struttura portaforche o il piano di carico. Tale tipologia di struttura di carico è sollevata in modo diretto grazie a un pistone di sollevamento solitamente disposto al centro o tramite un sistema a catena.
- Monomast (o Monomontante): Montante verticale a colonna installato sempre al centro del carrello elevatore. Al montante è fissato il dispositivo di sollevamento con le forche, che può essere spostato verso l’alto. L’ingombro minimo del montante rimane invariato durante il processo di sollevamento, poiché il sistema di carico si alza direttamente all’interno montante fisso.
- Montante Duplex: La struttura del telaio del montante duplex è identica a quella del montante simplex. Tuttavia, il montante duplex ha una slitta o sfilo di sollevamento interno, oltre alla slitta esterna. La piastra di carico o portaforche scorre a sua volta nel telaio di sollevamento interno ed è movimentata insieme al montante tramite un cilindro sollevatore, mediante un semplice meccanismo a catena.
- Montante Triplex: Tale caratteristica dovuta al montante telescopico in grado di raggiungere tre volte l’altezza di sollevamento dello sfilo esterno. Il montante a tre slitte è costituito da un telaio fisso esterno collegato al veicolo, con due slitte interne mobili. Grazie a questa struttura, la piastra portaforche o il dispositivo di carico si spostano verso l’alto sullo sfilo di sollevamento più interno.
Funzione Telescopica
La funzione telescopica consente di regolare l’altezza di sollevamento del montante, permettendo così di sollevare pallet o altri carichi a diverse altezze.
- Montante Duplex Telescopico (ZT): La maggior parte dei carrelli elevatori elettrici con montante ZT ha un’alzata libera ridotta di 100 mm, a seconda del modello del carrello. Il carrello di sollevamento si sposta inizialmente fino a 100 mm, senza modificare l’altezza del montante.
- Montante Duplex con Sollevamento Aggiuntivo (ZZ): È costruito come il montante telescopico doppio (montante ZT) ma dispone di un cilindro di sollevamento aggiuntivo grazie al quale è possibile ottenere un’alzata libera particolarmente ampia. Anche questa alzata libera è ottenuta mediante una trazione della catena.
- Montante Triplex (DZ): I carrelli industriali con montante triplex sono dotati di un cilindro di sollevamento aggiuntivo, con un’alzata libera particolarmente ampia: inizialmente, il cilindro centrale estende il portaforche grazie a una trazione della catena con un rapporto di 2:1. Quindi gli sfili di sollevamento centrale e interno si estendono con lo stesso rapporto.
Alzata Libera
- Alzata Libera Minima: Il sollevatore solleva la piastra portaforche fino a 100 mm senza modificare l’altezza del montante.
- Alzata Libera Massima (o Alzata Libera Totale): Una grande alzata libera è ottenuta dall’azione di un secondo cilindro di sollevamento. Lo sfilo interno si estende solo quando l’alzata libera è esaurita.
Nel caso di un carrello elevatore privo di alzata libera, il montante telescopico si estende appena si solleva il carico. La conseguente variazione dell’altezza del montante ha un impatto decisivo sui possibili utilizzi del carrello elevatore in ambienti coperti.
Parti Principali di un Carrello Elevatore
Il carrello elevatore si basa sul principio della leva di primo grado, dove un fulcro è presente tra il braccio della “potenza” e quello della “resistenza”. Le forche, costituite da due bracci paralleli in metallo montati su piastre portaforche, rappresentano gli elementi della resistenza insieme al montante, che è l’elevatore delle forche.
Questo montante è la componente strutturale che consente di raggiungere l’altezza di sollevamento delle merci per completare le operazioni di stoccaggio. D’altra parte, la potenza è rappresentata dal corpo macchina del carrello elevatore, che include il telaio, il motore, la trasmissione e la pompa idraulica.
Portata Residua e Tipi di Montante
Solo pochissimi carrelli elevatori elettrici mantengono la loro piena capacità nominale alla massima altezza di sollevamento. La capacità di carico residua, che solitamente è indicata nell’apposito diagramma di portata, deve essere sempre tenuta in considerazione in fase operativa.
Un montante mono è un montante di sollevamento a una colonna, posizionato al centro del carrello elevatore. Il montante simplex, invece, è un telaio di sollevamento a due colonne, in grado di gestire carichi più elevati grazie alla sua struttura più resistente. Entrambi i tipi di montante muletto non sono telescopici e quindi non modificano il loro ingombro minimo.
Carichi Sollevati
I carichi sollevati dal carrello elevatore devono essere distribuiti in modo uniforme sulle forche, essere stabili e ben bilanciati. È importante evitare carichi troppo pesanti o eccessivamente ingombranti.
Transpallet Manuale
Costi contenuti e prestazioni affidabili, il transpallet manuale è uno dei carrelli più diffusi nei magazzini. Fondamentali per semplificare le operazioni di picking, stoccaggio e movimentazione dei carichi, i transpallet manuali nascono per trasportare con facilità bancali, in legno o plastica.
Il funzionamento del transpallet manuale è molto semplice: come anticipato, un sistema idraulico permette il sollevamento del pallet senza fatica. L’operatore aziona la pompa idraulica che immette olio nella camera del cilindro provocando così la fuoriuscita del pistone. Questo, essendo collegato al telaio, alza le forche.
Abbiamo visto come il funzionamento di un transpallet manuale sia in realtà molto semplice, ma l’operatore non è mai esente da pericoli. Quando si lavora con un transpallet manuale, è innanzitutto fondamentale indossare sempre scarpe antinfortunistiche.
A differenza dei transpallet elettrici, i transpallet manuali non hanno bisogno di motore per lo spostamento della merce. Questo permette di trasportare solo materiali fino a 3 tonnellate, ma allo stesso tempo richiede pochissima manutenzione.
Carrello Elevatore Manuale Atomicom
Elevatore manuale con pompa a pedale e timone, forche fisse. Il carrello elevatore manuale Atomicom, grazie alla sua robustezza e praticità, può diventare lo strumento tuttofare per il trasporto ed il sollevamento all’interno di ogni azienda.
Grazie alla sua pompa idraulica azionabile da timone o da pedale permette un facile sollevamento dei pallet. La leva di discesa, posta sul timone, permette un controllo preciso del movimento. Il suo robusto montante permette il sollevamento anche a grandi altezze (2500mm) e con il modello a forche regolabili potrete sollevare qualsiasi carico.
I grandi maniglioni sul montante permetto una facile manovrabilità anche negli spazi più stretti. Le due grandi ruote sterzanti garantiscono stabilità al carrello elevatore idraulico anche a pieno carico e il freno sulla ruota di destra aiuta a tenere fermo il mezzo su piccoli dislivelli.
Ideale per caricare camion e furgoni, nei depositi, nei magazzini spedizioni, e in ogni altro impiego in cui si voglia sostituire i costosi elevatori elettrici.
Il carrello elevatore manuale Atomicom, grazie alla sua semplicità, non ha bisogno di manutenzione. Il nostro staff è comunque a vostra completa disposizione per ogni consiglio e suggerimento per un corretto ultilizzo.
Caratteristiche Tecniche Atomicom
Di seguito sono riportate le caratteristiche tecniche del carrello elevatore manuale Atomicom:
| Caratteristica | Valore |
|---|---|
| Portata | 1200 Kg |
| Sollevamento | 2500 mm |
| Altezza Minima Forche | 90 mm |
| Ingombro a Montante Chiuso | 1840 mm |
| Ruote Direzionali | Nylon con freno di stazionamento |
| Rulli Anteriori | Singoli in Nylon |
| Struttura | Acciaio Elettrosaldato |
| Forche | Fisse 1100x550 mm |
| Peso | 290 Kg |
| Garanzia | 12 Mesi |
Carrello Elevatore Controbilanciato
Il carrello elevatore controbilanciato prende il nome dal grande controbilanciamento in ferro presente nella parte posteriore della macchina. Si tratta di un carrello con carico a sbalzo e con il peso situato anteriormente rispetto al punto di appoggio.
Il montante, la piastra portaforche e le forche, fanno parte del carrello elevatore e della resistenza, trovandosi anteriormente rispetto al centro dell’asse anteriore, che funge da punto di appoggio o fulcro. È importante comprendere il ruolo svolto da ciascun elemento in questo sistema di leva per definire il carico nominale che il carrello può movimentare e sollevare.
Inoltre, anche la distanza dal montante al baricentro influirà sulla capacità nominale. Il "muletto" oltre ad essere molto rapido, è utile per lavorare sia all’interno che all’esterno del magazzino.
Per quanto riguarda i modelli disponibili sul mercato, una delle principali differenze, oltre alle caratteristiche già illustrate, riguarda la modalità di alimentazione. Un’ultima caratteristica che può variare da un modello all’altro riguarda il tipo di forca utilizzata. Esistono macchine con forche che si spostano lateralmente.
La presenza in magazzino di questo carrello può far variare le dimensioni delle corsie. Può dunque accadere che servano corridoi fino a 4 m di larghezza.
Optare per il classico "muletto" significa scegliere una soluzione polivalente e capace di garantire flessibilità. Il carrello elevatore è il protagonista indiscusso del magazzino per via della sua versatilità.
Transpallet: Struttura e Funzionamento
I transpallet sono tra i carrelli industriali più utilizzati nelle piccole e medie imprese. Sono essenziali per il trasporto orizzontale di merci e materiali, perché grazie alla potente idraulica di sollevamento è possibile spostare senza sforzo anche carichi pesanti.
Il modo migliore per capire come funziona un transpallet richiede prima di tutto di scoprire la sua struttura. Questi dispositivi sono infatti disponibili in diverse versioni, ma in linea di massima il funzionamento di un transpallet rimane pressoché invariato per tutti i modelli.
Il funzionamento dei diversi modelli di transpallet sfrutta l’oleodinamica ed è fondamentalmente uguale, indipendentemente dal tipo di dispositivo utilizzato.
Innanzitutto, spingere la leva di comando verso il basso nella posizione di “sollevamento”. Muovere il timone su e giù con la barra del timone. L’olio entra nel cilindro di sollevamento. Il movimento verso l’alto crea un vuoto che aspira l’olio idraulico dal serbatoio di stoccaggio nel pistone di sollevamento.
Una volta arrivati al punto di deposito, occorre tirare la leva di comando fino alla posizione “Abbassamento”. Anche se il funzionamento di un transpallet è pressoché identico nelle varie configurazioni, dal punto di vista della struttura ci sono differenze tra i diversi modelli. Un transpallet a pantografo ad azionamento manuale ha comandi diversi rispetto a un transpallet elettrico completamente automatico.
È importante sottolineare che il modello del carrello industriale utilizzato non ha alcuna influenza sul funzionamento dell’oleodinamica per il sollevamento dei carichi. Tuttavia, il corretto utilizzo del transpallet è essenziale per garantire la massima sicurezza durante l’uso di questi dispositivi. Per questo motivo, è fondamentale rispettare le istruzioni contenute nel manuale dell’utente.
Nel caso dei transpallet elettrici, la propulsione della guida e le funzioni di sollevamento sono alimentate da apposite e potenti batterie per carrelli elevatori. Nel caso dei transpallet manuali è necessario ricorrere alla forza fisica per guidarli e azionarli.
Per la massima sicurezza possibile, è indispensabile eseguire un controllo di tutte le funzioni e parti soggette a usura prima di ogni utilizzo, e documentarne la condizione.
Componenti di un Transpallet
- Impugnatura
- Leva di comando
- Timone
- Ruote girevoli / orientabili
- Rulli di carico / rulli forche / rulli fissi / ruote di carico
- Dispositivi di movimentazione del carico / forche
Funzione del Timone
Il timone permette la guida del transpallet e crea la pressione oleodinamica necessaria per la funzione di sollevamento attraverso movimenti di pompaggio.
Tipologie di Transpallet
La differenza tra i transpallet elettrici e quelli manuali sta nel tipo di propulsione:
- I transpallet elettrici supportano la tua attività grazie a potenti batterie per carrelli elevatori. Infatti, le batterie forniscono la propulsione della guida nei modelli semielettrici, oppure le funzioni di guida e di sollevamento nelle versioni completamente elettriche.
- Se hai un transpallet manuale, sarà necessario usare la tua forza fisica per guidarlo e azionarlo. La merce viene sollevata idraulicamente, ma le forche devono essere sollevate attraverso i movimenti del timone.
