Il clistere, noto anche come enteroclisma o enema, è una procedura medica utilizzata per introdurre liquidi nell'intestino tramite il retto.

Viene solitamente impiegato per stimolare l'evacuazione delle feci, alleviare la stitichezza o preparare l'intestino per esami diagnostici o interventi chirurgici.

Il clistere è una pratica largamente usata soprattutto in America Latina. Si riscontrano reperti archeologici che indicano l’utilizzo di siringhe di ceramica e osso tuttora utilizzate dalle tribù indigene locali con clisteri di tabacco e droghe.

Tipi di Clistere

  • Clisteri lassativi: si tratta di clisteri a base di acqua tiepida, nei quali sono state eventualmente sciolte sostanze purgative.
  • Clisteri terapeutici: sono clisteri a base di soluzioni di medicazione (clistere terapeutico).

Come Fare un Clistere Fai da Te con Ingredienti Naturali

Si possono realizzare clisteri con ingredienti naturali. L'utilizzo di tali sostanze, sebbene indicato per realizzare un clistere, deve comunque essere sottoposto ai consigli di un farmacista.

La comune preparazione della peretta si realizza con acqua e bicarbonato di sodio. Nella miscela, al posto della glicerina, possono essere aggiunti anche due o quattro cucchiai di olio di oliva, o altre sostanze - preferibilmente naturali - ad azione purgante (in passato era molto utilizzato il sapone, ma oggi per la sua azione irritante si preferisce sostituirlo con sostanze naturali o saline).

Infine, un infuso a base di polvere di caffè costituisce una valida alternativa naturale. La preparazione prevede il portare a ebollizione mezzo litro di acqua, aggiungendo poi 3 cucchiai di caffè in polvere; si prosegue poi portando il tutto a ebollizione per un tempo di altri 7 minuti, al cui termine si aggiunge circa 1,5 litro di acqua fredda, portando la miscela alla temperatura corporea. Quindi si filtra il tutto e si introduce nella sacca.

Indicazioni e Benefici del Clistere

Il clistere evacuativo viene quindi utilizzato per trattare la stitichezza, oppure per risolvere una temporanea difficoltà nell’evacuazione.

La corretta pratica eseguita da personale qualificato è risolutiva per la stipsi, soprattutto nei casi di stipsi neurogena evidenziabile nell’ultimo tratto del colon.

  • Trattamento della stitichezza o della stipsi occasionale: in presenza di feci dure e secche e difficoltà ad evacuare, è possibile ricorrere all'impiego di clisteri al fine di rimuovere il blocco creatosi, favorendo così l'eliminazione delle feci e lo svuotamento dell'intestino.
  • Trattamento del fecaloma: con il termine "fecaloma" si identifica una massa dura di feci disidratate che si forma a livello del retto e del sigma o nei tratti superiori del colon, generalmente provocata da una stipsi cronica.
  • Preparazione a esami diagnostici: alcuni esami diagnostici - come la colonscopia - richiedono la liberazione del tratto intestinale per poter essere eseguiti.

Rischi e Controindicazioni del Clistere

L’uso del clistere non è una pratica semplice, ma soggetta a rischi più o meno dannosi per il paziente, soprattutto in quelle situazioni di occlusione intestinale da “addome acuto”, evidenziabili principalmente nel soggetto anziano (1).

L’abuso del’utilizzo del clistere può portare a lesioni ed irritazioni della mucosa rettale e colica, ma soprattutto alla cosiddetta “intossicazione da acqua”.

Addome acuto con occlusione intestinale di tipo meccanico. Il clistere può aumentare tanto le pressioni intestinali sino a provocarne la rottura e perforazione del viscere, una complicanza gravissima per la salute che richiede un intervengo chirurgico d’urgenza.

Con l'uso di clisteri lassativi, possono, ad esempio, manifestarsi crampi addominali più o meno intensi e irritazione a livello locale.

Potrebbero essere presenti altre controindicazioni o condizioni che necessitano particolare cautela nell'esecuzione del clistere.

Complicazioni e Rischi Specifici

  • Una delle probabili cause di lacerazione della mucosa intestinale, escludendo quelle localizzate al di sopra della linea dentata dove non c’è sensazione, è la somministrazione topica-regionale di pomata o gel a base di lidocaina, anche per lubrificare la sonda rettale (3).
  • Con l’inibizione sensoriale, dovuta all’effetto anestetico, la pratica del clistere può causare lesioni iatrogene del retto. L’incidenza stimata di perforazioni dovute a clima del colon, per esempio, è compresa tra lo 0,02% e lo 0,04% approssimativamente simile all’incidenza alle lesioni (5-8).
  • Clisteri di schiuma di sapone possono provocare colite grave con stenosi e complicanze. Rari sono i casi riportati in letteratura. Somministrazione di sapone e acqua nei clisteri per la pulizia intestinale è ancora una pratica di routine in molti ospedali.

Casi Clinici

Caso 1. Donna di anni 80, affetta da scompenso cardiaco e insufficienza renale cronica in trattamento dialitico, portatrice da tempo di grave malattia diverticolare. Perveniva alla nostra osservazione a causa di un episodio di rettorragia. In assenza di preparazione intestinale veniva richiesta una colonscopia da far precedere da un clistere evacuativo. Durante l’effettuazione del clistere la paziente riferiva dolore acuto a livello del canale anale; la colonscopia comunque eseguita non era completata in quanto la progressione dello strumento si arrestava a livello del sigma prossimale per una stenosi diverticolare del lume. In fase di estrazione dello strumento si evidenziava la presenza di una minuta lesione della mucosa anteriore circa 2 cm prossimalmente alla linea dentata. Nelle ore seguenti la paziente sviluppava un quadro clinico caratterizzato da distensione addominale, dolori addomino-pelvici, febbre, dispnea ed enfisema sottocutaneo. Si eseguiva una TC addome che evidenziava la presenza di abbondante aria libera in sede endo e retroperitoneale che si estendeva cranialmente al mediastino.

Caso 2. Ospedale di Cremona. Nell’effettuare un clistere, la sonda ha perforato il retto e un uomo di 82 anni è morto poche ore dopo la procedura. Era ricoverato da più di un mese per insufficienza cardiorespiratoria nel reparto di lungodegenza riabilitativa del nosocomio cremonese. Sono stati emessi quattro avvisi di garanzia con l’ipotesi di omicidio colposo nei confronti anche dell’infermiera che ha eseguito la procedura assistenziale e di tre medici, di cui il chirurgo che era di turno e che non è intervenuto date le condizioni disperate in cui versava il paziente.

Caso 3. Una donna giapponese di 64 anni è stata ricoverata per una emergenza nell’ospedale di Hinma il 7 giugno 1996 per dolore addominale e febbre. L’11 maggio è stato richiesto un clistere di bario: si riscontrano alcuni diverticoli nel sigma e nel colon discendente. La paziente viene ricoverata in emergenza il 7 giugno 1996 per febbre elevata e fortissimo dolore intestinale. In accettazione è stata rilevata una pressione di 160/80 mmHg, temperatura di 38,6°C, frequenza di 96 bpm. I raggi X hanno rilevato la presenza di residui di bario nel basso addome. È stata diagnosticata una peritonite in seguito alla perforazione dei diverticoli ed è stata sottoposta a intervento chirurgico. Sono stati riscontrati durante l’intervento, diverticoli perforati contenenti bario e materiale fecale.

Caso 4. Un uomo di settantasette anni è stato ricoverato in situazioni di emergenza per il dolore addominale dopo l’instillazione di un clistere di acqua calda, a domicilio. All’ingresso ha avuto 38°C di febbre, leucocitosi e segni di irritazione peritoneale. Con diagnosi di colite a causa di ustioni ha ricevuto una rettosigmoidoscopia a 72 ore che ha rivelato una mucosa necrotica nel tratto rettosigmoideo estendendosi per 15-20 cm. Dopo aver fatto buoni progressi è stato dimesso il 15° giorno dopo l’ammissione. Un mese dopo il paziente ha presentato tenesmo rettale ed episodi di diarrea. La colonscopia ha rivelato una impraticabile stenosi, 3 cm di lunghezza a circa 10 cm dall’ano. La complicanza più comune derivante da danni ai tessuti a causa di ustione è la comparsa di una stenosi cicatriziale del segmento interessato (13). L’uso di uno stent per trattare stenosi cicatriziali benigna è generalmente in aumento (14). Potrebbe essere un passaggio intermedio tra dilatazione con palloncino e chirurgia, ma non ha ancora dimostrato efficacia per questa indicazione.

Caso 5. Clisteri di schiuma di sapone possono provocare colite grave con stenosi e complicanze. Rari sono i casi riportati in letteratura. Somministrazione di sapone e acqua nei clisteri per la pulizia intestinale è ancora una pratica di routine in molti ospedali.

a) Una donna di ventisei anni è stata sottoposta a un clistere di sapone e acqua dopo il parto. Compare, subito dopo il clistere, emorragia per via rettale. In seguito ha sviluppato un forte dolore nella zona anale, aumentata frequenza delle evacuazioni e sanguinamento. Parametri vitali stabili. Esame obiettivo addominale negativo. L’esplorazione rettale ha mostrato feci liquide con sangue. Indagini di laboratorio: l’emoglobina 9,2 g/dl, WBC 9.300 mm3. Esame delle feci: molti globuli rossi, nessun parassita e la coltura è negativa. Sigmoidoscopia: la mucosa del retto e del sigma mostrava eritema grave, friabilità e multiple ulcerazioni. Il lume conteneva materiale liquido con sangue. Campioni bioptici hanno evidenziato una grave infiammazione con tessuto di granulazione. Il sanguinamento rettale e dolore sono stati risolti dopo tre settimane. Un mese dopo ripete la sigmoidoscopia che ha rivelato lieve eritema irregolare della mucosa rettale. La giunzione rettosigmoidea è ristretta, e richiede la dilatazione endoscopica.

b) Un uomo di cinquantasei anni è stato ricoverato nel reparto di urologia per intervento chirurgico in elezione per resezione transuretrale della prostata in ipertrofia prostatica benigna. In seconda giornata postoperatoria compaiono sanguinamento dal retto, forti dolori addominali e perdita di feci abbondanti con sangue e muco. Gli era stato praticato clistere di acqua e sapone per l’evacuazione intestinale prima dell’intervento chirurgico e subito dopo aveva accusato dolore nel retto. La colonscopia ha rivelato aree diffuse con emorragia ed essudati nel retto e sigma. La biopsia è indicativa di colite acuta. Esame delle feci è risultato negativo per gli agenti patogeni. Il paziente, dopo una settimana di clisteri con steroidi, non ha avuto miglioramenti soddisfacenti. I sintomi si sono risolti gradualmente nell’arco di quattro settimane.

c) Una donna di quarantacinque anni è stata ricoverata per essere sottoposta a intervento chirurgico di isterectomia. Prima dell’intervento chirurgico le era stato praticato un clistere di acqua e sapone. Nel postoperatorio presenta un grave dolore rettale e diarrea emorragica. L’esame delle feci non ha evidenziato parassiti e la coltura è stata negativa. È stata trattata con antibiotici, e i suoi sintomi sono migliorati nell’arco di quattro settimane. Due mesi dopo è stata ricoverata per costipazione, forti dolori e distensione addominale. La radiografia ha mostrato colon dilatato e nell’intestino tenue presenza di più livelli idroaerei. La sigmoidoscopia ha rivelato ulcerazioni irregolari e quasi completa ostruzione del colon. Laparotomia d’emergenza e confezionamento di colostomia; la paziente è stata dimessa dopo 14 giorni. La resezione del segmento stenotico con chiusura di colostomia è stata effettuata 3 mesi dopo.

Alternative al Clistere: Glicerolo e Sodio Fosfato

Tra i rimedi più utilizzati per alleviare la stitichezza troviamo il Glicerolo e i Clisteri, spesso a base di sodio fosfato. Il glicerolo può essere assunto per via orale, tramite dei microclismi o delle supposte. Questi presidi, grazie alla loro azione diretta sull'intestino, offrono un sollievo rapido ed efficace.

Glicerolo

Il glicerolo, noto anche come glicerina, è un composto presente naturalmente nell'organismo umano e animale, ed è derivato dal metabolismo degli acidi grassi. In ambito medico, è ampiamente utilizzato per le sue proprietà osmotiche. Il glicerolo, infatti, è in grado di richiamare acqua all'interno dell'intestino, ammorbidendo le feci e facilitando l'evacuazione. Questo lo rende un ingrediente chiave in diversi prodotti lassativi, come le perette, i microclismi e le supposte.

Sodio Fosfato

Il Sodio fosfato è un composto inorganico, formato da ioni di sodio e fosfato. È spesso utilizzato sotto forma di sale, come il fosfato di sodio monobasico o dibasico. Agisce come un lassativo osmotico, cioè richiama acqua nell'intestino, aumentando il volume delle feci e stimolando il movimento intestinale. Viene spesso utilizzato in preparazioni per esami diagnostici o per trattamenti di stitichezza severa.

Glicerolo vs Sodio Fosfato

Il Sodio fosfato è comunemente impiegato come lassativo evacuativo, spesso prima di esami come la colonscopia. Agisce rapidamente e può essere usato per pulire completamente l’intestino. Il Glicerolo, invece, funziona come un idratante e un emolliente. Quando utilizzato in forma di supposta o microclisma, richiama acqua nell'intestino e ammorbidisce le feci, facilitando l'evacuazione in modo più delicato. Viene utilizzato principalmente in supposte o microclismi per trattare la stitichezza lieve o occasionale. È più delicato e sicuro anche per bambini e anziani.

Prodotti Consigliati in Farmacia

Per Adulti

  • Perette di glicerina: Sono tra i rimedi più utilizzati a livello domestico per alleviare la stipsi. Efficaci soprattutto nei casi di stitichezza occasionale.
  • Microclismi: Contengono una soluzione lassativa pronta all'uso, come il glicerolo. Prodotti come i microclismi Carlo Erba o i Verolax microclismi sono molto efficaci e agiscono in pochi minuti.
  • Supposte di glicerolo: Prodotti come le supposte Glicerolo Carlo Erba o le Zeta supposte sono molto apprezzati per la loro azione rapida e sicura.

Per Neonati

  • Microclismi per neonati: Offrono un rimedio sicuro e delicato, pensato specificamente per i loro bisogni. Le perette per neonati più consigliate in Farmacia sono: i microclismi per bambini si Zeta Farmaceutici a base di camomilla e malva o anche i microclismi per neonati di Carlo Erba a base di Camomilla e Malva.
  • Supposte di glicerolo per neonati: Le supposte di glicerolo sono spesso la scelta preferita per i bambini e i neonati in caso di stitichezza per diversi motivi: azione delicata, efficacia rapida, sicurezza, facilità d'uso, azione localizzata. Tra i prodotti più efficaci in farmacia troviamo le supposte di glicerolo di Carlo Erba per neonati e le supposte per neonati di Sella.

Perette: Domande e Risposte

  • Microclismi di Glicerolo: come agiscono? Agiscono richiamando acqua all'interno dell'intestino, ammorbidendo le feci e facilitando l'evacuazione.
  • Quante perette si possono fare al giorno? È consigliato non superare una o due perette al giorno.
  • Microclismi neonati: Sono sicuri e indicati nei casi di stitichezza occasionale, ma è sempre consigliabile consultare un medico prima di procedere.
  • Come si usano i microclismi? È necessario sdraiarsi sul fianco sinistro, inserire la cannula e attendere che la soluzione faccia effetto.
  • Come si fanno le perette di glicerolo? Basta lubrificare la cannula, inserirla delicatamente e premere il contenitore per rilasciare il liquido all'interno dell'intestino.
  • Fa male utilizzare i lassativi? Non ci sono prove che l'uso corretto e prolungato di lassativi, se assunto nelle giuste dosi, possa causare danni o effetti collaterali seri.
  • Quando consultare il medico per l’utilizzo di lassativi? Nel trattamento a lungo termine della stitichezza cronica, è sempre meglio non scegliere da soli la terapia.
  • Quali sono i principali benefici di aggiungere Camomilla e malva nei microclismi? L’aggiunta di camomilla e malva nei microclismi serve a rendere il trattamento più dolce e lenitivo, riducendo eventuali fastidi o infiammazioni.

Idrocolonterapia: Un'Alternativa al Clistere Tradizionale

L’idrocolonterapia è una pratica medica che rappresenta l’evoluzione tecnologica dei tradizionali clisteri.

Questa viene normalmente utilizzata come preparazione per procedure mediche, come per esempio la colonscopia, l’esame che permette di verificare direttamente lo stato di salute della mucosa intestinale e che richiede l’eliminazione delle feci dal tubo enterico.

Dal punto di vista medico, l’idrocolonterapia offre molteplici vantaggi in termini di efficacia, igiene e comfort.

Ciò che differenzia l’idrocolonterapia dal suo predecessore clistere è che con questo metodo tecnologico, il lavaggio con acqua depurata non si limita all’ampolla rettale, ma risale fino all’intestino cieco, ripulendo tutto il tratto dove si depositano le scorie, fino al limite naturale dell’intestino superiore, ovvero la valvola ileo-cieco-colica.

Un tempo questa zona del corpo era nota come “la barriera degli speziali”, proprio perché segnava il confine oltre il quale nessun trattamento “curativo” di lavaggio poteva risalire.

È proprio per questo motivo che spesso l’idrocolonterapia viene utilizzata per ripulire l’intestino, eliminando il materiale di scarto e i batteri dal corpo.

Grazie al suo meccanismo d’azione, secondo alcuni specialisti l’idrocolonterapia può essere considerata un valido alleato nel trattamento della stitichezza, soprattutto per le persone anziane.

Questo perché l’azione meccanica sulla mucosa terminale dell’intestino e la presenza di acqua depurata sarebbe in grado di favorire uno sblocco della massa fecale.

Tuttavia, è importante prestare attenzione poiché alcuni pareri medici suggeriscono che la cosiddetta purificazione dell’intestino potrebbe non essere necessaria. Allo stesso tempo, secondo i medici, questa procedura non dovrebbe essere considerata come un trattamento curativo universale.

Idrocolonterapia: Controindicazioni e Consigli degli Specialisti

I sostenitori della pulizia del colon sostengono che le tossine presenti nel tratto gastrointestinale possano causare una serie di problemi di salute, come artrite e ipertensione.

Credono che questa pratica possa migliorare la salute rimuovendo le tossine, aumentando l’energia e rafforzando il sistema immunitario.

Tuttavia, attualmente non esistono prove che dimostrano che la pulizia del colon possa produrre i benefici appena citati.

A tal proposito, molti specialisti ritengono che non sia necessario ripulire l’intestino per rimuovere le tossine, perché questo processo di pulizia viene già eseguito dall’apparato digerente, che è in grado autonomamente di eliminare i materiali di scarto e i batteri che non servono o sono nocivi all’organismo.

Inoltre, la pratica dell’idrocolonterapia potrebbe essere dannosa per molte persone e potrebbe provocare effetti collaterali, come: crampi, gonfiore, diarrea, nausea, vomito, nei casi più gravi anche disidratazione, lacerazione nel retto (anche definita perforazione) e infezione.

Secondo molti specialisti, quindi, inserire grandi quantità di acqua nel colon attraverso un tubo inserito nel retto sarebbe una pratica poco salutare e poco utile.

Da un lato l’idrocolonterapia sembra essere una pratica non salutare perché può generare una serie di controindicazioni quali: disidratazione, lesioni, infezioni, alterazioni elettrolitiche, con gravi conseguenze per chi soffre di problemi renali e cardiocircolatori.

Dall’altro questo metodo pare non rivelarsi utile per contrastare la stipsi perché, in realtà, contribuisce ad impoverire la flora batterica e ad alterare i meccanismi che regolano la defecazione.

Alla luce di quanto affermato finora, se desideri sottoporti all’idrocolonterapia ti consigliamo di:

  • parlarne con il tuo medico, specialmente se segui una terapia farmacologica specifica o se hai problemi renali o cardiaci;
  • verificare l’affidabilità del medico che esegue la procedura e le condizioni in cui viene effettuata;
  • accertarti dell’origine e della composizione esatta delle sostanze erboristiche stimolanti utilizzate all’interno della miscela.

Tabella Comparativa: Clistere vs. Idrocolonterapia

Caratteristica Clistere Idrocolonterapia
Profondità del lavaggio Limitato all'ampolla rettale Fino all'intestino cieco
Efficacia Efficace per la stitichezza occasionale Potenziale per stitichezza cronica, ma controverso
Rischi Irritazione locale, crampi Disidratazione, lesioni, infezioni, squilibri elettrolitici
Necessità di supervisione medica Consigliabile Necessaria

Conclusioni

In sintesi, i clisteri possono risultare efficaci nel trattamento della stitichezza, ma solo se utilizzati sotto la supervisione di uno specialista. Identificare la causa alla base della stipsi è il primo passo per individuare il trattamento più adatto alla propria situazione.

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