I cartelli o targhette per toilette possono avere moltissime configurazioni diverse. Si va dalle targhette completamente neutre dei luoghi pubblici, con solamente la scritta WC e la sagoma che indica se si tratta del bagno per gli uomini o per le donne, alle targhette decisamente più personalizzate e umoristiche che si trovano nelle case.

Considerazioni Preliminari

In ambienti pubblici, è importante che la targhetta della toilette sia chiara e assolva la sua funzione - mostrare dov'è il bagno. Se la targhetta è per il bagno di casa, l'estetica è importante e la targhetta deve adattarsi allo stile della casa. In questi casi è comune usare lettere più delicate oppure targhette più umoristiche, che le rendono più personali.

Cartelli e Targhette per WC con Simboli

Quando si tratta di progettare cartelli e targhette per locali pubblici, è vantaggioso utilizzare immagini e la parola WC invece di scrivere TOILETTE sul cartello. Ciò facilita la ricerca del bagno anche per gli stranieri. Oltre a utilizzare immagini e scegliere la parola WC invece di toilette, è bene marcare per chi sono i bagni.

  • Le varianti più comuni sono uomini e donne, che spesso sono indicati da figure in pantaloni o gonna.
  • È anche possibile sfidare la norma di genere e avere altre immagini o altre divisioni.
  • È importante mostrare chiaramente qual è il bagno per disabili, che spesso è segnalato con una sedia a rotelle.

Il Dibattito sui Bagni Gender Neutral

Il New Yorker ha pubblicato un articolo che ragiona sulla separazione dei bagni pubblici tra quelli per maschi e quelli per femmine. Il dibattito su questo argomento, scrive la giornalista Jeannie Suk, è da sempre piuttosto vivace: non ha semplicemente a che fare con la discriminazione che questa separazione comporta e con il conseguente riconoscimento dei diritti delle persone intersessuali, transessuali e transgender, ma anche con una visione paternalistica nei confronti delle donne. «I servizi igienici saranno nel prossimo futuro i nuovi campi di battaglia per le questioni di genere e sessualità». La domanda che sempre più persone si fanno è: non potremmo usare tutti e tutte gli stessi bagni, donne e uomini?

«La vulnerabilità che la maggior parte delle persone prova in un bagno pubblico quando ha i pantaloni abbassati vicino ad altri è stata facilmente sfruttata e messa in relazione con la violenza sessuale», scrive Suk. La paura di quello che non è conforme alla norma ha portato a stabilire nel tempo un legame tutto pregiudiziale e irrealistico tra le persone transessuali e una loro innata propensione a molestare o a compiere violenza sessuale contro le persone nei bagni e negli spogliatoi.

Controversie e Reazioni

A Houston, con un referendum è stato abolito a maggioranza un decreto che permetteva, tra le altre cose, alle persone transgender di utilizzare i bagni pubblici in linea con la loro identità di genere: gli oppositori della legge sostenevano che avrebbe «permesso a ogni uomo, in qualsiasi momento, di entrare in un bagno per donne semplicemente affermando di sentirsi donna quel giorno», nonostante il pericolo che corrono i o le transgender nei bagni sia visto esattamente al contrario come motivo per sostenere il libero accesso al bagno che ritengono più adeguato.

Nel 2006, Elisabetta Gardini aveva dichiarato di essere rimasta scioccata dall’incontro nei bagni della Camera con Vladimir Luxuria. I simboli di un corpo femminile sulle porte dei bagni delle donne e quelli maschili ai bagni degli uomini, attraverso la loro ripetizione, confermano il binarismo sessuale e la corrispondenza sesso-genere, mentre la presenza di un corpo “differente” crea disordine e viene percepita come una trasgressione che mette in pericolo le norme che reggono la struttura eterosessuale stessa.

È d’altra parte riconosciuto come le omo-lesbo-trans-fobie siano diverse dalle altre forme di paura: chi ha la fobia dei ragni distoglie lo sguardo dai ragni, chi ha paura di un corpo trans può reagire con l’evitamento, ma anche con comportamenti aggressivi. Il secondo argomento contro i bagni unisex ha invece a che vedere con una visione vittoriana del rapporto tra i sessi: donne con la gonna, uomini con i pantaloni, come nei simboli sulle indicazioni dei bagni.

La donna continua a essere percepita come una creatura fragile che deve essere protetta, come un “angelo del focolare”, visione alla quale corrisponde una condizione giuridica limitatissima. Nel 1873 Myra Bradwell sfidò uno statuto dell’Illinois che limitava solo agli uomini l’applicazione della legge sul lavoro libero, incluso il diritto di scegliere la propria occupazione. La Corte Suprema respinse la richiesta di Bradwell: i principi del lavoro libero non valevano per le donne, dal momento che la loro natura le aveva assegnate alla sfera domestica.

La Corte, nella stessa sentenza, precisò anche come non fosse incostituzionale per uno stato negare alle donne l’ingresso al bar, sulla base del loro sesso, spiegando la decisione con una formula che è diventata emblematica dell’atteggiamento degli uomini nei confronti delle donne: «L’uomo è, o dovrebbe essere, protettore e difensore della donna. Questi stessi principi dell’età vittoriana (riassumibili nella parola “paternalismo”) hanno portato allo sviluppo, tra le altre cose, di ambiti distinti in base al sesso e alla designazione di alcuni spazi fisici riservati alle donne, inclusi i bagni dei locali pubblici: spazi sicuri e nascosti in un mondo in cui le donne erano e continuano a essere oggetti da proteggere.

«La nostra società», dice Suk, «sta vivendo una recrudescenza di questa stessa preoccupazione paternalistica che continua a considerare le donne come creature vulnerabili». E dunque: il bagno è l’ultimo baluardo della differenza sociale di genere?

Prospettive Moderne e Soluzioni Inclusive

Lo scorso dicembre, durante un comizio in Michigan, il candidato Repubblicano Donald Trump ha preso in giro Hillary Clinton perché la sera del dibattito televisivo era arrivata in ritardo sul palco a causa del bagno per donne che era occupato. Il bagno pubblico è l’istituzione sociale più evidente e diffusa in cui la separazione per sesso è ancora la norma e disfare questa separazione potrebbe avere un significato che va oltre la questione dei bagni. Se una donna trans può usare il bagno delle signore il messaggio implicito è che sì, è accettata come donna.

Nel 2023, alcuni licei e atenei hanno adottato l’uso dei bagni gender neutral per sostenere gli studenti che non si riconoscono in nessun genere. A tal proposito, una dirigente di una scuola toscana aveva affermato: “Ci sono sembrati maturi i tempi per dotare le sedi di ’bagni neutri’ senza indicare il genere degli utenti, perciò possono usufruirne sia maschi sia femmine. La porta di queste toilette si distingue dalle altre perché ha una targa con scritto solo ’bagno’ e sotto c’è un arcobaleno. Ha realizzato il logo un ragazzo della scuola”. Ad aderire sono stati anche la Bocconi di Milano, il liceo artistico di Brera, il Vittorini, ma anche il Politecnico di Torino, il liceo artistico Cassinari di Piacenza e l’Accademia di Belle Arti di Catania. Si passa dai cartelli con le sagome unite di uomo e donna, all’aggiunta di una terza figura, come nel caso della Bocconi che ha usato un unicorno. In una scuola superiore di Washington hanno creato simpaticamente la “all gender toilet”.

Iniziative e Trend Europei

È il liceo artistico Brera di Milano uno dei primi luoghi dove è stato da poco introdotto “l’esperimento” dei bagni gender neutral. L’accesso è consentito a tutte le persone che studiano nel liceo, senza distinzioni di alcun genere. Altri istituti hanno preso posizione sul tema dell’inclusione, adottando la carriera alias: secondo l’Associazione Genderlens e Agedo Nazionale in Lombardia, ad esempio, se ne contano quindici mentre in Lazio almeno venti in più.

Un esempio innovativo nel campo della pubblica amministrazione e con anticipo rispetto al dibattito recente è quello del comune di Reggio Emilia. In tal senso esistono Paesi europei molto virtuosi. Altro esempio positivo viene dai Paesi del Nord Europa come Danimarca, Svezia e Norvegia. In queste nazioni i bagni genderless sono praticamente la normalità in tutte le strutture pubbliche, tra cui scuole, musei, ma anche esercizi commerciali. Nel Nord Europa si lavora molto fin dall’infanzia anche per eliminare gli stereotipi di genere a partire dalla scuola.

La Segnaletica Stradale e il Linguaggio di Genere

La segnaletica stradale è maschilista. Vedere i cartelli fa pensare a una discriminazione di genere. C’è un segnale che indica un obbligo di velocità “a passo d’uomo”. Perché? Perché a passo d’uomo e non anche di donna? Alla guida di automobili, motori, biciclette e autocarri non ci sono solo guidatori di sesso maschile, ma anche di quello femminile.

Il segnale “A passo d’uomo” è forse un divieto che stoppa il passaggio di donne? Andare a passo d’uomo vorrebbe dire alla velocità dell’uomo. Velocità che solo l’uomo può eguagliare. Le donne, come dimostrano i risultati dei centometristi alle olimpiadi, non sono riuscite ancora a battere i record maschili. Ma si stanno avvicinando. Ma non è l’unico segnale che indica visivamente l’uomo. Sono contati i cartelli con evidenziate figure femminili (un cartello che indica i due generi non è stradale, segnala in un bagno pubblico gli ingressi per soli uomini e per sole donne).

Lo stesso fenomeno si segnala anche in altri aspetti del vivere civile. Dirà qualcuno che il termine “uomo” è un termine neutro (?), generale, generalizzante, che indica sia maschi che femmine. Ma allora si riformi la lingua, così come si debbono rivedere gli antichi testi sacri.

Leggiamo sul dizionario “Sabatini Colletti” il significato di uomo per non sbagliare a parlare. L’uomo viene indicato come sostantivo maschile che ha come plurale uomini. Il diminutivo è omino e ometto. L’accrescitivo è omone. In senso collettivo, lo stesso dizionario, indica “la specie umana nelle caratteristiche che la contraddistinguono” (“l’uomo delle caverne”). Ma significa anche “l’essere umano in quanto soggetto culturale e nei suoi rapporti con l’ambiente da lui costituito”: “la storia dell’uomo”, “l’uomo greco”, “L’uomo medievale”. A questo primo significato si legano due modi di dire: “a memoria d’uomo”(da tempo immemorabile, da molti anni), “come un sol uomo” (tutti insieme, all’unisono).

Come secondo significato il “Sabatini Colletti” indica un “Essere umano adulto di sesso maschile”. I sinonimi sono: adulto e maschio. Poi, notiamo, ci sono le distinzioni di genere: “sono cose da uomo” o “sono cose da donna”. Dire alla donna: “Sei un uomo!”, può avere il significato positivo (è una donna forte, con le palle), sia un significato negativo ma attenuato. Per l’uomo è diverso. Quante complicazioni!

TAG: #Bagno

Potrebbe interessarti anche: