“Centanni”, lo storico ristorante sulle colline di Bagno a Ripoli, è arrivato all’ultima cena. Con la fine dell’anno cesserà l’attività iniziata nel 1962. Fondato nel ’62, ha fatto la storia del Comune. Sta per chiudere una delle attività storiche di Bagno a Ripoli: il ristorante Centanni. Ha segnato un pezzo di storia del paese, facendosi conoscere fin dal 1962, quando fu fondato da Silvana Burgassi insieme al marito Silvano Bianchi.

Adesso il ristorante Centanni, avviato nel 1962 dalla signora Silvana Burgassi con il marito Silvano Bianchi e quindi portato avanti dai figli Silvano e Nicola Bianchi e con la moglie del primo Silvia Manetti, sta per chiudere. Il prossimo 31 dicembre l’attività cessa e tutto il piccolo regno fatto di ristorante con vista sulle colline capace di ospitare fino a 140 coperti, il residence avviato negli anni Novanta e il campo da golf da nove buche attivo dal 2003 passa di mano.

Un'Evoluzione nel Tempo

Da allora la famiglia lo ha portato avanti con impegno, passione e investendo tutta la propria vita in un’attività che piano piano, anche grazie all’ingresso al lavoro dei figli Silvano (lo stesso nome del padre) e Nicola Bianchi negli anni ’80, è cresciuta. Centanni, partito come trattoria di campagna, con le mogli dei contadini della zona come cuoche, si è poi evoluto in ristorante di cucina toscana. Nel 1996 Centanni è diventato anche un residence. Nel 2000 ha aperto il suo campo da golf. Nel 2003 la realizzazione dell’ampia sala, chiusa da una vetrata che affaccia sulla campagna.

“La nostra idea era di fare una sorta di giardino d’inverno - spiega Silvano - Per avere un luogo coperto dove eventualmente ospitare i 120 coperti del giardino in caso di maltempo.

Volti Noti e Ricordi Indelebili

Ai tavoli di Centanni si sono sedute generazioni di ripolesi e anche di Fiorentini. Ai tempi di «Tutto Dante» Benigni che soggiornava a Villa La Massa amava venire qui nel primo pomeriggio per concedersi un pranzo lontano dal clamore. Anni prima Annigoni era un habitué ma ai suoi tavoli si sono visti attori internazionali come Roger Moore, politici della prima repubblica come Scalfaro e De Mita. Nella grande sala del ristorante fu approntata la burla per Matteo Renzi dalla trasmissione tv “Scherzi a parte”.

“Abbiamo la consapevolezza e la soddisfazione essere entrati, almeno una volta, nella vita di tante persone, alcune diventate clienti abituali - dice Silvano.

Le Difficoltà e la Decisione di Chiudere

Purtroppo le spese sono aumentate e le entrate diminuite. Non è più come negli anni Ottanta quando riempivamo il locale tutti i giorni. Nella bella stagione, per cenare in giardino, si doveva prenotare con una settimana d’anticipo. Qui lavoravano cinque persone in sala e altrettante in cucina, più tutti noi di famiglia. Oggi in cucina si barcamena solo Silvano (“attacco alle 5 di mattina e finisco a mezzanotte”).

Oltre alla forza lavoro andata in pensione e difficile da sostituire sono i costi di gestione sempre più elevati a non aver concesso alla famiglia Bianchi la prosecuzione dell’attività. Adesso però i costi sono cresciuti troppo e quelli della gestione superano i guadagni, al signor Silvano mancano due anni alla pensione né lui e il fratello hanno eredi interessati al ristorante. Da qui la decisione di vendere le mura.

«Mia madre - ricorda Silvano - aveva voluto questo ristorante avviandolo con le signore del luogo che qui cucinavano. L’idea è sempre stata quella di gestire la sala come una casa. La mobilia era quella nostra, con le credenze del salotto e i piatti di ceramica inglese appesi alle pareti, doni del matrimonio. Così dagli anni Sessanta siamo arrivati nel nuovo millennio con una formula che ha aggiunto l’ospitalità e quindi il golf, un business delicato ma che ha altre regole rispetto alla ristorazione. Abbiamo aumentato i coperti ma oggi funzionano o i piccoli che stanno nei costi o i grandi che hanno altre formule. Nel mentre il mondo è cambiato e da dopo le torri gemelle i clienti a pranzo che rappresentavano una frequenza fissa si sono diradati. Noi abbiamo sempre accolto tutti dal signore in smoking a quello in jeans, insieme nella stessa sala. Una delle più belle recensioni dei critici gastronomici è stata proprio il riconoscerci questa atmosfera di casa. Da noi non esisteva la sala in esclusiva e così magari in una sala c’erano i politici e nelle altre i clienti abituali».

"Abbiamo clienti che vengono da noi da 60 anni e sono di famiglia - racconta Silvano -. A Bagno a Ripoli (e non solo) praticamente tutti almeno una volta son venuti a mangiare da noi". Ma ora, dice, i tempi sono molto cambiati: Silvana se n’è andata nell’ottobre del 2022, dopo aver trascorso una vita al Centanni. Anche il marito non c’è più. "Il nostro chef Danilo dopo 45 anni è andato in pensione, come altri nostri storici collaboratori. Mio fratello ed io ci siamo divisi i compiti tra ristorante e hotel, ma né i miei figli né i nipoti vogliono portare avanti l’attività".

I tempi sono diversi, ribadisce. "Non c’è più la cultura di andare al ristorante in pausa pranzo: molti preferiscono un panino frugale al bar. I costi sono davvero troppo elevati e per andare in pari dovremmo avere incassi importanti tutti i giorni. E non è così". Ecco dunque la dolorosa decisione: a fine anno l’hotel golf ristorante Centanni chiuderà definitivamente il cancello. "Stiamo valutando se fare la cena del 31 dicembre. Ma con quella data, liquideremo la nostra Srl". I due fratelli non resteranno neanche a vivere nella zona: "Una volta chiuso questo capitolo della nostra vita, meglio non vedere più questo posto per noi così importante".

Il Futuro della Proprietà

Tutto il complesso, ristorante, residence, campo da golf, sono stati ceduti a due imprenditori: il costruttore Travelli e il proprietario di Blue Clinic e Villa Jole, Niccolò Sborgi, per una somma intorno ai tre milioni di euro. “Il ristorante chiuderà alla fine dell’anno - dice Silvano Bianchi, titolare di Centanni insieme al fratello - Il passaggio formale di proprietà, però, avverrà il primo gennaio 2026. Il prossimo anno servirà per cessare tutte le attività e svuotare i locali”.

“Sono nato a Bagno a Ripoli - racconta Travelli - Centanni è un posto bello che abbiamo nel cuore e con Niccolò (Sborgi) abbiamo creato una società ad hoc ‘Borgo Centanni’ in modo da non perdere nel futuro il nome e da qui al 2026 ci prendiamo il tempo per capire come meglio intervenire”. Nessuna ipotesi è scartata. La nuova proprietà potrebbe essere formata da appartamenti ma tenere anche il ristorante e sicuramente «il campo da golf se troviamo il giusto gestore».

C’è già un nuovo acquirente di tutta la struttura, piscina e campo da golf inclusi: si tratta di una ditta edile che con ogni probabilità non porterà avanti la vocazione ricettiva. Più probabile vi realizzi degli appartamenti residenziali. Bianchi non lo sa e non vuole saperlo: "Una volta chiuso, è chiuso".

L'Ultima Cena e la Vendita degli Arredi

Ancora il telefono squilla, risponde una segreteria che come sottofondo ha la musica di “La porti un bacione a Firenze” scritta e composta da Odoardo Spadaro nel 1937 e anche le prenotazioni non mancano. «Il 31 dicembre, l’ultimo dell’anno sarà la nostra ultima cena - conclude il signor Silvano - anche questo tipo di evento ha sollecitato una nuova domanda per noi ristoratori. I clienti di oggi cercano spesso un’animazione, noi abbiamo sempre puntato sull’offerta del menù e nei tempi andati si chiudeva tutto con una tombolata. Per non venire travolti abbiamo ascoltato una minoranza che voleva comunque una buona cena per la fine dell’anno per poi andare ad una festa fuori dal locale.

Arredi e suppellettili saranno venduti. Entro il 2026, la struttura deve essere svuotata per passare al nuovo proprietario. "I nostri clienti più affezionati sono molto dispiaciuti della nostra decisione e che non mangeranno più i nostri piatti toscani, tutti fatti a mano e che ci hanno resi noti - dice Silvano -. Ne soffriamo prima di tutto: siamo affezionati a questo luogo e a ognuno dei nostri clienti. Ma dobbiamo chiudere questo capitolo, non senza lasciarci un po’ del nostro cuore".

Intanto i figli si stanno occupando della vendita dei beni mobili della struttura: mobili di antiquariato, armadi, tavoli, sedie, cucine, porcellane, elettrodomestici, attrezzature da piscina e da parco giochi, forniture per cucina da ristorazione e vini da collezione.

Clienti, ex dipendenti, amici familiari e chiunque altro ha sostenuto la nostra attività per tutti questi anni anche solo con un pensiero o con una parola buona per il CENTANNI che è stato la nostra casa, ma anche un luogo dai mille ricordi e soprattutto il grande sogno della mia super nonnina, che adesso riposi in pace.Ma eccoci al dunque, stiamo finalmente chiudendo l'attività (dico finalmente perché è un pò come quelle serie tv che durano 9 stagioni, ci sono ancora persone che vorrebbero la decima stagione ma in cuore tuo sai che è meglio chiuderla li con la dignità degli episodi precedenti).

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