Quando pensiamo alla figura dell’idraulico, spesso ci immaginiamo un uomo in tuta blu che arriva a casa nostra, ci ripara il lavandino del bagno e se ne va. Ma è davvero ancora così? E al giorno d’oggi, cosa significa realmente svolgere la professione di idraulico?
L'Idraulico Moderno: Più di un Semplice Riparatore
L’idraulico, o meglio l’impiantista termo-idraulico, come lo chiamiamo oggi, è un/una professionista che lavora con gli impianti idrico-termici, igienico-sanitari, del gas e del trattamento per il ricambio dell’aria negli ambienti, sia in ambito civile sia in ambito industriale.
In particolare, è esperto nel progettare, realizzare, installare, gestire ed effettuare la manutenzione di sistemi di riscaldamento, condizionamento, impianti idrico-termici, igienico-sanitari, gas e del trattamento aria in abitazioni, uffici, strutture commerciali e industriali ed edifici pubblici, come scuole e ospedali.
Oggi, grazie alle nuove tecnologie, lavoriamo con impianti più moderni e meno time consuming: richiedono meno tempo e meno attrezzatura per la loro realizzazione.
Un esempio è il tubo di multistrato che attualmente è la tubazione più utilizzata nella realizzazione della distribuzione degli impianti idro-termici e igienico-sanitari e gas, nella cantieristica civile e industriale. La tubazione di multistrato ha sostituito la tubazione in acciaio zincato e la tubazione in rame, prima utilizzate moltissimo.
Questi due tipi di tubazione richiedevano più attrezzatura, esperienza e manualità che potevano essere acquisite solo col tempo, per via della lavorazione.
L’avanzamento delle nuove tecnologie ha sicuramente aiutato l’impiantista termo-idraulico a essere più efficiente in corso d’opera e a rendere meno faticoso il lavoro, ma dall’altro lato queste nuove tecnologie richiedono un costante aggiornamento. Bisogna saper leggere e governare gli strumenti elettronici che non esistevano dieci anni fa e che oggi il mercato offre.
Sfide e Soddisfazioni del Lavoro di Idraulico
Iniziamo dai contro del mestiere: il lavoro dell’impiantista termo-idraulico in determinati periodi dell’anno non conosce orari, capitano degli interventi che iniziano al mattino e terminano a tarda sera. Oppure ce ne sono altri che richiedono diverse giornate per essere portati a termine.
Basta pensare a quando si verificano una o più perdite in diversi cantieri, magari in pieno inverno, un momento in cui il riscaldamento deve essere interrotto per il minor tempo possibile. In quel momento l’idraulico è in prima linea, assistito da imprese edili e magari da alcuni suoi colleghi, quando il lavoro lo richiede.
In questi frangenti bisogna muoversi con agilità e capacità, comprendere che tipo di problema è presente, verificare, individuare e riparare gli impianti, il più delle volte senza disegni e schemi.
Un’altra caratteristica del mio lavoro è il confronto quotidiano non sempre idilliaco con i clienti e altre professionalità: geometri, architetti, ingegneri e periti che pur essendo molto preparati sulla base teorica, mancano di esperienza per un approccio pratico in cantiere.
I pro del mestiere sono molti: in questo lavoro ci si trova sempre in situazioni e in posti diversi. Mi piace avere a che fare con persone differenti, confrontarmi e a volte anche discutere per cercare di far capire al cliente che la situazione potrebbe essere un’altra rispetto a quella ipotizzata inizialmente, occuparmi di installazioni variegate, materiali e tecniche da adottare differenti.
Essere un buon termo-idraulico ai giorni nostri significa diventare un buon tecnico che possa garantire sempre la funzionalità degli impianti posati, venendo meno all’antica idea dell’idraulico tutto fare.
Di conseguenza, le prospettive di avere maggiore guadagno rispetto ad altri settori sono legate alla formazione costante e al frequentare corsi di aggiornamento.
La Casalinga: Oltre lo Stereotipo
Parlo delle casalinghe. Ne incontro una. Archetipo di coloro che "lavorano ventiquattrore e per venti sono calunniate".
Mara ha quarantanni, un diploma di liceo classico e due figli. "Volevo dedicarmi in esclusiva a mio marito e ai miei figli. - Che professione esercitava? Impiegata di banca.
Quando lavoravo in banca non sapevo nemmeno cuocere una bistecca. Avevamo una collaboratrice domestica quasi a tempo pieno. Adesso sono diventata una patita dei fornelli e sforno dei manicaretti da leccarsi i baffi.
Pure, nei lavoretti correnti, come cambiare un rubinetto, sturare uno scarico intasato...
La liberazione della donna non si realizza attraverso qualsiasi lavoro fuori casa. Di suffragette ne ho incontrate diverse anche in banca. Ma - guarda un po' - erano tutte dirigenti.
Fuori casa non s'avventura? Come no. Faccio volontariato cinque giorni su sette presso una quotata cooperativa di ragazzi disabili. "Li aiuto nelle operazioni più complesse, condividendo con loro la gioia per un manufatto completato.
Ammetterà che lo stipendio di suo marito l'hai aiutata nella scelta. Certo. Non tutti, obiettivamente, potrebbero permetterselo anche desiderandolo. Ma la qualità della vita va oltre il consumismo.
Mara sorride. E chiosa, quasi sottovoce : "La mia cariera è sentirmi compiaciuta la sera. Stanca e soddisfatta.
Di non farsi plagiare dalle mode. Casalinga è bello. E gratificante.
Spaccio Casalingo: Una Triste Realtà
È stato soprannominato spaccio home-made, cioè fatto in casa. Riguarda insospettabili e incensurati lavoratori, studenti, casalinghe che, per sbarcare il lunario, decidono di diventare pusher, spacciatori, mettendosi in proprio nel multiforme e rischioso business degli stupefacenti.
Un caso sorprendente lo hanno scoperto a inizio aprile i poliziotti del commissariato genovese di Prè, trovando a casa di due coniugi 44enni, un idraulico saltuario e una casalinga con figli, quattro borsoni zeppi di panetti di hashish: 100 chili fatti arrivare dalla Spagna, con l’intenzione di piazzarli sul mercato genovese.
“Siamo entrati nel giro della droga per risolvere i nostri problemi economici” hanno confessato candidamente marito e moglie agli sbigottiti agenti, rivelando di aver acquistato l’hashish per 100 mila euro, metà in contanti e il resto da versare dopo la vendita al dettaglio, dalla quale contavano di ricavare 350 mila euro. Invece, sono finiti in manette per traffico internazionale di droga, insieme a due conoscenti accusati di spaccio, a casa dei quali sono stati trovati cocaina, eroina e metadone.
Ma quello dello “spaccio casalingo”, spiega un investigatore, è solamente uno dei preoccupanti fenomeni - oltre all’aggressiva attività delle narcomafie italiane e straniere - all’attenzione degli esperti del settore: specialisti della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, coordinati dalla Direzione centrale dei servizi antidroga (Dcsa) del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.
La Fermentazione Fai-da-Te: Un'Arte Antica e Moderna
Fin dalla prima edizione americana del 2003, Il mondo della fermentazione ha ispirato centinaia di migliaia di persone a convertire le cucine di casa in piccoli laboratori per trasformare i vegetali in crauti, il latte in yogurt, frutta e vino in aceto.
Per questo l’idea di fermentare in casa intimorisce molti. Siccome si pensa principalmente ai microrganismi come causa di malattie, si ritiene che la fermentazione debba essere potenzialmente dannosa e che perciò questi processi, per essere sicuri, richiedano una vasta esperienza, un’attenta sterilizzazione chimica, precisi controlli ambientali e specifiche colture microbiche allevate in laboratorio.
Di fatto i microrganismi (in generale) sono essenziali per tutte le forme di vita, e sane comunità di questi sono la nostra più importante protezione. La fermentazione è una strategia di sicurezza alimentare e la maggior parte dei cibi fermentati ha una lunga storia di impiego senza problemi.
Riguardo alle verdure fermentate, secondo il dipartimento Usa per l’agricoltura, non esistono casi documentati di intossicazioni alimentari o malesseri. È capitato soltanto con carne, pesce e tofu fermentati (non trattati nel presente testo), ma i passi da compiere per prevenirlo sono ben noti e facili.
Ricorda che tutti i processi di fermentazione sono iniziati prima della tecnologia che li ha resi così complicati. Esistono favolosi vasi di ceramica per fermentare verdure, ma qualunque vaso, che probabilmente già hai in casa, andrà benissimo. Damigiane e gorgogliatori ti permettono di fermentare vini e idromeli più a lungo, ottenendo bevande più forti e secche, ma si possono fermentare bevande alcoliche più leggere, velocemente e facilmente, usando qualsiasi vaso, ciotola, vaso di vetro o secchio.
La fermentazione è semplice ed emozionante. Chiunque può realizzarla.
L’etica del faida-te si trova ovunque, tra gli anziani che sono cresciuti con competenze tramandate, legate al territorio, come tra i punk e altri rifugiati dalla cultura dominante. È stata l’etica del fai-da-te della campagna che mi ha portato inizialmente alla fermentazione.
Penso che apprendere le tecniche per poter realizzare quasi qualsiasi cosa sia tremendamente gratificante e dia una grande forza.
La fermentazione fai-da-te è un viaggio di sperimentazione e scoperta. In realtà di riscoperta, perché, al pari dell’accendere il fuoco o del costruire semplici strumenti, si tratta di uno dei processi fondamentali di trasformazione usati dai nostri antenati, che costituiscono la base della cultura umana.
Alcune fermentazioni si completano in poche ore, altre richiedono anni. In genere il processo richiede solo poco lavoro di preparazione. La fermentazione fai-da-te è quanto di più lontano ci possa essere dal fast food. Molti fermentati migliorano quanto più si lasciano maturare.
Abbiamo a che fare con forze vitali mutevoli, in alcuni casi per lunghi lassi di tempo, e per quanto ci sforziamo di creare condizioni favorevoli ai risultati desiderati faremmo bene a ricordarci che non abbiamo affatto il pieno controllo della situazione.
Quando qualche esperimento andrà storto, come inevitabilmente succederà in alcuni casi, cerca di imparare da questi eventi e non scoraggiarti. Leggi, ricerca online o trova dei mentori che ti possano aiutare a capire che cosa sia andato storto.
Separatore Idraulico per Riscaldamento Centralizzato
Molte persone non sanno bene cosa sia un separatore idraulico per il riscaldamento centralizzato (RC) né quale sia il suo ruolo nell’impianto.
Un separatore idraulico è un dispositivo semplice usato nei moderni sistemi di riscaldamento, molto spesso in impianti con caldaie a gas (a condensazione) o pompe di calore.
Perché le caldaie a condensazione e le pompe di calore, in particolare, hanno bisogno di pressioni bilanciate nel sistema di riscaldamento centralizzato per poter funzionare al massimo dell’efficienza e risparmiare energia?
In questi impianti, il separatore divide il sistema in due sottosistemi più piccoli, bilanciando così la pressione di lavoro e garantendo il miglior funzionamento possibile dei dispositivi. È particolarmente utile in grandi edifici, dove l'impianto diventa piuttosto esteso e il flusso di circolazione può perdere uniformità.
Il bilanciamento del sistema in termini di flussi e pressioni non è l'unica funzione del separatore idraulico. Come accennato, divide l'impianto in due parti, creando in una di esse un circuito riscaldante separato per la fonte di calore (ad esempio per la caldaia). L'altra parte diventa il sistema di riscaldamento vero e proprio.
Questo fa sì che nel circuito breve l'acqua non si raffreddi così rapidamente, evitando il cosiddetto “ritorno freddo,” il che permette alla caldaia di funzionare meglio. Di conseguenza, equilibra anche le temperature, motivo per cui a volte viene impiegato anche in impianti con caldaie a combustibile solido o pellet.
Nell’uso del separatore idraulico, esso funziona in modo simile a uno scambiatore di calore a piastre, ma non è lo stesso.
La differenza tra scambiatore e separatore idraulico risiede nel fatto che, nel caso del separatore, i fluidi dei due sottosistemi sono a diretto contatto e possono mescolarsi. In uno scambiatore, non ci sono sottosistemi, ma due circuiti completamente separati (solitamente uno chiuso e uno aperto), poiché l’acqua del circuito di riscaldamento non si mescola con l’acqua del circuito riscaldato.
Esistono sistemi in cui è possibile sostituire uno scambiatore di calore con un separatore idraulico, ma spesso la divisione tra due circuiti separati, uno chiuso e uno aperto, rappresenta un grande vantaggio.
Lo scambiatore ha un vantaggio sul separatore in quanto consente il collegamento tra due fonti di calore indipendenti che richiedono circuiti separati (ad esempio, una caldaia a gas in circuito chiuso con un camino a circuito aperto).
Il separatore idraulico per il riscaldamento centralizzato è solitamente realizzato come un tubo d'acciaio, di forma cilindrica o talvolta parallelepipeda.
Viene montato in caldaia, a parete, in modo che mantenga una posizione stabile sospesa.
In realtà, non molto: il separatore ha principalmente la funzione di fornire un punto in cui l'acqua che entra nel cilindro si mescoli parzialmente con l'acqua del cosiddetto "ritorno", bilanciando così la pressione.
Molti produttori inseriscono una rete metallica all'interno del separatore per bilanciare meglio i flussi.
Tuttavia, la rete è necessaria solo se le uscite del separatore per entrambi i sottosistemi si trovano direttamente l’una di fronte all’altra, poiché in questo caso l’acqua potrebbe scorrere attraverso di esse senza mescolarsi correttamente.
Nei separatori senza rete metallica si utilizza un’altra soluzione: i collegamenti sono posti sui lati opposti, ma non direttamente allineati, in modo che l'acqua di mandata e di ritorno si mescoli indipendentemente dalla situazione.
Un separatore classico ha un ingresso per il circuito di riscaldamento e per il circuito riscaldato, ma esistono anche separatori idraulici a cui è possibile collegare più circuiti, persino diversi.
Un elemento importante nei separatori idraulici moderni è anche la loro coibentazione. Il separatore è un cilindro lungo che presenta una superficie esterna abbastanza estesa. Se non vogliamo che funzioni come un radiatore aggiuntivo nella caldaia (dove non è certo necessario), il separatore dovrebbe essere dotato di isolamento.
Tabella Comparativa: Separatore Idraulico vs. Scambiatore di Calore
| Caratteristica | Separatore Idraulico | Scambiatore di Calore |
|---|---|---|
| Fluidi | A contatto diretto, possono mescolarsi | Circuiti separati, non si mescolano |
| Sottosistemi | Divide in due sottosistemi | Due circuiti completamente separati |
| Fonti di Calore | Adatto per una fonte di calore | Adatto per due fonti di calore indipendenti |
| Funzione Principale | Bilanciare la pressione | Trasferire calore tra circuiti separati |
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