Realizzare un buon progetto è il punto di partenza migliore per poi realizzare un impianto di irrigazione valido e funzionale. Riportate le misure di tutti i lati su di un foglio di carta a quadretti, realizzando una prima mappa a mano che vi serve per annotare le misurazioni. Prendete le misure del perimetro, i lati lungo il perimetro esterno (recinzione) e lungo il perimetro interno (casa). Non occorre una grande precisione, 5 centimetri + o - non cambiano la sostanza del nostro progetto.
Progettazione dell'impianto
Disegnate poi le aree a pioggia (tappeto erboso, aiuole), e quelle a goccia (siepi, orto, ecc.) evidenziando alberi a chioma alta o bassa e le zone da irrigare esposte a nord. Segnate i dislivelli rispetto alla presa d’acqua. Se è già presente una pompa oppure utilizzerete l’acquedotto, calcolate la portata e la pressione alla fonte del vostro impianto. Pressione e portata sono facilmente determinabili se avete una pompa installata ( sommersa o di superficie); la pressione è riportata sul libretto di dotazione e solitamente è espressa in m.c.a. (metri colonna acqua), ed è espressa da un min. a un max ( ad es. prevalenza di 30 - 60 mt significa che la pompa fornirà una pressione minima e massima di 3 - 6 bar).
Determinate la portata e la pressione nominale del proprio impianto (fonte idrica): la portata (litri al minuto), nel caso la fonte idrica sia l’acquedotto si determina dal contatore oppure tramite un recipiente graduato ad esempio un secchio, ed aprendo completamente il rubinetto, si determineranno i litri erogati nell’unità di tempo. Nel caso il prelievo idrico sia effettuato da pozzo o lago o canale, la portata è riportata nel libretto tecnico della pompa e va da un minimo ad un massimo. La pressione si determina nel caso di acquedotto, tramite l’utilizzo di un manometro, da applicare tramite raccordo, al rubinetto. E’ importante, prima di procedere all’installazione dell’impianto, creare sulla carta i vari settori, in base alla portata della fonte idrica (pompa o acquedotto), e alla tipologia delle zone irrigue (zone omogenee).
Sulla piantina che abbiamo disegnato disponiamo gli irrigatori. La scelta e la disposizione degli irrigatori è vincolata dal lato più corto dell’area da irrigare. Dovendo lavorare con degli irrigatori che hanno un’area di lavoro circolare o semi circolare e non dovendo sbordare da questa area, il raggio dell’irrigatore non deve superare la lunghezza del lato corto. Gli irrigatori vanno disposti in modo che si sovrappongano al 100% del loro raggio, in pratica se utilizziamo irrigatori con raggio da 4 metri dobbiamo mettere un irrigatore ogni 4 metri. Questo tipo di irrigazione permette di irrigare le piantine direttamente alla radice senza bagnare le foglie e i fiori.
Per gli irrigatori statici, e solo per gli statici, la portata è in rapporto all’arco di lavoro. Nella tabella è indicata la portata per l’arco di 180°, per un arco di 90° la portata si dimezza mentre per un arco di 360° la portata raddoppia. L’acqua che alimenta il tubo gocciolante è bene che sia filtrata con un filtro a 120 mesh per evitare nel tempo la possibilità di occlusione dei gocciolatori.
Le zone del giardino hanno esigenze molto diverse in base alla diversa esposizione al sole. Tipi di irrigazione diverse non devono mai essere messi sula stessa linea di irrigazione perchè hanno tassi di precipitazione molto diversi tra loro e di conseguenza tempi di lavoro diversi. Raggruppiamo tutti gli irrigatori dello stesso tipo (statici, dinamici, goccia) presenti nella stessa area del giardino, e calcoliamo la portata complessiva necessaria per il loro funzionamento. 1. 2. 3. Le linee vanno fatte a albero con sezione a scalare seguendo le portate indicate in tabella, partite dall’elettrovalvola con la tubazione posta centralmente, della sezione adeguata alla portata complessiva della linea e fate delle uscite laterali dimensionate per la portata richiesta da ogni singola derivazione, in genere sezione d.20. Continuando a collegare le uscite laterali la portata della tubazione centrale diminuisce e potreste passare ad una sezione inferiore, adeguata alla portata residua della linea.
Tabella di riferimento
Per aiutarvi seguite i dati contenuti nella seguente tabella.
| Tipo di Irrigatore | Caratteristiche | Portata |
|---|---|---|
| Statico | Piccole aree, testina variabile | Varia in base all'arco di lavoro |
| Dinamico | Medie e grandi dimensioni, testina rotante | Varia in base al raggio d'azione |
| Goccia | Siepi, ortaggi, fiori | Bassa, per irrigazione lenta e mirata |
Scelta degli irrigatori
Non essendo il giardino un appezzamento regolare come un campo coltivato, si dovranno adottare sistemi di irrigazione con pop-up a scomparsa per il tappeto erboso, irrigatori a pioggia su colonnetta per le aiuole, ale gocciolanti per siepi, ortive, e per tutte le piante che non tollerano la bagnatura delle foglie (sviluppo di malattie fungine).
Sono adatti ad irrigare piccole aree ( fino a 500 mq e con forme irregolari) e sono dotati di una testina o ugello, che varia in base al raggio (gittata), e all’angolo di lavoro. Sulla testina è riportato di solito un numero seguito da una o più lettere; il numero indica la distanza di installazione in piedi (cm 30,5) consigliata tra un irrigatore e l’altro con pressione di 2,0 bar all’irrigatore. La/le lettere, indicano l’angolo di lavoro (F=full 360°- H=half 180° - T=terzo 120° - Q=quarto 90° - SQ=square quadrato - EST=end strip striscia finale - CST center strip striscia centrale - SST=side strip striscia laterale - B=bubbler ad allagamento - VAR angolo variabile. La pressione consigliata varia da 1,5 a 2,5 bar. Il raggio (gittata), varia da 0,80 a 5,5 mt. Sono disponibili sul web, le tabelle delle prestazioni degli irrigatori, fornite dalle aziende produttrici, molto utili per scegliere l’irrigatore più adatto in base alla zona da irrigare.
Sono i più usati nei giardini di medie e grandi dimensioni, hanno la testina rotante, il corpo ha dimensioni maggiori rispetto a quello degli statici, perché all’interno è posta una turbina e un sistema di ingranaggi che fanno ruotare la testina. Sono dotati di vite rompigetto per ridurre la gittata. Si tratta di irrigatori che hanno un raggio d’azione variabile dai 5 ai 20 metri e oltre. Naturalmente all’aumentare del raggio d’azione aumenta anche la portata d’acqua. La pressione di esercizio varia dai 2 ai 4 bar. La distanza di installazione consigliata è pari al raggio d’azione.
NOTA : mentre gli irrigatori statici hanno una portata proporzionale al settore di lavoro prestabilito, per mantenere tale proporzione con gli irrigatori dinamici, occorre cambiare il diametro dell’ugello in base alla superficie da irrigare, utilizzando un ugello inferiore per angoli inferiori e viceversa ( ad esempio ugello n. 2 per settori a 90° e ugello n. 3 per settori a 180°). Ad esempio, per un rettangolo, di 10 x 7 metri, si disegneranno prima i 4 irrigatori negli angoli. Si ha la bagnatura ottimale quando il getto dell’irrigatore raggiunge l’irrigatore opposto, quindi possiamo dire che la distanza ottimale tra un irrigatore e quello successivo, corrisponde al suo raggio d’azione.
Elencati sulla carta tutti gli irrigatori necessari ad irrigare tutte le zone a pioggia, si dovrà fare la somma delle portate di ogni irrigatore, e ottenere la portata totale in lt/min. Ho scritto 4 anche se il calcolo fornisce un risultato di 3 settori, perché si devono sempre tenere in considerazione le perdite di carico dell’impianto (vedi nei paragrafi successivi). Questo perché la pressione iniziale, cala progressivamente con la distanza, e non dovrebbe mai scendere oltre il 15-20%.
L’irrigazione a goccia si utilizza per siepi, ortaggi, fiori, bordure, alberi, aiuole, tramite l’ala gocciolante, che è un tubo forato a distanze equivalenti per tutta la sua lunghezza e al cui interno, in prossimità dei fori è posto un cilindretto o una piastrina con labirinto in cui il flusso dell’acqua viene rallentato, provocando il gocciolamento. Normalmente negli impianti di irrigazione dei giardini si utilizza il tipo pesante, pluri stagionale, che deve durare più anni. Nella prevalenza degli impianti domestici, per siepi e alberature si utilizza l’ala gocciolante diametro 16 o 20 mm, con distanza tra i gocciolatori di 30 cm e portata di 2,0 lt/ora. Le moderne ale gocciolanti permettono uniformità di distribuzione anche per lunghezze notevoli oltre i 200 mt.
Tutti questi elementi determinano, in base alla loro incidenza, una diminuzione progressiva della pressione iniziale, ed è buona norma, nel calcolo delle perdite di carico che non superino il 20% della pressione iniziale. Se la lunghezza della tubazione fosse di 50 mt le perdite di carico salirebbero a 0,5 bar, quindi si dovrebbe scegliere il diametro successivo: 32 mm.
Installazione dell'impianto
Iniziamo scavando superficialmente nel terreno i solchi e poi riempiamoli d’acqua. Per prima cosa svolgeremo il tubo per irrigazione all’interno del solco che abbiamo scavato, tagliandolo nei punti dove l’impianto effettua una curva o dove partono le derivazioni. Posizionato il tubo e ultimati i collegamenti tramite i raccordi, possiamo collegare gli irrigatori. Se l’impianto è realizzato in più zone, consigliamo l’installazione di un pozzetto dove posizionare le singole elettrovalvole e da cui far partire i tubi di irrigazione per le varie zone.
Si può prevedere anche l’inserimento di una valvola principale (master valve), da inserire tra la fonte idrica ed il/i gruppi valvole di comando. Il diametro della tubazione primaria deve essere sempre superiore alle tubazioni secondarie.
La profondità media dello scavo nei punti irrigatore deve essere non inferiore ai 35/40 cm, avendo cura di pulire il fondo da sassi o detriti. Evitare gli accavallamenti di tubazioni; se gli scavi passano su zone pietrose, riportare sabbia su fondo e pareti dello scavo. Inserire anche i cavidotti per cavi elettrovalvole, o posizionare i cavi se del tipo da interramento diretto.
Posizionare sul fondo dei pozzetti materiale drenante come pietrisco, per evitare ristagni d’acqua, e qualche mattone come appoggio per i gruppi valvola. I pozzetti devono essere posizionati in modo che il coperchio sia a livello con il terreno circostante. Connettere i cavi elettrovalvola, al cavo multipolare che dovrà essere collegato al programmatore, tramite connettori stagni . Il collegamento si esegue con cavi colorati, unendo un cavo comune a tutte le elettrovalvole e un cavo colorato per ogni elettrovavola (1 colore per settore), come in figura. Utilizzare un cavo multipolare con almeno 2 cavi in più del necessario per eventuali futuri ampliamenti dell’impianto di irrigazione.
Evitare di montare l’ultimo irrigatore di ogni settore, ma lasciare aperto il tubo per effettuare lo spurgo della linea prima del collaudo. La soluzione con presa a staffa è sicuramente la più adottata, economica e veloce. Cambiare punta, per allargare il foro che dovrà essere di diametro simile a quello della presa a staffa. Posizionare la parte inferiore della presa a staffa e quella superiore, con l’O-ring, al centro del foro; avvitare e stringere parzialmente le ali della presa staffa con i bulloni in dotazione, avendo cura di non fare cadere i dadi nella terra. Utilizzare una prolunga filettata (fissa o regolabile, meglio quest’ultima) , , tra la presa a staffa e l’irrigatore, importante nel caso di abbassamenti di terreno, per regolare l’altezza ottimale dell’irrigatore. Procedere allo stesso modo anche nel caso si utilizzino raccordi a compressione per il montaggio degli irrigatori , , in questo caso, dovrete tagliare il tubo per poter inserire il raccordo a Tee.
La valvola di spurgo si apre al di sotto di una certa pressione (0,2 - 0,5 bar), permettendo lo svuotamento dell’impianto di irrigazione. Sono dotate di filettatura maschio o femmina da ½ o ¾ e si montano su presa a staffa o raccordo a compressione. L’installazione deve avvenire all’aperto in zone non riparate da piante o costruzioni. Il collegamento al programmatore può avvenire tramite cavo o wireless.
Si utilizzerà un tubo di sezione adeguata ( 25 o 32 mm), che andrà posizionato utilizzando gli scavi effettuati. Per ultimo, installare, se sono previste zone irrigate a goccia, (ad esempio un orto o siepi, o alberature), un regolatore di pressione pre-tarato, prima dell’ala gocciolante, per evitare pressioni eccessive. Eventualmente utilizzare gli appositi picchetti di fissaggio ala gocciolante .
Si apriranno manualmente uno alla volta i settori, mediante ¼ di giro del solenoide dell’elettrovalvola e si lascierà funzionare funzionare l’impianto per qualche minuto, così da permettere la pulizia e lo spurgo del settore. A questo scopo, munitevi eventualmente di bottiglie vuote da acqua in pet da 2 lt, (oppure secchi vuoti), alle quali taglierete il fondo e le posizionerete sugli irrigatori che vi bagnano durante le operazioni di messa a punto. Controllate che i raccordi e le connessioni tra i tubi non perdono, e se tutto è ok, chiudete le trincee con la terra di scavo.
Consigli utili
- Installare una valvola di scarico in ottone ad ogni punto basso della linea di alimentazione.
- Utilizzare un tubo chiuso per realizzare un tunnel sotto i marciapiedi.
- Utilizzare una forbice tipo tagliatubi sul tubo in polietilene.
- Se non è richiesto il drenaggio, utilizzare un gomito a 90 gradi all’estremità della linea.
- Per drenare da un punto sotto quota verso l’irrigatore, utilizzare un gomito a 90 gradi.
- Da lì, è possibile collegare un irrigatore al braccio a gomito con una colonna montante filettata.
- Per effettuare una connessione unire i due gomiti con un tubo flessibile in polietilene e poi nastro di teflon sulle filettature. (Fase 12).Non è necessario usare fascette.
- Finire riempiendo il fosso con terreno e batterlo con martello di gomma. Reinterrare il fosso con terreno e comprimere il terreno con un martello di gomma.
- Quando vi trovate ad interrompere una tubazione continua, utilizzare la valvola a sella autofilettante accennato in precedenza (Fase 14).
- Per collegare l’irrigatore, installare sia un tubo flessibile (fase 12) o un montante filettato nella parte superiore del raccordo (Fase 15).
- Premere la sella del collarino delle valvole attorno al tubo fino a che si incastrano.
- La valvola di non ritorno di tanto in tanto si riempirà di acqua e quindi avrete bisogno di uno strumento di raccolta con un’intercapedine d’aria al di sotto di essa. Posizionare un tubo con un imbuto per consentire lo scarico a pavimento (Fase 19).
- Installare il pannello di controllo. Collegare i cavi delle elettrovalvole di zona al pannello di controllo.
Manutenzione dell'impianto
Controllare il funzionamento degli irrigatori periodicamente, pulendo gli ugelli otturati da terra o sedimenti; pulire anche i relativi filtri sottostanti. Questa manutenzione si esegue dalla parte superiore dell’irrigatore, asportando ugello e filtro, senza doverlo scavare dal terreno. Non usare oli o solventi per pulire gli irrigatori, ma solo acqua ed al limite sapone neutro.
In caso di malfunzionamento ( non apertura o chiusura dell’elettrovalvola), verificare che il foro al di sotto del solenoide non sia ostruito da impurità, o che il pistoncino del solenoide non sia grippato a causa di sporcizia o incrostazione, specialmente dopo lungo periodo di inattività. Se anche dopo questa operazione l’elettrovalvola non funziona, controllare la conducibilità elettrica del solenoide, mediante tester in posizione OHM, se il solenoide è rotto il tester non rileva alcun valore.
Pulire la massa filtrante ( a rete o dischi) periodicamente (almeno una volta al mese durante il periodo di utilizzo dell’impianto). Un filtro sporco o intasato può causare notevoli cali di pressione. Normalmente i programmatori non richiedono manutenzioni particolari visto il grado di affidabilità raggiunto (programmatori di marca). Tutti i programmatori da collegare alla rete elettrica (220Vac>24Vdc) sono dotati di fusibile di protezione e pila tampone per le memorie. Controllare questi 2 componenti in caso di malfunzionamento.
Controllare periodicamente il buon funzionamento della pompa (sommersa o di superfice), tramite lettura della pressione dal manometro. Il caso più frequente di ostruzione è dovuto alla presenza di sabbia nel fondo del pozzo, che provoca un calo di pressione. Esaminare anche il cuscinetto di supporto dell’albero della girante e che questa non sia incrinata. In tal caso portare la pompa ad un centro assistenza. Utilizzare all’altro capo del tubo di aspirazione una valvola di non ritorno con filtro perché il tubo di aspirazione e la cassa della girante nel caso di pompa centrifuga non autoadescante, deve essere sempre pieno d’acqua e se avete eseguito bene i collegamenti questa operazione sarà sufficiente eseguirla la prima volta. A fine stagione, nelle zone soggette a gelate, svuotare la pompa, togliendo il tappo di sfiato posto sul corpo della girante. In questo modo eviterete danni e rotture provocati da gelate.
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