Molti appassionati di macchinari agricoli e fai da te si trovano spesso a voler migliorare le funzionalità del proprio trattore. Una delle modifiche più utili è l'aggiunta di prese idrauliche, che permettono di utilizzare una vasta gamma di attrezzi con mandata e ritorno.
Installazione di un Distributore Idraulico
Se desideri montare un distributore idraulico sul tuo trattore, come ad esempio un Lamborghini R360 DT, è fondamentale capire come fare la derivazione sui tubi esistenti.
Il trattore ha generalmente due tubi che partono dalla pompa, situata all'interno del cambio sotto il sedile. Uno di questi tubi va nella parte bassa della scatola del sollevatore, mentre l'altro va in alto, dove si trova il regolatore di velocità di salita e discesa.
Per prima cosa, è necessario identificare il tipo di distributore idraulico più adatto alle tue esigenze, tenendo conto della possibilità di collegare attrezzi con mandata e ritorno.
Flottante e Carry Over: Cosa Significano?
È importante comprendere i concetti di "flottante" e "carry over" per scegliere il distributore giusto.
Flottante: Si intende quando hai sia in andata che ritorno la presa libera. Ad esempio, se devi comandare una barra per taglio erba, questa deve sempre seguire il terreno. In questo caso, il pistone che alza la barra deve essere libero senza pressioni in andata e ritorno. Il distributore sulla via flottante avrà la leva che si muove in avanti e indietro normalmente, ma da un lato, se spingi un po' di più la leva, farà uno scatto e si blocca, aprendo entrambe le vie.
Carry Over: È un sistema che permette di scaricare l'olio in eccesso direttamente nella scatola dell'olio del sollevatore, evitando resistenze e ottimizzando il flusso.
Collegamento del Carry Over
Una domanda frequente è se sia possibile collegare l'uscita del carry over del distributore ausiliario al carry over del distributore già presente sul trattore.
In pratica, se il distributore del trattore ha già un carry over che scarica nella scatola dell'olio del sollevatore, si potrebbe pensare di "sdoppiare" l'attacco del carry over del trattore, collegandoci il carry over del distributore ausiliario.
Questo permetterebbe di avere una gomma unica, senza dover collegare il nuovo distributore direttamente sopra alla scatola del sollevatore, semplificando l'installazione.
Tuttavia, è fondamentale assicurarsi che l'olio scarichi dove non trova resistenza, andando direttamente nella scatola del sollevatore senza entrare nel distributore.
Problemi Comuni e Soluzioni
Un errore comune è collegare il sollevatore ad uno scarico oppure in parallelo. Questo può causare il malfunzionamento del sollevatore, che potrebbe funzionare solo se si utilizza la leva del distributore originale.
È essenziale verificare di non aver invertito l'uscita carry over con quella in scarico e di aver utilizzato la bussola corretta per la modifica.
Per risolvere questi problemi, è utile seguire uno schema di collegamento preciso. In pratica, si attacca l'uscita carry all'ingresso del nuovo distributore, e si manda in scarico quello che originariamente andava al sollevatore. Per quanto riguarda il nuovo distributore, l'uscita T va allo scarico e il carry over va collegato al sollevatore.
È cruciale essere sicuri delle uscite del distributore originale e verificare di non aver sbagliato qualche ingresso.
Realizzazione di un Motocompressore Fai da Te
Un altro progetto interessante è la costruzione di un motocompressore fai da te, utile per alimentare attrezzi pneumatici per la potatura e la raccolta delle olive.
Questo progetto prevede l'assemblaggio di vari componenti recuperati da vecchie macchine non più utilizzabili e montati su un telaio fissato al timone del rimorchio.
Il motocompressore viene azionato dalla presa di forza del trattore, con la velocità adattata mediante pulegge.
Recupero e Predisposizione al Montaggio
Il primo passo è smontare un vecchio motocompressore e un compressore elettrico per selezionare i componenti ancora funzionanti. Ad esempio, si può utilizzare il gruppo di compressione a 2 cilindri del motocompressore e la bombola del compressore elettrico.
Le parti meccaniche funzionali vanno rimosse e la bombola deve essere preparata per essere collocata su un nuovo supporto.
Serbatoio e Collegamenti
Una volta preparati i componenti, si procede con la costruzione del telaio di sostegno, che deve essere molto robusto per reggere anche il sistema di tensionatura delle cinghie delle pulegge.
Il collegamento pneumatico tra il compressore e il serbatoio viene realizzato con tubo di rame, curvato e tagliato a misura per il collegamento filettato con un raccordo a pipa.
Infine, si rimontano i filtri dell'aria e si vernicia il tutto per proteggere i componenti dalla ruggine.
Trasmissione e Pulegge
La grossa puleggia doppia è una buona base di partenza per calcolare le dimensioni della seconda puleggia. Si commissiona a un'officina meccanica la costruzione della seconda puleggia e dell'albero di trasmissione conico.
Telaio di Sostegno
Il telaio di sostegno del compressore deve essere molto robusto perché regge anche il sistema di tensionatura delle cinghie delle pulegge, con l’innesto dell’albero cardanico. Si realizza quindi con tubolare a sezione quadrata, di buono spessore, e si taglia con segatrice a nastro con cui si ottengono troncature a 45° di ottima precisione.
Verniciatura e Montaggio Finale
Si toglie tutta la vecchia vernice dalla bombola con una spazzola di ferro montata sulla smerigliatrice angolare. Dopo aver applicato alcuni tappi ai raccordi, si vernicia a spruzzo la bombola; sono necessarie almeno tre mani per fornire un buono spessore di copertura e protezione del metallo. Anche il gruppo motore-cilindri di compressione viene riverniciato, in questo caso di rosso, mentre al telaio di sostegno si dà il grigio alluminio.
Al termine si monta il motore sui silent-bloc, i cui dadi vanno stretti senza esagerare; per evitare che si svitino per le vibrazioni si mettono rondelle dentellate.
Il Sollevatore Idraulico: Componenti e Funzioni
Il sollevatore idraulico è un componente essenziale per gestire le attrezzature portate e semi-portate. Utilizza l'energia accumulata sotto forma di pressione dall'olio, generata da una pompa idraulica, per sollevare gli attrezzi durante le svolte a bordo campo e nel trasporto su strada.
Il sollevatore idraulico trasmette lo sforzo di trazione all'implement, lo alza o abbassa per mantenere una determinata posizione e regola gli sforzi trasmessi da esso al trattore.
Componenti del Sollevatore
- Pompa idraulica: Eroga un flusso di olio con una pressione fino a 180-200 bar nel circuito.
- Cilindri idraulici: Realizzati in acciaio, ospitano un pistone che scorre grazie al flusso d'olio in pressione e agisce su una leva calettata sull'albero per il comando dei bracci del sollevatore.
- Attacco a 3 punti: Comprende due bracci inferiori, un terzo punto (regolabile in inclinazione e lunghezza), tiranti meccanici e catene registrabili per la riduzione dell'oscillazione laterale.
Modalità di Utilizzo del Sollevatore
- Posizione controllata: Mantiene le attrezzature in una posizione fissa rispetto alla superficie del terreno.
- Sforzo controllato: Mantiene costante il tiro richiesto al trattore cambiando in automatico la profondità operativa degli attrezzi al variare delle condizioni del terreno.
- Flottante: Evita l'intervento del sollevatore durante il lavoro e consente alle attrezzature con ruote o slitte di appoggiarsi liberamente sul terreno, seguendone il profilo.
Sollevatori Meccanici ed Elettronici
I sollevatori possono essere controllati meccanicamente o elettronicamente. I modelli più recenti ed evoluti sono gestiti tramite elettronica, con interruttori e potenziometri raggruppati sul bracciolo a lato del posto guida e dotati di sensori per il controllo dello sforzo.
Motocompressore Fai da Te: Recupero e Montaggio
Visti i prezzi di mercato, l’esigenza di alimentare attrezzi pneumatici per la potatura e la raccolta delle olive ha spinto il nostro lettore Sergio Mosca a intraprendere un progetto di autocostruzione di un motocompressore fai da te assemblando vari componenti recuperati da vecchie apparecchiature dismesse e non completamente funzionanti.
Il macchinario da costruire è di fatto un motocompressore fai da te con accumulo d’aria, capace di alimentare diverse bocchette con attacco rapido. La sua collocazione, sul timone del rimorchio, è strategica non solo perché risulta comoda sotto il profilo operativo, ma anche per la necessità funzionale di azionare il compressore con un albero cardanico, collegato alla presa di forza del trattore.
Oltre alla capacità di assemblare pezzi provenienti da macchine diverse, quello che mette veramente alla prova, in questo tipo di costruzioni, è la realizzazione del collegamento meccanico con l’albero cardanico del trattore, tenuto conto della necessità di adattarne la velocità di rotazione.
In più, il tutto deve essere montato su un telaio di sostegno con possibilità di essere rimosso, che sia robusto, ma senza ingombrare.
Il vecchio motocompressore va smontato per selezionare i componenti ancora in grado di funzionare. è composto da un motore a 4 tempi il cui albero aziona i cilindri di una parte meccanica annessa, incaricata di comprimere l’aria. Il motore è irrecuperabile, mentre il telaio con ruote al momento non serve; quindi, per questo progetto si usa solo il gruppo di compressione a 2 cilindri.
Un altro attrezzo, il compressore elettrico, versa in analoghe condizioni; qui è il gruppo di compressione a essere disastrato, mentre la bombola, a parte un po’ di ruggine superficiale, può ancora svolgere egregiamente il suo ruolo di accumulo aria.
Le parti meccaniche funzionali, cioè l’intero sistema di compressione con motore elettrico, cilindri e valvole varie, vanno rimosse. Poi, visto che la bombola va collocata su un nuovo supporto, bisogna togliere anche le ruote, inclusi gli attacchi saldati.
Con una smerigliatrice angolare si fa presto a far saltare le teste dei bulloni completamente arrugginiti e spianare i rilievi delle saldature delle staffe.
Lo smontaggio preventivo delle macchine di recupero permette anche di valutare cosa serve per mettere il tutto in collegamento funzionale.
La grossa puleggia doppia di Ø 350 mm, da tempo messa fra le cose preziose da tenere, è una buona base di partenza per calcolare le dimensioni della seconda puleggia, per poter incaricare un’officina meccanica della sua costruzione su specifiche.
Alla stessa si commissiona anche l’albero di trasmissione, conico da un lato con l’alloggiamento per la chiavetta di fissaggio della puleggia e maschiato per il cardano del trattore dall’altro, nonché il cannotto per i due cuscinetti, per un totale di 150 euro.
L’unica importante modifica da fare al rimorchio del trattore è lo spostamento del piede presente al centro del triangolo del timone. Questo ricade in posizione di ingombro per la nuova struttura da aggiungere; quindi, va dissaldato dalla traversa tubolare cui è fissato, per essere messo in seguito in posizione laterale, dove non interferisce col compressore.
Il telaio di sostegno del compressore deve essere molto robusto perché regge anche il sistema di tensionatura delle cinghie delle pulegge, con l’innesto dell’albero cardanico. Si realizza quindi con tubolare a sezione quadrata, di buono spessore, e si taglia con segatrice a nastro con cui si ottengono troncature a 45° di ottima precisione.
I pezzi sono uniti con saldatura ad arco, a formare una struttura che appoggia sul timone del rimorchio, assecondando esattamente la sua triangolarità.
La puleggia grande con il sistema di trasmissione innestato si monta provvisoriamente per verifica delle quote.
Si monta il gruppo di tensionatura cinghie che, tramite barre filettate, resta appeso a due traverse; queste ultime vanno poi saldate ai montanti, prima con una puntatura per verificare che tutto sia ok, in seguito con una saldatura completa.
Il motore del compressore è fissato direttamente sulla struttura di sostegno; la mensola tubolare al di sopra è conformata per fornire appoggio alla piastra piegata a omega che deve reggere la bombola.
Si toglie tutta la vecchia vernice dalla bombola con una spazzola di ferro montata sulla smerigliatrice angolare. Così viene via anche la ruggine superficiale e non resta alcun residuo in distacco.
Dopo aver applicato alcuni tappi ai raccordi, si vernicia a spruzzo la bombola; sono necessarie almeno tre mani per fornire un buono spessore di copertura e protezione del metallo. Anche il gruppo motore-cilindri di compressione viene riverniciato, in questo caso di rosso, mentre al telaio di sostegno si dà il grigio alluminio.
Al termine si monta il motore sui silent-bloc, i cui dadi vanno stretti senza esagerare; per evitare che si svitino per le vibrazioni si mettono rondelle dentellate.
Il collegamento pneumatico fra il compressore e il serbatoio è fatto con tubo di rame. Una piegatubi idraulica permette di curvare il pezzo dove si vuole e di quanto necessario. Provandolo nella posizione definitiva, il tubo va tagliato a misura e terminato per il collegamento filettato con un raccordo a pipa; quest’ultimo si avvita nell’attacco centrale del serbatoio.
I filtri dell’aria, incrostati e leggermente arrugginiti, vanno rimessi a nuovo; si smontano e si lavano passandoli con un pennello intinto nel gasolio. Poi si passano con paglietta di ferro 00, riportando a nudo il metallo, infine si colorano a spruzzo. A vernice essiccata si rimontano mettendo all’interno una nuova spugnetta filtrante.
Il tubo in uscita dal serbatoio conduce l’aria all’interno del tubolare quadro che sta sotto; questo, sviluppandosi sui tre lati del serbatoio, permette di dispiegare una nutrita serie di prese dell’aria e di dispositivi di controllo, ovvero il manometro della pressione del serbatoio e un riduttore di pressione.
Prima di azionare la presa di forza del trattore bisogna verificare che le cinghie di trasmissione siano tensionate correttamente.
Bricchettatrice Fai da Te: Considerazioni Tecniche
La discussione sulla costruzione di una bricchettatrice fai da te solleva diverse questioni tecniche. È fondamentale valutare la possibilità tecnica di progettare una bricchettatrice, sfruttando l'esperienza accumulata nel campo delle pellettatrici.
Se si trova un ingegnere che realizza il progetto con i dovuti calcoli, si può procedere con la costruzione di un prototipo, che potrebbe richiedere modifiche per funzionare correttamente.
Una bricchettatrice idraulica con un motore da 2500W dovrebbe arrivare a una pressione sufficiente per "brichettare". Potrebbe essere necessario riscaldare il cilindro, e la temperatura della resistenza va dimensionata in base al calore necessario.
In Italia, la maggior parte delle persone ha un contratto Enel da 3.5kW, quindi è importante stare sotto i 3000W tutto compreso. Un'idea potrebbe essere quella di riscaldare il cilindro con la resistenza e poi staccarla per far partire la pompa idraulica. Si potrebbe anche coibentare il cilindro per mantenere la temperatura il più a lungo possibile.
Centralina Idraulica Universale Fai da Te
Un'altra idea interessante è la costruzione di una centralina idraulica universale. Anche se una centralina non può essere adatta a tutto, si potrebbero adattare gli attrezzi home-made alla capacità della centralina, rendendola più versatile.
Prevedere una pompa che sviluppi una buona pressione, meglio sarebbe doppia pompa, una per la portata e una pressione con la valvola di cui sopra e vedrai che aggiungendo poi una valvola per regolare la pressione ci puoi fare magari con "calma" ma ci fai quello che vuoi
Distributore idraulico 2 leve: Valvola monoblocco in ghisa d'acciaio, pressione fino a 250 bar, raccordi BSP standard G 1/2" e G 3/8". Il Distributore Idraulico a 2 leve con doppio effetto e portata nominale di 40 l/min è un componente versatile e robusto progettato per l'uso in sistemi idraulici ad alte prestazioni. Questo distributore idraulico è ideale per macchinari agricoli, impianti industriali e altri sistemi idraulici che richiedono un controllo preciso del flusso.
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