Il clistere è una pratica molto antica, che risale agli antichi egizi.

Sebbene questa sia ancora utilizzata in ambito medico, oggi esistono anche altri strumenti che permettono di ripulire l’intestino, come per esempio l’idrocolonterapia, una pratica che apporta numerosi vantaggi in termini di efficacia, igiene, comfort.

In questo articolo vediamo quando ricorrere ai clisteri e all’idrocolonterapia e come questi supporti possano aiutare coloro che soffrono di stitichezza, presentando i benefici e le controindicazioni di queste pratiche.

Tipi di Clisteri e Loro Utilizzo

In funzione della loro azione, di come vengono effettuati e del motivo per cui vengono fatti è possibile distinguere differenti tipologie di clisteri.

  • Diagnostici: I clisteri di questo tipo vengono utilizzati nell'ambito della diagnostica per immagini. È possibile utilizzare polvere di solfato di bario o altri mezzi di contrasto che vengono immessi nell'intestino tramite clistere.
  • Terapeutici: Si tratta di clisteri a base di soluzioni medicamentose impiegati per introdurre farmaci ad azione sistemica o locale.

Modalità di Somministrazione

Esistono diversi strumenti per la somministrazione del clistere:

  • Peretta (o Pompette): Un contenitore di materiale gommoso dotato di beccuccio forato che deve essere inserito nell'ano e da cui fuoriuscirà la soluzione in seguito all'esercizio di una pressione sul contenitore. Quest'ultimo può avere una forma tondeggiante, oppure una forma "a pera", da cui il nome comune di peretta.
  • Enteroclisma: Una sacca che viene riempita con la soluzione da immettere nell'intestino collegata con un tubo ad una cannula rigida che andrà introdotta nell'ano. Con l'enteroclisma si possono introdurre nell'intestino quantità di soluzione rettale superiori, variabili dai 0,5 fino ai 2 litri.
  • Microclismi monouso: In commercio esistono perette o pompette monouso pronte per essere utilizzate al momento del bisogno. Contengono piccole quantità di soluzione di diverso tipo, a seconda delle necessità, che possono essere impiegate a livello casalingo.

Quando Utilizzare i Clisteri

Il clistere può essere impiegato a livello casalingo, così come in ambito ospedaliero o comunque in strutture sanitarie.

Questi, infatti, contengono la giusta quantità di soluzione rettale e di principi attivi; mentre i contenitori - sterili e monouso - sono pronti per essere utilizzati.

  • Trattamento della stitichezza o della stipsi occasionale: In presenza di feci dure e secche e difficoltà ad evacuare, è possibile ricorrere all'impiego di clisteri al fine di rimuovere il blocco creatosi, favorendo così l'eliminazione delle feci e lo svuotamento dell'intestino.
  • Trattamento del fecaloma: Con il termine "fecaloma" si identifica una massa dura di feci disidratate che si forma a livello del retto e del sigma o nei tratti superiori del colon, generalmente provocata da una stipsi cronica.
  • Preparazione a esami diagnostici: Alcuni esami diagnostici - come la colonscopia - richiedono la liberazione del tratto intestinale per poter essere eseguiti.

Clisteri Fai da Te: Cosa Sapere

Farsi un clistere a casa è semplice, tutta l’operazione richiede circa 15 minuti, più il tempo di attesa per preparare il decotto.

Quando l’acqua bolle versa 4 cucchiai da cucina dell’erba officinale specifica.

Versa il contenuto della pentola nella sacca del clistere utilizzando un filtro sottile da cucina.

Inserisci l’ugello nell’ano e apri poco la valvola regolabile del clistere.

Uno dei grandi vantaggi del clistere fatto in casa è che puoi utilizzare ingredienti naturali.

Erbe Officinali Utili per il Clistere

  • Malva (fiori e foglie): Ha un’azione antinfiammatoria intestinale. Inoltre grazie alle mucillagini contenute, facilita la lubrificazione delle pareti dell’intestino.
  • Fiori della Camomilla Matricaria: Hanno azione antinfiammatoria e calmante sulle coliche intestinali.
  • Olio essenziale di Lavanda: Ha azione rilassante ed antinfiammatoria, il suo utilizzo è molto sicuro.
  • Foglie di Achillea: Prendono il nome dal famoso “tallone di Achille”.
  • Olio essenziale di Camomilla Blu: Ottimo come antinfiammatorio delicato.
  • Foglie di Alloro: Sono state utilizzate storicamente per “tenere lontane le malattie”. L’Alloro è un ottimo antisettico con azione battericida.
  • Corteccia del Lapacho: Ha un’azione antibatterica ed antivirale e nello stesso tempo rispetta la flora batterica intestinale.
  • Olio essenziale di tea tree oil: Ha un potere antivirale e battericida degno di nota.
  • Semi di Finocchio: In particolare quelli del finocchietto selvatico, sono uno tra i migliori antifermentativi naturali.
  • Foglie di Rosmarino: Sono ideali in caso di flatulenza e meteorismo intestinale. La sua azione unisce l’attività antibatterica e quella antifermentativa.

Consigli aggiuntivi per un clistere casalingo efficace:

  • Procurati un irrigatore intestinale perché il suo utilizzo è più comodo e più efficace. É inoltre più igienico e permette di regolare il flusso di acqua. La regolazione è fondamentale perché un flusso lento non provoca dolore né fastidi.
  • Per ottenere il risultato migliore devi sapere cosa mangiare dopo il clisma. Ti consigliamo di mangiare alimenti ricchi di fibre e facilmente digeribili. L’obiettivo è favorire la crescita di una flora batterica intestinale sana e funzionale. Per una maggiore efficacia, ti consigliamo di prendere una compressa di fermenti lattici, e di bere 20ml di Succo di Aloe Vera con Polpa.

Glicerolo e Sodio Fosfato: Alternative ai Clisteri Tradizionali

Tra i rimedi più utilizzati per alleviare la stitichezza troviamo il Glicerolo e i Clisteri, spesso a base di sodio fosfato.

Il glicerolo può essere assunto per via orale, tramite dei microclismi o delle supposte.

Questi presidi, grazie alla loro azione diretta sull'intestino, offrono un sollievo rapido ed efficace.

Glicerolo

Il glicerolo, noto anche come glicerina, è un composto presente naturalmente nell'organismo umano e animale, ed è derivato dal metabolismo degli acidi grassi.

In ambito medico, è ampiamente utilizzato per le sue proprietà osmotiche.

Il glicerolo, infatti, è in grado di richiamare acqua all'interno dell'intestino, ammorbidendo le feci e facilitando l'evacuazione.

Questo lo rende un ingrediente chiave in diversi prodotti lassativi, come le perette, i microclismi e le supposte.

Sodio Fosfato

Il Sodio fosfato è un composto inorganico, formato da ioni di sodio e fosfato.

È spesso utilizzato sotto forma di sale, come il fosfato di sodio monobasico o dibasico.

Agisce come un lassativo osmotico, cioè richiama acqua nell'intestino, aumentando il volume delle feci e stimolando il movimento intestinale.

Viene spesso utilizzato in preparazioni per esami diagnostici o per trattamenti di stitichezza severa.

Il Sodio fosfato è comunemente impiegato come lassativo evacuativo, spesso prima di esami come la colonscopia.

Agisce rapidamente e può essere usato per pulire completamente l’intestino.

Il Glicerolo, invece, funziona come un idratante e un emolliente.

Quando utilizzato in forma di supposta o microclisma, richiama acqua nell'intestino e ammorbidisce le feci, facilitando l'evacuazione in modo più delicato.

Viene utilizzato principalmente in supposte o microclismi per trattare la stitichezza lieve o occasionale.

È più delicato e sicuro anche per bambini e anziani.

Microclismi: Cosa Sono e Come Utilizzarli

I microclismi sono un tipo di trattamento medico utilizzato per alleviare il disagio e promuovere la salute intestinale.

Questa pratica è conosciuta da secoli e si basa sull'introduzione di una soluzione liquida nel retto per stimolare l'evacuazione delle feci.

Un microclisma è una procedura medica che prevede l'introduzione di una piccola quantità di soluzione liquida nel retto per scopi terapeutici.

È utilizzato principalmente per favorire l'evacuazione delle feci o per somministrare farmaci localmente nell'area rettale.

Il microclisma viene eseguito utilizzando un'apposita siringa o un clistere a forma di sacca contenente una soluzione specifica, come una soluzione salina o glicerina.

La soluzione viene inserita delicatamente nel retto attraverso il tubo del clistere o della siringa.

Una volta inserito, il liquido stimola le pareti intestinali e può contribuire ad ammorbidire le feci, facilitandone l'eliminazione.

Il microclisma viene spesso utilizzato per il trattamento della stitichezza occasionale o per preparare l'intestino prima di procedure mediche o interventi chirurgici.

Può anche essere utilizzato per somministrare farmaci localmente nell'area rettale, ad esempio per il trattamento di infiammazioni o infezioni.

In generale, è consigliabile tenere il microclisma nel retto per almeno 5-10 minuti, o secondo le indicazioni del produttore o del professionista sanitario.

Questo periodo di tempo permette alla soluzione di agire adeguatamente sulle feci e facilita l'evacuazione.

Come fare un microclisma:

  1. Prepara tutto il necessario: Assicurati di avere a disposizione il microclisma prescritto, guanti monouso, salviette umidificate o carta igienica, e un luogo comodo e privato per eseguire la procedura.
  2. Lavati le mani: Prima di iniziare, lavati accuratamente le mani con acqua e sapone per prevenire l'insorgenza di infezioni.
  3. Prepara il microclisma: Segui le istruzioni fornite con il microclisma per aprirlo correttamente. Assicurati che la soluzione sia a temperatura ambiente per evitare fastidi durante l'applicazione.
  4. Posizione corretta: Trova una posizione comoda, ad esempio sdraiato sul fianco sinistro con le ginocchia piegate verso il petto. Puoi anche assumere la posizione di squat sul water.
  5. Applica il lubrificante: Utilizza una piccola quantità di lubrificante sulle estremità del tubo del microclisma per agevolare l'inserimento.
  6. Inserisci delicatamente il tubo: Con movimenti lenti e delicati, inserisci il tubo del microclisma nel retto. Assicurati di non forzare e di mantenere una sensazione di comfort durante l'inserimento.
  7. Spremi il contenuto: Dopo aver inserito il tubo nel retto, spremi lentamente il contenuto del microclisma nella cavità rettale. Segui le istruzioni fornite con il prodotto per la quantità esatta da utilizzare.
  8. Rimuovi il tubo e mantieni la posizione: Dopo aver svuotato il contenuto del microclisma, rimuovi delicatamente il tubo e mantieni la posizione per almeno 5-10 minuti. Questo permette alla soluzione di agire efficacemente sulle feci.
  9. Evacua le feci: Dopo il tempo di ritenzione consigliato, dirigiti verso il bagno e evacua le feci. Se non si verifica l'evacuazione entro un tempo ragionevole, consulta il medico.
  10. Pulizia e igiene: Dopo aver eseguito il microclisma, pulisci attentamente l'area anale con salviette umidificate o carta igienica. Assicurati di lavare bene le mani con acqua e sapone.

È importante sottolineare che le istruzioni fornite qui sono solo una guida generale e che è necessario seguire le indicazioni specifiche del proprio medico o farmacista per l'uso corretto del microclisma.

Idrocolonterapia: Un Approccio Più Approfondito

L’idrocolonterapia è una pratica medica che rappresenta l’evoluzione tecnologica dei tradizionali clisteri.

Questa viene normalmente utilizzata come preparazione per procedure mediche, come per esempio la colonscopia, l’esame che permette di verificare direttamente lo stato di salute della mucosa intestinale e che richiede l’eliminazione delle feci dal tubo enterico.

Dal punto di vista medico, l’idrocolonterapia offre molteplici vantaggi in termini di efficacia, igiene e comfort.

Ciò che differenzia l’idrocolonterapia dal suo predecessore clistere è che con questo metodo tecnologico, il lavaggio con acqua depurata non si limita all’ampolla rettale, ma risale fino all’intestino cieco, ripulendo tutto il tratto dove si depositano le scorie, fino al limite naturale dell’intestino superiore, ovvero la valvola ileo-cieco-colica.

È proprio per questo motivo che spesso l’idrocolonterapia viene utilizzata per ripulire l’intestino, eliminando il materiale di scarto e i batteri dal corpo.

Grazie al suo meccanismo d’azione, secondo alcuni specialisti l’idrocolonterapia può essere considerata un valido alleato nel trattamento della stitichezza, soprattutto per le persone anziane.

Questo perché l’azione meccanica sulla mucosa terminale dell’intestino e la presenza di acqua depurata sarebbe in grado di favorire uno sblocco della massa fecale.

Sicurezza e Precauzioni

Il clistere è sicuro se usato correttamente.

Ad ogni modo, le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo.

Con l'uso di clisteri lassativi, possono, ad esempio, manifestarsi crampi addominali più o meno intensi e irritazione a livello locale.

Potrebbero essere presenti altre controindicazioni o condizioni che necessitano particolare cautela nell'esecuzione del clistere.

Se fatto nel modo corretto il clistere fatto in casa è sicuro e privo di controindicazioni.

Come in tutte le cose, dobbiamo fare attenzione e prendere le precauzioni necessarie.

  • Usa strumenti specifici per clisteri: i kit in commercio sono fatti di materiali studiati apposta per l’utilizzo.
  • Usa un lubrificante naturale: va benissimo anche l’olio di oliva che usi per cucinare, o l’olio di mandorle.

È sempre consigliabile consultare un medico o un farmacista prima di utilizzare qualsiasi tipo di clistere, specialmente in caso di condizioni mediche preesistenti o dubbi sull'uso corretto.

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